Al confine tra due continenti e punto di incontro tra due mari, Tangeri — l’antica Ṭanja e la Tingis latina — è ubicata strategicamente sul lato africano dello Stretto di Gibilterra, nel nord del Marocco. Conosciuta anche come la Città Bianca o Porta dell’Africa, Tangeri è una destinazione affascinante che merita di essere scoperta e visitata senza fretta, lasciando alle spalle preconcetti e stereotipi che la dipingono come poco interessante. Niente di più sbagliato! In questo articolo vi condivido la mia esperienza del soggiorno di più giorni a Tangeri, offrendovi informazioni utili su cosa vedere e fare, dove alloggiare o mangiare, oltre a come muoversi in città e nei suoi dintorni. Un viaggio che consiglio a tutti di fare, in qualunque stagione decidiate di partire.
Spero che questi consigli vi ispirino a visitare Tangeri, una città dal carattere antico e moderno allo stesso tempo, un caleidoscopio multietnico dalle mille anime, che riesce a sorprendere ed intrigare con il suo vivace fermento artistico e culturale. Fra contraddizioni, storie e leggende, vi va di seguirmi in questo viaggio alla scoperta di Tangeri?
Perché visitare Tangeri: Alla scoperta della
“Porta dell’Africa”.
Tangeri è una città che ha superato le mie aspettative. Proprio perché meno turistica di altre città del Marocco. Nell’organizzare la sua visita, ho voluto scegliere un mood slow soggiornandovi quasi una settimana. Ciò mi ha permesso di cogliere al meglio le sue mille sfaccettature, fra Medina, Ville Nouvelle, Corniche e dintorni.
Una città che accoglie con calore e grande generosità, ricca com’è di grandi bellezze naturali, paesaggistiche, storiche e architettoniche.
Sorprendente anche la grande quantità di spazi verdi presenti in città e dintorni. Dal Parco Perdicaris ai Giardini della Mendoubia, dal Parco di Villa Harris al meraviglioso giardino botanico di Cape Spartel, dal Donabo Gardens al parco associato alla nuova urbanizzazione California di Tangeri.
In molti definiscono Tangeri la più europea delle città marocchine o la più marocchina delle città europee. Un mix di influenze intriganti che la rende davvero unica. Passeggiando per le vie labirintiche della sua medina, sentirete parlare in arabo, spagnolo, francese e inglese, retaggio del suo essere da sempre un importante città portuale, storico crocevia di civiltà e popoli, oltre che terreno di diplomazie e diplomatici, grazie al suo essere stata Zona Internazionale neutrale e porto franco, dal 1923 al 1956.
Da secoli meta e rifugio di artisti e letterati provenienti da mezzo mondo, Tangeri è una città di luci, colori, aromi e grande senso di libertà, un luogo che, come diceva lo scrittore americano Paul Bowles, “tutto sembra possibile”. Il mito e il fascino della Città Bianca e di luce colpirono anche Henri Matisse, Eugène Delacroix, Paul Morand, Joseph Kessel, Truman Capote, Jane e Paul Bowles, Samuel Beckett, Tennessee Williams, Jack Kerouac, Yves Saint-Laurent e, in tempi più recenti, i Rolling Stones.
Perché vi sto raccontando tutto questo? Perché oltre alle check-list delle cose da vedere e fare a Tangeri (dintorni inclusi), esistono le emozioni e le suggestioni che questa città riesce a donare e che ne fanno una destinazione adatta a tutti i viaggiatori curiosi e capaci di “vedere oltre”. Oltre l’azzurro del cielo che si mescola con l’azzurro del Mare Nostrum e che, poco più in là, incontra l’Oceano Atlantico. Dai tempi delle leggende.
Visitare Tangeri: Un Viaggio nella Storia,
dai Fenici ai Giorni Nostri.
Tangeri ha una storia millenaria che affonda le sue radici nell’epoca fenicia. Nei fatti, le prime tracce di insediamenti umani a Tangeri risalgono al X secolo a.C., quando i Fenici fondarono una colonia commerciale nella regione. La città divenne presto un importante centro per il commercio marittimo, con scambi di beni preziosi come metalli, tessuti e spezie. Successivamente, Tangeri passò sotto il controllo dei Cartaginesi, che ne consolidarono l’importanza strategica nel Mediterraneo.
L’Influenza Romana e la Mauretania Tingitana
Dopo la caduta di Cartagine nel 146 a.C., Tangeri entrò a far parte dell’Impero Romano, diventando la capitale della provincia di Mauretania Tingitana. Durante questo periodo, la città prosperò grazie alla sua posizione commerciale e alla costruzione di infrastrutture romane, tra cui strade, templi e anfiteatri. Tuttavia, con il declino dell’Impero Romano, Tangeri subì invasioni da parte dei Vandali e dei Bizantini.
L’Arrivo degli Arabi e la Cultura Islamica
Nel VII secolo d.C., Tangeri fu conquistata dagli Arabi, segnando l’inizio di un’era di grande trasformazione culturale e religiosa. La città divenne un importante centro islamico e un punto di partenza per le conquiste musulmane in Spagna. Durante il periodo medievale, Tangeri fu contesa tra diverse dinastie, tra cui gli Almoravidi e gli Almohadi, che contribuirono alla costruzione di moschee e palazzi.
L’Occupazione Europea e la Zona Internazionale
Nel 1471 secolo, Tangeri fu occupata dai Portoghesi, dove rimasero fino al 1662. Ad essi subentrarono per un breve periodo gli inglesi, prima di tornare sotto il controllo del Sultanato del Marocco, nel 1684.
Per ritrovare l’immagine di una Tangeri in ripresa, occorre arrivare ai primi anni del XX secolo, allorché con la sottoscrizione del cosiddetto Protocollo di Tangeri, nel 1923, la città fu dichiarata Zona Internazionale.
Si trattava di un territorio speciale sotto la sovranità nominale del sultano del Marocco, ma amministrato da una commissione internazionale composta da Francia, Regno Unito e Spagna. Successivamente, tra il 1928 e il 1929, si aggiunsero anche Italia, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Svezia e Stati Uniti.
Se siete curiosi, potete leggere il testo del Trattato Qui.
Questo status speciale favorì lo sviluppo economico e culturale di Tangeri, trasformando la città in un centro cosmopolita e un crocevia di affari, attirando investitori, commercianti e intellettuali da tutto il mondo. La città godeva di neutralità politica e militare, con una totale libertà di impresa e un’economia in forte espansione.
Nel 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, la città fu occupata dalla Spagna, che ne mantenne il controllo fino al 1945, quando tornò allo status di Zona Internazionale. Tangeri fu reintegrata nel Marocco il 29 ottobre 1956.
Dopo l’indipendenza del Marocco, Tangeri ha vissuto una profonda trasformazione urbanistica e sociale. La città, che per decenni era stata una enclave internazionale, ha dovuto adattarsi alla nuova realtà, con un’integrazione graduale nelle strutture amministrative e politiche del paese.
Pensate che, nel 1950, Tangeri contava migliaia di società anonime e decine di banche, mentre la popolazione quadruplicava.
Dopo un primo periodo di declino, il governo marocchino ha investito nella modernizzazione della città, con la costruzione di nuove strade, quartieri residenziali e aree commerciali, oltre alla ristrutturazione di edifici storici e alla valorizzazione della Medina e della Kasbah. Tuttavia, alcune zone periferiche hanno ancora difficoltà ad accedere a servizi essenziali. Una delle contraddizioni della moderna Tangeri!
Il porto di Tangeri Med, inaugurato nel 2007, ha rappresentato una svolta cruciale, trasformando la città in un hub commerciale internazionale e rafforzando il suo ruolo nel commercio globale, attraendo investimenti stranieri e consolidando il ruolo di Tangeri quale ponte tra l’Africa e l’Europa.
Cosa vedere a Tangeri e dintorni:
Da dove iniziare la visita?
L’essenza più bella e vera di Tangeri, la troverete ancora racchiusa fra la medina e la Kasbah, fra il piccolo e il grande Socco della Città. Case e vicoli labirintici dipinti di bianco, su cui si stagliano porte colorate e ingresso a mille negozi.
Una città che pulsa e vive fra le mura che la cingono, connotate da forti e bastioni di architettura portoghese ed araba. Luoghi che schiudono, come una matrioska, le diverse parti della città attraverso le porte monumentali.
Qui non occorre usare le mappe turistiche, perchè la cosa più bella da fare è “perdersi” per scoprire una viuzza, uno scorcio, un mercato o un negozio. La medina di Tangeri è di gran lunga la più pulita ed ordinata di molte altre medine del Marocco. Parallelamente, inoltre, è anche quella in cui si respira il maggior senso di sicurezza.
La via principale della medina è la Rue Es-Siaghine, o Rue Siaghine, fiancheggiata da innumerevoli negozi e negozietti, artigiani, orefici, uffici di cambio, bar e teerie, ma anche dalla struttura di Palazzi ed edifici religiosi, come la Iglesia de la Purísima Concepción o il Palazzo Dar Niaba.
Proseguendo nel giro del Piccolo Socco, su Rue Mouahidines, troverete la zona in cui vengono venduti i prodotti artigianali della città. A seguire, nelle vicinanze, troverete la Grande Moschea, un tempo cattedrale dedicata allo Spirito Santo. Si trovano invece nel quartiere di di Beni Idder la Sinagoga Nahón e il Museo della Fondazione Lorin.
C’ è poi la suddivisione la Piccolo e Grande Socco. Attraversando la porta di Bab Al-Fahas, si raggiunge la bella Piazza circolare del 9 aprile 1947, chiamata anche Piazza del Gran Socco, un tempo teatro del Grande Mercato di Tangeri.
La Piazza, punto di snodo verso la Ville Nouvelle ed insieme luogo di incontro dei Tangerini, accoglie nelle vicinanze il Mercato alimentare di Tangeri ed il Mercato del Pesce.
Quella che invece è la Kasbah di Tangeri, la trovate arroccata in cima alla sua medina, nella parte che guarda verso lo Stretto di Gibilterra.
Qui, tra le bianche viuzze ed i colorati negozietti, si può tranquillamente passeggiare nel silenzio, magari lasciandovi ispirare dalla visita ad uno dei bastioni dell’antica città, il Borj Dar Al-Baroud, all’interno del quale troverete il Centro d’Interpretazione delle Fortificazioni.
Perchè poi non iniziare la visita di Tangeri lanciandovi alla scoperta delle varie porte o passeggiando lungo la meravigliosa Avenue Mohamed VI? A voi l’ardua scelta. Perchè a Tangeri ci sono mille cose da vedere e da fare!
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il Museo
dedicato a Ibn Baṭṭūṭa (o Ibn Battouta).
Non potevo che iniziare da questo luogo la visita alla città di Tangeri! Non solo per il Museo in sé stesso, ma per rendere “omaggio” ad uno dei più grandi viaggiatori del Medioevo, il Marco Polo arabo. Una figura meno conosciuta rispetto a Marco Polo, di cui era contemporaneo, ma che sicuramente incarna lo spirito di ogni viaggiatore di ieri e di oggi.
Muḥammad ibn ʿAbd Allāh ibn Muḥammad al-Lawātī al-Ṭanǧī, storico, filosofo, islamista e giurista, per tutti Ibn Baṭṭūṭa (o Ibn Battouta), nei suoi oltre 30 anni di viaggi – dal 1325 al 1354, visitò gran parte del mondo conosciuto al tempo, spingendosi da Tangeri fino in Cina, in Russia, in India, in Africa e, ovviamente, l’Europa. Percorse 120.000 chilometri e, al suo rientro a Tangeri, ricevette l’incarico dal sultano di Fez, Abu Inan, di scrivere e descrivere le proprie esperienze in giro per il mondo, in una sorta di racconto/romanzo che prese il nome nome di Rihla (I viaggi).
Un antesignano dei moderni travel blogger insomma!
Il piccolo ma interessantissimo Museo, dedicato ai viaggi e alla persona di Ibn Battuta, è ubicato nel Palazzo Borj Naam, noto anche come “Forte degli struzzi”. Il Palazzo, completamente ristrutturato nel corso del 2021, si affaccia sull’antica piazza d’armi Tabor, nel cuore della Kasbah di Tangeri.
Gli spazi espositivi che visiterete si articolano su due piani e 10 sale, modernamente attrezzati ed allestiti, dotate di display interattivi e punti multimediali. Un luogo da visitare con curiosità per grandi e piccoli e che mi ha coinvolta.
Coinvolgente il racconto dei viaggi di Ibn Battouta, mostrati attraverso manufatti, ricostruzioni, documenti e mappe storiche dei luoghi visitati. Ma anche la ricostruzione di oggetti ed abiti appartenuti al celebre viaggiatore tangerino.
Informazioni utili per visitare il Museo di Ibn Battouta a Tangeri.
La visita al Museo di Ibn Battuta vi prenderà da un a mezz’oretta a 1 oretta, a seconda del tempo che dedicherete all’approfondimento delle varie sale. Mettetelo fra le cose imperdibili da vedere a Tangeri: a mio parere merita!
Orari di visita:
- Dal lunedì al sabato: Dalle ore 10 alle ore 18;
- La domenica dalle ore 12 alle ore 20.
Costi del biglietto di ingresso:
- Adulti: 20 dhs;
- Bambini: 10 dhs.
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il
Museo della Cultura Mediterranea della Kasbah
e Spazio D’Arte Contemporanea.
A soli 4 minuti a piedi dal Museo di Ibn Battouta, ecco aprirsi la Place de la Kasbah, sulla quale si affacciano le facciate del Museo delle Culture Mediterranee della Kasbah e lo Spazio d’arte Contemporanea.

Cosa vedere a Tangeri: Museo delle Culture Mediterranee (Kasbah Museum)- Il patio del Palazzo Dar Al Kabira
Si tratta di due spazi diversi, accomunati da un’unica gestione, che si completano a vicenda. Anche il biglietto di ingresso è “cumulativo” per entrambe le strutture museali, quindi, non perdetelo, perchè dovrete farlo vedere all’ingresso del secondo museo.
Il Museo delle Culture Mediterranee della Kasbah è anche una delle prime istituzioni museali realizzate in Marocco, mentre lo Spazio d’Arte Contemporanea è stato aperto al pubblico recentemente, nel 2021, dopo il restauro delle ex prigioni nelle Kasbah. Per visitare con calma le due strutture, mettete in conto almeno due ore di tempo, non andate di fretta. Meritano infatti un’attenta osservazione anche “i contenitori”, ovvero i due bellissimi edifici che racchiudono i due musei.
Ma ora passiamo alla visita del Museo della Kasbah di Tangeri.
Il Museo è stato allestito nel Palazzo più bello della Kasbah, in uno spazio dove un tempo, si racconta, sorgeva il tempio di Ercole. L’edificio iniziale, noto anche come Palazzo della Kasbah, Dar Al-Makhzen o Palazzo del Sultano, venne realizzato nel XII secolo, nel corso della prima occupazione musulmana.
Successivamente fu utilizzato come residenza dei governatori portoghesi e, a seguire, dai governatori inglesi.
La struttura architettonica che invece oggi possiamo ammirare è opera di Ahmed Ben Ali al-Rifi Pasha, tra il 1737 ed il 1738. I suoi interni, strutturati armonicamente come un grande riad dedicato al soggiorno del Sultano, richiamano l’architettura tipica moresco-andalusa, con soffitti di legno riccamente intagliati, pareti ricoperte da stucchi lavorati a muqarnas e zelliges, cortili, fontane e uno splendido giardino.
Il Museo, che qui è accolto dal 1922, è dedicato alla storia di Tangeri, dalla preistoria ai giorni nostri, e alle sue connessioni con la cultura dell’intero Mediterraneo. Per questo motivo, è una delle cose imperdibili da vedere a Tangeri, per chi vuole conoscere a fondo questa splendida città.
Il palazzo/museo, che si può suddividere essenzialmente in tre sezioni architettoniche, è ordinato secondo il criterio cronologico dei reperti esposti.
Le tre sezioni sono:
- La residenza, articolata intorno ad un cortile centrale contornato da colonne in marmo provenienti dall’Italia. Il bel cortile, decorato in stile moresco, è arricchito da una fontana in marmo al centro.
- L’appartamento al primo piano, il Dwirat Qubbat Sidi-al-Bukhari;
- La cosiddetta “Sala del Tesoro”, la Bit al-Mal;
I reperti archeologici più antichi esposti, risalenti al Paleolitico Inferiore, sono la testimonianza di un antico insediamento rinvenuto vicino Tangeri. Non mancano poi reperti ascrivibili al periodo fenicio, a quello della Mauretania, oltre agli oggetti provenienti dagli scambi commerciali tra l’antica città di Tangeri e le altre civiltà mediterranee.
Di grande bellezza ed interesse sono, in particolare, la statuetta funeraria egizia, la brocca etrusca, la ricostruzione a grandezza naturale di una tomba punica proveniente da Mghogha e lo straordinario mosaico della “La navigazione di Venere”, proveniente da Volubilis.
Dulcis in fundo, non perdetevi una rilassante sosta al giardino “Riad As Sultan”, un’oasi di verde in stile andaluso-moresco, con la centro una fontana. Sparsi lungo questo percorso, troverete una collezione lapidaria e alcuni cannoni.
Terminata la visita al Museo della Kasbah, proseguite verso lo Spazio d’Arte contemporanea, ubicato nelle antiche prigioni della kasbah.
La struttura, che si articola fra piano terra e primo piano, mantiene il caldo colore della muratura e dei mattoni. Qui troverete esposte le creazioni artistiche ed i dipinti di alcuni artisti contemporanei marocchini, oltre ad interessanti mostre temporanee dedicate ad artisti provenienti da tutto il mondo.
Nel corsi della mia visita, ho avuto modo di ammirare la mostra dedicata alle opere di artisti cubani: davvero interessante ed ironica.
- Informazioni utili per visitare il complesso del Museo della Kasbah e allo Spazio dedicato all’Arte Contemporanea a Tangeri.
Orari di apertura:
- Dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18;
- Chiuso il martedì.
Costi del biglietto cumulativo:
- 30 Dhs per gli adulti
- 5 DHS per bambini e scolaresche
Cosa vedere a Tangeri: Il Belvedere all’esterno
della porta Bab Al Bahr.
Dalla Piazza della Kasbah, si accede ad un luogo di Tangeri che tanto mi ha incantata: il Belvedere all’esterno della Porta di Bab Al Bahr, chiamata anche Porta del Mare.
Questa splendida porta risalente al XV secolo, incornicia uno dei panorami più belli che potrete vedere a Tangeri. Lo sguardo vola e spazia sulla dirimpettaia costa spagnola, accompagnata dal volo di mille gabbiani.
Sarà stato anche tutta questa magia ad affascinare pittori come Matisse?
Lo splendido affaccio sull’azzurro dello Stretto di Gibilterra, dà anche modo di apprezzare l’imponente sistema di mura difensive dell’antica Tingis, ma anche il Porto di Tangeri Ville con la nuova moschea, la Route di Plage Merkala e le spiagge vicine alla città.
Da qui, potrete imboccare il percorso delle Escaliers du Bab Bhar e raggiungere rapidamente la Marina e il porto.
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il Museo degli “Artisti
Viaggianti” nel Palazzo Dar Niaba.
Ubicato nella parte centrale della medina, su Rue Siaghine, il Museo/galleria Dar Niaba è stato allestito nel 2022, dopo il restauro dell’omonimo Palazzo di origine portoghese, come dimostra il bel portale.
Il Palazzo Dar Niaba è stato la sede del primo consolato di Francia in Marocco nel 1816, e successivamente, nel 1851, divenne la prima sede della gestione degli affari esteri marocchini, ospitando un “Naîb”, in rappresentanza dell’autorità sherifitana . Vale anche la pena rammentare che, in questi spazi, fu ospitato il pittore Eugène Delacroix, durante il suo soggiorno a Tangeri.
La collezione permanente del Museo Dar Niaba di Tangeri accoglie oggi, su due piani:
- Dipinti ed altre opere d’arte provenienti dalla donazione di Didier Sentis de Montoussy;
- Testimonianze che raccontano le relazioni internazionali del Marocco;
- Dipinti di artisti locali e stranieri che hanno dipinto il Marocco.
Orari di Apertura:
Dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 18. Chiuso il martedì.
Costi del biglietto di ingresso:
- Bambini sotto i 18 anni: 10 dhs;
- Adulti: 20 dhs.
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il Museo della
Legazione Americana di Tangeri, la
Tangier American Legation Museum (TALIM).
La Legazione Americana di Tangeri, oggi conosciuta come il Tangier American Legation Museum (TALIM), è un luogo di straordinaria importanza storica e culturale.
Situata nel cuore della medina di Tangeri, vicino alla porta Bab Merican. Questa istituzione rappresenta la prima proprietà diplomatica degli Stati Uniti al di fuori del proprio territorio.
Il museo è una testimonianza delle relazioni diplomatiche tra il Marocco e gli Stati Uniti, che risalgono al XVIII secolo. La visita si snoda attraverso le diverse sale di quella che un tempo era la sede dei più alti esponenti della diplomazia statunitense in Marocco.
Storia della Legazione Americana di Tangeri
La Legazione Americana di Tangeri ha una storia affascinante che risale al 1821, quando il sultano Moulay Suleyman donò l’edificio agli Stati Uniti. Questo gesto segnò un’importante pietra miliare nelle relazioni tra i due paesi, poiché il Marocco fu la prima nazione a riconoscere ufficialmente gli Stati Uniti, dopo la loro indipendenza.
L’edificio stesso è un capolavoro architettonico in stile neo-andaluso, con un cortile interno simile a un riad con terrazze fiorite.
Nel corso degli anni, la legazione ha svolto diversi ruoli: è stata una sede diplomatica, un centro culturale e persino un rifugio per gli americani durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante la Seconda Guerra Mondiale infatti, la Legazione Americana di Tangeri ha svolto un ruolo cruciale come quartier generale per gli agenti dei servizi di informazione degli Stati Uniti. Grazie alla sua posizione strategica in Marocco, vicino allo Stretto di Gibilterra, la legazione è stata un punto nevralgico per le operazioni di intelligence americane nella regione.
Dopo la guerra, e con il trasferimento della capitale diplomatica a Rabat nel 1956, quando il Marocco ottenne l’indipendenza, la legazione cessò di essere un edificio diplomatico attivo.
Dal 1961 al 1975, l’edificio venne utilizzato come scuola di lingue per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, e poi come centro di addestramento per i Peace Corps. Un gruppo di ex ufficiali e diplomatici del servizio estero di New York, fondò una nuova organizzazione, la Tangeri American Legation Museum Society (TALMS), per proteggere la proprietà e trasformarla in una sorta di spazio museale.
Il governo degli Stati Uniti è ancora ufficialmente proprietario dell’edificio, ma la gestione è affidata alla TALIM, divenuta oramai un’organizzazione senza scopo di lucro, che gestisce il museo, la biblioteca e il centro culturale.
Oggi, il museo ospita una vasta collezione di documenti, opere d’arte e manufatti che raccontano la storia di questa relazione bilaterale.
Appena entrati nel museo, si possono ammirare documenti storici di grande valore, tra cui il Trattato di Marrakech del 1787 e le lettere scritte a mano da George Washington, che testimoniano l’amicizia tra gli Stati Uniti e il Marocco.
Il museo ospita una sezione dedicata allo scrittore Paul Bowles, che visse a Tangeri per gran parte della sua vita. Qui è possibile vedere la ricostruzione del suo studio, dove scrisse alcune delle sue opere più celebri, tra cui The Sheltering Sky.
Una delle attrazioni più affascinanti di questo museo, è la collezione di mappe storiche, in particolare quelle che rappresentano lo Stretto di Gibilterra e la sua importanza geopolitica nel corso dei secoli.
Il museo ospita una collezione di dipinti, tra cui le opere di James McBey e Marguerite McBey, che raffigurano paesaggi locali e scene di vita marocchina. Inoltre, si possono ammirare i manifesti di Mariano Bertuchi, considerato uno dei migliori artisti del periodo del Protettorato spagnolo.
Costi e Orari di Ingresso
- Il Tangier American Legation Museum è aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 17:00. Il sabato e la domenica apre invece dalle ore 10 alle 15.
- Il prezzo del biglietto si aggira intorno ai 50 dirham marocchini (circa 5 euro).
- Durata della visita: Per apprezzare appieno la collezione e la storia del luogo, vi consiglio di dedicare almeno 90 minuti/2 ore.
- Ubicazione su Mappa in Rue d’Amerique
- Sito web ufficiale
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il
Museo della Lorin Foundation.
Passeggiando tra i vicoli storici della medina di Tangeri, vi consiglio di fare una sosta al civico 44 di Rue Touahine, per visitare trova il Museo della Fondazione Lorin.
Ubicato all’interno di una ex sinagoga restaurata, questo museo è una tappa imperdibile per chi vuole scoprire la memoria (fra il XIX e il XX secolo) di Tangeri, attraverso fotografie, ritagli di giornale e manifesti d’epoca collegati a personaggi influenti e momenti chiave della vita cittadina dell’epoca.
Il museo prende il nome da Marisha Lorin (1943-1993), un’appassionata cultrice della cultura marocchina.
- Fotografie d’epoca, che documentano la vita quotidiana di Tangeri dal 1890 agli anni ’60;
- Articoli su Mohammed V, Winston Churchill, Caid McLean, Emily Keane e l’artista James McBay.
- Brochure di hotel storici come il El Minzah Hotel, che mostrano la vita mondana di Tangeri nel XX secolo. Alcuni documenti pubblicizzano attività insolite, come la possibilità di partecipare a una caccia al cinghiale, un tempo molto popolare tra i visitatori europei.
Costi e Orari di Ingresso
- Orari di apertura: Il museo è aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:30;
- Costo del biglietto: L’ingresso è gratuito ma sono bene accette delle piccole donazioni.
Cosa vedere a Tangeri: Visitare
la Sinagoga Moshe Nahon.
Fondata nel 1878 da Moshe Nahon, è la sinagoga più preziosa di Tangeri, con decorazioni in stile andaluso. I suoi interni, completamente restaurati nel 1994, sono stati trasformati in museo della comunità ebraica di Tangeri, e oggi ospitano oggetti di culto provenienti dalle altre sinagoghe della città.
Le pareti in stucco decorate, sono impreziosite da tre medaglioni scritti con calligrafia araba . Il centro della sala di preghiera si apre su un soffitto da cui pendono 50 lampade d’argento.
Nella galleria al piano superiore, che fungeva da hazara, troverete ricami incorniciati, arazzi, stendardi e altri manufatti donati dalla comunità ebraica di Tangeri.
Purtroppo non sempre la troverete aperta, ma tentate più volte, informandovi in loco.
Cosa vedere (e fare) a Tangeri:
La Grande Moschea e la Terrazza del Belvedere.
Dal Gran Caffè Centrale, nella medina, percorrete la Rue dalla Marine sino a raggiungere la bella Terrazza del Belvedere, posta in prossimità della Grande Moschea e della Porta Bab Dar Dbagh. (Il percorso a piedi lo trovate qui).
Da questa bella terrazza, potrete ammirare a tutte le ore della giornata uno straordinario panorama sul sottostante porto e il Mediterraneo. Sedetevi sulla lunga panchina in muratura, al riparo dal sole, protetti dalla pensilina in legno intrecciata, per attendere il fantastico tramonto sullo Stretto di Gibilterra.
La Grande Moschea di Tangeri merita due parole in più. L’edificio religioso sorge oggi su preesistenti strutture, risalenti originariamente a una chiesa romana del V secolo e poi, via via, moschea Merinide, di nuovo chiesa e poi moschea. L’attuale edificio venne ricostruito sotto Sulayman nel 1815.
Molto bello il minareto, completamente ricoperto di stucco bianco e decorato con piastrelle di ceramica verde e arancione (come il tetto della moschea).
La zona è ricchissima di caffè e ristoranti. Non perdetevi una sosta.
Cosa vedere a Tangeri: Piazza 9 Aprile 1947
e il Grande Socco.
Piazza 9 Aprile 1947, oltre ad essere una delle piazze più vivaci e importanti di Tangeri, è anche “la cerniera” fra la parte antica – il Grand Zoco e la medina – con la Ville Nouvelle. Il suo nome è legato alla data in cui venne pronunciato l’appello all’indipendenza del Paese, da parte del sultano Muhammad V (Il discorso di Tangeri).
Sino a circa due secoli fa, in questo stesso luogo esisteva solo una vasta spianata in terra battuta, adatto alla sosta carovane di dromedari e asini. La bella piazza dalla forma ovoidale, nota anche come Piazza del Gran Socco, è anche uno snodo di strade importanti, con un notevole traffico di auto e taxi color crema (grand taxi) e blu (petit taxi).
Intorno alla piazza 9 Aprile, al cui centro è posta una grande fontana in marmo contornata da panchine ed altissime palme, sono concentrati una serie di edifici di grande valore culturale e l’accesso ai vari Mercati del Grande Socco.
Provenendo dalla medina, vi si accede attraverso l’antica porta di Bab el Fahs ma, potremmo anche dire, “tutte le strade portano a Piazza 9 Aprile”. Con Peter ci siamo passati un’infinità di volte, di giorno e di notte, e ogni volta, qui, è possibile trovare un aspetto diverso.
Fa tutti questi edifici, spicca il restaurato (2007) e storico ex Cinema Rif, oggi trasformato in frequentatissima cinematica d’essai e caffè, la Cinémathèque de Tangeri (CDT). Il mitico cinema della città, costruito nel 1937, è oggi il polmone culturale della Place du Grand Socco.
Il Cinema ama Tangeri, lo dimostrano le infinite pellicole che qui sono state girate, ma anche gli abitanti amano il cinema. Ve ne accorgerete girando per la città.
Proseguendo lungo la strada, ecco la moschea Sidi Bou Abid, con il minareto ricoperto da scenografiche mattonelle colorate, e il portone principale, sormontato da un grande orologio.
Impossibile sottrarsi, il giovedì, alla visita del settimanale mercato berbero, quando contadini e donne vengono in città per vendere i prodotti raccolti o artigianali.
Intorno a Piazza del 9 aprile 1947, si snodano diverse vie che portano nel cuore della Ville Nouvelle e nei vari quartieri di Tangeri. Da non perdere uno sguardo al Teatro Cervantes, in attesa del giusto restauro, un edificio realizzato nel 1913 in stile spagnoleggiante, caratterizzato dalla decorazione a piastrelle gialle sull’ ingresso principale.
Proseguendo sulla Rue d’Angleterre, avrete modo di visitare la Chiesa anglicana di Sant’Andrea, con il suo annesso cimitero. Realizzata nel 1894 sul terreno donato dal Sultano Hassan alla Regina Vittoria, nel 1881, si caratterizza all’esterno da un campanile a forma di minareto con tegole verdi sul tetto. Gli interni denotano una fusione fra gli stili anglicano e marocchino.
Nel cimitero annesso sono sepolti molti “inglesi illustri”.

Cosa vedere a Tangeri: Parco della Mendoubia nel quartiere di Marshan. Vista sulla medina di Tangeri
A pochi passi da Piazza 9 Aprile, immettendosi sulla Rue d’Italie, avrete modo di rilassarvi passeggiando nel Parco della Mendoubia, polmone verde del quartiere di Marshan. Prende il nome dell’omonimo palazzo che lo ospita, Palazzo Mendoub, utilizzato prima per accogliere il Mendoub, poi come sede del consolato tedesco e da ultimo, nel 1945, sede del tribunale commerciale.
Passeggiare per questi giardini vi farà apprezzare splendidi scorci panoramici sulla medina, incorniciati dalla vegetazione lussureggiante. Fra palme, ficus, pini d’Aleppo e varie altre specie mediterranee, spiccano un grande albero di baniano, che si dice abbia 800 anni, dracene secolari, vecchi cannoni spagnoli e i resti di alcune antiche sepolture.
Cosa vedere a Tangeri:
I due mercati vicini al Gran Socco.
Il Mercato Alimentare e quello del Pesce.
A proposito di Mercati a Tangeri, non perdetevi l’occasione di visitare il Mercato del Pesce e il Mercato alimentare.
Grande Mercato del Pesce a Tangeri.
L’ingresso al Grande Mercato del Pesce si trova sulla Rue de la Plage, un po’ defilato, a dire la verità. Al suo interno, sui banchi di marmo bianco immacolati, fanno bella mostra una grande quantità di pesci provenienti dall’Atlantico e dal Mediterraneo, molluschi e crostacei. Un’atmosfera vivace e tipica, caratterizzata dalle voci dei venditori e dagli acquirenti locali.
Che profumo di mare si respira!
Mercato Centrale Coperto di Tangeri.
Qui, più che in molti altri luoghi di Tangeri avrete modo di vedere uno spaccato di vita quotidiana degli abitanti. Fra le strette corsie del Mercato coperto centrale, a volte poco illuminate, campeggiano cumuli di frutta, verdura, olive, datteri e spezie dagli effluvi invitanti.
Poco più in là, in un’altra corsia, ecco le carni halal e ancora, galline, uova e formaggi.
Cosa vedere e fare a Tangeri: Itinerario
di scoperta nella Villa Nouvelle.
Percorrendo la Rue de la Liberté da piazza 9 Aprile, si raggiunge la rotonda di Place de France, punto di partenza della vera e propria Ville Nouvelle di Tangeri. Su questa rotonda si affacciano:
- Le vetrate dello storico Grand Café de Paris, con i suoi interni in stile;
- La sede del Consolato francese in Marocco;
- I bei palazzi ed i negozi costruiti lungo l’avenue Belgique e il Boulevard Pasteur.
Se proseguite lungo il Boulevard Pasteur, fra uno sguardo alle vetrine dei negozi ed un altro alle belle facciate dei palazzi, non mancate di fare una sosta a quella che viene chiamata la Terrasse des Paresseux (la Terrazza dei Pigri), individuata come Place du Phare sulle mappe di Google.
Dalla Terrazza, impreziosita da antichi cannoni, potrete godere di una magnifica vista sul porto e lo Stretto di Gibilterra. Sulla sinistra, si intravede la facciata dello storico e lussuoso Hotel El Minzah.
Dalla Piazza dei Pigri, fate una piccola deviazione sulla parallela rue Khalid Ibn El Oualid, per dare uno sguardo alla Libreria Les Insolites. Non la solita libreria, ma un mix tra galleria d’arte, spazio di lettura e caffè letterario. Vi troverete libri scritti in tutti gli idiomi.
Se dal rondò del Gran Caffè de Paris proseguite invece sino a Place du Koweit, raggiungerete il cosiddetto Quartiere Iberia, passando dinanzi ai campi da tennis, ai giardini Iberia, e alla Moschea di Mohamed V, dominata dal minareto più alto di Tangeri.
Come per tutte le altre moschee del Marocco, eccezion fatta per la grande Moschea di Casablanca, l’accesso è interdetto ai non mussulmani. Ma è sempre bello ammirare le architetture e le decorazioni dall’esterno.
La realizzazione della Moschea terminata nel 1983 ma avviata da Re Mohammed VI, fa parte di un più ampio complesso religioso, che comprende anche la sede del Consiglio Regionale degli Ulema, e una biblioteca.
Cosa vedere a Tangeri:
Visitare la Moschea di Lalla Abla.
La potrete vedere svettare sul porto da tutte le terrazze e i Belvederi che si affacciano sul porto. Si tratta della Moschea “SA Lalla Abla”, dal nome dalla nonna del re Mohammed VI.
Anche se non è visitabile all’interno per i non mussulmani, la Moschea di Lalla Abla, conosciuta anche come la nuova moschea del Porto, si trova alla fine di Avenue Mohammed VI, di fronte al porto di Tangeri Ville.
Edificata su un terreno di 5.712 metri quadrati, la moschea è stata realizzata seguendo lo stile architettonico marocchino, con uno splendido ingresso riccamente decorato ed un alto minareto.
Vi consiglio di venire su questa Piazza di giorno ma anche di sera, quando potrete ammirare la grande bellezza dei bastioni e delle mura che cingono la medina di Tangeri, completamente illuminati. Magari facendo anche una lunga passeggiata lungo la moderna Marina e il largo viale pedonale sull’Avenida Mohammed VI.
Di giorno, potete approfittare dell’apertura dei siti monumentali per visitare anche:
- Il Centro Portuale, ubicato negli edifici dell’Antica Dogana di Tangeri;
- La piazza Bab El Bahr;
- Il Centro di Interpretazione delle Fortificazioni della Città di Tangeri, a Borj Dar El Baroud.
L’accesso alla piazza Bab El Bahr, dalla medina, avviene attraverso la porta Bab el Hira, realizzata per assicurare l’accesso tra i negozi doganali e il porto e la medina. Il passaggio, in leggera pendenza, è fiancheggiato da uno splendido portale, impreziosito da medaglioni a forma di stella a dodici punte, decorazioni con motivi floreali e mensole modanate di diverse forme e dimensioni.
Lo storico Hotel Continental.
Imponente ed austera, dall’alto della piazza, la silhouette dello storico Hotel Continental, realizzato nel 1861 dai Ben Dahan, un’antica e ricca famiglia ebraica spagnola che rappresentava la Ford in Marocco.
Frequentato da personaggi come Edgar Degas, la Regina Vittoria, Winston Churchill, l’hotel è stato anche teatro di alcune scene de “Il tè nel deserto”, di Bernardo Bertolucci. Un altro pezzo di storia di una Tangeri che riesce a stupire!
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il
Centro Portuale, ex Dogana della città.
Ubicato in piazza Bab El Marsa, il Port Center altro non è che l’edificio un tempo sede dell’antica dogana, dove venivano pagati i dazi sulle merci che provenivano dal porto.
La struttura, restaurata nell’ambito del progetto di riconversione del porto di Tangeri, oggi ospita al suo interno una mostra sulla storia del porto, fotografie d’epoca, incisioni, disegni, dipinti ma anche vecchi cimeli legati alla storia della città.
L’ingresso al piccolo museo è gratuito. La struttura è aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18, ma controllate in loco.
Cosa vedere a Tangeri: Visitare il
Museo di Villa Harris e il suo Parco.
Affacciata sulla costa mediterranea di Tangeri, nel Quartiere Malabata, sorge Villa Harris, una residenza storica, trasformata in un museo e circondata da 9 ettari di uno splendido parco. Questo luogo, importante testimonianza del passato cosmopolita della città, oggi è un centro culturale che celebra l’arte e la storia del Marocco.
Villa Harris fu costruita alla fine del XIX secolo dal britannico Walter Burton Harris, giornalista e inviato speciale del londinese The Times. Tangeri, all’epoca, era un crocevia di culture e un centro nevralgico per gli interessi internazionali. La villa divenne un punto di riferimento per incontri diplomatici e soggiorni di personalità influenti. L’edificio stesso è un capolavoro architettonico, con influenze europee e marocchine.
Nel corso degli anni, la bella residenza venne acquistata dal Club Méditerranée, che la trasformò in uno dei sui esclusivi villaggi per vacanze, utilizzata a tal scopo sino al 1992.
Dichiarata patrimonio nazionale nel 2007, la villa ed i suo parco vennero riqualificati e retaurati, rendendoli fruibili ai cittadini. Villa Harris è stata trasformata oggi in un museo che ospita una straordinaria collezione di opere d’arte marocchine e internazionali, che raccontano due secoli di storia dell’arte in Marocco.
L’esposizione permanente del museo mette in risalto le opere di artisti occidentali affascinati dal Marocco, tra cui Eugène Delacroix, Jacques Majorelle, Claudio Bravo e Edy-Legrand, che raffigurarono nelle loro opere paesaggi, tradizioni e scene di vita marocchina.
Il museo ospita anche opere di artisti marocchini che hanno contribuito alla modernità artistica del paese. Tra questi vale la pena citare Ben Ali R’bati, Mohamed Sarghini, Jilali Gharbaoui, Fatima Hassan, Mohamed Hamri e Farid Belkahia.

Luoghi da non perdere a Tangeri: Gli spazi espositivi del Museo Villa Harris dedicati alla pittura contemporanea
Oltre alla sua collezione permanente, il museo offre anche mostre temporanee, attraverso le quali i visitatori possono cogliere le nuove prospettive artistiche della città.
La mostra temporanea che ho avuto modo di vedere durante il mio soggiorno, era dedicata a “Tangeri, la passione per il colore”. In questa esposizione temporanea sono state messe in luce le opere di artisti come George Apperley, Terrick Williams ed Enrique Simonet Lombardo, dedicate alla Tangeri tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Il Parco e i Giardini di Villa Harris a Tangeri
Oltre al museo, Villa Harris è circondata da splendidi giardini, oggi trasformati in un parco pubblico. Il paesaggio è caratterizzato da grandi alberi, arbusti, erbe e fiori, creando un ambiente rilassante e suggestivo. Non manca un parco dedicato alle attività dei bambini.
Orario di apertura:
Dal lunedì alla domenica, dalle ore 10 alle 18. Chiuso il martedì.
Costi del biglietto di ingresso:
- Adulti: 20 dh;
- Giovani sotto i 18 anni: 10 Dh.
- Ubicazione su mappa.
Come arrivare a Villa Harris dal Centro di Tangeri.
Cogliete l’occasione della lunga passeggiata fra la medina di Tangeri e Villa Harris, per scoprire alcuni aspetti poco noti della città. Visto che si parla di una distanza di circa 5 chilometri, io e Peter abbiamo preso un taxi all’andata, facendo invece una bella passeggiata di quasi un’ora e mezza al ritorno. Con sosta in un bel caffè (con vista(lungo la spiaggia di Tangeri.
Di seguito vi lascio la mappa del percorso a piedi fra lo Zoco Riad, luogo in cui abbiamo soggiornato a Tangeri,e Villa Harris.
Lungo il percorso, che si svolge in gran parte lungo lo splendido Blvd. Mohamed VI, potrete avere l’opportunità di ammirare lo splendido Tanja Waterfront, il lungomare/Corniche, con i suoi moderni hotel e caffè, le splendide spiagge dorate della città e di Malabata, oltre al Casinò di Tangeri.
Lungo il percorso, inoltre vi sono diversi punti in cui è possibile fare passeggiate a cavallo o cammello sulla spiaggia. Per i piccoli, sono messi a disposizione dei pony.
Cosa vedere a Tangeri:
Visitare il Parco Perdicaris.
Il Parco Perdicaris, noto anche come Foresta di Rmilat, è ubicato a circa 6 km dalla medina di Tangeri. E’ anche il luogo dove gli abitanti di Tangeri arrivano per trascorrere qualche ora nel verde, lontano dalla calura della città, ma anche per percorrere qualcuno dei sentieri che lo attraversano, o fare un pic-nic.
La sua estensione di circa 70 ettari, permette di spaziare con la vista sull’antistante Stretto di Gibilterra da vari punti panoramici.
Il parco prende il nome da Ion Perdicaris, un ricco diplomatico e uomo d’affari americano di origini greche che, nel 1872, decise di stabilirsi qui per curare la moglie affetta da tubercolosi. “Villa Aidonia“, circondata da bellissimi giardini e alberi, fu per diversi anni la loro residenza.
Nel 1904, Ion Perdicaris fu al centro delle cronache internazionali e diplomatiche, a seguito del suo rapimento da parte del “ribelle” Ahmed al-Raisuni. Per la sua liberazione furono chiesti un riscatto e concessioni politiche, alimentando una crisi diplomatica che coinvolse gli Stati Uniti, il Marocco e diverse potenze europee.
Il cosiddetto Castello di Perdicaris, dal 2022, è stato trasformato in un Centro di Interpretazione del Patrimonio, grazie alla sua posizione in uno dei parchi urbani più ricchi di fauna e flora.
- L’ingresso al Parco è gratuito;
- Il biglietto d’ingresso al Centro di Interpretazione è di 70 dirham (aperto tutti i giorni tranne il martedì);
- Il parco è aperto tutti i giorni, solitamente dall’alba al tramonto;
- Taxi e autobus locali servono la zona dal centro di Tangeri.
Se siete qui in auto, non perdetevi di curiosare nella vicina urbanizzazione che prende il nome di Quartiere e Bosco California di Tangeri.
Negli ultimi decenni, l’urbanizzazione ha trasformato profondamente il paesaggio urbano di Tangeri, portando alla nascita di quartieri residenziali esclusivi come California, una zona verde e prestigiosa della città. Il quartiere di estende sulle colline a ovest della città e qui si trovano ville di lusso, il Royal Golf Club di Tangeri, il centro ippico, hotel di lusso come il Fairmont Tazi Palace Tangier e la scuola anglo-marocchina.
Cosa vedere nei dintorni di Tangeri.
Capo Spartel e il suo Faro:
Un Viaggio tra Storia e Natura.
Capo Spartel ha una lunga storia che risale all’antichità. Gli antichi greci lo chiamavano Ampelusium, cioè con le viti, a significare la coltivazione di vigneti in zona.
Il promontorio, ubicato a circa 12 chilometri dalla città di Tangeri, segna il punto in cui il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico, regalando panorami mozzafiato sulle sottostanti scogliere e la vicina spiaggia di Achakar.
Un punto iconico ed un belvedere, segnalati dalla presenza di alcuni cartelloni in legno, davanti ai quali ci sono lunghe file di persone intente a scattare. Provate quando c’è meno ressa, magari dopo aver visitato il vicino faro di Capo Spartel.
Riaperto al pubblico solo dal 2021, dopo lunghi lavori di restauro e consolidamento, il faro di Capo Spartel è uno dei più grandi del Marocco, oltre ad essere uno dei luoghi da non perdere, se siete a Tangeri.
Il sito, visitabile a pagamento, comprende, oltre al faro stesso, un bellissimo percorso nel giardino botanico, il Museo dei Fari del Marocco con le sue 12 sale, la casa del guardiano. varie installazioni lungo il perimetro dell’edificio, punti di ristoro panoramici e tanti “belvederi” mozzafiato.
La sua architettura, simile a quella di un minareto che si staglia sul promontorio, invita a salire su, su, attraverso i 101 scalini della scala a chiocciola, per ammirare la vista mozzafiato sull’area che lo circonda e la lanterna del faro. Da lassù, la vista sulle sottostanti scogliere e il mare aperto dinanzi, è una vera immersione nella bellezza che rapisce l’anima.
Anche dal basso la vista del faro è imponente, con i suoi 25 metri di altezza dal suolo.
Quello che è il faro più antico del Marocco, venne costruito dopo il grave incidente del 1861, allorquando la nave brasiliana Doña Isabela affondò con tutto il suo equipaggio. La costruzione di un faro sarà stabilita ufficialmente con l’art. 43 del trattato ispano – marocchino del 1861, secondo il quale, il governo sceriffiano si impegnava costruirlo nel più breve tempo possibile, contribuendo anche al suo mantenimento.
Della costruzione fu incaricato l’ingegnere francese Jaquet, e la sua realizzazione venne completata nella primavera del 1864 .
Vista la sua importanza e la posizione strategica, i governi stranieri rappresentati in Marocco, avviarono i negoziati per mettere sotto tutela internazionale la nuova costruzione. Il 31 maggio 1865, 10 Stati sottoscrissero una convenzione secondo la quale, la direzione, l’amministrazione e le spese del faro di Capo Spartel sarebbero state ripartite equamente tra le Potenze firmatarie. Come controparte sarebbe stata rispettata la sua neutralità in caso di una guerra tra di loro o di una di esse con il Marocco.
Se siete arrivati fin qui, non perdetevi alcun dettaglio di questo luogo davvero magico. Saranno molti gli scorci che cattureranno le vostra attenzione. Vale la pena soffermarsi in uno dei caffè o ristoranti immersi fra gli ulivi, le palme e gli eucalipti del ricchissimo giardino botanico.
Costi e Orari di Ingresso
- Orari di apertura: Il faro è aperto tutti i giorni dalle ore 9:00 alle 19:00.
- Costo del biglietto: L’ingresso costa circa 5 euro (50 DH), e comprende la visita al percorso botanico e la salita al faro con ingresso al museo.
- Durata della visita: si consiglia di dedicare almeno 2 ore per esplorare anche i dintorni del faro.
Come Arrivare a Capo Spartel da Tangeri
Capo Spartel è facilmente raggiungibile da Tangeri in auto o in taxi. In alternativa, potrete arrivare sin qui o con un bus di linea, oppure con il biglietto dei bus rossi Hopp-on Hopp-off della “City Tour Tanger”. Non mancano, ovviamente, i tour super-organizzati che includono la visita a Cape Spartel ed al faro.
- Sito web ufficiale del Faro di Capo Spartel;
- Ubicazione del faro;
- Tragitto in auto dal centro di Tangeri al faro.
Cosa vedere nei dintorni di Tangeri:
Visitare le Grotte di Ercole.
Le grotte hanno un’origine antichissima, risalenti al Neolitico. Sono in parte naturali e in parte artificiali, poiché vennero utilizzate fin dall’antichità come cave per estrarre pietre destinate alla costruzione di macine per il grano. La loro conformazione è il risultato dell’erosione marina e dell’intervento umano nel corso dei secoli.
Le grotte furono scoperte nel 1906, ma la loro fama è legata alla mitologia greca e alle leggende locali.
Secondo la mitologia, le grotte furono la dimora di Ercole dopo aver completato le sue dodici fatiche. Un’altra leggenda racconta che Ercole, per separare l’Europa dall’Africa, diede un pugno alla parete della grotta, creando la famosa apertura che oggi si affaccia sull’oceano.
La grotta principale, modellata dall’erosione marina, è conosciuta come “La Mappa dell’Africa”, perché la sua forma, vista dal mare, ricorda il profilo del continente africano. Alcuni racconti locali, sostengono che le grotte nascondano un passaggio sotterraneo che collega Tangeri alla Rocca di Gibilterra.
Le grotte sono composte da diverse camere collegate tra loro, con nicchie e colonne naturali creano un’atmosfera suggestiva. L’ingresso alle grotte avviene attraverso un lungo corridoio, che conduce a una gradinata artificiale, prima di entrare nella grotta principale. All’esterno si può ammirare un panorama spettacolare sull’Oceano Atlantico, con scogliere a picco sul mare.
Costi e Orari di Ingresso
- Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (gli orari possono variare a seconda della stagione).
- Costo del biglietto: 80 DH per i turisti adulti, 40 DH per i bambini tra i 7 e i 13 anni
Come Arrivare alle Grotte di Ercole da Tangeri
Le grotte si trovano a circa 15-20 km da Tangeri, e sono facilmente raggiungibili con diversi mezzi di trasporto.
Oltre ad arrivarci in auto, potete prendere un taxi collettivo, aderire ad uno dei tour che includono le visita alle Grotte di Ercole e a Capo Spartel, utilizzando autobus locali o il bus turistico hop-and-off City Tour, che qui si ferma.
Ubicazione su mappa delle Grotte di Ercole.
Cosa vedere nei dintorni di Tangeri.
Visitare la medina di Asilah .
Ecco un’altra tappa imperdibile del vostro itinerario di scoperta nei dintorni di Tangeri: la visita alla medina di Asilah.

Cosa vedere nei dintorni di Tangeri: Asilah e il Panorama dell’Oceano Atlantico dal belvedere dal Bastione Borj Krikiya
Situata sulla costa atlantica del Marocco, a circa 45 km a sud di Tangeri, Asilah è una città affascinante che combina storia, arte e paesaggi mozzafiato. Con le sue mura fortificate, le case bianche e le stradine pittoresche, la medina di Asilah è una delle più belle e meglio conservate del paese. Oltre alla sua ricca storia, la città è famosa per il Festival Culturale Internazionale, che ogni anno trasforma le sue mura in una galleria d’arte a cielo aperto.
La storia di Asilah ha risentito della presenza dei Fenici dei Romani, degli Arabi e dei Portoghesi, che nel XV secolo costruirono le imponenti mura difensive ancora visibili. Oggi, la città è un mix affascinante di influenze culturali, con una forte impronta andalusa, visibile nell’architettura della medina.
Perdetevi nella sua splendida e luminosa medina e, se volete approfondire cosa vedere e fare a Assilah, potete leggere l’articolo che le ho dedicato.
Cosa vedere nei dintorni di Tangeri:
Visitare Tetouan e la sua medina.
Sia che decidiate di andarci come escursione di un giorno da Tangeri che di dedicarci più giorni, la città di Tetouan merita di essere visitata, scoperta e vissuta appieno e con calma.
Per le sue peculiarità e l’originalità della sua struttura urbanistica, noi abbiamo deciso di trascorrervi 3 giorni pieni. Una scelta azzeccata, che ci ha permesso un’esperienza di totale immersione nella vita quotidiano di questo gioiello del Marocco.
In questa sezione dell’articolo dedicato alle cose da fare e vedere nei dintorni di Tangeri e dintorni, vi lascio alcuni spunti per comprendere perchè non perdervi la visita di Tetouan, ma a breve vi scriverò un articolo dettagliato al riguardo.
Tétouan, conosciuta anche come la “Paloma Bianca”, è una città affascinante ubicata ai piedi delle montagne del Rif, il Jebel Dersa, a circa 60 chilometri da Tangeri e a pochi chilometri dal Mar Mediterraneo.
È considerata una delle medine più autentiche del Marocco, meno influenzata dalle modernizzazioni rispetto ad altre città storiche. A Tetouan si mescolano influenze arabe, berbere e andaluse, con vicoli stretti, case bianche e verdi e mercati tradizionali.
La città fu fondata dai Merinidi, al XIV secolo come roccaforte militare. Distrutta nel 1399, fu successivamente ricostruita nel XVI secolo da rifugiati musulmani ed ebrei sefarditi espulsi dalla Spagna.
L’influsso andaluso ha plasmato l’architettura e la cultura della città, rendendola un crocevia di tradizioni arabe e europee. Durante il periodo del Protettorato spagnolo, dal 1913 al 1956, Tétouan fu la capitale amministrativa della regione. Ciò ha lasciato un’impronta significativa sulla lingua e sulle infrastrutture locali. Lo spagnolo è ampiamente parlato, e l’influenza iberica è visibile nei quartieri moderni della città.
La Medina di Tétouan è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997. All’interno della sua cinta muraria di circa 5 km di lunghezza e le sue sette porte di accesso, conserva l’impianto impianto urbanistico originale praticamente intatto.
Dalla visita alla Medina di Tétouan con i suoi suq artigianali, il vecchio quartiere ebraico, le vecchie concerie in disuso, la Kasbah, le belle piazze Hassan II e Feddan, i suoi piccoli musei gioiello, la “Paloma Blanca” merita di essere visitata con calma.
Come arrivare a Tetouan da Tangeri.
Tetouan è raggiungibile in auto, taxi o bus. Non ci sono collegamenti ferroviari. Il tempo di percorrenza in auto è di circa 1 ora 20 min (61,6 km), traffico permettendo, attraverso la strada N2. Godetevi i paesaggi, anche questo fa parte del viaggio!
Cosa vedere nei dintorni di Tangeri:
Visitare Chefchouen, la città blu del Marocco.
Chefchaouen. o meglio, Chaouen, la “città santa” di un tempo e Perla blu del Marocco del Nord, non è solo una destinazione: è un’esperienza che rimane nel cuore.
Passeggiando tra le sue tonalità di blu, la calda ospitalità della gente e la bellezza dei paesaggi che la circondano, la sua visita diventa un ricordo indimenticabile. Nonostante la notevole quantità di turisti che oramai l’affollano solo per fotografarne i suoi vicoli.
La leggenda narra che l’usanza di dipingere le case di blu servisse a respingere le zanzare, mentre altri credono che la tradizione sia stata portata dagli ebrei sefarditi rifugiatisi in città nel XV secolo. Il blu, infatti, rappresentava il cielo e la spiritualità. Qualunque sia la vera ragione, oggi Chefchaouen è una tela vivente.
Se volete includere Chefchaouen nel vostro itinerario dedicato al Marocco del Nord, vi consiglio di pernottare qui almeno una o due notti. Per tutti i dettagli di cosa vedere e fare a Chefchaouen, vi rimando all’articolo di approfondimento che avevo scritto in precedenza.
Come arrivare a Chefchaouen da Tangeri
Chefchaouen è raggiungibile da Tangeri facilmente, sia in auto che in bus.
- Il percorso in auto è di circa 112 chilometri, passando per Tetouan tramite N2. Ci arriverete in circa 2 ore circa, tramite N2.
- Con gli autobus della linea CTM, acquistabili direttamente a Tangeri al costo di circa 5-10 euro, occorreranno invece circa 3 ore.
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Quando andare a Tangeri: Il Clima e gli Eventi.
Il periodo migliore per visitare Tangeri
Il clima che caratterizza il territorio di Tangeri è di tipo mediterraneo, con inverni miti e piovosi, ed estati calde e soleggiate. Il suo essere affacciata sullo Stretto di Gibilterra e bagnata dal Mediterraneo e dall’Oceano Atlantico, fanno sì che i venti alisei atlantici e la brezza del Mediterraneo, mitighino la calura estiva.
Anche dal punto naturalistico prevalgono paesaggi di tipo mediterraneo, caratterizzati da una grande biodiversità di flora e fauna. Un ecosistema così variegato che, alcune zone della regione di Tangeri-Tetouan-Al Hoceima, sono state incluse nella cosiddetta Riserva Intercontinentale della Biosfera del Mediterraneo, istituita a cavallo fra Spagna del Sud e Marocco del Nord.
A Tangeri ci si potrebbe andare durante tutto l’anno, ma i periodi caratterizzati dal clima migliore, sono la primavera ed i mesi di settembre ed ottobre. Vi eviterete così le punte di calura estive dei mesi di luglio ed agosto, ma anche i periodi in cui la piovosità è più alta.
Qui potete verificare le condizioni climatiche a Tangeri durante tutto l’anno mentre, se volete conoscere le condizioni meteo e le temperature correnti a Tangeri, verificate i dati su Accuweather.
L’evento importante a Tangeri: il Tanjazz.
Se ciò che vi interessa è partecipare a qualche manifestazione culturale popolare, sappiate che ogni anno a Tangeri, nel mese di settembre, si svolge il festival di musica Tanjazz.
Quello del 2025, in particolare, sarà la 23esima edizione di un festival che, ogni anno, attrae pubblico ed artisti provenienti da tutte le parti del mondo. Un incontro di culture e sonorità che coinvolgono. In una città come Tangeri, già di suo “teatro di multiculturalità”.
Dimenticavo di dirvi che, fra tra gli artisti jazz che hanno molto amato questa città e che, qui si sono esibiti, si annoverano i nomi di Josephine Baker, Herbie Mann e Archie Shepp. Non da ultimo poi, va detto che nel 2024, Tangeri ha ospitato gli eventi legati all’International Jazz Day, una giornata istituita nel 2011 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, nel 2011.
Se volete curiosare nel merito, vi lascio il link al sito del Jazz Day e a quello dell’UNESCO.
Tangeri: Come arrivare in aereo o in nave.
Come arrivare dall’Italia a Tangeri in aereo.
Per raggiungere Tangeri dall’Italia, potete contare di una buona rete di collegamenti aerei e navali.
Tangeri è servita infatti da un aeroporto internazionale e da due porti, il porto di Tangeri Ville nella città e quello di Tangeri Med, a circa 50 km dalla città. L’aeroporto di Tangeri, intitolato al grande viaggiatore tingctano Ibn Battouta (TNG), è ubicato a circa 12 chilometri dal centro storico della città.
All’ Aeroporto Ibn Battouta fanno riferimento i voli diretti della Ryanair da Bergamo – Orio al Serio. La Vueling invece, raggiunge Tangeri da diverse città italiane, ma facendo scalo a Madrid o Barcellona.
Da qui potrete raggiungere il centro cittadino con la vostra auto a noleggio, con un taxi, spendendo tra i 20 e i 25 euro, oppure con i bus della linea ALSA Marocco.
Dall’aeroporto, i bus ALSA n. 1B e 9A vi porteranno nei pressi della medina.
Se arrivate tardi, vi consiglio di scegliere il transfer in taxi, magari accordandovi con la vostra struttura alberghiera, oppure affidandovi ai Grand Taxis, sempre presenti nello scalo aeroportuale.
Come arrivare dall’Italia a Tangeri in nave.
Da Genova a Tangeri Med opera tutto l’anno la compagnia Grandi Navi Veloci, trasportando passeggeri, anche con auto al seguito. La durata del viaggio è 2g 4h 15m.
Da Civitavecchia invece, Tangeri è raggiungibile con un viaggio di circa 54h – 59h 30min. La tratta è operata anche in questo caso dalla flotta GNV e, in genere, fa scalo a Barcellona.
Dal porto di Tanger Med al centro di Tangeri sono 50 km in auto. Con i bus ci impiegherete molto di più, dalle 2 alle 3 ore, cambiando diverse volte. Anche in questo caso, molto meglio contrattare con un tassista il transfer.
Come arrivare dalla Spagna a Tangeri in traghetto.
Per coloro che si trovano in Andalusia e vogliono raggiungere Tangeri, in traghetto e in autonomia, è possibile utilizzare le tratte:
- Tarifa – Porto di Tangeri Ville. Questi traghetti raggiungono il Marocco con 9 corse giornaliere della durata di circa 1 ora.
- Algeciras – Tanger Med. Le traversate sono giornaliere e hanno la durata variabile di 1 ora e mezza – 2 ore, secondo della compagnia utilizzata.
Come raggiungere Tangeri dal resto del Marocco in Treno.
Se siete già in Marocco e volete raggiungere in autonomia Tangeri, è possibile farlo comodamente in treno. Negli ultimi anni è stata notevolmente potenziata la tratta ferroviaria fra Casablanca e Tangeri, via Rabat e Kenitra, con la linea ad Alta Velocità LGV Casablanca–Tangeri.
Il treno ad AV “Al Boraq”, che consente di raggiungere Casablanca in soli 2h10m, parte dalla Gare ONCF Tanger Ville (ubicazione su mappa). Un notevole risparmio di tempo rispetto alle linee tradizionali.
Visitare Tangeri: Come muoversi.
Rigorosamente a piedi, almeno è stato così nel mio caso. La Medina, la Corniche e la Nouvelle Ville, sono lo spunto di bellissime passeggiate di scoperta.
Se invece volete spostarvi verso il Parco di Perdicaris, Cape Malabata o Cape Spartel, potete farlo utilizzando:
- I petits-taxis (contrattando);
- I bus pubblici;
- La linea Tanger City Tour, con i suoi bus rossi Hop On Hop Off di Tanger.
Il biglietto della linea Tanger City Tour, che ha una durata di 48 ore, lo potete acquistare online ed il prezzo è di 13.00€ per gli Adulti e 6.00€ per i bambini con età compresa fra i 6 e i14 anni.
I bus urbani sono gestiti invece dalla CTM e dalla Supratours, quest’ultima associata alla ONCF, la compagnia ferroviaria marocchina.
Dove trovare informazioni su Tangeri,
a parte questo sito, naturalmente.
Una delle difficoltà che ho riscontrato nel costruire il mio itinerario di visita di Tangeri, è stata la grande frammentazione delle informazioni inerenti la città. Certo: sul web ci sono notizie ed articoli che la riguardano, però, spesso “sono a tema”.

Visitare Tangeri: Le terrazze della città sono un must. Qui, la vista sulla medina dalla terrazza del Palais Zahia
Non esistono quelle belle guide illustrate che compendiano, in un unico luogo. tutto quello che potete fare e vedere una volta giunti qui.
Meglio quindi rivolgersi a siti locali, oppure scaricare questa guida in formato pdf, in francese. Non è una guida recentissima (la sua stesura risale al 2012), ma fornisce informazioni essenziali sui luoghi da vedere a Tangeri.
Con il senno di poi, questa mancanza di aggiornamenti è abbastanza comprensibile e non sorprende, perché la bella Tangeri “sta cambiando pelle”, pur mantenendo e valorizzando il cuore tradizionale e culturale della città. Lo dimostrano chiaramente il grande sviluppo intorno al porto di Tangeri Ville e alla sua Marina, per fare un esempio.
Cosa vedere e fare a Tangeri: Quanto tempo rimanere?
Lasciatevi ispirare dal tempo che avete a disposizione e, non andate di fretta verso “la meta successiva”. Ho letto di persone che scrivono di essere rimasti tre giorni a Tangeri, includendo in queste giornate la visita ad Asilah, Cape Spartel e alle grotte di Ercole. In pratica, di giornate piene a Tangeri, ne hanno fatto solo una o una e mezza al massimo. Non fate anche voi lo stesso errore!
Nell’organizzare il vostro viaggio a Tangeri, mettete in conto almeno 3 giornate piene dedicate esclusivamente alla città.
Se vi sembreranno tante, sappiate che noi abbiamo soggiornato 7 giorni a Tangeri. Di questi:
- 5 giorni pieni li abbiamo dedicati a visitare e vivere Tangeri, a 360 gradi;
- 1 giornata l’abbiamo interamente dedicata alla visita della medina di Asilah;
- 1 giornata dedicata alla visita di Cape Spartel (con il Faro), delle Grotte di Ercole e alla Foresta di Rmilat, più nota come Parco Perdicaris.
Solo al termine di questo lungo soggiorno ci siamo spostati per 3 notti a Tetouan, prima di rientrare in Italia. Ma di questo ve ne racconterò a breve, prometto.
Chefchaouen non ve la ho menzionata solamente perchè c’ero già stata nel viaggio precedente. Vale la pena pernottare almeno una o due notti nella Perla Blu del Marocco.
Visitare Tangeri: Cosa e dove mangiare.
Cosa mangiare a Tangeri.
Cosa sarebbe un Viaggio in Marocco senza degustare i sapori della cucina tradizionale marocchina? Al mio terzo viaggio in questa splendida terra, posso dirvi che ovunque vi rechiate, potrete cogliere anche un po’ di storia del Marocco anche “nei piatti” che mangerete.
Tutto questo vale anche per Tangeri dove, oltre ai piatti tipici, potrete scegliere di spaziare sui piatti a base di pesce fresco, insaporiti dalle immancabili spezie.
Una delizia per il palato, la cucina in Marocco, che risente dell’influenza della cultura araba, berbera, andalusa, ebraica ed europea. Basata su ingredienti autoctoni genuini e sani, sono certa che vi “prenderà per la gola“!
Fra i piatti che dovete assolutamente provare, vi consiglio:
- Il Couscous marocchino nelle sue diverse varianti – di carne, pollo, agnello o pesce – accompagnata, o meno, da tante verdure ed insaporita da quel magico mix di erbe e spezie che va sotto il nome di Ras el Hanout. Si tratta di piatto unico gustoso ed adattabile anche alla “versione vegana”.
- La Pastilla o b’stilla – Importato in Marocco dai mussulmani in fuga da Granada, può essere definita come una sorta di “torta salata”, servita come antipasto. All’interno della sfoglia, a seconda della ricetta, potrete trovare carne di pollo, di agnello, il pesce o i frutti di mare. Fate attenzione: anche se lo chiamano antipasto, si tratta di un piatto abbastanza consistente e saporito.
- La Tajine – E’ la summa della tradizione marocchina a tavola, servita nel tradizionale “pentola in terracotta da portata” chiamata per l’appunto Tajine. Anche in questo caso le varianti sono infinite, ed utilizzano oltre a vari tipi di verdure, prugne, uvetta sultanina e spezie. A Tangeri potrete mangiare un eccellente tajine a base di pesce fresco, ma non mancano quelli a base di kefta (polpette di manzo saporitissime), di carne di agnello o di pollo.
- Harira – Saporitissima e calorica zuppa a base polpette di agnello, lenticchie, pomodori, verdura e tante spezie, ovviamente!
Dulcis in fundo, non fatevi mancare un tea alla menta, accompagnata da un dolce tipico della tradizione marocchina: il corno di gazzella.
Dove mangiare a Tangeri.
Kebdani Restaurant (Rue Dar Baroud) – Un ottimo Ristorante ubicato nella medina che offre piatti della tradizione marocchina (ma non solo) e pesce fresco.
Dar Harruch (Mohammed Torres Medina, 35 Rue Hadj Mohamed Torres) – Ristorante di qualità con un bell’allestimento delle salette interne e dei tavoli all’esterno. Buono il rapporto prezzo qualità rispetto ai piatti offerti. Provate la buonissima tajine di manzo con frutta secca, un must in questo locale.
Dada Restaurant (51, Rue Almohades Soco Chico Soco Chico) – Un ottimo indirizzo per mangiare piatti della cucina marocchina, contornati da un ambiente elegante e da un servizio impeccabile.
La Table du Marché (Marina Bay, Ave Mohammed VI) – Un’atmosfera romantica per un bel locale ubicato nella Marina, con vista sulla baia di Tangeri. Consigliato a chi vuole cibi della cucina internazionale e pesce, tanto pesce.
Restaurant Populaire Saveur de Poisson (2 Escalier Waller, Tangeri) – Di questo posto, la cui definizione è quella di “Restaurant Populaire”, ovvero “luogo di ristorazione popolare”, avevo letto recensioni molto positive ma, alla fine, mi ha delusa. Per entrarci occorre fare la fila fuori e già da qui ti accorgi che è frequento molto da turisti.
Il menù è a prezzo fisso (25 Euro) include un piccolo antipasto, una zuppetta di pesce, un pescione alla griglia, un bicchiere di una sorta di sangria analcolica berbera e del te. Il tutto servito con stoviglie di legno.
Forse sarò stata sfortunata io quella sera, ma ho trovato il tavolo e le stoviglie untissime e, di tutto quello che hanno portato a tavola, ho mangiato solamente il pesce alla griglia, che era freschissimo e ben grigliato. Peccato che le lische le abbiamo dovute mettere sul tavolo (il che spiega l’unto del tavolo).
Ve lo consiglio? Direi ni, perché non ci sono tornata una seconda volta per fare la prova definitiva.
Restaurant Palais Zahia (Rue de la Marine, 76 Ancienne Medina) – Una storica location nel cuore del piccolo Socco per questo splendido Palazzo, trasformato in Riad con ristorante, a cui possono accedere anche coloro che non vi soggiornano.
Il palazzo, realizzato nel 1907 per ospitare la Banca dello Stato del Marocco a Tangeri, venne completamente ristrutturato nel 2017 dai nuovi proprietari, la Famiglia Yassini.
Oltre al ristorante, al suo interno c’è una splendida terrazza panoramica, dove poter attendere il tramonto sorseggiando un aperitivo (analcolico), o un tea alla menta.
Noi vi abbiamo cenato due volte, allietati da musica tradizionale dal vivo e ammirando le rifiniture marocchine della bella sala con un enorme lampadario. Ottime entrambe le cene e superlativi sia il couscous di carne, che la delicata tajine di pesce. Ve lo consiglio vivamente. Eccellente il rapporto prezzo/qualità.
Cosa vedere e fare a Tangeri: I Caffè Storici da vivere.
Eccovi alcuni caffè storici di Tangeri, luoghi da vedere e vivere seduti agli stessi tavoli un tempo frequentati da intellettuali ed artisti. Eccovene un breve excursus.
Caffé Central a Tangeri – (ubicazione su mappa) – Un caffè storico il Café Central. Fondato nel 1813, lo trovate nella Place du Petit Socco. Qui ti rendi conto davvero di come a Tangeri esiste da sempre la cultura del Caffè e del nuss-nuss (una specie di caffè latte “metà e metà”).
Gran Café de Paris – (ubicazione su mappa) -Grande pareti ricoperte di specchi, all’interno di questa icona tangerina ubicata su Place de France, all’ingresso della Ville Nouvelle. Aperto nel 1927, è stato il luogo di ritrovo di scrittori ed artisti espatriati a Tangeri.
Da Tennessee Williams a Paul Bowles, da Jean Genet a William Burroughs. In tempi più recenti questi stessi ambienti hanno ospitato le riprese del film “The Bourne Ultimatum”, con Matt Damon.
E’ bello rimanere seduti in questo Caffè guardare la vita che si muove all’esterno delle grandi vetrate!
Anche questa è Tangeri!
Cafe Hafa – (ubicazione su mappa) – Anche se oggi ha cambiato la sua clientela, è impossibile resistere al fascino di quello che un tempo è stato il luogo più amato dalla beat generation: il Café Hafa, simbolo della Tangeri più internazionale, bohémien e libertaria.
La data della sua fondazione la racconta il cartello posto a lato dell’ingresso: “Café Hafa, fondato nel 1921”. Qui, fra le 5 terrazze a sbalzo aperte verso il blu dello Stretto di Gibilterra e la dirimpettaia Spagna, fra piante e gatti sornioni, non è difficile comprendere perché il Cafe Hafa, da sempre spazio meraviglioso aperto a tutti i ceti sociali, abbia attratto scrittori, artisti e musicisti provenienti da tutto il mondo.
Paul Bowle, Mohamed Choukri, il poeta Abou Bakr Lamtouni, lo spagnolo Juan Goytisolo, Jean Genet, Bernard-Henri Levy, il pittore cileno Claudio Bravo, ma anche i Rolling Stones, Patti Smith, Jimmy Hendrix, Jimmy Page, i King Crimson: sono solo alcuni dei personaggi che qui venivano per trovare ispirazione, per sognare o “fumare paciosamente il kif“.
E’ difficile venire via da questo ambiente open air dal grande fascino, oggi come ieri. Ed allora, ad un primo tea alla menta, ne segue un secondo e anche un terzo, rimanendo rapiti dal panorama unico che vi si presenta dinanzi. Siamo in Africa e guardiamo l’Europa dinanzi, in fondo!
Da vedere vicino al Caffè Haifa ci sono le cosiddette “tombe Fenice“, una necropoli di epoca fenicia punica ad accesso gratuito. La posizione panoramica in cui sono ubicate le rende uno dei luoghi imperdibili da vedere a Tangeri.
Di per sè, ciò che rimane di queste 80 tombe sono solo gli scavi, ma rappresentano la testimonianza diretta delle lunga storia di questa città.
Visitare Tangeri: Dove dormire.
A Tangeri non è difficile trovare dove dormire. Vi sono strutture per tutte le esigenze e tasche. Intendiamoci bene però. Trattandosi di una meta ancora non travolta dal turismo di massa, per fortuna direi, anche nel centro storico di Tangeri, la gente “ci vive”.
Che cerchiate un albergo storico, un riad, un appartamento, una camera o, ancora, un hotel moderno con mille servizi, a Tangeri e nei suoi dintorni lo troverete sicuramente.
La cosa migliore da fare è anzitutto scegliere, sulla base del budget che avete a vostra disposizione, la zona di Tangeri che più suscita il vostro interesse e la tipologia di struttura e servizi che cercate.
Tenendo conto delle priorità personali, noi ci siamo mossi scegliendo di alloggiare in un riad ubicato nel cuore della vecchia Medina, fra i vicoli intriganti e labirintici del piccolo Socco. Allo Zoco Riad, ubicato in Rue Mustafa Doukkali 48 (ubicazione su mappa).
Il Riad, inaugurato circa un anno fa, è stato ricavato in un antico palazzo, il cui restauro è stato messo in pratica conservando l’essenza e lo spirito di queste abitazioni tradizionali del nord Africa.
Lo Zoco Riad si articola su:
- Un piano terra, adibito a concierge e teteria, ricavati intorno alla tipica corte centrale;
- Due piani dedicati alle camere;
- La bella terrazza su più livelli, da cui ammirare lo splendido panorama sui tetti della medina di Tangeri.
Come per ogni riad che si rispetti, l’intera struttura riceve luce ed aria supplementare dall’apertura posta in alto sul cortile, contribuendo a rendere migliore il clima. Gli ambienti a piano terra attorno alla corte, sono deliziosamente rifiniti con motivi di stucco, bianco su bianco, e archi che incorniciano piccole logge dotate di comodissimi sofà e tavolini. Le pareti, ricoperte da coloratissime zellige, richiamano l’arte ed i colori del Marocco.
Ai piani superiori (e alle camere) si accede dal patio per mezzo di ripide scale. Bella e confortevole la nostra camera, che è anche dotata di una finestra (rigorosamente protetta da un’inferriata arabeggiante) che si apre sul vicolo sottostante. Un gioiellino insomma, in cui eccelle la grande pulizia di ogni ambiente.
Punti di forza per la struttura– e di merito per chi la conduce, sono la competenza di tutto il personale e il grande spirito di ospitale familiarità con cui ciascun ospite viene coccolato e trattato.
A rafforzare tutto questo è anche il “momento” della prima colazione, fatta nei salottini al piano terra. I tavolini, imbanditi con ogni ben di Dio, sono un’esperienza da incorniciare.
Datteri, burro e formaggi berberi, olive, cesti di pani salati e dolci, marmellate casalinghe, uova strapazzate e l’immancabile tea profumatissimo, hanno allietato ogni mattina del nostro soggiorno. Senza il patema di doversi svegliare presto, visto che la colazione era fino alle 12!
Da ultimo ma non ultimo, come non menzionare la comodissima posizione dello Zoco Riad rispetto a tutti i luoghi da vedere nel centro di Tangeri? Non abbiamo mai avuto bisogno di utilizzare né i mezzi pubblici né i taxi per spostarci in città.
Sia i transfer da/per l’aeroporto che i vari driver, contattati per effettuare le varie escursioni autonome nei dintorni di Tangeri (Asilah, Cape Spartel e le grotte di Ercole), sono stati tutti interpellati tramite il personale del riad.
Ciliegina sulla torta l’ottimo rapporto/prezzo qualità della struttura. Ve lo consiglio vivamente.
Visitare e scoprire Tangeri: Qualche curiosità in più
sul suo sviluppo economico attuale.
Tangeri fa parte della Regione di Tangeri-Tétouan-Al Hoceima ed è il capoluogo della prefettura di Tangeri-Asilah. Si tratta di una città in rapidissima espansione, con una popolazione stimata in quasi 2 milioni di abitanti.
Alcuni dei fattori più evidenti di questa grande crescita sono:
- La realizzazione del grande hub portuale di Tangeri Med;
- L’introduzione, dal 1999, della zona economica speciale (ZES) “Tanger Free Zone”, con grandi vantaggi fiscali e doganali per le imprese investitrici.
Il grande sviluppo della Tanger Free Zone ha dimostrato ancora una volta l’importanza della posizione geo-strategica di Tangeri. La sua istituzione, è legata al complesso degli investimenti indirizzati nella “Tanger Med”, nel rafforzamento dell’aeroporto e delle altre infrastrutture.
Questo grande “polo industriale e di servizi”, ha le sue punte di diamante nel settore automobilistico, tessile ed aeronautico. Anche questa è la Tangeri del domani e che non ti aspetti di trovare!
Ve ne accorgerete distintamente percorrendo la strada che porta da Tangeri a Tetouan. Lungo questo importante asse stradale, potrete notare le strutture industriali del gruppo Dacia – Renault, che qui, in Marocco, ha delocalizzato gran parte delle sue produzioni.
Insieme a questo, potrete notare una notevole quantità di pale eoliche sul crinale delle colline e montagne. La tratta stradale è da evitare negli orari di ingresso-uscita dei lavoratori della fabbrica per il grande traffico. Occhio quindi!
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11 comments
Mi ahi convinta, ma bastava proprio poco, già mi attirava Tangeri ma dopo la lettura di un questo rticolo così curato e approfondito ho scoperto quante bellezze ci sono a Tangeri. Non ne avevo dubbi comunque perché il Marocco è sempre una grande riconferma, mi piace tanto con le sue atmosfere arabe e coinvolgenti di mercati, palazzi e moschee
Come ti capisco! Il Marocco mi affascina da sempre! Tangeri poi, con le sue bellezze paesaggistiche e culturali, saprà bene come farsi amare anche da te! Se ti servono ulteriori dritte o consigli, sono a tua disposizione,
Devo confessarlo, io era tra quelli che sottovalutava Tangeri come destinazione di viaggio. Quando andammo in Marocco non la presi minimamente in considerazione. Ad uno sguardo più attento e dopo questa immersione così dettagliata nelle bellezze della città e dei suoi dintorni, devo fare un passo indietro
Era da tanto tempo che meditavo di visitare Tangeri e questa volta non me la sono lasciata scappare. Quando ci andrai, dedicagli qualche giornata: merita
Non ho visitato Tangeri durante il mio viaggio in Marocco lo scorso anno ma mi ricorda, dal tuo racconto, vagamente Essaouira, anch’essa con le mura e i bastioni.
Mi ispira il Museo “degli Artisti Viaggianti”, se c’è da scoprire luoghi culturali non mi tiro mai indietro!
Tangeri è molto più grande di Essaouira e merita di essere visitata a lungo. Sono certa che, al prossimo viaggio in Marocco che farai, tutta questa zona ti saprà affascinare
che meraviglia! qui non ci sono mai stato. Davvero bellissimo il Marocco, tantissimi colori.
Il Marocco offre davvero luoghi indimenticabili da visitare e Tangeri, la Perla del Nord, è l’esempio più eclatante, lontana dal turismo di massa
[…] vedere, fare e perché visitare Tangeri, vi suggeriamo di dare uno sguardo a questo articolo di Spunti di Viaggio, che offre un racconto dettagliato e ricco di informazioni […]
Come al solito, hai scritto una guida completissima della città! Se penso che io a Tangeri ci sono stata praticamente solo mezza giornata e ho visto pochissimo rispetto a quanto invece hai visto tu…! Mi interessa in particolare il Museo Ibn Battuta, personaggio la cui biografia mi interessa molto.
Concordo con te su Ibn Battuta e il suo Museo a Tangeri. Oltre ad essere interessante, intriga il suo essere stato uno dei pochi personaggi ad avere viaggiato moltissimo, al tempo! E poi, Tangeri è uno di quei luoghi da vedere almeno una volta nella vita