Ci troviamo in una meravigliosa zona della Calabria, immersa fra il verde del Parco Nazionale dell’Aspromonte e il blu profondo del mitico Mar Ionio. Siamo in quella zona chiamata anche Costa dei Gelsomini o Locride, dal nome di una delle polis più importanti della Magna Grecia, Locri Epizefiri! E’ proprio qui che potrete avere modo di visitare il Museo e il Parco Archeologico di Locri Epizefiri. Il sito archeologico e l’annesso museo (riaperto il 17 maggio 2022), racchiudono le testimonianze di quello che può essere definito uno dei più importanti centri della cultura, dell’arte e della grandezza, dell’antica Magna Grecia!
4000 anni di Storia tutta da vivere, che vi portano a scoprire una città magno-greca, importante anche in età romana e tardo antica, come testimoniano i resti archeologici che qui potrete ammirare!
Sulla Costa dei Gelsomini quindi, non incontrerete solo un mare splendido e le sue coste, ma anche l’opportunità di scoprire e lasciarvi emozionare da grandi valori paesaggistici ed archeologici, da non perdere assolutamente!
Vi porto a scoprire quest’area, lasciando per qualche ora la splendida battigia dorata dei lidi antistanti la moderna città di Locri, certa che questa esperienza arricchirà la vostra “voglia di Calabria”!
Prendetevi del tempo e venite con me …
La Locride: Il Museo Nazionale ed
il Parco Archeologico di Locri Epizefiri.
Dove si trovano
Prima di portarvi a fare 4 passi nell’antica storia di Locri Epizefiri e farvi scoprire nel dettaglio ciò che qui avrete modo di vedere, credo sia il caso di inquadrare meglio dove ci troviamo, oltre ad elencarvi quali sono le sezioni che compongono il magnifico Parco Archeologico e i suoi principali riferimenti sul territorio locrese.
Sicuramente, questo potrà servirvi per meglio organizzare il tempo che volete mettere a disposizione per questa visita, ma anche per decidere quali altre zone nei dintorni del Museo Nazionale e del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, volete esplorare!
Vi assicuro che la tentazione non vi mancherà, in ogni stagione!
Il mio suggerimento è di organizzare un viaggio sulla Costa dei Gelsomini ad hoc, per poter scoprire i piccoli e grandi Borghi come Gerace, Stilo, Bova, Brancaleone, Staiti, Monasterace e il suo Parco Archeologico, la smisurata bellezza culturale e paesaggistica dell’area grecanica, delle zone calanchive di Palizzi, dei borghi fantasma come Pentedattilo o Brancaleone Vetus, dei musei e delle altre aree archeologiche della zona!
Oppure, potrete prendere spunto per i mille percorsi di Trekking ad alto valore naturalistico che si snodano fra i sentieri del Parco Nazionale dell’Aspromonte e la splendida costa ionica di Reggio Calabria!
Avete solo l’imbarazzo della scelta, ma in tutto questo sarete sempre immersi nella grande accoglienza e ospitalità che contraddistingue tutta la Calabria e quest’area in particolare!
Dove anche l’eno-gastronomia tipica ha i suoi perchè, ed affonda le radici nell’originaria cultura magno greca!
Dove si trova su Google Maps l’area
del Museo e del Parco
Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri
Dal punto di vista prettamente schematico, il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, si suddivide e ricomprende le seguenti aree:
- L’area oggetto di scavo, che costituisce il nucleo centrale del Parco archeologico e che al suo interno è suddiviso in diverse zone, che prendono il nome delle località. Di tutto questo e del Complesso museale Casino Macrì, che conserva le testimonianze riconducibili all’età romana e tardo-antica nell’area, ve ne dettaglierò avanti in questo stesso articolo;
- Il Museo Archeologico Nazionale di Locri, che si trova all’ingresso dell’area di scavo nel Parco. Dal 17 Maggio è stato finalmente riaperto dopo diversi anni di restauro. Alcuni reperti archeologici ritrovati nell’area archeologica di Locri si possono ammirare presso la sede museale di Palazzo Teotino-Nieddu-Del Rio, a Locri città, altre sono da sempre esposte al Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. Avendo avuto modo di visitare il Museo di Locri in precedenza alla sua chiusura per restauro, vi parlerò e farò vedere alcuni dei magnifici reperti custoditi al suo interno!
- Qui sotto invece trovate su mappa, la geo-localizzazione su Google Maps, della sede museale di Palazzo Nieddu del Rio, nell’odierna città di Locri.
Alle origini del Museo Nazionale
e del Parco Archeologico di Locri Epizefiri:
4 passi nella Storia della Locride
Una storia antica ricca e fiorente quella della Locride!
Una storia di cui vale la pena fornire un sia pur breve accenno, per meglio comprendere la visita al Parco Archeologico di Locri Epizefiri, al suo Museo Nazionale, ma anche a tutti i siti magno-greci che troverete lungo le coste della Calabria, oltre che ai al MaRC di Reggio Calabria!
Una storia ultra-millenaria, quella della “Locride calabrese”, preesistente all’arrivo dei coloni greci provenienti dalla regione della Locride greca (la Locride ubicata nella Grecia centrale), che sbarcarono sulle coste ioniche, nella zona di Capo Zefirio, oggi Capo Bruzzano, fra l’ottavo e il settimo secolo avanti Cristo.
Ci troviamo su di un’area che ben rispondeva ai requisiti degli antichi coloni greci:
- clima mite tutto l’anno,
- posizione strategica per gli scambi commerciali ma anche ai fini difensivi,
- vicinanza con la madrepatria,
- una certa somiglianza paesaggistica con la Grecia, che non guastava!
Se siete già stati in Grecia, potrete sicuramente anche voi percepirne le assonanze!
Ben presto la polis di Locri Epizefiri divenne una città ricca e aristocratica, senza nascondere le proprie velleità espansionistiche.
L’organizzazione interna di questa polis magno-greca, brillava grazie al fatto di essere stata una delle prime città ad avere una sorta di primigenius ordinamento giuridico scritto, al quale tutti i cittadini dovevano sottostare.
Codici e leggi scritte da un grande personaggio locrese di nome Zaleuco, riconosciuto poi come il primo legislatore del mondo occidentale!
Leggi adatte al tempo ovviamente, che oggi possono apparirci anche “dure” ma che diedero a Locri una grande pace e stabilità interna.
Uno degli aspetti più interessanti della vita nella società locrese del tempo, era il prestigio che le donne avevano, derivato dai “diritti giuridici” posseduti e dal ruolo esercitato nei riti sacri della città e nella religiosità a livello privato!
Tanti aspetti che si legano anche al culto predominante di Persefone e di Afrodite ad esempio, oggi chiaramente identificabili nei reperti provenienti dal Parco Archeologico di Locri Epizefiri, e che per lungo tempo hanno fatto pensare ad una sorta di ordinamento matriarcale della società locrese!
Tornando ai personaggi locresi che hanno lasciato un’impronta nel tempo, come non ricordare fra gli altri, il filosofo Timeo o la grande poetessa Nosside, i cui versi sono molto affini a quelli di Saffo!
Due splendidi esempi di reperti archeologici provenienti dall’Area di scavo nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri – Foto scattate nella vecchia sede del Museo Archeologico Nazionale di Locri
Fra il VII e il VI secolo a.C Locri Epizefiri accresce la sua potenza e la sua presenza nell’area, fondando le colonie di Hipponion e di Medma, i cui siti archeologici potrete visitarli nelle moderne città di Vibo Valentia e di Rosarno.
Una mossa, quella sopra indicata, tendente anche ad arginare l’espansione delle altre vicine colonie magno-greche di Rhegion (Reggio Calabria) e Kroton (Crotone).
Colonie amiche/nemiche, alleate e contrapposte a momenti alterni per una importante supremazia! Guerre spesso cruente come la mitologica “Battaglia sul Fiume Sagra” combattuta nel 550 a.C., che vide i locresi alleati e vincitori con la città di Reghion, contro la potente ed agguerrita Kroton.
Una vittoria che si ammantò ben presto di elementi leggendari, perchè le forze in campo deponevano a favore della predominanza numerica dei guerrieri di Kroton che invece alla fine furono sconfitti dai locresi. Le leggende locali raccontano di una vittoria, ottenuta grazie alla “presenza ed il supporto” sul campo dei Dioscuri (Castore e Polluce, mitologici figli di Zeus).

Le statue dei Dioscuri ritrovate nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri, oggi esposte al MaRc di Reggio Calabria
Successivamente alla celebre battaglia, iniziò la parabola discendente della magno greca Locri Epizefiri che prima, dovette difendersi dagli attacchi di Rhegion, alleandosi con la vicina Siracusa e poi, dovette sottostare alle tirannide di Dionisio II, scappato da Siracusa e rifugiatosi nella locride.
Si arriva così 216 a.C. anno in cui Lokroi Epizephyrioi, sconfitta da Annibale, entra a far parte del dominio romano.
Nel 204 a.C. dopo varie vicissitudini i romani concessero a Locri di poter mantenere in uso leggi e costumi propri legati all’origine greca, anche se con il trascorrere del tempo parecchie zone dall’antica città man mano si stavano svuotando.
Locri Epizefiri veniva quindi romanizzata con l’istituzione del suo Municipium, nel 89 a.C. .
A dir la verità i romani non disdegnavano di certo permanere in questa zona, per il clima salubre dell’area e per la ricchezza delle produzioni agricole.
Non è un caso quindi che poco distante da Locri, si trovino i resti (ed i mosaici) della splendida Villa Romana di Casignana (in contrada Palazzi di Casignana)!
Alcuni dei Mosaici della Villa Romana un Contrada Palazzi di Casignana
Testimonianza di questa fase, sono i reperti di epoca romana rinvenuti nelle ultime campagne di scavo all’interno del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, e che ora sono custoditi nel cosiddetto Casino Macrì, di cui vi parlerò più avanti.
Con l’inizio delle scorrerie dei Saraceni sulle coste, gli abitanti di Locri Epizefiri si rifugiarono man mano verso l’interno, ponendo le basi alla creazione di quello che oggi è lo splendido Borgo di Gerace, l’antica Jerax, di cui vi ho già scritto in dettaglio.
Tutto ciò, fa già parte di un altro capitolo di questa appassionante Storia, che con l’inizio del XIX secolo e l’arrivo della ferrovia, vide man mano ritornare le genti del posto verso le zone costiere.
La Ri-Scoperta della Città di
Locri Epizefiri e la
creazione del Parco Archeologico
Con gli inizi del 1900 si apre la stagione della riscoperta dell’antica città di Locri Epizefiri, per merito dello straordinario intuito dell’archeologo di Rovereto, Paolo Orsi.
L’archeologo, condusse diverse campagne di scavo nell’area della città di Locri Epizefiri (1908 – 1915), portando alla luce fra l’altro, il Santuario di Persefone con i suoi splendidi pinakes votivi, il Tempio di Casa Marafioti, il Tempio ionico di Contrada Marasà, le statue dei Dioscuri e oltre 1700 tombe nella Necropoli magno greca.
L’interesse per il sito non venne mai meno, tanto che altri archeologi, fra i quali Paolo Enrico Arias (1940-1941) e Giulio Jacopi (1951), riuscirono a rivelare alcuni fra i mille segreti dell’antica grandezza di Locri Epizefiri.
Ma l’area del Parco Archeologico di Locri Epizefiri, ha ancora molto da svelare, visto che le campagne di scavo continuano!
Pensate che al momento, solo il 20% circa di ciò che si trova ancora sepolto nell’immenso sito archeologico di Locri Epizefiri – circa 300 ettari di estensione – è stato riportato alla luce!
Solo in tempi recenti infatti, dal 2000 in avanti, si è svelata la parte romanica della sua antica storia!
Chissà quante sorprese ancora ci riserverà quest’area!
Perchè visitare il Museo e il
Parco Archeologico di Locri Epizefiri oggi
Quando penso ad una forma di viaggio adatto a viaggiatori e turisti di oggi, la Calabria è sicuramente una di quelle destinazioni che vi consiglierei, a prescindere dal mio essere nata in queste zone!
Si tratta di un turismo non di massa. ma nemmeno elitario, adatto a coloro che sono in cerca di bellezza, relax, mare, spiagge. Un turismo fatto di scoperta anche borghi, natura, montagne, cultura, storia, paesaggi, valori della tradizione ed ospitalità.
Un turismo che parte dalla consapevolezza che il patrimonio dei territori si può “carpire” e trasformare in esperienze ed emozioni da portare con sè, attraverso i 5 sensi.
In quest’ottica, venire in Calabria significa anzitutto “uscire dai luoghi comuni e dai pregiudizi”, ma soprattutto equivale anche a fare una vacanza o un viaggio che va oltre, anche “oltre il tempo”!
Un viaggio nei valori storici e in un patrimonio naturale e culturale, che non è costituito solo da ciò che vedete con gli occhi, poichè il senso della “percezione del tempo”, in Calabria, ha una dimensione diversa, integrata con ciò che vedrete e vivrete! Ve ne accorgerete da subito, anche solo sedendovi a fare una chiacchierata in un bar con la gente del posto!
Un viaggio slow, lento, che permette di vivere la seduzione e l’identità di territori antichi, immaginando per un attimo la Vita di un tempo!
Tutta l’area archeologica del Parco Archeologico di Locri Epizefiri e del suo Museo Nazionale. è un invito a questo!
Costi e informazioni utili per
visitare il Museo Nazionale e il
Parco Archeologico di Locri Epizefiri
Se siete alloggiati nella zona della Costa dei Gelsomini, sappiate che la cancellata di ingresso al Parco e al Museo, è ubicato sulla strada statale 106 ionica, poco distante dalla vicina città balneare di Locri.
Nella zona antistante troverete alcuni parcheggi e quindi, non ci sono problemi per la vostra auto!
Se volete visitare l’area archeologica di Locri Epizefiri e il Museo Archeologico Nazionale, il costo del biglietto intero adulti è di 5 Euro, mentre quello ridotto è di 2 Euro.
Cosa vedrete nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri
Varcata la soglia d’ingresso al Parco, orientatevi secondo queste indicazioni schematiche, chiedendo alla biglietteria anche una piantina del sito.
Nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri, si possono distinguere due aree distinte: quella legata al periodo magno-greco e quella appartenente all’età romana e tardo-antica.
L’antica città magno-greca è delimitata da circa 7 chilometri di cinta murarie, che racchiudono le aree sacre, dedicate in prevalenza a divinità femminili, i santuari, la necropoli e quelli che erano i quartieri abitati di Locri Epizefiri.
Elementi di particolare importanza urbanistica della polis magno-greca, sono:
- il quartiere abitativo-artigianale di Centocamere, dotato di case, strade, fornaci e botteghe,
- la struttura porticata,
- il teatro del IV secolo a.C., rimaneggiato in epoca romana.
Seguendo le installazioni esplicative lungo il percorso, la prima area che incontrerete è quella del Santuario di Zeus Saettante, risalente al periodo compreso tra il V sec. a.C. ed il III sec. a.C..
Qui gli archeologi hanno rinvenuto parecchi manufatti in terracotta con la raffigurazione di Zeus intento a lanciare saette.
A seguire troverete il tempio ionico di Marasà
Si tratta di un tempio proto-arcaico, uno dei più antichi della Magna Grecia, fra i più indagati dagli archeologi negli ultimi due secoli, anche per i mille segreti che ancora racchiude!
La sua struttura originaria, risale a metà del VII sec. a.C. ma nel tempo subì diverse modifiche ed ampliamenti. Non è ancora stato chiarito se il Santuario di Marasà fosse dedicato al culto di Afrodite, di Zeus o dei Dioscuri.
E’ in questo tempio in cui gli archeologi, sono riusciti a rinvenire i reperti più interessanti dell’area, come il gruppo marmoreo dei Dioscuri o l’elegante statua acefala della Nereide. Le statue dei dioscuri, numi tutelari della città di Locri, vennero rinvenute da Paolo Orsi negli scavi nell’area archeologica di Contrada Marasà.
Il magnifico gruppo marmoreo, decorava il frontone occidentale del tempio ionico.
Entrambi i reperti li potrete ammirare nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Appartengono al tempio ionico i resti di un bothros un tempo rivestito dal cosiddetto “Trono Ludovisi”, oggi conservato a Roma nel Museo Nazionale di Palazzo Altemps.
Si trova invece ai piedi della collina della Mannella al di fuori delle mura urbane e vicino alla struttura dell’antico Teatro (unica struttura non sacra riportata sin ora alla luce), l’area sacra dedicata a Persefone. Si tratta di un “recinto sacro”, all’interno del quale l’archeologo Paolo Orsi localizzò il thesauros locrese.
La struttura a pianta quadrangolare, realizzata nell’area nord – orientale del santuario con un pozzetto centrale, era collegata connessa a rituali e con un importante deposito votivo, definito dallo stesso archeologo “la grande favissa”.
Al suo interno vennero rinvenute preziose ceramiche di epoche diverse, un grande deposito di pinakes, frantumati prima di essere depositati, statuette e altarini fittili e ancora, ceramiche corinzie e attiche, a figure nere e rosse.
I pinakes, le splendide tavolette ceramiche votive qui ritrovate, hanno svelato gran parte delle consuetudini e delle modalità del culto locrese legato alla dea Persefone. Si tratta di quadretti votivi policromi di grande pregio, in bassorilievo, prodotti nelle botteghe artigianali locali, che ben evidenziano l’importanza religiosa del sito, ma anche quella economica.
Molte di queste tavolette sacre, oggi fanno parte delle esposizioni museali del Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizefiri e di quello di Reggio Calabria.
Non posso nascondere il fatto di essere da sempre affascinata dalla Storia della Magna Grecia e che, ogni volta che torno a Reggio Calabria, non manco di fare una capatina al MArRC di Reggio Calabria, anche per ammirare i celebri pinakes, di cui vi condivido “qualche foto”.
Che ne dite? Non sono fantastici?
Prima di lasciare la parte del Parco Archeologico di Locri Epizefiri dedicato al periodo della Magna Grecia, voglio invitarvi a “sostare”, sognare, immaginare e guardare ad altre tre zone significative di questa splendida area archeologica: Centocamere, località Lucifero, il Santuario di Zeus Olimpio e Casa Marafioti.
Della zona di Centocamere, vi ho già fatto cenno scrivendo del Santuario dedicato a Persephone!
Si tratterebbe della zona “abitativa” dell’antica Locri, un quartiere di artigiani, artisti, botteghe e commercianti. In quest’area è stato identificato un altro Santuario importante, risalente intorno al VII secolo a.C., dedicato alla Dea Afrodite e la cosiddetta “Casa dei Leoni”.
La struttura del Santuario, una stoa a forma di ferro di cavallo rivolta verso il dirimpettaio Mar Jonio, insieme ad altri indizi, hanno fatto ipotizzare che in prossimità di quest’area si esercitasse la “sacra prostituzione”.
Altre due zone della grande area archeologica di Locri Epizefiri, sono di rilevante importanza per gli scavi e le ricerche archeologiche ancora in corso: la zona del “Tempio di Casa Marafioti” e il “Tempio di Zeus Olimpio”.
Il Tempio di Casa Marafioti fu già in passato oggetto di indagini archeologiche da parte dell’archeologo Paolo Orsi.
Proprio qui venne recuperata la splendida statua in terracotta policroma del cosiddetto “Cavaliere di Marafioti”, oggi esposta al Museo Archeologico di Reggio Calabria.
L’area del “Tempio di Zeus Olimpio”, ubicato in Contrada Pirrettina, è quella oggi oggetto di maggiore attenzione, da parte degli archeologi.
Il tempio non è stato ancora rinvenuto, ma è stata portata alla luce una teca cilindrica, chiusa da un pesante coperchio, con all’interno diverse tavolette bronzee con incise informazioni finanziarie, prestiti ed altri dati, rilevanti le condizioni economiche degli abitanti dell’antica città di Locri!
Il contenuto della teca (39 tabelle bronzee) venne inizialmente depredato.
Il piccolo tesoro dell’Archivio del Santuario, per fortuna, venne successivamente in parte recuperato ed oggi lo trovate esposto al Museo di Reggio Calabria. Ho avuto modo di poterle ammirare e quindi, ve ne condivido la loro bellezza!
L’epoca romana nel Parco Archeologico di Locri Epizefiri:
L’esposizione museale di Casino Macrì
Ma la visita al Parco Archeologico di Locri Epizefiri prosegue verso la zona che custodisce le testimonianze e i reperti risalenti all’epoca romana dell’antica città locrese.
Il punto da cui si snoda la scoperta di quest’area, ruota intorno all’edificio dell’antica masseria ottocentesca padronale del“Casino Macrì”, un tempo parte del Podere delle Centocamere, di proprietà dei baroni Macrì.

Cosa vedere nel sito Archeologico di Locri Epizefiri – Mappe e installazioni esplicative a Casino Macrì
Si arriva sin qui dopo una piacevole passeggiata immersi fra i colori ed i profumi della vegetazione mediterranea, portando con se le mille suggestioni dei santuari magno greci visti e quelli che spero vengano riportati alla luce!
La masseria e le case che la contornano, hanno inglobato in modo conservativo le antiche strutture termali di epoca romana, che già in parte l’archeologo Paolo Orsi aveva identificato e mappato agli inizi del 1900.
In epoca romana, questo spazio aperto, posto in posizione sopraelevata rispetto alla campagna circostante, si pensa possa anche essere stato un punto per scambi commerciali, collegato con la piazza del foro, il cuore della vita pubblica della città romana, dell’antica città di Locri Epizefiri.
I lavori di risistemazione del Casino Macrì ebbero inizio nel 1999, congiuntamente all’avvio di una campagna di scavi dedicati all’aerea romana del sito archeologico di Locri Epizefiri.
Una campagna proficua che nel 2003 vide il ritrovamento della magnifica statua del Togato di Petrara, un personaggio sicuramente in vista del tempo, nel Municipium locrese!

Cosa vedere nel sito Archeologico di Locri Epizefiri – Casino Macrì: La Statua del Togato di Petrara
Nel 2009, l’area museale del Casino Macrì, approntata definitivamente, è stata quindi aperta al pubblico.
Le importanti evidenze archeologiche romane rinvenute nella città greca di Locri Epizefiri, sono la dimostrazione dei privilegi che questa ha avuto sino al IV sec. d.C..
L’impianto termale romano lo potete ammirare nelle zone esterne alla Masseria.
Comprende una serie di spogliatoi, latrine collegate ad un sistema di canalizzazione fognario e a seguire il frigidarium, il tepidarium e il calidarium.
Al secondo piano del Casino Macrì, sono invece esposti reperti di grande interesse, fra i quali la preziosa Vasca in “Breccia di Aleppo”, un raro marmo proveniente dall’Isola di Chio e molti altri reperti.
Foto-gallery con alcuni ambienti delle terme romane e reperti nell’esposizione museale del Casino Macrì
Riapertura del Museo Archeologico Nazionale
di Locri Epizephiri
Dopo lunghi lavori di ristrutturazione, il Museo Archeologico Nazionale di Locri Epizephiri, è stato riaperto ed inaugurato il 14 maggio 2022.
Dal 17 Maggio 2022 il Museo è visitabile nei medesimi orari di apertura del Parco Archeologico, ovvero:
- Dal martedì a domenica – dalle 9.00 alle 20.00 (ultimo ingresso Parco un’ora prima del tramonto, ultimo ingresso Museo alle ore 19.00);
- Lunedì giorno di chiusura
- L’ingresso è possibile senza green pass, anche se è auspicato l’uso della mascherina;
- Il Museo del Territorio di Palazzo Nieddu è visitabile il venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso ore 19.15). Ingresso gratuito.
Costi del Biglietto di ingresso al Parco, al Museo Archeologico e al Complesso Museale del Casino Macrì: intero 5 euro, ridotto 2 euro.
Per ulteriori info chiamate al numero 334.6126386
Il miglior modo di conoscere questi luoghi ricchi di storia e di storie antiche, è venire qui, sulla costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria e lasciarvi sorprendere dalla bellezza che troverete!
Se quello che ho scritto sul Museo Nazionale e il Parco Archeologico di Locri Epizefiri vi è piaciuto, non esitate a condividerlo!
Se volete ricevere ulteriori approfondimenti su quanto qui potete leggere, scrivete pure di seguito nei commenti: risponderò alle vostre domande!
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10 comments
bellissimo questo articolo! Una vera lezione di storia e di arte. Mi ha sempre affascinato questo gemellaggio tra la Grecia e il Sud dell’ Italia e la Magna Grecia è sempre stato u pò il mio pallino. Trovo straordinari i reperti risalenti a quel periodo ancora di più dei mosaici comunque bellissimi della villa romana. Quanta storia in questo angolo di Calabria!
Ti ringrazio Antonella! Cercare di fare scoprire e conoscere la Calabria nella sua essenza più profonda, mi porta a scrivere di questi luoghi, per me nel cuore!
Da Locri Epizefiri, poi, si può fare un excursus sulla storia della Magna Grecia, ma soprattutto, partire da qui per scoprire una porzione del territorio calabrese poco conosciuto al turismo di massa e per questo ancora più bello: la costa dei Gelsomini aspetta anche te!
Un abbraccio e a presto!
Mimì
Faccio mea culpa: ammetto di conoscere molto poco l’Italia da Salerno in giù, quindi non conoscevo l’esistenza del Parco Archeologico di Locri. Devo rimediare, le nostre regioni hanno tanto in comune, quindi sarebbe come essere un pò a casa. Mi sta balenando l’idea di fare un viaggio on the road verso Sud, inizio a raccogliere un pò di materiale e i tuoi contenuti torneranno utili.
Pur avendo un debole per l’archeologia non conoscevo per niente questa zona, in Calabria ci sono stata solo per il mare (mea culpa) e non ho conosciuta la sua storie e cultura. In particolare i mosaici sono davvero stupendi!
davvero stupendo!! che luoghi carichi di storia.
Sono davvero felice che ti piaccia Andrea! Quando deciderai di andare avvisami, così ti dò tutte le dritte del mondo!
La tua passione per l’archeologia è evidente anche in questo articolo! Non sono mai stata a Locri ma sicuramente quando ci andrò non potrò non visitare questo immenso monumento a cielo aperto!
Ciao Eliana! Solo visitando il Parco Archeologico di Locri Epizefiri ed il suo Museo ci si rende conto della grande storia di questa parte della nostra bella Italia! Te lo consiglio
Sai che il nonno di mio marito è stato un appassionato studioso per periodo greco di Locri? A lui è stata infatti dedicata la biblioteca del museo Archeologico nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio!
Ma Federica, che bella news che mi dai! Adoro Locri Epizefiri e tutta la sua antica storia. E’un sito archeologico italiano work in progress! Noi due dobbiamo assolutamente vederci allora, ma in Calabria!