Pochi luoghi al mondo riescono a evocare l’immagine della bellezza della Natura e delle opere plasmate dell’uomo come Petra, in Giordania, l’antica Città Nabatea perduta e ritrovata, scavata nella roccia di arenaria rosa! Un mix unico, intrigante, Petra, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, dichiarata nel 1985 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO! Una visita che lascia nell’anima di ciascun visitatore un segno profondo e anch’io, che qui ci sono tornata due volte, non sono rimasta indifferente al suo fascino millenario! Per questo motivo, voglio condividervi le emozioni di questa duplice visita a Petra, ma anche tutte quelle informazioni e consigli utili per saper cosa vedere a Petra, come organizzare la visita e i trekking in questo spettacolare sito archeologico della Giordania e nei suoi dintorni, ma anche i miei consigli su dove dormire, dove mangiare e molto altro ancora! Una Guida completa, per quanto possibile, per visitare Petra, la splendida Città Rosa, immortalata in film di avventura come Indiana Jones e l’Ultima Crociata!
Seguitemi …
Cosa vedere a Petra in Giordania
Guida completa per visitare la Città Rosa
Dopo averla visitata una prima volta nel 2009, mi sono resa conto che di cose da vedere a Petra ce ne sono così tante, che non bastano né uno, né due giorni per scoprirla al meglio!
Nell’organizzare il secondo viaggio in Giordania, ho quindi dedicato tre giornate piene, alla visita di questo spettacolare sito archeologico e alla visita a Piccola Petra.
Come accade per le cose più belle, più si visita Petra più si scoprono mille altre cose di quest’antica città, meritevoli di essere vissute! Ci sarà forse un terzo viaggio, anche se per ora, vista la pandemia, non programmo nulla!
Non potrò mai dimenticare la grande emozione che mi ha assalita la prima volta nel percorrere la via scavata nel siq, e lo stupore dinanzi allo spettacolo del “Tesoro” che si svelava piano piano nel percorrere l’ultimo tratto!
Un luogo unico Petra, la Città Rosa! Un luogo dove ciascuno si sente il Benvenuto, attraverso il sorridente saluto giordano Ahlan Wa Sahlan, detto da grandi e piccini!
Perché la prima cosa che occorre fare, ancora prima di visitare Petra e viverne il magico incanto della mutevolezza dei colori del sito nelle diverse ore del giorno, è imparare a comprenderla, conoscerla e rispettarla! Non è un sito da defalcare per dire ci sono stato, ma è un caleidoscopio di pura e rara bellezza, storia e poesia, da portare nel cuore come un vero Tesoro! E tornare …
Per questo motivo, ancora prima di dirvi cosa vedere a Petra, voglio lasciarvi qualche traccia della sua Storia, cercando anche di raccontarvi in breve come è stata costruita e le fasi della sua ri-scoperta!
Visitare Petra: Storia e miti della Città di arenaria rosa.
4 Passi nella Storia antica di Petra
Il sito archeologico di Petra si trova in una profonda fenditura di origine tettonica, chiamata Siq, lunga più di un chilometro, bordata da alte e ripide scarpate di altezza compresa fra i 90 e i 180 metri. Ancor prima di essere abitata dai Nabatei, queste zone vennero popolate durante il periodo del ferro e successivamente, dalla tribù degli Edomiti.
Chi erano i popoli nabatei e da dove provenivano?
I Nabatei erano popolazioni proto-arabe nomadi, dedite prevalentemente ai commerci, di cui ancora oggi non si conosce con esattezza la provenienza geografica. Le loro carovane erano in eterno movimento per scegliere, acquistare e vendere materie preziose, come la mirra, l’incenso e le spezie, che acquistavano nello Yemen per venderle nell’area del Mediterraneo.
Sono proprio loro che, fondendosi con la popolazione edomita, si stabilirono nell’area di Petra costruendo la mitica Città di Petra. I Nabatei furono anche dei bravi “ingegneri del tempo”, capaci di realizzare complesse opere di ingegneria idraulica, per assicurare le riserve d’acqua alla città ed evitare l’erosione sulla delicata superficie di arenaria, ad opera delle acque di dilavamento.
Da nomadi, i Nabatei si trasformarono (nel II secolo a.C.) in popolo stanziale.
Petra, la città fra le rocce rosse della Rift Valley Giordana, divenne così la capitale del Regno dei Nabatei.
A guardare la posizione di questa città, si comprende bene il valore strategico che possedeva.
Difficile da raggiungere, una vera fortezza naturale posta lungo l’importante crocevia dei traffici commerciali fra Oriente ed Occidente.
Ma c’era di più! I Nabatei, sfruttando i canali naturali dei vari wadi (i letti dei fiumi prosciugati del deserto giordano) e mettendo in pratica le proprie capacità di progettazione, riuscirono a mettere a punto un articolato sistema di regimentazione, raccolta e trasporto delle acque piovane, capace di fornire acqua potabile e irrigua per le popolazioni e per le carovane di cammellieri.
Ve ne accorgerete ammirando le cisterne sotterranee a Petra e nel vicino Siq Al Barid (la Gola Fredda), più nota a noi italiani come cui la Piccola Petra.
Nel deserto, nulla è più prezioso dell’acqua e l’abilità dei Nabatei come ingegneri idraulici, rivaleggiava con la loro raffinatezza artistica e architettonica!
Un popolo che parlava l’aramaico, una lingua molto diffusa in Medio Oriente, ma di cui non sono giunti a noi testi scritti diretti, se non le incisioni sui monumenti e la testimonianze degli storici e filosofi da lì passati.
Petra, la Città Rosa, nel momento del massimo splendore accoglieva circa 30.000 persone ed era dotata di “infrastrutture” religiose e ricreative di altissimo pregio. Il suo teatro, ad esempio era in grado di contenere 8.000 persone su 45 file.
Con il passare dei secoli, anche Petra, dal 62 a.C., entrò nella sfera della dominazione romana, pur non essendone assoggettata, grazie anche alle grandi abilità diplomatiche di stratega del re Areta IV, che portò i romani, a seguito della sconfitta di Erode Antipa, a riconoscere ufficialmente il Regno Nabateo.
Cosa di non poco conto e che garantì una grande stabilità a quest’area!
Appartiene a questo periodo aureo la realizzazione dell’imponente e magnifico monumento funerario di El Khasneh, più noto come “Il Tesoro”, Al-Khazneh al-Faraun, il Tesoro di Faraone!
Si tratta del monumento funerario che riesce ad incantare i visitatori ed i turisti provenienti da tutto il mondo, con la sua spettacolare facciata ellenistica.
Il monumento venne realizzato nell’arenaria ferrosa per ospitare i resti del re nabateo Aretas III.
L’edificio e il piazzale, al tempo della costruzione, erano meta di pellegrini e pellegrinaggi, che praticavano riti devozionali e propiziatori, con grande profusione di incenso e mirra.
Il monumento prende il nome di Tesoro dalla leggenda secondo la quale un faraone egizio nascose nell’urna della facciata un tesoro, mentre era all’inseguimento degli israeliti.
Guida completa di Petra
la Città Rosa della Giordania
Come vennero costruiti “Il Tesoro”
e gli altri monumenti di Petra.
Non si può apprezzare bene la grandiosità della Città Rosa Nabatea di Petra, senza conoscere questo percorso costruttivo-archeologico-storico!
I nabatei realizzarono opere grandiose scavando dei tunnel nella parte superiore della scarpata, e procedendo poi verso il basso, in modo da eliminare le porzioni di roccia che non interessavano.
Da questa prima fase di scavo i nabatei procedevano successivamente nella realizzazione del profilo del tempio, lavorando dall’alto verso il basso con precisione, sulla base dei calcoli effettuati. Un lavoro di grande maestria e abilità!
Il destino di Petra, la “Città Rosa”, da Traiano in avanti
Intorno al 106 d.C. le legioni romane dell’imperatore Traiano si impossessarono di Petra e del territorio dell’odierna Giordania. Da quel momento l’intero territorio divenne “provincia romana” sotto il nome di Arabia Petrea, con capitali Petra e Bosra, in Siria.
L’interesse delle politiche e dell’economia dell’impero romano però, stava però spostandosi verso lo sviluppo dei territori facenti parte della “Lega delle Decapoli”.
Ciò comportò dapprima il trasferimento del potere amministrativo a Bosra e negli anni successivi, il lento ma inesorabile decadimento della città di Petra.
Nel periodo Bizantino Petra divenne anche sede vescovile, con la conseguente realizzazione di basiliche impreziosite da mosaici. Molte grotte e tombe furono trasformate in chiese, come avvenne nel 447 per la Tomba dell’Urna .
Successivamente, con il terremoto del 551 prima, la conquista della dinastia Omayyade nel 663 e l’ennesimo terremoto nel 747, Petra venne definitivamente abbandonata e dimenticata dal mondo. Ma non dalle popolazioni beduine, ovviamente.
Guida completa alla visita della “Città Rosa”: La ri-scoperta di Petra
Appartiene quasi al mondo dell’avventura e forse ha ispirato l’epopea di Indiana Jones (mi piace pensarla così), la riscoperta della Città dimenticata di Petra!
Siamo nel 1812 quando lo svizzero Johann Ludwig Burckhardt, giovane orientalista e grande conoscitore della cultura e della lingua araba, facendosi passare per lo sceicco Ibrahim ibn Abdallah, si fece accompagnare in dalle guide beduine, verso la tomba di Aronne. Rivelando nuovamente al mondo intero la magnificenza di una Petra, finalmente ritrovata!
Fu così che Petra ritornò viva agli occhi della Storia e a noi, viaggiatori di oggi!
La storia moderna di Petra, la Città Rosa scavata nell’arenaria ha inizio da qui e prosegue con i ritrovamenti che, ad ogni campagna di scavo, vengono effettuati
Il vero Tesoro di una terra che non finirà mai di stupirci e farci innamorare!
Che cosa vedere a Petra, la Città Rosa della Giordania
Come organizzare la visita
e quali itinerari scegliere.
264.000 metri quadrati di estensione, 800 monumenti riportati alla luce, 8 sentieri da trekking da poter percorre: ecco cosa c’è da vedere a Petra!
I numeri dell’antica Città Rosa Nabatea, sono veramente imponenti e fanno ben comprendere che ci vuole davvero molto tempo per poterne visitare almeno una parte!
Nell’organizzare la visita a Petra, dovrete inevitabilmente tenere conto del tempo che avete a disposizione, oltre delle energie fisiche che intendete mettere in gioco!
La cosa migliore sarebbe dedicare almeno tre giornate per esplorare il sito della Città Rosa, ottimizzando il resto del tempo che avete a disposizione, per il resto del Viaggio.
Questo lo dico alla luce dei due viaggi già effettuati! La prima volta che sono arrivata sin qui, non vedevo l’ora di potere ammirare il Tesoro e del Monastero, luoghi che da tempo stuzzicavano la mia fantasia di Viaggiatrice!
Il consiglio che mi sento di darvi, soprattutto se è la prima volta che visitate Petra, è di scegliere per primi i sentieri che vi porteranno davanti ai principali monumenti della Città Rosa, per poi estendere la vostra visita ai luoghi meno battuti dai turisti, ma che in ogni caso vi lasceranno egualmente senza fiato!
Da dove iniziare allora?
Direi dal Visitors Centre per percorrere il “Main Trail di Petra”!
Il primo sentiero, il più battuto, turisticamente parlando, vi porterà in prima battuta, attraverso il Siq e i suoi scenografici panorami, sino al Tesoro del Faraone.
Da qui, proseguendo lungo la Strada delle Facciate, l’itinerario giunge alle Tombe Reali, al Teatro, al Grande Tempio, al Tempio dei Leoni alati, alla Chiesa Bizantina e per ultimo al Tempio di Qasr Al-Bint. Da qui, successivamente potrete fermarvi al Ristorante per una sosta.
Dal Ristorante poi, dedicate mezza giornata all’altro sentiero da non perdere assolutamente a Petra: quello che vi porterà al Monastero, il trekking “Ad-Deir”.
Ma ora, vi condivido i dettagli dei primi due percorsi che vi ho citato, cercando di raccontarvi qualcosa di ciò che qui vedrete!
Fermatevi lungo il percorso, perché dietro ad ogni curva si cela la meraviglia per il Regno dei Nabatei!
Cosa vedere a Petra la Città Rosa della Giordania:
Dal Centro Visitatori al Tesoro
Lungo il Siq delle Meraviglie!
La prima cosa che incontrerete nei pressi del Visitor Centre è il Museo di Petra.
Inaugurato nel 2019, è stato realizzato grazie ad una donazione della Japan International Co-operation Agency e progettato dagli architetti giapponesi Yamashita Sekkei.
Al suo interno, nelle 5 gallerie perfettamente climatizzate, sono custoditi circa 300 reperti, statue e mosaici provenienti dagli scavi archeologici condotti a Petra e nel vicino Wadi Musa!
L’accesso è gratuito e vi consiglio di visitarlo perché troverete interessanti spiegazioni sulla vita del popolo Nabateo e sulla loro vita quotidiana! Un piccolo e gradevole preambolo, prima di trascorrere 1, 2 o 3 giornate in full immersion nel sito archeologico di Petra!
L’area del centro visitatori è abbastanza accogliente ed è organizzato come un perfetto suq arabo, con tanti negozietti che oltre ai souvenir, vendono tutto ciò che può servire nel corso delle escursioni e dei trekking che effettuerete: dai cappellini, agli occhiali da sole, alle bottigliette d’acqua, alle SIM giordane!
Se vi siete scordati di portarveli appresso, non esitate a fare un acquisto last second, soprattutto di acqua, tenendo conto che la visita nel sito di Petra è abbastanza impegnativa, soprattutto se l’effettuate nel periodo estivo, con il solleone!
Ma ora incamminiamoci insieme verso l’ingresso al Siq di Petra. Ci vogliono circa 10 o 15 minuti per arrivarci, ma sono certa che siete impazienti di iniziare a stupirvi di questa meraviglia.
Per strada sarete contattati da guide o pseudo guide che vi proporranno di accompagnarvi nella visita di Petra o nei trekking che si dipanano da essa! Cercate di non cedere alle tentazioni, ma accordatevi solo con delle guide autorizzate! Con cortesia ma fermezza, declinate l’invito!
Mentre vi incamminate verso il siq, vedrete sulla sinistra una sorta di fattoria con degli splendidi cavalli arabi: li utilizzano per fare dei percorsi e delle passeggiate a cavallo nel sito!
Un’altra possibilità che potete valutare ad esempio, per raggiungere a cavallo la vetta di Aronne.
Poco prima di accedere al Siq, in quella parte del sentiero chiamato Bab Al Siq, (porta del Siq), soffermatevi ad ammirare la particolare combinazione data dall’insieme della Tomba dell’Obelisco e dal Triclinium, Baba as-Siq, entrambi realizzati intorno al I secolo d.C. Sembrano due edifici sovrapposti!
La Tomba dell’Obelisco, una tomba familiare – la parte più alta del monumento – è chiamata così per via dei quattro obelischi di forma piramidale alti più di sei metri, che vedete sulla sua facciata. Nel Triclinio sottostante invece, si celebravano i banchetti commemorativi per i defunti.
Poco più avanti una breve deviazione sulla destra, porta ad una serie di tombe a gradini scavate in cima alla collinetta. Le chiamano la Casa del Djinn, la casa dello Spirito!
Il Siq di Petra inizia in nei pressi di un ponte posto nelle vicinanza della diga costruita nel 1963, nello stesso punto di quella realizzata dal popolo Nabateo nel 50 a. C., per controllare le acque provenienti dal Wadi Musa.
Siete ora sulla stessa via che per secoli è stata percorsa da cammelli, muli e cavalli, da mercanti e da beduini!
Una fantastica architettura geologica disegnata dalle Natura e dagli eventi atmosferici lungo 1.2 km, che serpeggia fra due ripide e alte scarpate, a volte così vicine che pare si tocchino sopra le vostre teste.
Pensate che nei punti più stretti la larghezza della strada si restringe sino a tre metri!
Forgiato dal tempo e dall’erosione degli elementi atmosferici, il siq si mostra ai nostri occhi in tutta la sua prorompente bellezza, con la mutevolezza dei colori che assumono le sue rocce, a secondo del momento della giornata in cui lo si attraversa!
Sono gli ossidi ferrici i componenti principali di queste rocce, ed è proprio da ciò che deriva la colorazione rossa-rosata che potete ammirare!
Lungo questo emozionante percorso sono visibili, quasi ai piedi delle falesie, gli antichi canali realizzati dai Nabatei per convogliare l’acqua sino a Petra, oltre a diverse nicchie, che un tempo dovevano accogliere le statue delle divinità nabatee, i baetyls.
A ricordarci le finalità del Siq per i Nabatei, appare ciò che rimane di un complesso scultoreo che rappresenta una carovana, costituita da due uomini togati e dai loro dromedari.
La grande policromia delle rocce che incombono sul siq e che paiono duettare con i colori del cielo sovrastante, accende la voglia di scattare una foto per ogni scorcio che si presenta dinanzi agli occhi, quasi a voler racchiudere le emozioni e lo stupore che ti rimane incollato addosso, passo dopo passo!
Ma tutto questo è sempre poco se lo si paragona all’emozione che provata quando, come dietro le tende di una quinta teatrale, l’ennesima curva apre le pareti del Siq alla luce e alle forme del Tesoro del Faraone, Al-Khaznah.
Emozioni e ricordi dalla visita a Petra, Città Rosa indimenticabile
Percorrendo il Siq, la mente si proietta inevitabilmente all’attesa, al momento in cui dinanzi agli occhi, dietro ad una curva apparirà El Khasneh al Faroun – Il Tesoro del Faraone!
Per quanto si possa avere un’idea di questa “magica apparizione”, la realtà sarà ancora più stupefacente di quanto possiate immaginare!
Benchè a Petra ci sia già stata due volte ed abbia percorso il Siq una decina di volte, lo stupore dinanzi a quel “velo” che si apre dinanzi alla facciata del monumento simbolo di Petra, mi ha lasciato ogni volta nel cuore e nell’anima un’emozione così intensa e profonda, che non si può spiegare razionalmente!
La prima cosa che vi colpirà, è la luce che accarezza le forme di questa spettacolare facciata!
Sembra quasi volere accentuare i colori dell’arenaria rossa, le ombre di ogni piega del complesso architettonico cesellato nell’arenaria rossa, accompagnandovi alla sua scoperta!
Se della sua Storia già vi ho scritto nella parte dedicata alla città rosa di Petra, qui invece, voglio descrivervi quello che vedrete sulla facciata più bella del Mondo!
Che cosa vedere a Petra la Città Rosa della Giordania:
Il Tesoro del Faraone fra miti e leggende
Il nome di questo Monumento funerario nabateo, deriva dalla credenza diffusa fra i beduini che nell’urna posta all’apice della facciata, fosse stato occultato al tempo dei Faraoni un tesoro d’inestimabile valore!
Proprio a causa di questa credenza, l’Urna fu oggetto di “attenzioni particolari” da parte di coloro che volevano trovare il tesoro! In pratica, l’Urna fu presa di mira dai proiettili dei beduini e quindi pesantemente danneggiata.
La realtà storica ci rivela che il Kasnhé fu forse sepolcro reale e edificio sacro, dove l’antico popolo nabateo compieva riti e cerimonie religiose.
Se volete comprendere ancora meglio ciò che il Tesoro esprime, dovete sapere che la caratteristica che rende unico questo luogo, è l’inclusione in esso di figure e simboli mitologici e religiosi di varie culture, a riprova delle grandi conoscenze possedute dai Nabatei!
La monumentale facciata del Tesoro, alta complessivamente circa 40 metri su di una larghezza di 28, si articola su due livelli distinti, in cui prevalgono elementi di stile ellenistico e decorazioni religiose e mitologiche.
Quello che possiamo definire “primo piano del Tesoro”, si caratterizza dalla presenza di sei colonne monumentali lisce in stile corinzio, a sorreggere un architrave decorata con fregi con motivi a caratteri vegetali e animali, fra i quali dei grifoni e due leoni alati. Sul timpano spicca al centro la figura mitologica dalla testa di Medusa, sormontata dalla corona di Iside.
Ai lati dell’edificio è presente la raffigurazione delle sei Amazzoni intente ad eseguire la “danza della morte”, mentre al fianco delle colonne, sono scolpiti i due Dioscuri.
Alcuni recenti scavi archeologici hanno rivelato la presenza, davanti alla scalinata di entrata al Tesoro, di antiche tombe interrate.

Guida completa per sapere cosa vedere e fare a Petra, la Città Rosa della Giordania – Particolari delle sale all’interno del Tesoro del Faraone (2009)
Per questo motivo, ad oggi è interdetto l’accesso alle 3 camere presenti oltre la facciata.
Personalmente ho avuto modo di accedervi nel corso del primo viaggio in Giordania, effettuato nel 2009, e malgrado la grande semplicità della loro architettura, hanno un effetto scenico di grande fascino.
Le striature nella roccia arenaria sono esse stesse il motivo decorativo del superbo monumento.
Il secondo livello del Tesoro si contraddistingue da due ali e da timpani spezzati, che concentrano l’attenzione verso il Tholos che regge un’urna.
Balza gli occhi dei curiosi la figura scultorea di Iside-Fortuna, che reca in mano una cornucopia nella mano sinistra, a dimostrazione del grande sincretismo religioso del popolo nabateo!
Fra le decorazioni sommitali erose dal tempo e dagli eventi atmosferici, si intravedono due aquile, il cui scopo era quello di trasportare le anime dei morti in paradiso.
Ogni elemento di questo grandioso monumento funerario, concorre a rendere la visita alla città di Petra qualcosa di unico ed irripetibile!
Vi consiglio di arrivare sin qui al mattino presto, quando c’è meno gente e potrete godere di tutta questa straordinaria visione al meglio! Vale la pena tornarci anche verso l’ora del tramonto, per osservare come i giochi di luce sull’arenaria vi restituiscano “un tesoro” ancora diverso.
Potrete sedervi ad esempio, nel baretto posto praticamente difronte al El Khasneh al Faroun – Il Tesoro del Faraone, sorseggiando un te beduino ed approfittando, in caso di necessità, dei servizi messi a disposizione dei visitatori.
Un altro momento per poter ammirare il Tesoro, come già ho avuto modo di scrivervi, è durante lo spettacolo “Petra di Notte”! Vi ho assistito solo la prima volta, a dirvi la verità e anche se ho molto apprezzato lo spettacolo di suoni al lume delle candele, dovete sapere che lo spettacolo non si svolge tutti i giorni, ed è oggetto di querelle in merito a chi sostiene che si tratti di un “orrore turistico”, e chi invece se ne innamora perdutamente!
Personalmente credo che sia un “affare turistico”, ma molto, ma molto affascinante, per cui se riuscite ad ammirarlo, non è un delitto!
Cosa vedere a Petra, la Città rosa in Giordania
La Strada delle Facciate e il Teatro
Dopo aver ammirato a lungo tesoro, riprendiamo il cammino verso il “siq esterno”, che per prima cosa ci conduce verso la cosiddetta “Strada delle Facciate”, prima di giungere al Teatro e visitare successivamente le Tombe Reali! Un programma davvero intenso di cose da vedere lungo l’itinerario del “Main Trail” a Petra.
Si tratta di una zona nella quale si trovano ben 40 tombe realizzate dai nabatei in stile assiro. Alcune di queste richiamano in qualche modo anche le ziqqurat, che altro non sono che strutture religiose sovrapposte, in uso nell’antica Mesopotamia e in Iran.
Alcune di esse sono visitabili all’interno. Non perdetevele!
Da qui il cammino prosegue sino a raggiungere il Teatro di Petra.
La struttura era stata realizzata in stile greco-nabateo, con le file dei sedili direttamente scavate nella viva roccia e il palcoscenico realizzato in muratura.
Pensate che gli architetti di Petra, al tempo, installarono anche un sistema di drenaggio dell’acqua piovana nell’arena! Nulla era lasciato al caso in questa splendida città!
Il teatro di Petra è la dimostrazione più lampante che questa città non era stata costruita solo per i morti, ma era anche il cuore delle attività culturali del popolo Nabateo!
Questo Teatro, dimensionato inizialmente dai nabatei per una capienza di 3.000 persone su 45 file, venne successivamente ampliato dai romani nel 106 d.C., e portato alla capienza di 8.000 persone, smantellando alcune tombe.
Continuando sul Main Trail e prima di dedicarsi alle visita delle Tombe Reali, potrete avere modo di vedere ciò che resta del Ninfeo, una fonte di acqua pubblica realizzata nel II secolo, che fa parte del grande sistema di raccolta e, trasporto e distribuzione delle acque pensato dai Nabatei.
Da qui, si dipartono i sentieri delle Tombe Reali, ma anche altri percorsi a corollario della visita di Petra, la Città Rosa scavata dei Nabatei. Ci manteniamo comunque ancora sul Main Trail, anche se solo chi rimarrà più giorni in questa città avrà il modo ed il tempo di visitare in modo completo il gigantesco sito archeologico di Petra!
Cosa vedere a Petra, la Città rosa in Giordania
Le Tombe Reali
Inerpicandosi su gradini e sentieri proprio di fronte al Teatro di Petra, si giunge alle Tombe Reali.
La definizione di “Tombe Reali” non trova il fondamento nel nome di chi qui vi venne sepolto, ma la grande bellezza e l’articolazione architettonica di questi luoghi, non possono non far pensare che qui, un tempo, dovevano essere sepolti personaggi importanti e membri delle famiglie reali!
Siamo nell’area di Jebel al Khutba e la parte pianeggiante che attraversiamo era la sede di un wadi, un corso d’acqua a carattere stagionale e torrentizio. La zona è ancora popolata dai beduini (a volte incontrerete degli zingari, e non beduini).
Il popolo Beduino oggi
Sarete più volte invitati all’acquisto (ve ne accorgerete!), ma i “venditori” più convincenti sono senza dubbio i bambini, che con gli occhi e lo sguardo tenerissimo, cercheranno di vendervi anche le pietre colorate di Petra! Non vi chiederanno mai l’elemosina, ma cercheranno di guadagnare qualcosa attraverso la vendita! Sta a voi discernere sul da farsi al riguardo, ovviamente.
Ma c’è qualcosa che voglio dirvi sui beduini di Petra, quelli veri! Perchè li incontrerete!

Visitare Petra è anche incontrare il popolo che qui ha abitato sin dal tempo dei Nabatei: i Beduini e i loro bimbi
Mantengono il loro spirito ospitale e sono loro che, fino a qualche decennio fa, prima del riconoscimento di Petra quale sito UNESCO, abitavano ancora fra gli anfratti della Città di Petra, con le famiglie e il somarello! Si tratta del gruppo dei Bdoul e non sono zingari, ma parte del cuore nomade del popolo nabateo, quelli, per intenderci, che hanno mantenuto “il segreto di Petra” e la città Rosa!
Per loro, il governo Giordano, nel 1995 ha costruito un villaggio con le più moderne comodità ma spesso, soprattutto al calar della sera, tornano fra questi insediamenti rupestri, a ritrovare la loro vita!
Ricordano un pò l’evoluzione della vita a Matera nei Sassi, se ci fate caso …
Quando sono venuta a Petra nel 2009, riconoscere i veri beduini era molto più semplice e con loro, ho avuto modo di parlare a lungo, rimanendone incantata! Uomini e donne dai modi gentili, dagli occhi di un profondo colore castano scuro e dalla pelle ambrata, un fascino radicato nelle origini!
Nel 2019 ne ho trovati molti meno, molti più turisti e commercianti che millantavano le “origini nomadi”, per far presa sui turisti
A volte l’aumento dei flussi turistici porta a questo e non sempre a tutela delle popolazioni autoctone! Onde per cui, se incontrate dei beduini veri, soffermatevi a parlare con loro! Sarà un valore aggiunto al vostro viaggio in Giordania!
La Tomba dell’Urna
Fra le Tombe Reali più affascinanti che potrete vedere a Petra, la Tomba dell’Urna è sicuramente una di queste. Costruita con delle imponenti arcate, non è datata con certezza, ma si ritiene che fu costruita su indicazione del re Malichos II o di Aretas IV . Al suo esterno si contraddistingue da una grande urna posta sul timpano.
In tempi successivi la tomba venne utilizzata durante il periodo bizantino, intorno al 447 d.C. come Cattedrale e ancora dopo, come archivio per un Tribunale, dopo che venne aggiunto il secondo ordine di arcate al suo interno.
Nella sua enorme sala interna, si trovano ancora delle decorazioni, mentre sulla tomba centrale si può scorgere l’immagine di un re togato. Splendido il porticato in stile dorico e la sua ampia terrazza.
L’interno della Tomba dell’Urna è da ammirare per la bellezza dei suoi colori e le meravigliose striature sulla superficie dell’arenaria, realizzata ai tempi dagli scalpellini nabatei con una tecnica particolare, detta “a pettine”, che permetteva anche l’eventuale intonacatura della superficie.
Tomba di Seta: un nome che la dice lunga su ciò che vedrete all’interno!
Realizzata intorno al I secolo d.C., si caratterizza per le meravigliose sfumature ed i colori della viva arenaria al suo interno, che passano dal rosso, al giallo e al bianco. Da non perdere assolutamente durante la vostra visita a Petra!
Tomba Corinzia: Realizzata anch’essa nel I secolo d.C., si contraddistingue per un’articolata architettura che la fa somigliare, almeno nell’aspetto sommario, alla struttura del Tesoro. La sua facciata in stile ellenistico-nabateo è stata realizzata scavando nella roccia dall’alto in basso, su di un’altezza di 28 metri per una larghezza di 24,5 metri.
All’esterno si caratterizza per la presenza semicolonne e capitelli in stile corinzio, timpani spezzati e nell’ultimo livello ripropone il motivo del tholos centrale. All’interno si trovano 4 stanze distinte visitabili e 4 bacini d’acqua disseminati fra esterno e interno.
Tomba del Palazzo – Una tomba nabatea grandiosa, realizzata a nord della Tomba Corinzia verso la fine del I secolo su tre piani, con uno stile che ricorda un palazzo romano o ellenistico. La sua grande facciata ha un’estensione di 45 per 49 metri ed era stata pensata per contenere più camere funerarie.
Al primo livello (piano terra) si trovano 12 colonne e 4 porte sormontate da timpani, che fungono da accesso ad altrettante camere funerarie. I piani superiori, invece si contraddistinguono con la presenza di 18 semicolonne, con capitelli sormontati da architravi, che si ripropongono verso l’alto sull’intera facciata, quasi a formare delle finestre.
Tomba di Sesto Fiorentino – Venne realizzata al tempo dell’imperatore Adriano tra il 126 e il 130 d.C. su volere governatore della Provincia d’Arabia, Sextius Fiorentinus, che prima di morire, espresse la volontà di venire sepolto nella città nabatea. La tomba monumentale si caratterizza per la presenza dell’Aquila dell’impero romano.
Ad oggi, la tomba presenta una facciata danneggiata dal trascorrere del tempo e dagli eventi naturali, ma senz’altro merita di essere visitata.
Cosa vedere e fare a Petra: Gli itinerari Alti
The High Place of Sacrifice Trail.
Ritornando sui propri passi verso il Teatro di Petra, si può deviare dal sentiero principale del Main Trail, imboccando l’itinerario segnalato con il numero 3 sulla mappa dei percorsi ufficiali di Petra, che porta a un luogo sacro in quota, denominato l’Altare del Sacrificio o Jebel Attuf.
La scalinata parte proprio in prossimità del Teatro di Petra e risale sul lato sinistro del wadi verso una valletta laterale. Sulla sommità si trova un vasto terrazzamento con due obelischi, a rappresentare le divinità nabatee Dushara e la moglie Allat.
Come vi dice lo stesso nome, il luogo era dedicato alle processioni e ai sacrifici dedicati alle divinità, al termine del quale si consumava una cena in comune. L’altare era costituito un blocco di pietra, il motab, preceduto da tre gradini, con alcuni canali di scolo e raccolta del sangue degli animali sacrificati, oltre ad alcuni bacini d’acqua, che servivano per la cerimonia di purificazione dei partecipanti.
Nelle vicinanze si trova il triclinio, che serviva da luogo per la consumazione della cena.
Il trekking ha una lunghezza di 3 chilometri ed il tempo medio stimato di percorrenza è di circa tre ore e mezza. Il sentiero non è facilissimo da percorrere, però la vista sul sito archeologico di Petra dall’alto vale la pena!
Il ritorno può essere effettuato lungo lo stesso sentiero dell’andata, oppure si può proseguire verso la Tomba del Soldato Romano sino a raggiungere il Wadi al Farasa e il Qasr Al-Bint Temple. Se non siete certi di aver compreso l’itinerario da seguire, vi consiglio di ingaggiare una guida.
Cosa vedere a Petra la Città Rosa in Giordania
La Strada Colonnata e la Porta di Traiano
Ritornando sul Main Trail, subito dopo il Teatro ed il Ninfeo, si possono ammirare la Strada Colonnata e la Porta di Traiano.
La strada colonnata di Petra, lunga circa trecento metri, ha mantenuto sino ai giorni nostri lunghi tratti della pavimentazione originale. Realizzata intorno al 106 d.C. all’epoca della conquista romana, sulle tracce della preesistente strada nabatea, era delimitata da alte colonne in marmo e da portici, dai quali si accedeva a delle costruzioni che presumibilmente erano delle botteghe, o edifici di rappresentanza.
La magnifica Porta di Traiano o del Temenos, costruita nel II° secolo d.C., divideva con tre arcate e altrettante porte in legno decorate, la zona dedicata ai commerci con quella destinati al culto delle divinità iniziando dal Qasr al-Bint al-Pharaun, il Castello della figlia del Faraone.
Cosa vedere a Petra la Città Rosa della Giordania
I ruderi del Tempio Grande
E’ ciò che oggi possiamo vedere, dell’immensa costruzione iniziata dai Nabatei nel I° secolo a.C. e proseguita sino a tutto il I secolo d.C. .
Gli scavi archeologici condotti nel 1996 dell’equipe della Brown University, hanno svelato la superficie di un grande complesso templare di oltre 11.000 metri quadri di superficie.
Al cosiddetto Tempio Grande si accedeva da una imponente scalinata, che colmava il dislivello fra il cardo maximu e la prima terrazza del tempio stesso.
Pensate che il portico, era suddiviso in due navate da tre file di colonne per un totale di 120 colonne. Cosa ancora più curiosa ed interessante è che, all’interno del Grande Tempio, i Nabatei realizzarono anche un piccolo teatro da 620 posti a sedere, presumibilmente dopo l’inizio della presenza dei Romani.
Il Tempio Grande di Petra venne utilizzato sino all’inizio dell’epoca bizantina, sino a quando non venne pesantemente danneggiato da un terremoto.
Resta come ulteriore lascito dei misteri dell’architettura Nabatea, visto che degli studiosi hanno ipotizzato che il tempio: “fosse la sede del senato di Petra (bouleuterion) e che la piazza inferiore corrispondesse ad una piazza pubblica. In alternativa si può proporre che il teatro sia stato costruito per lo svolgimento di sacre rappresentazioni a cui assisteva un ridotto consesso di sacerdoti o patrizi.”
Non perdetevi poi il Tempio dei Leoni Alati risalente al 27 a.C., dedicato alla Dea della fertilità Atargatis, sposa del Dio Dushara. Lo trovate ubicato sulla collina davanti al Grande Tempio.
Provengono da qui alcuni frammenti delle decorazioni rinvenute sulle pareti, custodite presso il Museo di Petra.
Cose da vedere a Petra, la Città Rosa in Giordania
Visitare la Chiesa Bizantina
La Chiesa Bizantina di Petra fu edificata dai nabatei a partire dal 450 d.C. e in seguito ampliata e modificata, intorno al 530 d.C. .
Come per molti altri illustri monumenti presenti a Petra, fu distrutta a seguito dei rovinosi terremoti verificatisi in quest’area.
Dal 1990 l’area è stata oggetto di scavi, che hanno riportato alla luce l’edificio sacro.
Nel tempo la chiesa bizantina è stata oggetto di restauri da parte dell’American Center of Oriental Research di Amman, che ha riportato all’originale splendore gli splendidi pavimenti mosaicati risalenti al VI secolo, e alcuni resti delle pareti dell’edificio, in passato anch’essi coperti di mosaici.
I bellissimi pavimenti musivi che oggi possiamo ammirare, rappresentano le stagioni, mammiferi, uccelli, pesci e altri elementi decorativi.
Quella che definiamo Chiesa Bizantina di Petra, era una chiesa a tre navate con un battistero cruciforme circondato da quattro colonne in pietra calcarea, risalente al V secolo. Negli immediati dintorni, sono state riportate alla luce altre chiese bizantine, denominate la “chiesa blu” e la “chiesa della sporgenza“. Fra le ultime scoperte effettuate in questa area di Petra, meritano menzione le 152 pergamene di papiro, scoperte nel 1993.
Cosa vedere a Petra la Città Rosa Giordana
Visitare il Kasr-el Bint
Il Qasr el-Bint, costruito dai nabatei nel 30 a.C., è uno degli edifici più sacri dell’antica Città di Petra.
Nel corso delle cerimonie sacre che si svolgevano al suo interno, venivano ospitati moltissimi fedeli. Proprio per queste sue finalità, sono notevoli le dimensioni che lo contraddistinguono.
L’edificio, dalla forgia esterna greca e romana, era inserito in un grande recinto sacrale (themenos). Al suo interno si distingue una architettura nabatea con navata centrale, ad ospitare un motab sul qual veniva posato il betilo di culto.
Presumibilmente al piano terreno venivano celebrati i banchetti sacri mentre il piano superiore si conservavano gli oggetti di culto.
La particolarità di questa costruzione è anche quella di essere uno dei primi “edifici con caratteristiche anti-sismiche” della Storia, considerato che i suoi muri di cinta furono sezionati orizzontalmente con lunghi tronchi di cedro del Libano.
L’Itinerario a Petra che abbiamo sino a questo momento seguito. viene chiamato Main Trail ed è indicato sulla pianta dei Trekking nella Città Rosa, con il numero 1.
La sua lunghezza è di 8 chilometri e il tempo di percorrenza indicato è di 4 ore (fra andata e ritorno). Ma c’è un ma: non tiene conto delle eventuali deviazioni e ovviamente delle soste fotografiche effettuate, per cui, tenetevi “larghi” su queste indicazioni, per non ritrovarvi alla fine della giornata stressati!
Cose da vedere e da fare a Petra,
la Città Rosa scavata nella roccia:
Il Trekking Ad-Deir Trail sino al Monastero
Se potete, concedetevi una sosta, prima di incamminarvi successivamente sul sentiero Ad-Deir (Monastero) Trail, che vi porterà sino al Monastero ed oltre, attraverso una ripida salita con ben 800 gradini scavati nelle roccia! Ne vale la pena, tanto che in entrambi i Viaggi ho affrontato la salita, a piedi e senza asinelli, con grande gioia!
Il sentiero inizia in prossimità del Ristorante “The Bassin” ed è facilmente identificabile.
La sua lunghezza è di circa 2,5 chilometri e la durata, fra andata e ritorno, è di circa due ore. Ovviamente se non fate altre deviazioni e se non vi fermate a scattare delle foto. Ma questo, almeno per me non è cosa proponibile e credo che sarà così per ciascuno di voi!
Detto questo, non fate le corse e mantenete un passo regolare per non arrivare al monastero senza fiato!
Visitare il Monastero a Petra: cosa vedrete
Il sentiero che porta al Monastero inizia nei pressi Ristorante Al-Bassin e si snoda in salita, attraverso 800 fra scalini e scaloni scavati direttamente nella friabile roccia arenaria.
Una salita maestosa che un tempo era percorsa dalle processioni dei Nabatei verso il Monumento, che solo successivamente all’epoca bizantina venne denominato “Monastero”!
Anche questa salitona la ho effettuata nel corso di entrambi i viaggi in Giordania e posso dirvi di non perdervi mai questo gioiello, anche se a Petra veniste mille volte!
E’ la stessa salita ad essere fonte di stupore e meraviglia! Ogni gradino sembra scalpellato nella roccia che adorna di archi, gallerie e forme il cammino. Fermatevi ad ammirare i paesaggi che si aprono dinanzi e sotto di voi e riempitevi gli occhi da tanta meraviglia che la Natura e i Nabatei ci hanno lasciato! Soffermatevi a parlare con la gente del posto, che qui vi lavora …
Rispetto a dieci anni fa, ho trovato “più affollato” il sentiero che porta sino in cima e non solo dai turisti! I radi negozietti dei commercianti nomadi posti ai bordi del sentiero, ohibò, si sono quintuplicati, ma la magia non è certamente venuta meno!
Un gradino l’altro e poi ecco aprirsi dinanzi agli occhi la spettacolare facciata del “Monastero”!
Ma cosa era il Monumento di Al-Deir?
Eccovi un pò della sua storia e della sua architettura!
Il monumento di Al-Deir venne realizzato presumibilmente intorno al I secolo a.C. come tomba per il re Obodas I. Deve il nome alla presenza di croci scolpite sulle pareti al suo interno, indizio di un suo utilizzo da parte dei Cristiani nel periodo compreso fra il IV e V secolo d.C. .
La sacralità di questo luogo ci viene raccontata dall’imponenza della struttura e dall’immenso piazzale che si trova davanti all’edificio.
Al-Deir, il Monastero, ha una facciata che ricorda architettonicamente quella del Tesoro, ma è molto più ampia – misura 39 per 49 metri – e presenta alcune alcune particolarità. La sua struttura si articola su due livelli, con un tholos posto al centro del timpano, sormontato a sua volta da un tetto conico, su cui è scolpita un’urna di dimensioni davvero notevoli.
Gli archeologi hanno ipotizzato che il “Monastero” avesse la funzione di “tomba del re di Petra divinizzato”, ma anche di triclinio, dove i nobili nabatei celebravano banchetti in onore di Obodas I.
Dopo aver ammirato a lungo il Monastero, vi consiglio di proseguire verso il primo punto panoramico per vedere dall’alto il Monastero.
Seguite poi il sentiero che svolta verso destra, per raggiungere alcune tende di nomadi letteralmente abbarbicate sullo strapiombo del Wadi Al-Arab, il Deserto nero del Sud della Giordania!
Da qui il panorama lascia davvero senza fiato, ma ci ricorda anche che forse anche laggiù nell’apparente inospitalità, si potrebbe celare un’altra misteriosa e splendida Petra! Chissà: la mente fa voli pindarici, a metà fra un novello Indiana Jones e un intraprendente Burckhardt!
Ma come in ogni sogno, ci hanno pensato i miei compagni di viaggi a riportarmi alla realtà, anzi, verso il chioschetto strategicamente posizionato davanti alla facciata del Monastero, per godere di qualche attimo di relax e una bevanda, prima di ritornare sui propri passi!
Cosa fare e vedere nel sito archeologico della Città Rosa
Trekking e Itinerari a Petra
Gli itinerari ed i trekking da poter effettuare a Petra, a parte quelli più conosciuti e battuti, sono davvero molti, ma occorre disporre del tempo per poterli percorrere e godere di ciò che offrono.
Di seguito vi riporto un breve schema riassuntivo degli itinerari e dei trekking possibili a Petra.
Il mio consiglio è quello di acquistare una mappa cartacea al Visitor Center del sito archeologico, oppure utilizzare le App gratuite messe a disposizione su Google Play da Visit Petra e GoPetra.
Nel pianificare la vostra giornata di trekking nella Città Rosa, dovete tenere conto che molti itinerari non partono dal Centro visitatori ma in punti ubicati all’interno del sito stesso! Ciò vuol dire anche che i tempi e le distanze si sommano fra di loro.
Main Trail – E’ il sentiero di cui vi ho scritto dettagliatamente sopra. Lungo circa 8 chilometri tra andata e ritorno, per percorrerlo ci vogliono circa 4 ore.
Al-Khubtha Trail – L’itinerario inizia nelle vicinanze delle tombe Reali e può essere percorso con facilità, anche se è ripido e con tanti scalini. La sua lunghezza è di circa 3,5 chilometri e ci vogliono circa 3 ore per percorrerlo e tornare. Percorrendo questo trekking potrete ammirare, con una breve deviazione, il Tesoro dall’alto.
High Place of Sacrifice Trail – L’itinerario inizia in prossimità della Strada delle Facciate ed è lungo circa 3 impegnativi chilometri, per una durata di tre ore, tre ore e mezza.
Ad-Deir Trail – E’ il sentiero che porta sino al Monastero, un luogo imperdibile di ogni visita a Petra. E’ lungo circa 2.5 Km e ci vogliono circa tre ore nette per percorrerlo in andata e in ritorno, estendendo l’escursione ai punti panoramici che permettono la vista del magnifico Wadi Araba, il Deserto Nero d’Arabia.
Jabal Haroun Trail – E’ un percorso molto impegnativo lungo circa sette chilometri e mezzo, da fare solamente con le guide autorizzate. Il tempo di percorrenza è di circa sei ore, percorrendo in parte il Sabra Trail e giungendo sino a 1390 metri s.l.m., dove si trova la chiesetta che, come si racconta, racchiude la Tomba di Aronne. Se decidete di effettuare questo trekking, mettete in conto una giornata intera.
Umm Al-Biyara Trail – Il sentiero è lungo circa 4 Km e per percorrerlo ci vorranno circa, 4 h con il necessario ausilio di una guida. Lungo questo itinerario, che porta verso la montagna Umm Al-Biyara, si potranno ammirare antichi edifici nabatei, ma anche la testimonianza di quanto essi possano essere stati dei bravi ingegneri idraulici, realizzando anche un complesso termale.
Al-Madras Trail – Si tratta di un sentiero abbastanza facile, lungo 1,5 Km e che, fra andata e ritorno vi prenderà circa 1,5 ore. Il sentiero inizia prima di entrare nel Siq e conduce verso la Tomba dell’Obelisco, la diga e giunge sino alla collina di Al Madras.
Sabra Trail – Il sentiero è un lungo itinerario circolare di circa 12 chilometri. Per percorrerlo occorrono complessivamente circa sette ore. L’itinerario prende il nome da un wadi, il Sabra appunto, e si spinge sino al Wadi Araba. Lungo il percorso incontrerete il Monumento del Serpente, diversi edifici nabatei tra i quali un piccolo teatro e delle terme.
E’ uno dei percorsi più belli da effettuare a Petra, che permette di godere degli splendidi paesaggi che si snodano attraverso la Città Rosa!
Guida pratica ed informazioni utili per
Visitare Petra, la magnifica Città Rosa in Giordania:
Quanto costa il biglietto d’ingresso nel sito Archeologico
Il primo passo da fare per visitare il sito archeologico di Petra, è ovviamente acquistare il biglietto d’ingresso, cosa che potete fare con modalità diverse, a secondo della durata del vostro soggiorno in Giordania e di quante volte avete in mente di entrarci.
L’acquisto del biglietto può essere effettuato direttamente in loco, scelta che vi sconsiglio di fare se avete intenzione di entrate più volte, oppure on line, acquistando il Jordan Pass. Quest’ultima modalità, prevista per soggiorni di almeno 3 giorni in Giordania, propone prezzi diversificati a seconda di quante volte volete visitare Petra, oltre ad includere la visita ad altri 40 siti e il visto di ingresso in Giordania.
I dettagli sul Jordan Pass li potrete leggere nell’articolo dedicato ai consigli su come organizzare un Viaggio in Giordania, qui vi riassumo gli estremi utili per la visita al sito di Petra.
Costi del Jordan Pass in funzione degli ingressi a Petra
• Jordan Wanderer valido per un solo ingresso al sito di Petra al costo di 99 USD (70 JOD)
• Jordan Explorer valido per due ingressi al sito di Petra al costo 106 USD (75 JOD)
• Jordan Expert valido per tre ingressi al sito di Petra al costo 113 USD (80 JOD)
Ci sono poi le seguenti tariffe per la visita a Petra, a seconda che rimaniate a soggiornare in Giordania, oppure se effettuate una visita in giornata provenendo da Israele.
Biglietto 1 giorno:
- 50 JOD (circa 60 euro) per chi soggiorna in Giordania
- 90 JOD (circa 110 euro) per chi non pernotta in Giordania e fa una gita giornaliera,
- 50 JOD per chi entra in Giordania dal confine e pernotta una notte (90 JOD con successivo rimborso di 40 JOD)
- Biglietto 2 giorni: 55 JOD
- Biglietto 3 giorni: 60 JOD
- Riduzioni: studenti, giordani e titolari di certificato di residenza in corso di validità 1,00 JOD (circa €1,30)
- Gratuità: gratis per bambini al di sotto dei 12 anni
Vale inoltre la pena ricordare che, se siete in possesso del Jordan Pass, prima di accedere, dovete recarvi in biglietteria portando con voi anche il Passaporto, al fine di ottenere il biglietto per la durata che avete prestabilito.
Petra By night
Oltre alle visite giornaliere, è possibile assistere allo spettacolo di Petra di Notte, sotto la luce di migliaia di candele, nelle giornate di lunedì, mercoledì e giovedì.
L’ingresso avviene alle ore 20,30 ma le prenotazioni devono essere effettuate presso il “Centro Visitatori” entro le ore 17.
Il costo è del biglietto di ingresso è di 17 JOD e lo spettacolo permette di rimanere all’interno del sito per circa 2 ore.
Il biglietto è specifico e non è compreso nel Jordan Pass.
Orari di ingresso per la visita al sito archeologico di Petra.
Petra è visitabile in ogni stagione ed è straordinaria ad ogni ora del giorno! Se volete vederla con calma, senza frotte di di turisti intorno, andateci all’orario di apertura, al mattino presto!
Il consiglio che mi sento di darvi è anche quello di programmare la vostra permanenza nella città di Petra “preferibilmente” non nei weekend, quando al solito afflusso turistico, si sommano i visitatori che provengono dalle navi da crociera! Un vero delirio di gente che arriva al Tesoro e poi non vede altro.
Gli orari previsti per l’ingresso al sito, in inverno vanno dalle ore 6 alle ore 17, mentre in estate gli ingressi sono previsti dalle ore 6 alle ore 18. L’ultimo ingresso è previsto un’ora prima della chiusura.
Se avete poco tempo a disposizione, potete scegliere di utilizzare delle macchinette da golf che vi porteranno sino alla Tomba del Tesoro. I costi sono di 10 JOD pe la sola andata, oppure 25 JOD se farete l’ a/r
Visita a Petra: meglio da soli o con una Guida locale?
Entrambe le volte in cui mi sono recata a Petra, ho scelto in maniera consapevole, di visitarla con una guida locale. E’ anche il modo per apprezzare meglio l’immenso sito archeologico di Petra, cogliendo delle sfumature e dei dettagli che altrimenti potrebbero passare inosservati!
La seconda volta, in particolare abbiamo scelto come Guida a Petra e dell’intero viaggio in Giordania, Tarawneh Fuad, che fra le altre cose è anche un archeologo! Questo, anche in funzione dei diversi itinerari di trekking che è possibile effettuare all’interno della Città Rosa di Petra e nei suoi dintorni.
Per chi invece vuole fare da sé, il mio consiglio è di acquistare prima della partenza una buona Guida cartacea e al Visitors Centre di Petra, acquistare una mappa dettagliata del sito, con i percorsi da seguire.
Per completezza di informazione sappiate che è possibile “ingaggiare una guida” anche all’interno dello stesso sito, ma è sempre meglio rivolgersi solo alle guide turistiche ufficiali autorizzate dal Regno Hashemita di Giordania!
Come arrivare a Petra da Amman
Quel che conta è arrivare! Le meraviglie da vedere a Petra sono davvero tante e vale la pena visitarla almeno una volta nella vita.
Le distanze che intercorrono sino a Petra:
- 250 chilometri dalla capitale Amman
- 120 km da Aqaba
In auto
Da Amman si può arrivare a Petra in auto – da soli con un’auto a noleggio o con un driver – in bus o in taxi. I tempi di percorrenza dipendono dalla strada che si sceglie di fare.
Arrivare a Petra da Amman attraverso l’Autostrada del Deserto, la Desert Hwy. – E’ anche la via più veloce, visto che i tempi stimati di percorrenza sono di circa 3 ore. Lungo la strada potrete ammirare le zone desertiche e i lunghi nastri di asfalto, interrotti da alcune belle aree di sosta dove poter prendere un caffè, un te o uno snack, oppure fare degli acquisti nei fornitissimi negozi.
Arrivare a Petra da Amman attraverso l’autostrada, la Strada 65 e la Strada dei Re – E’ la strada più scenografica da percorrere in auto, ma anche la più lenta. Si percorre in un tempo compreso fra le 4 e le 5 ore, costeggia il Mar Morto, la Riserva di Dana e giunge nella zona di Wadi Musa (la Valle di Mosè).
In bus
Il collegamento fra Amman e Petra (e viceversa), è garantito anche da comodi Bus turistici giornalieri diretti dotati di aria condizionata. Una delle compagnie che offre questo servizio è la Jett e il costo del biglietto si aggira attorno ai 40,00 JOD (circa €50,00).
Come arrivare a Petra da Aqaba.
Anche in questo caso i percorsi da poter seguire con l’auto sono due e differiscono per i tempi di percorrenza di circa una mezz’oretta.
Il servizio dei Bus turistici fra Aqaba e Petra (e viceversa) è giornaliero. La compagnia è sempre la Jett e il costo del biglietto si aggira attorno ai 20 JOD, andata e ritorno.
Dove dormire a Petra e a Wadi Musa
Petra e la zona di Wadi Musa, offrono ai turisti e ai viaggiatori che sono arrivati sin qui, una grande varietà di scelta di hotel nei quali soggiornare.
Le zone fra le quali vi troverete a scegliere sono essenzialmente il nuovo quartiere sorto intorno all’ingresso al sito archeologico di Petra e la zona di Wadi Musa, una sorta di “Città Alta” di Petra.
La zona di Wadi Musa, – “Valle di Mosè” – è quasi completamente costituita da hotel, ristoranti, negozietti e un punto ATM per il prelievo di contanti. Dista da 5 a 8 chilometri dall’ingresso al sito, ma nessuna paura perché ciascuna struttura ricettiva mette a disposizione un servizio navetta (a pagamento) verso l’ingresso al sito. Senza dimenticare la possibilità di utilizzare (contrattando) i taxi.
Di contro, alloggiando nel centro di Petra, si può rapidamente tornare in albergo, dopo le estenuanti giornate fra mille cose da vedere.
Visto che a Petra ci sono stata due volte, alloggiando in tre hotel diversi per posizione e “numero di stelle dichiarate”, posso darvi qualche consiglio in più al riguardo!
Guida pratica ed informazioni utili per
Visitare Petra, la magnifica Città Rosa in Giordania
Dove dormire
In prima battuta mi permetto di darvi un consiglio spassionato. Se avete già deciso si fare un viaggio in Giordania e visitare Petra, organizzatevi sin da subito per prenotare l’hotel nella Città Rosa.
A causa dei numerosissimi visitatori che qui giungono da ogni parte del mondo, potreste seriamente rischiare di no trovare una struttura libera.
Le strutture nelle quali ho alloggiato a Petra.
Nel corso del primo viaggio in Giordania, ho alloggiato due notti a Petra all’Hayat Zaman Hotel. Si tratta di un ottimo Resort a 5 Stelle, ubicato a circa 10 chilometri dal centro visitatori di Petra.
Una tranquillissima e splendida location, edificata utilizzando pietre locali, in una zona dove un tempo risiedevano pastori.
La struttura si integra in modo eco compatibile con l’ambiente circostante e le camere, sono ricavate in basse unità abitative dotate di ogni confort, arredate con gusto in stile locale.
Nei locali comuni troverete anche una bella piscina, un Hammam, un buon ristorante a buffet e ampie zone relax dalle quali ammirare il panorama sulla vallata sottostante!
Non è sicuramente un hotel fra i più economici, ma il rapporto qualità/prezzo è ottima ed il confort garantito, senza snaturare la proverbiale accoglienza giordana! Fra i suoi contro è la distanza da Petra, che però è ampiamente superabile utilizzando le navette dell’hotel, i taxi e le auto!
Vi lascio il link al sito ufficiale all’Hayat Zaman Hotel And Resort perché possiate vedere le tariffe nel dettaglio.
Nel secondo viaggio in Giordania invece, ho alloggiato una notte al Petra Princess Hotel e due notti all’Amra Palace Petra International. Entrambi gli hotel sono ubicati molto vicini al Visitors Centre di Petra.
Il frazionamento fra le due strutture si era reso necessario per over booking del secondo Hotel, in una stagione decisamente molto gettonata come lo è tutto il periodo fra fine settembre e inizio novembre!
Per fortuna, essendoci affidati ad un’ottima guida, il problema è stato prontamente risolto, per la prima notte. Sono cose che possono accadere ma ciò non guasta assolutamente il prosieguo della visita alla splendida Petra!
Fa parte del Viaggio e del concetto che ad esso è legato, anche se mi rendo conto che per chi è abituato a vivere ogni cosa nella perfezione assoluta del turista, questi “episodi” possano essere mal tollerati!
Per me è stata invece una bella esperienza, perchè mi ha fatto comprendere come, anche nelle strutture più modeste e spartane, vige sempre un alto tasso di ospitalità, la pulizia, il decoro e la disponibilità da parte dei gestori!
Il Petra Princess Hotel è una struttura semplice, pulita e ben gestita. Noi abbiamo alloggiato in camere con i servizi in stanza, ma ve ne sono altre che offrono i bagni in comune. Nel soggiorno è compresa anche la prima colazione.
L’ Amra Palace Petra International è invece un ottimo hotel, ubicato a poco più di un chilometro dal Visitors Centre del sito archeologico di Petra. Una struttura che permette al suo interno anche qualche bel momento di relax a svago grazie alla sua piscina al chiuso, al hammam, al lounge bar e al bel giardino esterno. Gentile e cortese il personale dell’hotel, sempre pronto a rispondere alle vostre domande o a risolvere i problemi.
Per chi ama fumare la tradizionale shisha, al suo interno c’è anche un bar completamente dedicato.
Ottime le camere, anche se non spaziosissime, ma in compenso molto pulite!
Buono il ristorante per la cena e la prima colazione. L’hotel è tradizionale ed gestito da giordani. Non offre bevande alcoliche (cosa molto comune negli hotel in Giordania) e quindi rassegnatevi!
Se proprio non ce la fate a resistere alla tentazione, potreste arrivare a pagare anche 10 Euro una birra all’esterno! Uomo (e donna) avvisato, mezzo salvato. E i miei compagni del viaggio in Giordania del 2019, ben lo sanno! : )
Tenete conto anche che, qualsiasi albergo sceglierete, sia a Petra che nel vicino Wadi Musa, sarà “solamente” un luogo dove trascorrere la notte e riposare, dopo aver camminato tutta la giornata per svariati chilometri, fra le mille splendide cose da vedere a Petra!
Guida pratica ed informazioni utili per
Visitare Petra, la magnifica Città Rosa in Giordania
Dove Mangiare
Come già ho avuto modo di scrivervi su Amman, la capitale della Giordania, anche a Petra vale la pena scegliere le pietanze tipiche del posto, anziché cercare la cucina internazionale o italiana!
Detto questo, visto che a Petra ci si viene principalmente per visitare il suo immenso sito archeologico (e non è un eufemismo!), vi consiglio di fare una buona e abbondante prima colazione nell’albergo dove siete alloggiati, mangiare a pranzo qualcosa in uno dei punti di ristoro all’interno o in prossimità del sito, e rimandare alla cena, il momento di riposo davanti ad un buon tavolo imbandito!
L’alternativa, per pranzo, può tranquillamente essere un buon lunch Box preparato dal vostro Hotel (chiedetelo però la sera prima!) e/o comunque un pranzo al sacco. A proposito: ricordatevi di portare con voi una buona scorta di bottigliette di acqua nel vostro zainetto! Vi serviranno più di quanto possiate immaginare!
Ma torniamo a noi e ai locali dove poter mangiare a Petra.
Uno dei locali che dove vi consiglio di fermarvi, magari appena arrivati e prima di prendere possesso delle vostre camere in albergo, è l’“Al-Arabi Restaurant” a Wadi Musa, una bella struttura con balconata esterna, vista vallata!
È molto utilizzato anche dalla gente del posto per acquistare cibo da asporto, e ha un ottimo grill esterno, dove preparano sempre al momento il pane arabo, falafel, carne alla griglia, kebab e roll di Shawarma.
I tavoli per la consumazione sono all’interno del locale e potrete mangiare sia alla carta sia al buffet. Buon rapporto qualità/prezzo, visto che a Buffet potrete anche scegliere “tutto”!
Altri locali per cenare con menù tipici Giordania sono il “Zawaya Restaurant e Cafè” e il “Beit Al-Barakah Restaurant”.
Il “The Basin Restaurant” si trova invece all’interno del sito di Petra, ed è a buffet. Utile soprattutto per chi vuole sostare prima di iniziare “la marcia” verso il sito del Monastero.
Quando andare a Petra? I migliori periodi
per visitare la magica città Rosa di Arenaria.
Visitatela in ogni stagione, appena avete un po’ di tempo, perchè Petra merita sempre. Se però vi è possibile scegliere quando andarci, vi consiglio il primo periodo autunnale e la primavera.
Nei mesi estivi, oltre ad esserci un clima caldo e torrido, troverete molti turisti, mentre in inverno, soprattutto la sera e la notte, può fare davvero molto freddo e può piovere o addirittura, nevicare!
Tenete conto inoltre, che in estate il clima torrido e secco può essere per molti un fattore limitante per le escursioni e i trekking. Detto questo, però, se siete abituati a camminare tanto e siete in buona forma fisica, non ci sono problemi che non possano essere ovviati bevendo molto, magari portandovi dietro una bevanda ricca di sali minerali, per recuperare quelli persi con la sudorazione!
I mesi migliori per visitare Petra? Senza dubbio marzo (meglio da metà mese in avanti), aprile, maggio, settembre, ottobre, gli inizi di novembre e, … tutto il resto dell’anno!

Guida completa alle cose da vedere a Petra la Città Rosa della Giordania- La facciata del Tesoro del Faraone
“Non saprai mai cos’è Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona”
– Cit. da T. E. Lawrence, Lawrence d’Arabia –
Non potevo che terminare questo articolo, che è insieme una Guida completa (o almeno spero) alla visita della Città Rosa di Petra, oltre che un informale “Diario di Viaggio ed emozioni dalla Città Nabatea”, con la frase di Lawrence d’Arabia che sopra potete leggere! Perchè si potranno scrivere fiumi d’inchiostro su cosa vedere e fare a Petra, ma questa antica città sarà per sempre una grande emozione ed un sogno ad occhi aperti che si svelerà in mille modi diversi ogni volta che la visiterete!
Senza mancare di visitare Piccola Petra, Siq Al-Barid, il Mar Morto e le sorgenti termali di Ma’In.
Resto a vostra disposizione per ogni altra indicazione relativa ad i vari Itinerari possibili in questo splendido Paese, o quanto altro possa essere di vostra utilità per ben pianificare la vostra personale esperienza! Scrivetemi e risponderò ai vostri quesiti su come organizzare un viaggio in Giordania, il vostro!
Potete anche utilizzare come base il mio Itinerario di Viaggio in Giordania, come schema per organizzare il vostro viaggio Regno Hashemita
Se poi siete interessati a visitare anche il nord della Giordania, non potete assolutamente perdervi di leggere l’articolo dedicato! Se invece volete sapere cosa vedere ad Amman, troverete la mia guida dedicata alla capitale di questo Paese o ancora, scoprire le sorgenti e cascate termali di Hammamat Ma’in in Giordania
Vi aspetto nel Regno Hashemita di Giordania
Mimì! Al prossimo spunto di viaggio …
Ho scritto di Petra anche parlando dei siti archeologici nel mondo imperdibili da visitare. Vi va di leggerlo?
Visita alla Piccola Petra – Siq al-Barid e al-Beidha: itinerari nel Wadi Musa
Le sorgenti termali di Ma’in in Giordania: Dove si trovano e perchè andare
Cosa vedere ad Amman e cosa fare: La guida completa alla capitale della Giordania
Perchè visitare la Giordania del Nord e cosa vedere: itinerario fra luoghi imperdibili

































































16 comments
Mi è venuta subito voglia di tornare?
Ciao Rita! Petra e tutta la Giordania ti aspettano! E Petra da sola, merita sempre un viaggio
Io e Gianni abbiamo deciso di andare in Giordania la prossima primavera; e da quando abbiamo preso questa decisione leggo avidamente e con interesse tutto quello che riguarda questo splendido paese, soprattutto sono curiosa di vedere Petra. Finalmente potrò aggiungere un’altra delle sette meraviglie del mondo alla mia lista!
Ciao Teresa!
Sono davvero felice della Vostra decisione! Petra e la Giordania non vi deluderanno! Resto a disposizione per qualsiasi informazione potesse servirti!
Mimì
Partirò alla volta di Petra per fine anno, finalmente un viaggio fuori dall’Europa! Non vedo l’ora di scoprirla in tutti i modi possibili, mi batte il cuore al solo pensiero! Speriamo vada tutto bene!
Ciao Eliana! Una splendida decisione!
Visitare Petra è bellissimo in ogni periodo dell’anno! Resto a tua disposizione per qualsiasi ulteriore informazione dovesse servirti! E attendo di sapere la tua, una volta che ci andrai!
Abbiamo imparato a non pronunciare più la parola GIORDANIA a voce alta. La questione è semplice. Ogni volta che lo diciamo succede qualcosa che ci impedisce di partire. Ci andremo sicuramente, ma organizzeremo tutto il giorno prima di partire. Stiamo diventando molto scaramantiche su questa questione. Incrociamo le dita e speriamo di andare in primavera (SHHHHHH)
Allora Shhh! Non diciamo nulla! Ma spero davvero che riuscirai ad andarci e a godere della vista di Petra! Un luogo magico!
ho bellissimi ricordi di Petra e della Giordania, un posto che veramente consiglio di visitare. splendide foto complimenti
Ti ringrazio davvero di cuore Andrea! Petra non tradisce mai le aspettative!
Una guida perfetta! La considero assolutamente se riuscirò mai a coronare il mio sogno di visitare la Giordania!
Ciao Paola! Ti ringrazio infinitamente … Sono davvero felice che Petra ti piaccia e spero che questa mia piccola guida possa esserti di utilità in un viaggio in Giordania che ti auguro di fare al più presto!
Petra è sempre stato il mio sogno fin da bambina, quando ne guardavo estasiata le foto sul sussidiario o nell’atlante, Spero di visitarla presto grazie anche ai tuoi preziosi consigli.
Ciao Annalisa! Te lo auguro davvero con tutto il cuore! QUEL sogno sui sussidiari ha inseguito anche me, sai?
Di persona Petra è ancora più magica!
Prima o poi visiterò la Giordania, è una delle mete preferite del mio compagno e anche a me non dispiace per niente anzi…!
Quando deciderai di visitare la Giordania, dedica almeno 3 o 4 giorni alla visita di Petra: ti regalerà emozioni uniche, ne sono certa!