Home CALABRIA Perchè visitare Bova, borgo fra i più Belli d’Italia e capitale dell’Area grecanica calabrese

Perchè visitare Bova, borgo fra i più Belli d’Italia e capitale dell’Area grecanica calabrese

by Mimì

Viste mozzafiato, antiche dimore ristrutturate, vicoletti antichi che ti par di fare un salto indietro nel tempo, pietre che parlano nel linguaggio della bellezza e dell’unicità dei piccoli Borghi italiani, luoghi dove la gente si ferma a sorriderti e il tempo scorre lento!   Ecco perché stavolta vi porto alla scoperta dei mille perché visitare Bova, l’antica Vua, borgo gioiello fra i Borghi più belli d’Italia, ma anche capitale della lingua grecanica di questa regione! 

Per me un luogo del cuore e nel cuore da sempre, viste le radici grecaniche della mia famiglia!

Visitare il Borgo di Bova vuol dire scoprire il cuore più vero della Calabria, dove tutto è reso ancora più intenso dalle sue profonde radici culturali e linguistiche, oltre che dalla bellezza infinita, aspra e selvaggia, della natura e dei paesaggi del Parco Nazionale dell’Aspromonte nel quale è immerso!

panorama sul Borgo di Bova, Vùa. in provincia di Reggio Calabria

Vùa, il Borgo di Bova – Foto credits by Carmyne Verduci


Vi porto a visitare e vivere Bova, Vùa, in un articolo scritto a 4 mani, in cui ho coinvolto in prima persona un giornalista che stimo da sempre, Gianfranco Marino, attento analista ed osservatore del genere umano e della Calabria in particolare. Gianfranco, oltre ad aver ricoperto la carica di vice-sindaco di Bova, è stato anche Coordinatore Regionale per la Calabria del Club dell’ANCI, riservato ai Borghi più Belli d’Italia, di cui la stessa Bova fa parte!

Chi meglio di lui allora, poteva condividerci l’essenza più profonda di questa parte della Calabria, sconosciuta ancora a molti, ma che sa emozionare profondamente?

Sarà un articolo su Bova al di fuori dei soliti canoni, nel quale potrete trovare micro – pillole informative sulle cose da vedere in quello che è uno fra i Borghi più belli d’Italia, ma tanto su quella che è l’essenza più vera di questo antico centro grecanico!

Il motivo o i motivi più profondi, del perché visitare il borgo di Bova e le emozioni di un tempo, che qui potrete scoprire!

 

Panorami, perchè visitare Bova

Panorami fantastici – Foto credits by Carmyne Verduci

Perchè visitare Bova, borgo fra i più belli d'Italia

Bova con la neve! – Foto credits by Carmyne Verduci



Perché visitare Bova,

borgo fra i più Belli d’Italia e

capitale dell’Area grecanica calabrese

 

Giunti nella parte più meridionale della Calabria, sulle ultime propaggini dell’Appennino, a circa cinquanta chilometri da Reggio Calabria andiamo alla scoperta di Bova, simbolico punto di riferimento culturale dell’Area grecanica della provincia di Reggio Calabria.

Un microcosmo composto da sedici comuni, tra cui cinque (Condofuri, Roghudi, Roccaforte del Greco, Bova Marina e appunto Bova) rientranti nella più ristretta Area ellenofona.

Si tratta di un lembo di terra gravitante attorno alla grande fiumara Amendolea, dove per secoli si sono conservati, assai più che altrove, usi, costumi, tradizioni, ma soprattutto l’antico idioma degli antichi colonizzatori.

“Nido di falchi, culmine d’altezza” o ancora “ dell’estremo appennino cingono i monti a te dintorno un cerchio aspro e selvaggio, tu li sovrasti, e per immenso raggio t’affacci solo ai liberi orizzonti”.

Con questi versi Domenico Napoleone Vitale, uno dei più grandi poeti calabresi del novecento, seppe  rendere omaggio alle bellezze della propria terra, traducendo in poesia l’amore per Bova,  per la sua cultura, la sua storia, il suo antico idioma greco, gli usi, i costumi, le tradizioni di un popolo che da secoli incarna fedelmente il meglio di una delle minoranze etnico – linguistiche fra le più significative dell’intero meridione d’Italia “i Grecanici” .

Ma appena si passa da queste parti, si capisce subito che Bova non è solo un lessico particolare, è tutta una serie di emozioni e suggestioni che catturano chiunque attraversi questi monti.


L’Etna innevato domina l’orizzonte contraddistinto da colori a volte tenui a volte accesi e tipicamente mediterranei.

Alle spalle gli ultimi contrafforti dell’Appennino, e di fronte quasi a sfiorarlo lo Ionio, di un colore azzurro che spesso si confonde con quello del cielo.

Un centro montano dalla bellezza unica, con le sue stradine in selciato, i suoi palazzi nobiliari e gentilizi, i suoi monumenti, i suoi comignoli fumanti che degradano dolcemente l’uno sull’altro fino a confondersi con le balze rocciose dell’Aspromonte.

E poi ancora il profumo della legna che arde e che sembra entrarti dentro, o quel freddo tagliente che contraddistingue gli inverni da queste parti molto rigidi.

E’ una storia infinita quella di Bova, che in cima al suo cucuzzolo, dall’alto dei suoi 915 metri domina incontrastata l’orizzonte, immobile, sempre uguale, a volte innevata o coperta dalla nebbia, comunque sempre ovattata, incurante di un tempo che da queste parti sembra davvero essersi fermato.

E’ terra di grandi contrasti Bova, con le sue migrazioni, le sue catastrofi naturali, le sue sciagure.

Magia e grande senso di libertà, sono questi i sentimenti più ricorrenti per chi passa da queste parti: “perdersi per poi ritrovarsi, scrutare dentro se stessi trovando la pace dei sensi, sfondare il muro dei ricordi  dando spazio alle sensazioni più  profonde”, a  Bova è possibile questo e certamente anche molto altro!

Scoprire e visitare il Borgo di Bova attraverso le sue leggende.

Dall’alto della rocca, i ruderi del Castello Normanno e la Torre Parcopia dominano lo splendido borgo e la vallata sottostante dell’Amendolea, con le loro antiche storie e le leggende!

Narrano le leggende, che la Contessa Matilde di Canossa lasciò una sua impronta su di una roccia del castello. La fanciulla la cui impronta plantare avesse trovato corrispondenza con quella della Contessa, avrebbe vista riconosciuta la discendenza dalla famiglia nobiliare.

Un’altra leggenda invece, racconta che l’orma appartenesse ad una Regina greca. Se il piede di una fanciulla fosse  combaciato perfettamente con quello della Regina, la roccia si sarebbe aperta, regalando alla fortunata il tesoro custodito al suo interno.

E’ facile capire l’importanza che questo centro rivestì nei secoli.

Antica sede Vescovile, Pretura, ospedale, carcere, salotto per  la nobiltà del tempo, per non parlare poi delle chiese, una miriade, disseminate su un perimetro urbano relativamente piccolo, e anche nel circondario, in quelle contrade dai nomi  richiamanti l’immancabile elemento magno greco: (Brigha, Cavalli, Bucissà, Caloièro, Agrappidà, Vùnemo).

L’Immacolata, San Leo, lo Spirito Santo, il Carmelo, la splendida Concattedrale della Madonna dell’Isodia, dedicata alla Madonna della Presentazione o “Isodìa”. Un’infinità di luoghi di culto che rimangono perenni testimoni del viscerale legame dei bovesi con la religiosità, una religiosità che ritroveremo più avanti.

La teoria più accreditata sulle origini del toponimo greco (Vùa) è quella che vuole il monte su cui sorge il paese luogo adibito al pascolo di buoi, non è casuale infatti che lo stemma civico raffiguri una Madonna col bambino, che sovrasta un bue prostrato.

Ecco venire fuori anche in questa circostanza l’elemento religioso, un elemento che fa  registrare il suo apice  durante le celebrazioni in onore di San Leo, patrono del paese.

Si tratta di un momento molto sentito non solo dalla comunità bovese, una ricorrenza a metà strada fra sacro e profano, religione ed antiche credenze popolari che si rinnovano ogni cinque di Maggio, giorno in cui una solenne processione si snoda  per le ripide stradine del centro storico.

Un’altra importante manifestazione religiosa che palesa le antiche tradizioni magno greche di Bova, è quella della Domenica delle Palme. In tale ricorrenza vengono realizzate e portate in processione le “Pupazze o Persefoni”.

Si tratta di figure femminili realizzate intrecciando ramoscelli di rami d’ulivo intorno ad un’asse di canna.

Un rito cristiano, che affonda le sue radici nella mitologia della MagnaGrecia! Queste figure sono legate il mito di Persefone e Demetra, oltre che agli antichi riti e miti precristiani di origine magno greca, collegati al ciclo delle stagioni!

Le Pupazze, portate in processione attraversano le vie e i vicoli di Bova, portano un messaggio di speranza e di rinascita, di forme e colori.

Per le radici culturali e per la simbologia che questo rito rappresenta da sempre, le Pupazze sono anche l’emblema del rispetto e del legame tra l’uomo  la natura e la vita.

 

 

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?Buongiorno a tutti cari Amici e Buona Domenica delle Palme! Come state?? ⚜Ieri ho messo on line il #NuovoArticolo su #Bova, in #Calabria, e oggi vi spiego meglio il perché ⚜Nell’articolo vi ho anche riportato Un #approfondimento sul rito delle #Pupazze, o #Persefoni, che si celebra ogni anno la domenica delle Palme nel #Borgo di Bova! ⚜Un rito cristiano, ma che affonda le sue radici nella mitologia della #MagnaGrecia! ⚜Queste figure sono legate il mito greco di #Persefone e #Demetra, e agli antichi riti e miti precristiani di origine magno greca a loro volta collegati al ciclo delle stagioni! ⚜Le Pupazze, portate in processione, attraversano le vie strette e tortuose dei Bova portano anche una gioiosa sfilata di forme e colori. ⚜Per le sue implicazioni storico culturali e per la sua simbologia è infatti emblema del rispetto e del legame con la natura oltre che un inno alla vita. ⚜E mai come oggi, questa #rinascita è importante, non credete anche voi? ⚜Quali sono i riti della domenica delle Palme nella vostra Regione? ⚜#LasciateviIspirare allora, #rimaniamoacasa per ritornare domani in questi #LuoghidelCuore! ⚜Vi aspetto … scoprite meglio Bova, leggendo qui??, e appena termina questo periodo, correte a visitarlo! Leggete in bio l’articolo ? @palamaradomenica https://www.spuntidiviaggio.it/perche-visitare-bova-borgo-fra-i-piu-belli-ditalia-e-capitale-dellarea-grecanica-calabrese/ ?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️?️ #travelblogger #travelbloggeritaliane #dametravel #passionpassaport #traveladdict #calabriacultura #italiadaldivano #BellaItalia #ritidipasqua #areagrecanica #viaggionelviaggio #spuntidiviaggio #calabriadeigreci @asso_historical @kalabria_experience @prontoestate @borghitalia @italiait @atbitalia @igersitalia @guide_in_calabria @mibact

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Perché visitare Bova la Domenica delle Palme - Le Pupazze

Perché visitare Bova la Domenica delle Palme – Le Pupazze

Le gute o cudduraci. I dolci tipici pasquali a Bova

Le gute o cudduraci. I dolci tipici pasquali – Foto credits by Carmyne Verduci


Poco più di 400 abitanti, una superficie territoriale di 46,74 kmq, per un territorio quasi esclusivamente montano con una densità demografica ridotta pesantemente dalle continue migrazioni verso le coste, un trend negativo interrotto ormai da circa un ventennio, grazie ad una costante opera di recupero delle tradizioni e di un patrimonio architettonico di inestimabile valore.

Sta accadendo così per l’antico dialetto greco, caduto nel dimenticatoio per decine di anni, perché ritenuto segno distintivo di una società contadina, uno scomodo francobollo da eliminare ad ogni costo, e riscoperto da circa un trentennio, grazie all’intuizione del compianto sindaco Pasquale Foti, il primo a pensare ad un Festival interamente dedicato alla musica ed alla cultura dei Greci di Calabria.

Appartenere alla comunità Greca di Calabria non vuol dire solo parlare l’antica lingua, vuole dire piuttosto appartenere ad un mondo dalle mille sfaccettature: aneddoti, antiche usanze, tradizioni che si tramandano da secoli e che ancora oggi continuano a caratterizzare la vita in cima all’Aspromonte greco.

I suoni di organetto, tamburello e zampogna rimbalzano sui fianchi delle montagne e si fanno portatori di una cultura che sembra assolutamente non voler cedere il passo all’incalzare del tempo.

 

Parlavamo di aneddoti, come quello che si può raccontare mentre guardando dalla sommità del castello si vede la piazza, e sulla destra il Palazzo Nesci dei Baroni di Sant’Agata, con il suo arco, porta d’accesso al paese per chi veniva da sud.

Proprio all’arco, costruito nel 1822, è legata una singolare e curiosa chicca: la leggenda narra infatti che le maestranze locali, avendo finito l’acqua per l’impasto, abbiano attinto alle riserve di vino custodite nelle cantine dei nobili dell’epoca conferendo così alla struttura ultimata un singolare colore rossastro, diverso dal resto dell’edificio.

Ma  non c’è solo palazzo Nesci  nel patrimonio architettonico di Bova!

Occorre menzionare anche palazzo Mesiani  (l’ex carcere), palazzo Romeo sul lato est della piazza, ed al centro l’ex palazzo Marzano ( attuale sede municipale).

A raccontarla, così sembra una  favola quella di Bova!

Una storia che merita senz’altro un futuro, una possibilità di continuare a scrivere pagine di vita vissuta, possibilità che nell’immediato è rappresentata da un  rilancio in chiave turistica, grazie alle attività imprenditoriali di ospitalità e artigianato avviate da alcune cooperative di giovani, fra i primi a credere in un possibile rilancio.

Scommettendo sulle proprie potenzialità, e cercando di regalarsi un futuro che non sia necessariamente lontano dai propri monti.

Il futuro di Bova parla dunque di un rilancio in chiave turistica, certificato dai tanti riconoscimenti nazionali giunti negli ultimi anni.

Inserita dall’ANCI  (Associazione Nazionale Comuni Italiani) fra i Borghi più belli d’Italia, dal Ministero per il Turismo nel circuito dei 21 comuni Italiani che si fregiano del marchio di comune Gioiello d’Italia, e in ultimo non certo per importanza anche la Bandiera arancione del Touring Club.

 

Questa idea di rilancio si concretizza con una metamorfosi che nell’ultimo ventennio ha prodotto la nascita di moltissime attività legate all’ospitalità diffusa ed alla ristorazione.

Poi la parte pubblica, legata alla nascita di una piccola rete museale che offre al visitatore la possibilità di scoprire vari Musei, da quello della lingua greco-calabra Gerhard Rohlfs, a quello di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, passando per quello del Costume della Magna Grecia, di prossima apertura.

C’è poi un museo all’aperto, opera di un privato, il Museo della Civiltà Contadina, dove è possibile ammirare, lungo un suggestivo sentiero ad anello, gli attrezzi (macine di frantoio e torchi) utilizzati fino al secolo scorso.

Un luogo da scoprire, Bova, dove l’antico e il nuovo si fondono, dove la tradizione  e l’innovazione camminano di pari passo, un luogo dove si può ritrovare se stessi riscoprendo il gusto della lentezza.

Vicoli di Bova perchè visitare questo Borgp

Vicoli di Bova

Vicoli di Bova borgo fra i più belli d'Italia

Vicoli di Bova

Panorami sulla rocca di Bova

Panorama sulla rocca di Bova – Foto credits by Carmyne Verduci


Indicazioni utili per visitare Bova 

 

Dove si trova questo magnifico Borgo

Guardando le due mappe – estratte da Google Maps, che trovate alla fine di questo articolo, potete visualizzare la posizione di Bova rispetto alla Costa dei Gelsomini.

Nella seconda mappa troverete un dettaglio del Comune di Bova, con indicata la localizzazione delle principali attrazioni da visitare, i ristoranti e le varie strutture nelle quali poter alloggiare.

Sempre su Google poi, nell’applicazione street360 potete effettuare un tour virtuale del Borgo di Bova, con immagini in 3D.

Come arrivare a Bova

Da Reggio Calabria – Sia che arriviate in treno o in aereo, per raggiungere Bova, dovrete prendere un treno, un bus o noleggiare un’auto.

L’auto, a mio parere è la scelta migliore, perché vi darà la possibilità di visitare non solo Bova, ma anche i suoi dintorni, in estrema libertà. 

Sia che arriviate da Nord o da Sud, dovrete percorrere la strada statale 106, uscendo a Bova Marina, imboccando poi dal paese, la svolta per Bova. Si tratta di una strada che spesso ha delle pendenze elevate, ma che in pochissimo tempo vi farà raggiungere il bellissimo borgo!

Dal Nord via Autostrada – Se state procedendo sull’Autostrada ex A3 Salerno – Reggio Calabria in direzione Sud, vi consiglio di uscire a Rosarno, imboccare la strada statale 682 Jonio-Tirreno sino al Mar Jonio e poi da qui, svoltare in direzione Reggio Calabria sulla strada statale 106, uscire a Bova Marina e quindi seguire le indicazioni per Bova.

 

La vallata di Bova dal beb Vua

La vallata di Bova vista dal B&B Vùa

Panorami notturni dal B&B Vùa

Dove dormire a Bova

Sebbene il territorio di Bova non sia poi così grande, a mio parere vale davvero la pena, trascorrere qui un week end o una settimana, per poter scoprire questo Borgo ed i suoi dintorni, ma soprattutto per vivere e cogliere le mille sfumature della sua grecanicità.

Anche nella sua tradizione culinaria ovviamente!

L’offerta ricettiva che troverete a Bova è improntata sul concetto del Turismo sostenibile mixato  con l’ospitalità locale tipica. Molte case signorili sono state trasformate in confortevoli e panoramici B&B, mentre gli Agriturismi presenti fra il Borgo di Bova, la vallata dell’Amendolea e Bova Marina,  sono in grado di fornire agli ospiti la base ideale per soddisfare chi ha voglia di approfondire la conoscenza dell’area ellenofona o scoprire le bellezze naturalistiche del vicino l’Aspromonte.

Fra le varie strutture presenti, io ho scelto di alloggiare al B&B Vua, dalle cui finestre si può ammirare un panorama che dir unico è dire poco!

Ve ne lascio una testimonianza fotografica, ovviamente!

Perchè visitare Bova enogastronomia le musulupe

le musulupe, formaggi artistici

 

La lestopitta pane senza lievito fritto gastronomia a Bova

Lestopitta

Dove e cosa mangiare a Bova!

Un capitolo importante questo di ogni visita in Calabria! Un aspetto che fa parte integrante della cultura calabrese …

A Bova c’è un piatto che non potete assolutamente fare a meno di assaggiare: la Lestopitta, il cui nome deriva dal greco Λεπτ?ς (leptòs), sottile e π?τα (pita), pane!

La lestopitta potrebbe essere anche definita anche come il piatto dello “Street Food” dei Greci di Calabria, un piatto semplice, basato su una pastella a base acqua, farina, olio e sale, senza lievito, fritta, farcita con ogni ben di Dio tipico della zona e servita calda.

L’indirizzo della friggitoria – Gastronomia di riferimento dove poter gustare questa tipicità, porta il nome dello stesso piatto: Lestopitta.

Una piccola raccomandazione per chi non è mai stato in Calabria o a Bova: la pastella è davvero leggera e digeribile, però attenti alla quantità delle “farciture”, che voi stessi potrete scegliere! Di una bontà per veri intenditori, vi assicuro  

Si va dalla parmigiana alla calabrese, alla ‘nduja,  al capocollo, alla soppressata, olive infornate o verdi, ai formaggi tipici aspromontani e via dicendo!

E a proposito di formaggi tipici dell’Aspromonte, non mancate di mangiare e gustare anche con gli occhi, le musulupe, i formaggi tradizionali del posto artisticamente foggiati



Pro-memoria eventi a Bova nel 2020:

Gli Eventi che possono fornirvi altre 1000 motivazioni

sul perché e quando visitare Bova!

Nelle indicazioni che sotto vi riporto, trovate le date delle principali ricorrenze civili e religiose che si svolgono a Bova ogni anno, oltre ad alcuni dei principali festivals.

Ovviamente le date sono indicative, visto che con l’emergenza Coronavirus, tutto o quasi tutto slitterà.

Processione delle Palme Il 05 aprile 2020

Processione con le Varette in legno – Il 10 aprile 2020

Novenario e festa Patronale di San Leo – Il 5 maggio2020

Infiorata e processione del Corpus Domini –  Il 14 giugno 2020

Fiaccolata e festa della Madonna del Carmine – Il 16 luglio 2020

Festa dei Santi Patroni San Leo e San RoccoDal 15 al 17 Agosto 2020. In queste giornate vengono portate in processione la statua lignea di San Rocco e il Simulacro e le reliquie di San Leo. I festeggiamenti, di carattere civili e religiosi, si concludono con gli splendidi giochi di fuoco nella vallata. Un’occasione imperdibile

Festival Paleariza –  Festival della musica tradizionale etnica e grecanica. Tutto il mese di Agosto 2020

Bovarché  – Fra Agosto e Settembre Stagione culturale dedicata alla pittura, scultura e alla poesia.

Festa di S. Luca – Il 5 Maggio 2020

Novembre – Giornata della Lingua.

Natale con le ciaramelle  – Dal 16 al 24 dicembre 2020

Capodanno grecanicoIl 31 dicembre 2020

La Befana dei bambini

 


In conclusione di questo “spunto di viaggio”, voglio ringraziare nuovamente Gianfranco Marino, che ha emozionato immensamente anche me con i suoi scritti, e Carmyne Verduci, presidente della Pro Loco di Brancaleone e dell’Associazione Kalabria Experience, che a messo a disposizione alcuni dei suoi meravigliosi scatti di Vùa e dintorni!

Invito voi tutti a scoprire e visitare Bova, un Borgo meraviglioso di Calabria, un luogo del cuore che sono certa, rimarrà nel cuore di tutti voi, amanti della bellezza in ogni sua forma!

Vi ricordo che partendo da Bova, potrete visitare molti luoghi e borghi di grande interesse sulla costa ionica di Reggio Calabria.

Ve ne ho già scritto in alcuni articoli su questo stesso blog.  Vi lascio di seguito i link correlati, per potere continuare il vostro Viaggio alla scoperta della Calabria!

Al prossimo spunto di viaggio by Mimì. Vi aspetto!

Vi aspetto a Bova Marina, al Parco Archeologico di Archeoderi alla scoperta degli itinerari ebraici in Calabria

A Gerace, per scoprire un altro dei Borghi più belli d’Italia in Calabria

Alla scoperta di Pentedattilo, un borgo Fantasma che ha voglia di rinascere

Senza dimenticare che, se siete amanti del mare, visitare Bova e trascorrerci qui le vostre vacanze, vi permetterà di andare al mare su 5 delle spiagge più belle della Costa ionica reggina e visitare il Borgo di Brancaleone Vetus.

Solo alcune delle idee che queste zone possono ispirarvi! Se avete bisogno di ulteriori informazioni, scrivetemi! Vi aspetto …

perchè visitare Bova nel Parco Nazionale dell'aspromonte

Bova – Immerso nel verde del Parco Nazionale dell’Aspromonte e vicino al Mare Jonio

 

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9 comments

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Francesca 4 Aprile 2020 - 9:24

Che bel borgo e che panorami pazzeschi! Grazie per farci scoprire luoghi sempre interessanti.

Reply
Mimì
Mimì 4 Aprile 2020 - 10:11

Grazie a te carissima Francesca!
Ricominciando dalla nostra Bella Italia, non potevo che scrivervi di Bova, un borgo meraviglioso, sconosciuto a molti, ma che vale davvero la pena visitare!

Ti invito a visitarlo e se vuoi, ti farò da cicerone!

Un grande abbraccio carissima! Buon weekend

By Mimì

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Itinerari ebraici in Calabria raccontati da Francesco Cuteri: la sinagoga di Bova Marina 4 Aprile 2020 - 23:41

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Bill Casile 31 Maggio 2020 - 19:50

I have only been able to visit Bova once, so far, but the roots of my family through my gradfather, Peter Casile, who was born in Bova, are strong and were immediately felt when I visited. Since my visit, I carry Bova in my heart.

Reply
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[…] Provincia di Reggio Calabria – Bova, Chianalea di Scilla (frazione di Scilla provincia di Reggio Calabria), Gerace e […]

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