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Intervista con l'artista Rabarama alias Paola Epifani, by spunti di viaggio

Intervista a Rabarama: un viaggio fra le sue opere d’arte, i simboli e le emozioni

by Mimì

Con questa intervista a Rabarama, nome d’arte della famosa scultrice Paola Epifani, oltre a presentarvi e farvi conoscere meglio la poliedrica artista e le sue opere, voglio proporvi uno spunto di riflessione, sul tema del rapporto fra le opere d’arte con la bellezza dei luoghi, il concetto di cultura artistica e l’atto del viaggiare

Un rapporto biunivoco che investe tutte le sensibilità!

L’arte è bellezza nel senso stretto del termine, alla stregua di un paesaggio, di cui l’opera può entrare a farne parte integrante, valorizzandone ed esaltandone le peculiarità!

L’arte ha un suo linguaggio attraverso cui si esprime, e dei simboli che la rendono universale.  Arriva ai sensi e rimane nell’anima …

Per poter godere appieno della bellezza di un dipinto o di una scultura, occorre educare se stessi attraverso un percorso di conoscenza e di sensibilizzazione verso il gusto estetico, ma alla fine si viene ripagati alla grande!

E’ proprio questo il percorso che vi propongo con l’intervista a Paola Epifani!

Conosciamo allora l’artista Rabarama in un modo diverso, facendo un viaggio fra le emozioni e i simbolismo delle sue stupende opere d’arte!

Alla scoperta della sua grande cultura creativa e del messaggio che le sue opere racchiudono!

Paola Epifani in posa Rabarama foto by Hikari Kesho

Intervista con Rabarama – Una splendida foto by Hikari Kesho


Intervista a Rabarama: un viaggio

fra le sue opere d’arte, i simboli e le emozioni

di una grande artista contemporanea

 

Ho avuto modo di incontrare Rabarama per la prima volta attraverso le sue tre sculture monumentali presenti sul Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria! Da allora ho imparato ad apprezzare le forme espressive della sua arte …

Paola Epifani, in arte Rabarama, è nata a Roma nel 1969, ma vive e lavora, ad oggi, a Padova.

Buongiorno Paola Epifani! Per coloro che ancora non ti conoscono o che si avvicinano a te leggendo questa intervista, ti va di presentarti e di presentare l’artista che si cela nell’alias di Rabarama?

Buongiorno a tutti! Sono una persona molto solare e positiva anche se la mia anima ha scelto di essere solitaria e misantropa.

Grazie all’arte sono però riuscita a trovare un punto di sfogo per le emozioni provocate proprio dal costante stato di disagio che vivo quotidianamente nei confronti del mondo che mi circonda. In tal modo ho raggiunto un equilibrio interiore che mi garantisce pace e serenità.

Qual è il significato del tuo pseudonimo artistico?

Rabarama nasce da un motivo privato che solitamente non divulgo.

Tuttavia, nel corso degli anni, sono venuta a conoscenza del fatto che Raba in Sanscrito significa “segno”, mentre Rama si collega alla divinità (basti pensare alla cultura egizia).

L’ho trovata una fortuita coincidenza (o destino?) che il mio pseudonimo riassumesse la mia arte: una sorta di segno “divino”, in stretta relazione con l’energia universale di cui facciamo tutti parte.

 

Intervista a Rabarama, Paola Epifani

Intervista a Rabarama, ovvero, Paola Epifani – Foto by Hikari Kesho

Un Viaggio-Intervista con Paola Epifani e l’artista in lei, Rabarama:

opere d’arte, simboli ed emozioni per conoscerla meglio

Intervista a Rabarama SHIVA, 2017, bronzo dipinto

SHIVA, 2017, bronzo dipinto


Intervista a Paola Epifani, in arte Rabarama
Arte, viaggio ed emozioni

Nelle tue interviste ho spesso ritrovato una frase che mi ha colpita: “Il mio lavoro mi ha dato la possibilità di viaggiare ed è stato l’approccio con l’Oriente e la sua ricca e millenaria cultura a spingermi verso la ricerca di una via di fuga dalla predeterminazione”.

Visto il tuo amore per i Viaggi e per l’Asia, quali sono i paesi che più ti hanno ispirata e quali, a tutt’oggi, stimolano la tua creatività e la ricerca artistica?

Senza dubbio la Cina, che ho avuto occasione di visitare più volte: un paese le cui tradizioni, paesaggi e, per alcuni versi, contraddizioni mi sono rimaste impresse nella mente e nel cuore.

Anche il Giappone mi affascina molto, così come l’India.

Dalle loro consuetudini e costumi ho cercato di apprendere quanto più possibile per ampliare la mia conoscenza ed approfondire la mia ricerca artistica.

Passione, istinto, emozione, esperienza, conoscenza e razionalità: sei elementi che in maniera diversa sono presenti “nel senso del viaggiare”, ma anche nelle creazioni scultoree e artistiche di Rabarama!

Cosa ne pensi di ciascuno di questi elementi nel “viaggio della vita” e in quello artistico?

Aggiungerei anche irrazionalità, imprescindibile per chi fa arte!

Credo che ognuno di questi elementi sia necessario sia nel percorso di vita che in quello artistico.

Le associo a delle modalità di viaggio, per cui ciascuna di esse può darci spunti o farci provare sensazioni nuove e diverse ad ogni passo.

opera di Rabarama LOVERS, 2019, bronzo

LOVERS, 2019, bronzo


Paola Epifani Viaggiatrice: qual è l’esperienza di Viaggio che più ti è rimasta nel cuore?

A quale opera la associ?

Mi è rimasto nel cuore il mio primo viaggio da sola. Avevo 17 anni e sono partita per il Messico.

La cultura, i colori, le usanze così distanti dalle nostre, ma che in qualche modo senti insite in te da sempre, come una subconscia coscienza collettiva.

A questo viaggio associo l’opera Trans-maya (ispirata al famoso Chac Mool di Chichén Itzà), figura umana semisdraiata, che sembra scambiare energie con la Terra, in un rapporto simbiotico con essa.

Parliamo delle tue sculture – Sicuramente le tue figure e le tue opere esprimono una marcata personalità!

A cosa ti ispiri con le tue sculture e dipinti e qual è il significato più profondo dei corpi in movimento, su cui “incidi”, “tatui” simboli e colori? Quali sono i materiali che preferisci utilizzare? Quali colori ami usare maggiormente?

Hanno un significato simbolico anche loro?

Per le mie creature mi ispiro direttamente a ciò che vivo ogni giorno, ad esperienze, letture, incontri, sentimenti.

Tutto ciò viene riversato dentro le sculture nell’atto creativo. Le pose, in movimento o meno, dei miei umanoidi, in combinazione con i simboli che “tatuo” su di loro, sono strumento per la comunicazione del mio personale messaggio al mondo.

Ed ognuno ovviamente esprime un concetto diverso, proprio in relazione a ciò che sto vivendo o che ho compreso (ovvero che devo ancora comprendere e sviluppare nella mia mente).

Utilizzo principalmente, per un amore atavico per questa materia, l’argilla semirefrattaria rosa, che mi dà la possibilità di modellare finché non sono giunta al risultato desiderato, oltre a poter imprimere la forza necessaria per trasferire tutte le mie emozioni.

Personalmente, amo il nero ed il rosso, ma nelle mie opere uso spesso una grande varietà di colori, alcuni che realizzo proprio appositamente mescolandone più tonalità.

Questo perché ogni colore ha il suo valore simbolico (il rosso richiama la passione, il blu la calma), che cerco di associare alla scultura rispettandone il messaggio e seguendo le impressioni del momento. 

scultura di Rabarama ABHAYA-MUDRA, 2019, bronzo dipinto (1)

Scultura ABHAYA-MUDRA, 2019, bronzo dipinto

Intervista a Rabarama – Scorci dalla realizzazione di un’opera

Foto realizzate da Michele Gregolin e gentilmente concesse

dall’artista Rabarama – 

 – Le 5 fasi della realizzazione –

  1. Realizzazione prototipo
  2. Incisione prototipo
  3. Ritocco cere
  4. Cesellatura e saldatura bronzo
  5. Dipintura bronzo
Intervista a Rabarama- 1.realizzazione prototipo

Rabarama- Fase 1. Realizzazione prototipo

 

Rabarama- spuntidiviaggio- - 2.incisione prototipo

Rabarama – Fase 2 . Incisione del prototipo

 

 

 

Rabarama-e-dipintura bronzo

Fase 5- Dipintura bronzo


Intervista a Rabarama: un viaggio nel viaggio

con le sue opere esposte nel mondo

 

Qual è il rapporto fra Arte classica, Arte moderna, contemporanea e bellezza nelle opere di Rabarama? Cosa rappresentano per te?

L’Arte classica la si può ritrovare nella forma dei corpi che nel contempo divengono attuali attraverso l’utilizzo della pelle come tela che ricopro di simboli e “tatuaggi”, trasformandole in sculture, oserei dire, informali, passando dalla forma al linguaggio.

La bellezza per me invece sta nel messaggio che racchiudono e trasmettono al fruitore. In tal modo, ognuna di queste componenti diviene parte del mio “fare” meta-artistico. 

 

Scultura di Rabarama ABHAYA-MUDRA, 2019, bronzo dipinto

Scultura di Rabarama ABHAYA-MUDRA, 2019, bronzo dipinto


Le tue Opere “amano il mondo e dialogano con esso”!

Hai esposto le tue creazioni artistiche in tanti luoghi e molte delle tue opere sono ospitate nei Musei.

A quali di queste esposizioni sei più legata e per quale motivo? Hai avuto modo di visitare le location espositive?

Due in particolare: la prima, a Firenze nel 2011. Si era venuto a creare un connubio perfetto tra le mie opere, alcune colorate ed alcune in marmo bianco di Carrara, ed i luoghi in cui erano esposte.

La forza primordiale del marmo come materia scultorea, in un’ottica di tributo a questa terra che stava ospitando le mie creazioni, creava un impatto unico. Hanno arricchito l’esposizione anche delle performance di body painting, dove ballerini ed acrobati si sono esibiti come se fossero delle sculture viventi.

La seconda esposizione si è invece tenuta a Vught, in Olanda. La galleria Van Loon con cui collaboro ormai da 15 anni che ha sede lì ha organizzato l’evento all’interno di una chiesa sconsacrata.

Il luogo era incredibilmente suggestivo, le luci e la musica hanno creato un’atmosfera onirica, in cui le mie opere erano integrate alla perfezione.

Anche in questa caso, dei performer di body painting hanno dato vita alle sculture, per un effetto mozzafiato.

Purtroppo non sempre ho tempo a sufficienza per visitare e quindi conoscere in profondità i luoghi dove espongo. Purtroppo questo è il compromesso tra il poter viaggiare ovunque, ma facendolo per lavoro, non sempre si può fare il turista.

 

Scultura di Rabarama -2-SECOND, FLUSSO VITALE, 2014, bronzo

2-SECOND, FLUSSO VITALE, 2014, bronzo


 

Una delle tue meravigliose sculture monumentali, mi risulta che sia stata una delle prime opera italiane ad essere stata acquistata dal Governo Cinese. Ci racconti come è accaduto, di quale scultura si tratta e dove ora è stata collocata?

La scultura in questione, intitolata Trans-mutazione (che è anche la mia preferita), era stata portata insieme ad altre in Cina per un’esposizione itinerante (Pechino – Shanghai – Shenzhen), al termine della quale il Governo Cinese ha contattato (tramite il nostro referente in loco) la galleria d’arte con cui lavoravo per poterla acquistare.

Attualmente è esposta in maniera permanente allo Shanghai Scultpure Space.

 

Opere artistiche di Rabarama scultura IM-PLOSIONE, 2006, bronzo dipinto

Rabarama – IM-PLOSIONE, 2006, bronzo dipinto


 

Tre delle tue splendide opere, e più precisamente Trans-lettera, Labirintite e Co-stell-azione hanno accompagnato le mie giornate a Reggio Calabria sul bellissimo Lungomare intitolato a Italo Falcomatà.

Ci sono particolarmente legata e ogni volta che ritorno, non posso fare a meno di andarle a salutare.

Fanno un po’ parte della mia vita e le loro espressioni sanno sempre emozionarmi! Vuoi raccontarci come sono nate, il significato di ciascuna di queste tre opere e se sei andata a “ritrovarle” nella loro installazione attuale?

Tutte e tre le opere sono dei primi anni del 2000 e fanno parte dei miei iniziali filoni di ricerca artistica.

Labirintite (la scultura con, per l’appunto, i labirinti) si riferisce al percorso che ognuno di noi intraprende nella vita, che, in quegli anni, credevo predeterminata: la trama inizia dalla mano e finisce sull’orecchio, a richiamare il nome del disturbo che intacca quest’organo e provoca vertigine.

Nella mia visione, a volte è bene perdere l’equilibrio per poter dare al nostro percorso una direzione diversa, scoprendo così una via d’uscita all’assenza del libero arbitrio.

Nell’opera Trans-lettera (ricoperta da lettere), ho studiato il linguaggio come metodo di comunicazione, analizzando però ogni singola lettera come a sé stante, andando oltre al singolo significato delle parole.

Si arriva quindi ad analizzare il metalinguaggio, ovvero lo sfruttamento di simboli per una trasmissione senza filtri delle informazioni. La scultura quindi invia un messaggio diretto, visibile, riportato direttamente sulla pelle.

Sta ad ognuno di noi trovare la chiave di lettura e decifrare il nostro personalissimo spunto di riflessione.

Co-stell-azione, ha invece un messaggio completamente diverso, rivolto alla nostra energia vitale in relazione con l’universo di cui siamo parte integrante: ecco perché la pelle è ricoperta di stelle, che a loro volta rappresentano l’uomo con braccia e gambe aperte.


Le tre splendide opere di Rabarama esposte sul Lungomare Italo Facomatà di Reggio Calabria: la bellezza dell’arte e del paesaggio che si integrano, arricchiscono l’energia e le vibrazioni dei territori!

Co-stell-azione opera di Rabarama sul lungomare di Reggio Calabria

Co-stell-azione: opera di Rabarama sul lungomare di Reggio Calabria

Labirintite scultura sul Lungomare Italo Falcomatà a Reggio Calabria

Trans-lettera opera d'arte

Trans-lettera


 

L’intesa artistica e le collaborazioni di Rabarama/Paola Epifani con il Cirque du Soleil e con la fondazione “Face 3D”, ovvero quando l’Arte diventa supporto ai fini sociali! Ti va di parlarci di queste due esperienze?

Da un lato la collaborazione con One Drop Foundation (fondata da Guy Laliberté) per portare l’acqua potabile alle popolazioni che non ne hanno accesso, dall’altro il sodalizio con Face 3D, che aiuta le persone che hanno subito traumi a ritrovare la loro identità tramite la chirurgia maxillo-facciale.

Per entrambe ho sentito subito un forte coinvolgimento emotivo. L’artista solitamente trasforma un messaggio in immagine. Il trasferimento del concetto di aiuto può essere suggerito (attraverso l’arte, la fantasia e l’immaginario) alle persone in maniera molto forte.

Sono molto sensibile alla necessità di aiutare il prossimo, e quando la fondazione è seria, collaboro con piacere. 

 

Rabarama – Paola Epifani e il mondo di oggi, fra Arte, filosofia e un pizzico di aspetto ludico – Cosa ne pensi della Street Art come forma di espressione artistica?

Penso sia un’espressione assolutamente contemporanea: trovo che la sua forza risieda nell’essere creata sulle pareti delle città, e questo permette all’artista di relazionarsi con il pubblico in maniera diretta, oltre che al fruitore casuale di venire in contatto con l’arte nel quotidiano.

Quando poi diventa commerciale (perché trasferita su grafiche o tele) credo che perda completamente il suo significato originario, di messaggio “urlato” al mondo (non a caso si chiama proprio street art).

 

Arte, comunicazione e mondo social! Qual è il tuo rapporto con il mondo dei sociale e del web marketing? A tuo parere, l’arte può trovare in questi “mezzi”, un canale preferenziale per sensibilizzare il pubblico e soprattutto i giovani?

Con il mondo social ho un buon rapporto e trovo che possa assolutamente diventare mezzo che in parte può sensibilizzare all’arte.

Se ben utilizzati, si può divulgare il proprio messaggio artistico con più ampiezza e soprattutto saltando il vecchio sistema di “promozione” legato a curatori, critici ed gallerie.

Si può creare un filo diretto con il fruitore finale, oltre che un rapporto umano e più vicino con il pubblico.

Quali sono i progetti e le opere alle quali stai lavorando in questo periodo?

Ultimamente le mie opere si stanno rivestendo di farfalle, che nell’iconografia classica rappresentano l’anima, a raffigurare un percorso di introspezione e autocoscienza.

Inoltre, sto sottraendo materia, con lo scopo di lasciare delle aperture che possano far passare della luce dall’interno verso l’esterno, come se fosse un flusso di energia che dal nostro io interiore s’irradia nello spazio circostante divenendo così in grado di comunicare con l’universo.

Il mio percorso artistico è attualmente rivolto alla consapevolezza dell’essere come umano libero.

PURUSHA 2017 bronzo dipinto-

PURUSHA 2017 bronzo dipinto


 

Dove andrà in vacanza quest’anno Paola Epifani e dove potremo ritrovare le esposizioni di Rabarama durante la prossima Estate?

Come sempre, mi piace tornare a Saint Tropez, in Costa Azzurra. Ho un rapporto profondo con questo luogo, che mi dona pace e serenità.

Chi la conosce sa che si tratta di una località non solo da vip, ma anche e soprattutto di un luogo avvolto da un fascino e da un’atmosfera unici, legati al suo passato ed al paesaggio autentico che offre.

Come ogni anno, poi, le esposizioni saranno numerose e nelle principali location turistiche italiane ed estere, come la Sardegna, Positano, Saint-Tropez e forse una presenza a Cipro.

 

Rabarama-EKAGRATA- 2017- bronzo dipinto

EKAGRATA- 2017, bronzo dipinto


Al termine di questo Articolo, voglio ringraziare dal profondo del cuore l’artista Rabarama e tutto il suo Staff, per l’intervista rilasciata, per il permesso di utilizzare queste stupende foto d’autore, ma anche per avere contribuito a farci comprendere meglio la forza espressiva racchiusa nelle sue “creature”!

In questi giorni poi, ho avuto modo di poter meglio apprezzare la grande umanità e la sensibilità di questa artista, che qui voglio salutare con una bellissima frase di Pablo Picasso:

“L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.”

– Cit. by Pablo Picasso –

Proprio così carissima! Anche questo ho trovato e scoperto attraverso la tua Arte, fin da quell’incontro con le tue tre splendide creature, Co-stell-azione, Trans-Lettera e Labirintite, in riva allo Stretto di Messina

Se volete contattare Rabarama per ulteriori dettagli o volete maggiori informazioni sulle sue opere, potete farlo tramite il sito ufficiale dell’artista: 

OFFICIAL WEBSITE: www.rabarama.com
Vi invito a seguirla anche attraverso i canali social ufficiali, presenti su Facebook e Istangram!
Al prossimo Spunto di Viaggio!
Mimì
intervista-a-Rabarama-Paola-epifani-da-spuntidiviaggio-foto-by-Hikari-Kesho

Intervista con Paola Epifani, in arte Rabarama

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2 comments

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Reply
Cosa vedere a Reggio Calabria e dintorni: i 10 luoghi da non perdere! 26 Febbraio 2020 - 19:59

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