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Parco Archeologico di Locri Epizefiri: la Magna Grecia sulla Costa dei Gelsomini

by Mimì

Ci troviamo in una meravigliosa zona della Calabria immersa fra il verde del Parco Nazionale dell’Aspromonte e il blu profondo del mitico Mar Ionio, in quella zona chiamata anche Costa dei Gelsomini o Locride, dal nome di una delle polis più importanti della Magna Grecia, cioè Locri Epizefiri! E’ proprio qui che potrete avere modo di visitare il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, il sito che racchiude le testimonianze di quello che può essere definito uno dei più importanti centri della cultura, dell’arte e della grandezza, dell’antica Magna Grecia!

4000 anni di Storia tutta da vivere, che portano a scoprire una città magno-greca, importante anche in età romana e tardo antica, come testimoniano i resti archeologici che qui si possono ammirare!

Sulla Costa dei Gelsomini, non incontrerete solo il suo splendidi mare e le sue coste, ma anche l’opportunità di scoprire e lasciarsi emozionare da grandi valori paesaggistici ed archeologici da non perdere assolutamente!

Vi porto a scoprire l’area, lasciando per qualche ora la splendida battigia dorata dei lidi antistanti la moderna città di Locri, certa che questa esperienza arricchirà la vostra “voglia di Calabria”!

Prendetevi del tempo e venite con me … 

Stele a Paolo Orsi davanti al Museo del Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di Reggio Calabria

Ingresso Museo Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di Reggio Calabria

Davanti al Museo, oggi in fase di ristrutturazione

 

La Locride ed il Parco Archeologico

di Locri Epizefiri:

Di cosa parlo e dove si trovano

 

Prima di portarvi a fare 4 passi nell’antica storia di Locri Epizefiri e farvi scoprire nel dettaglio ciò che qui avrete modo di vedere, credo sia il caso di inquadrare meglio dove ci troviamo, oltre ad elencarvi quali sono le sezioni che compongono il magnifico Parco Archeologico e i suoi principali riferimenti sul territorio locrese.

Sicuramente, questo potrà servirvi per meglio organizzare il tempo che volete mettere a disposizione per questa visita, ma anche per decidere quali altre zone nei dintorni del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, volete esplorare!

Vi assicuro che la tentazione non vi mancherà, in ogni stagione!

Il mio suggerimento è di organizzare un viaggio sulla Costa dei Gelsomini ad hoc, per poter scoprire i piccoli e grandi Borghi come Gerace, Stilo, Bova, Brancaleone, Staiti, Monasterace e il suo Parco Archeologico, la smisurata bellezza culturale e paesaggistica dell’area grecanica, delle zone calanchive di Palizzi, dei borghi fantasma come Pentedattilo o Brancaleone Vetus, dei musei e delle altre aree archeologiche della zona!

Oppure, potrete prendere spunto per i mille percorsi di Trekking ad alto valore naturalistico che si snodano fra i sentieri del Parco Nazionale dell’Aspromonte e la splendida costa ionica di Reggio Calabria!

Avete solo l’imbarazzo della scelta, ma in tutto questo sarete sempre immersi nella grande accoglienza e ospitalità che contraddistingue tutta la Calabria e quest’area in particolare!

Dove anche l’eno-gastronomia tipica ha i suoi perchè, ed affonda le radici nell’originaria cultura magno greca!


Dove si trova su Google Maps l’area

del Museo e del Parco

Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri

 

Antica Mappa della Calabria con il Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di reggio Calabria sulla Costa dei Gelsomini

antica mappa della Calabria

 

Dal punto di vista prettamente schematico, il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, si suddivide e ricomprende le seguenti aree:

  • L’area oggetto di scavo, che costituisce il nucleo centrale del Parco archeologico e che al suo interno è suddiviso in diverse zone, che prendono il nome delle località. Di tutto questo e del Complesso museale Casino Macrì, che conserva le testimonianze riconducibili all’età romana e tardo-antica nell’area, ve ne dettaglierò avanti in questo stesso articolo; 

 

  • Il Museo Archeologico Nazionale di Locri, che si trova all’ingresso dell’area di scavo nel Parco. Al momento è in fase di risistemazione e quindi non è possibile visitarlo. Alcune delle principali opere che si trovavano al suo interno, è possibile ammirarle presso la sede museale di Palazzo Teotino-Nieddu-Del Rio, a Locri città, altre sono da sempre esposte al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Avendo avuto modo di visitare il Museo di Locri in precedenza alla sua chiusura per restauro, vi parlerò e farò vedere alcuni dei magnifici reperti custoditi al suo interno!

 

  • Qui sotto invece trovate su mappa, la geo-localizzazione su Google Maps, della sede museale temporanea di Palazzo Nieddu del Rio, nell’odierna città di Locri.

tempio ionico di Marasà Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di Reggio Calabria

Tempio ionico di Marasà

Alle origini del Parco

Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri

4 passi nella Storia della Locride

Una storia antica ricca e fiorente quella della Locride!

Una storia di cui vale la pena fornire un sia pur breve accenno, per meglio comprendere la visita al Parco Archeologico di Locri Epizefiri, al suo Museo, ma anche a tutti i siti magno-greci che troverete lungo le coste della Calabria, oltre che ai al MaRC di Reggio Calabria!

Una storia ultra-millenaria, quella della “Locride calabrese”, preesistente all’arrivo dei coloni greci provenienti dalla regione della Locride greca (la Locride ubicata nella Grecia centrale), che sbarcarono sulle coste ioniche, nella zona di Capo Zefirio, oggi Capo Bruzzano, fra l’ottavo e il settimo secolo avanti Cristo.

capo Bruzzano sulla Costa dei Gelsomini dove sbarcarono i coloni greci

Capo Bruzzano al Tramonto

le piscine di Capo Bruzzano sulla costa ionica di Reggio Calabri

Capo Bruzzano

Ci troviamo su di un’area che ben rispondeva ai requisiti degli antichi coloni greci: clima mite tutto l’anno, posizione strategica per gli scambi commerciali ma anche ai fini difensivi, vicinanza con la madrepatria e non da ultimo, una certa somiglianza paesaggistica con la Grecia, che non guastava!

Se siete già stati in Grecia, potrete sicuramente anche voi percepirne le assonanze!

Ben presto la polis di Locri Epizefiri divenne una città ricca e aristocratica, senza nascondere le proprie velleità espansionistiche.

L’organizzazione interna di questa polis magno-greca, brillava grazie al fatto di essere stata una delle prime città ad avere una sorta di primigenius ordinamento giuridico scritto, al quale tutti i cittadini dovevano sottostare.

Codici e leggi scritte da un grande personaggio locrese di nome Zaleuco, riconosciuto poi come il primo legislatore del mondo occidentale!

Leggi adatte al tempo ovviamente, che oggi possono apparirci  anche “dure” ma che diedero a Locri una grande pace e stabilità interna.

Uno degli aspetti più interessanti della vita nella società locrese del tempo, era il prestigio che le donne avevano, derivato dai “diritti giuridici” posseduti e dal ruolo esercitato nei riti sacri della città e nella religiosità a livello privato!

Tanti aspetti che si legano anche al culto predominante di Persefone e di Afrodite ad esempio, oggi chiaramente identificabili nei reperti provenienti dal Parco Archeologico di Locri Epizefiri, e che per lungo tempo hanno fatto pensare ad una sorta di ordinamento matriarcale della società locrese!

Tornando ai personaggi locresi che hanno lasciato un’impronta nel tempo, come non ricordare fra gli altri, il filosofo Timeo o la grande poetessa Nosside, i cui versi sono molto affini a quelli di Saffo! 


testa di statua risalente alla Magna Grecia nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di Reggio Calabria Manico di specchio in bronzo risalente alla Magna Grecia rinvenuto Parco Archeologico di Locri Epizefiri in provincia di Reggio Calabria

Due splendidi esempi di reperti archeologici provenienti dall’Area di scavo nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri – Foto scattate nel Museo, oggi in fase di restauro

 


Fra il VII e il VI secolo a.C Locri Epizefiri accresce la sua potenza e la sua presenza nell’area, fondando le colonie di Hipponion e di Medma, i cui siti archeologici potrete visitarli nelle moderne città di Vibo Valentia e di Rosarno.

Una mossa, quella sopra indicata, tendente anche ad arginare l’espansione delle altre vicine colonie magno-greche di Rhegion (Reggio Calabria) e Kroton (Crotone).

Colonie amiche/nemiche, alleate e contrapposte a momenti alterni per una importante supremazia! Guerre spesso cruente come la mitologica “Battaglia sul Fiume Sagra” combattuta nel 550 a.C., che vide i locresi alleati e vincitori con la città di Reghion, contro la potente ed agguerrita Kroton.

Una vittoria che si ammantò ben presto di elementi leggendari, perchè le forze in campo deponevano a favore della predominanza numerica dei guerrieri di Kroton che invece alla fine furono sconfitti dai locresi. Le leggende locali raccontano di una vittoria, ottenuta grazie alla “presenza ed il supporto” sul campo dei Dioscuri (Castore e Polluce, mitologici figli di Zeus).

Viaggio in Calabria con i Travel Blogger le due statue dei Dioscuri rinvenute nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri Museo Archeologico di Reggio Calabriaa

Le statue dei Dioscuri ritrovate nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri, oggi esposte al MaRc di Reggio Calabria

Successivamente alla celebre battaglia, iniziò la parabola discendente della magno greca Locri Epizefiri che prima, dovette difendersi dagli attacchi di Rhegion, alleandosi con la vicina Siracusa e poi, dovette sottostare alle tirannide di Dionisio II scappato da Siracusa e rifugiatosi nella locride.

Si arriva così 216 a.C. anno in cui Lokroi Epizephyrioi, sconfitta da Annibale, entra a far parte del dominio romano.

Nel 204 a.C. dopo varie vicissitudini i romani concessero a Locri di poter mantenere in uso leggi e costumi propri legati all’origine greca, anche se  con il trascorrere del tempo parecchie zone dall’antica città man mano si stavano svuotando.

Locri Epizefiri veniva quindi romanizzata con l’istituzione del suo Municipium, nel 89 a.C. .

A dir la verità i romani non disdegnavano di certo permanere in questa zona, per il clima salubre dell’area e per la ricchezza delle produzioni agricole.

Non è un caso quindi che poco distante da Locri, si trovino i resti (ed i mosaici) della splendida Villa Romana di Casignana (in contrada Palazzi di Casignana)!


Alcuni dei Mosaici della Villa Romana un Contrada Palazzi di Casignana

mosaici romanici nella Villa Romana di Casignana contrada Palazzi, in provincia di Reggio Calabria

Mosaici romanici nella Villa Romana di Casignana

mosaici romanici nella Villa Romana di Casignana contrada Palazzi

Testimonianza di questa fase, sono i reperti di epoca romana rinvenuti nelle ultime campagne di scavo all’interno del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, e che ora sono custoditi nel cosiddetto Casino Macrì, di cui vi parlerò più avanti.

Con l’inizio delle scorrerie dei Saraceni sulle coste, gli abitanti di Locri Epizefiri si rifugiarono man mano verso l’interno, ponendo le basi alla creazione di quello che oggi è lo splendido Borgo di Gerace, l’antica Jerax, di cui vi ho già scritto in dettaglio.

Tutto ciò, fa già parte di un altro capitolo di questa appassionante Storia, che con l’inizio  del XIX secolo e l’arrivo della ferrovia, vide man mano ritornare le genti del posto verso le zone costiere.

La Ri-Scoperta della Città di

Locri Epizefiri e la creazione del Parco Archeologico

Con gli inizi del 1900 si apre la stagione della riscoperta dell’antica città di Locri Epizefiri, per merito dello straordinario intuito dell’archeologo di Rovereto, Paolo Orsi.

L’archeologo, condusse diverse campagne di scavo nell’area della città di Locri Epizefiri (1908 – 1915), portando alla luce fra l’altro, il Santuario di Persefone con i suoi splendidi pinakes votivi, il Tempio di Casa Marafioti, il Tempio ionico di Contrada Marasà, le statue dei Dioscuri e oltre 1700 tombe nella Necropoli magno greca.

L’interesse per il sito non venne mai meno, tanto che altri archeologi, fra i quali Paolo Enrico Arias (1940-1941) e Giulio Jacopi (1951), riuscirono a rivelare alcuni fra i mille segreti dell’antica grandezza di Locri Epizefiri.

Ma l’area del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, ha ancora molto da svelare, visto che le campagne di scavo continuano!

Pensate che al momento, solo il 20% circa di ciò che si trova ancora sepolto nell’immenso sito archeologico di circa 300 ettari di estensione, è stato riportato alla luce!

Solo in tempi recenti infatti, dal 2000 in avanti, si è svelata la parte romanica della sua antica storia!

Chissà quante sorprese ancora ci riserverà quest’area!

Perchè visitare il Parco Archeologico di Locri Epizefiri oggi

 

Quando penso ad una forma di viaggio adatto a viaggiatori e turisti di oggi, in fase di covid e post-covid, la Calabria è sicuramente una di quelle destinazioni che vi consiglierei, a prescindere dal mio essere nata in queste zone!

Si tratta di un turismo non di massa ma nemmeno elitario, adatto a coloro che sono in cerca di bellezza, relax, mare, spiagge, ma anche borghi, natura, montagne, cultura, storia, paesaggi, valori della tradizione ed ospitalità.

Un turismo che parte dalla consapevolezza che il patrimonio dei territori si può “carpire” e trasformare in esperienze ed emozioni da portare con sè, attraverso i 5 sensi.

In quest’ottica, venire in Calabria significa anzitutto “uscire dai luoghi comuni e dai pregiudizi”, ma soprattutto equivale anche a fare una vacanza o un viaggio che va oltre, anche “oltre il tempo”!

Un viaggio nei valori storici e in un patrimonio naturale e culturale, che non è costituito solo da ciò che vedete con gli occhi, poichè il senso della “percezione del tempo”, in Calabria, ha una dimensione diversa, integrata con ciò che vedrete e vivrete! Ve ne accorgerete da subito, anche solo sedendovi a fare una chiacchierata in un bar con la gente del posto!

Un viaggio slow, lento, che permette di vivere la seduzione e l’identità di territori antichi, immaginando per un attimo la Vita di un tempo! E ovviamente tutta l’area archeologica del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, è anche un invito a tutto questo!

 

 

Costi e informazioni utili per visitare il 

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Se siete alloggiati nella zona della Costa dei Gelsomini, sappiate che la cancellata di ingresso al Parco e al Museo, è ubicato sulla strada statale 106 ionica, poco distante dalla vicina città balneare di Locri.

Nella zona antistante troverete alcuni parcheggi e quindi, non ci sono problemi per la vostra auto!

Al momento, la struttura museale è in fase di risistemazione, e quindi la visita al suo interno non è possibile effettuarla. Al suo ingresso, troverete la biglietteria per accedere all’area archeologica.

Il costo del biglietto di ingresso intero “cumulativo” al Parco Archeologico e a Palazzo Nieddu del Rio, è di 6 Euro.

Se invece volete visitare solamente l’area archeologica di Locri Epizefiri, il costo del biglietto intero adulti è di 5 Euro, mentre quello ridotto è di 2 Euro.

In ottemperanza delle disposizioni anti-covid attuali, la visita è permessa solo con la mascherina, nelle giornate che vanno dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 sino ad un’ora prima del Tramonto.


Cosa vedrete nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Varcata la soglia d’ingresso al Parco, orientatevi secondo queste indicazioni schematiche, chiedendo alla biglietteria anche una piantina del sito.

Nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri, si possono distinguere due aree distinte: quella legata al periodo magno-greco e quella appartenente all’età romana e tardo-antica

L’antica città magno-greca è delimitata da circa 7 chilometri di cinta murarie, che racchiudono le aree sacre, dedicate in prevalenza a divinità femminili, i santuari, la necropoli e quelli che erano i quartieri abitati di Locri Epizefiri.

Elementi di particolare importanza urbanistica della polis magno-greca, sono:

  • il quartiere abitativo-artigianale di Centocamere, dotato di case, strade, fornaci e botteghe,
  • la struttura porticata,
  • il teatro del IV secolo a.C., rimaneggiato in epoca romana.

Seguendo le installazioni esplicative lungo il percorso, la prima area che incontrerete è quella del Santuario di Zeus Saettante, risalente al periodo compreso tra il V sec. a.C. ed il III sec. a.C..

Qui gli archeologi hanno rinvenuto parecchi manufatti in terracotta con la raffigurazione di Zeus intento a lanciare saette.

A seguire troverete il tempio ionico di Marasà

Si tratta di un tempio proto-arcaico, uno dei più antichi della Magna Grecia, fra i più indagati dagli archeologi negli ultimi due secoli, anche per i mille segreti che ancora racchiude!

La sua struttura originaria, risale a metà del VII sec. a.C. ma nel tempo subì diverse modifiche ed ampliamenti. Non è ancora stato chiarito se il Santuario di Marasà fosse dedicato al culto di Afrodite, di Zeus o dei Dioscuri.

E’ in questo tempio in cui gli archeologi, sono riusciti a rinvenire i reperti più interessanti dell’area, come il gruppo marmoreo dei Dioscuri o l’elegante statua acefala della Nereide. Le statue dei dioscuri, numi tutelari della città di Locri, vennero rinvenute da Paolo Orsi negli scavi nell’area archeologica di Contrada Marasà.

Il magnifico gruppo marmoreo, decorava il frontone occidentale del tempio ionico. 

Entrambi i reperti li potrete ammirare nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Appartengono al tempio ionico i resti di un bothros un tempo rivestito dal cosiddetto “Trono Ludovisi”, oggi conservato a Roma nel Museo Nazionale di Palazzo Altemps.

“Trono Ludovisi", oggi conservato a Roma nel Museo Nazionale di Palazzo Altemps

“Trono Ludovisi”, oggi conservato a Roma nel Museo Nazionale di Palazzo Altemps


Si trova invece ai piedi della collina della Mannella al di fuori delle mura urbane e vicino alla struttura dell’antico Teatro (unica struttura non sacra riportata sin ora alla luce), l’area sacra dedicata a Persefone, non un vero e proprio tempio quanto un “recinto sacro”, all’interno  del quale l’archeologo Paolo Orsi localizzò il thesauros locrese.

Si trattava di una struttura a pianta quadrangolare realizzata nell’area nord -orientale del santuario, con un pozzetto centrale, un’area connessa a rituali e con un importante deposito votivo, definito dallo stesso archeologo “la grande favissa”.

Al suo interno vennero rinvenute preziose ceramiche di epoche diverse, un grande deposito di pinakes, frantumati prima di essere depositati, statuette e altarini fittili e ancora, ceramiche corinzie e attiche, a figure nere e rosse.

Sono i pinakes però, le splendide tavolette ceramiche votive qui ritrovate, ad avere svelato gran parte delle consuetudini e le modalità del culto locrese legato alla dea Persefone. Quadretti votivi policromi di grande pregio in bassorilievo, prodotti nelle botteghe artigianali locali, che ben evidenziano l’importanza religiosa del sito, ma anche quella economica.

Molte di queste tavolette sacre, oggi fanno parte delle esposizioni museali del Museo Archeologico di Locri (al momento chiuso) ed di quello di Reggio Calabria.

Non posso nascondere il fatto di essere da sempre affascinata dalla Storia della Magna Grecia e che, ogni volta che torno a Reggio Calabria, non manco di fare una capatina al MArRC di Reggio Calabria, anche per ammirare i celebri pinakes, di cui vi condivido “qualche foto”.

Che ne dite? Non sono fantastici?

altarino fittile con la Nike alata a Locri Epizefiri

Altarino fittile con la Nike alata

Prima di lasciare la parte del Parco Archeologico di Locri Epizefiri dedicato al periodo della Magna Grecia, voglio invitarvi a “sostare”, sognare, immaginare e guardare ad altre tre zone significative di questa splendida area archeologica: Centocamere, località Lucifero, il Santuario di Zeus Olimpio e Casa Marafioti.

Della zona di Centocamere, vi ho già fatto cenno scrivendo del Santuario dedicato a Persephone!

Si tratterebbe della zona “abitativa” dell’antica Locri, un quartiere di artigiani, artisti, botteghe e commercianti. In quest’area è stato identificato un altro Santuario  importante, risalente intorno al VII secolo a.C., dedicato alla Dea Afrodite e la cosiddetta “Casa dei Leoni”.

Località Centocamere a Locri Epizefiri

Centocamere

La Casa dei Leoni nel sito archeologico di Locri Epizefiri

L’area della Casa del Leoni nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri

La struttura del Santuario, una stoa a forma di ferro di cavallo rivolta verso il dirimpettaio Mar Jonio, insieme ad altri indizi, hanno fatto ipotizzare che in prossimità di quest’area si esercitasse la “sacra prostituzione”.

Altre due zone della grande area archeologica di Locri Epizefiri, sono di rilevante importanza per gli scavi e le ricerche archeologiche ancora in corso: la zona del “Tempio di Casa Marafioti” e il “Tempio di Zeus Olimpio”.

Il Tempio di Casa Marafioti fu già in passato oggetto di indagini archeologiche da parte dell’archeologo Paolo Orsi.

Proprio qui venne recuperata la splendida statua in terracotta policroma del cosiddetto “Cavaliere di Marafioti”, oggi esposta al Museo Archeologico di Reggio Calabria.

L’area del “Tempio di Zeus Olimpio”, ubicato in Contrada Pirrettina, è quella oggi oggetto di maggiore attenzione, da parte degli archeologi.

Il tempio non è stato ancora rinvenuto, ma è stata portata alla luce una teca cilindrica, chiusa da un pesante coperchio, con all’interno diverse tavolette bronzee con incise informazioni finanziarie, prestiti ed altri dati, rilevanti le condizioni economiche degli abitanti dell’antica città di Locri!

Il contenuto della teca (39 tabelle bronzee) venne inizialmente depredato.

Il piccolo tesoro dell’Archivio del Santuario, per fortuna, venne successivamente in parte recuperato ed oggi lo trovate esposto al Museo di Reggio Calabria. Ho avuto modo di poterle ammirare e quindi, ve ne condivido la loro bellezza!


L’epoca romana nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri:

L’esposizione museale di Casino Macrì

 

Ma la visita al Parco Archeologico di Locri Epizefiri prosegue verso la zona che custodisce le testimonianze e i reperti risalenti all’epoca romana dell’antica città locrese.

Il punto da cui si snoda la scoperta di quest’area, ruota intorno all’edificio dell’antica masseria ottocentesca padronale del“Casino Macrì”, un tempo parte del Podere delle Centocamere, di proprietà dei baroni Macrì.

Si arriva sin qui dopo una piacevole passeggiata immersi fra i colori ed i profumi della vegetazione mediterranea, portando con se le mille suggestioni dei santuari magno greci visti e quelli che spero vengano riportati alla luce!

La masseria e le case che la contornano, hanno inglobato in modo conservativo le antiche strutture termali di epoca romana, che già in parte l’archeologo Paolo Orsi aveva identificato e mappato agli inizi del 1900.

In epoca romana, questo spazio aperto, posto in posizione sopraelevata rispetto alla campagna circostante, si pensa possa anche essere stato un punto per scambi commerciali, collegato con la piazza del foro, il cuore della vita pubblica della città romana, dell’antica città di Locri Epizefiri.

I lavori di risistemazione del Casino Macrì ebbero inizio nel 1999, congiuntamente all’avvio di una campagna di scavi dedicati all’aerea romana del sito archeologico di Locri Epizefiri.

Una campagna proficua che nel 2003 vide il ritrovamento della magnifica statua del Togato di Petrara, un personaggio sicuramente in vista del tempo, nel Municipium locrese!

Statua del Togato di Petrara nel Casino Macrì epoca romana nel sito di Locri Epizefiri

La Statua del Togato di Petrara

Nel 2009, l’area museale del Casino Macrì, approntata definitivamente, è stata quindi aperta al pubblico.

Le importanti evidenze archeologiche romane rinvenute nella città greca di Locri Epizefiri, sono la dimostrazione dei privilegi che questa ha avuto sino al IV sec. d.C..

Vasca in Breccia di Aleppo all'esposizione museale del Casino Macrì a Locri epizefiri

Vasca in Breccia di Aleppo all’esposizione museale del Casino Macrì a Locri

L’impianto termale romano lo potete ammirare nelle zone esterne alla Masseria.

Comprende una serie di spogliatoi, latrine collegate ad un sistema di canalizzazione fognario e a seguire il frigidarium, il tepidarium e il calidarium.

Al secondo piano del Casino Macrì, sono invece esposti reperti di grande interesse, fra i quali la preziosa Vasca in “Breccia di Aleppo”, un raro marmo proveniente dall’Isola di Chio e molti altri reperti.

Foto-gallery con alcuni ambienti delle terme romane e reperti nell’esposizione museale del Casino Macrì


Il miglior modo di conoscere questi luoghi ricchi di storia e di storie antiche, è venire qui sulla costa dei Gelsomini in provincia di Reggio Calabria e lasciarvi sorprendere dalla bellezza che troverete!

Se quello che ho scritto sul Parco Archeologico di Locri Epizefiri in questo articolo vi è piaciuto, non esitate a condividerlo!

Se volete ricevere ulteriori approfondimenti su quanto qui potete leggere, scrivete pure di seguito nei commenti: risponderò alle vostre domande!

Al prossimo Spunto di Viaggio by Mimì!

Lasciatevi Ispirare … e Stay Tuned per il prossimo articolo!

 

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7 comments

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ANTONELLA MAIOCCHI 19 Febbraio 2021 - 9:36

bellissimo questo articolo! Una vera lezione di storia e di arte. Mi ha sempre affascinato questo gemellaggio tra la Grecia e il Sud dell’ Italia e la Magna Grecia è sempre stato u pò il mio pallino. Trovo straordinari i reperti risalenti a quel periodo ancora di più dei mosaici comunque bellissimi della villa romana. Quanta storia in questo angolo di Calabria!

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Mimì
Mimì 19 Febbraio 2021 - 10:16

Ti ringrazio Antonella! Cercare di fare scoprire e conoscere la Calabria nella sua essenza più profonda, mi porta a scrivere di questi luoghi, per me nel cuore!
Da Locri Epizefiri, poi, si può fare un excursus sulla storia della Magna Grecia, ma soprattutto, partire da qui per scoprire una porzione del territorio calabrese poco conosciuto al turismo di massa e per questo ancora più bello: la costa dei Gelsomini aspetta anche te!

Un abbraccio e a presto!

Mimì

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valeria polverino 19 Febbraio 2021 - 19:02

Faccio mea culpa: ammetto di conoscere molto poco l’Italia da Salerno in giù, quindi non conoscevo l’esistenza del Parco Archeologico di Locri. Devo rimediare, le nostre regioni hanno tanto in comune, quindi sarebbe come essere un pò a casa. Mi sta balenando l’idea di fare un viaggio on the road verso Sud, inizio a raccogliere un pò di materiale e i tuoi contenuti torneranno utili.

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Claudia 12 Marzo 2021 - 9:54

Pur avendo un debole per l’archeologia non conoscevo per niente questa zona, in Calabria ci sono stata solo per il mare (mea culpa) e non ho conosciuta la sua storie e cultura. In particolare i mosaici sono davvero stupendi!

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Il Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria 10 Aprile 2021 - 10:07

[…] la luce che proviene dalle ampie vetrate, tutto qui sembra rivivere: le antiche polis di Reghion, Locri Epizefiri, Kaulon, Sibari,  Crotone, le subcolonie di Metauros, Medma, Laos, Krimissa e Kaulonia sembrano  […]

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