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Panorama di PentedattiloPerchè-andare-a-Pentedattilo-e-cosa-vedere-nel-borgo-fantasma

Perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere nel borgo-fantasma che rinasce

by Mimì

Di questo borgo di Calabria abbandonato, ve ne avevo già fatto cenno in un precedente articolo scrivendo dei “10 luoghi da non perdere a Reggio Calabria e nei suoi dintorni”: credo però utile dettagliare i motivi del perchè vi invito ad andare a Pentedattilo, oltre a indicarvi cosa vedere in quello che oggi è un borgo – fantasma che sta rinascendo!

Ve ne scrivo perchè a volte “i miracoli possono accadere anche per mano degli uomini”, proprio lì dove meno te lo aspetti!

E’ questo ciò che penso ogni qual volta scorgo in Tv o posso ammirare nella realtà l’immagine di una strana roccia che richiama le 5 dita di una mano protese verso il cielo!

Pentedattilo, il borgo – fantasma, sta facendosi riscoprire e sta rinascendo al turismo, come modello di recupero sostenibile e di ospitalità diffusa da seguire ed emulare, grazie al grande impegno di volontari e di associazioni culturali, o al progetto complessivo di turismo responsabile rappresentato dal Paleariza che è molto di più di un Festival annuale!

Una opportunità da non perdere assolutamente per la Calabria intera!

Un marchio d’area, un progetto e un percorso di lettura dell’Area dei Greci di Calabria, ricca di storia.

le 5 dita di Pentedattilo perché andare a Pentedattilo e cosa vedere

Il Borgo fantasma di Pentedattilo


 

Perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere nel borgo –

fantasma che rinasce!

Un territorio da conoscere ed amare!

 

Siamo nel cuore dell‘Area Grecanica della provincia di Reggio Calabria e nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, su di un territorio che possiede una varietà straordinaria di scenari naturalistici e paesaggistici! Qui i boschi dell’Aspromonte si alternano con gli affioranti speroni di roccia dalle forme più fantasiose che possiate immaginare, qui gli alvei delle Fiumare aride ed abbacinanti d’estate, nei periodi di forti piogge si colmano con violenza di tumultuose acque sino a giungere al Mar Jonio, non senza provocare a volte disastrose alluvioni.

Le fiumare, corsi d’acqua brevi che intagliano splendide aree coltivate ad agrumeti e bergamotto, che nel tempo hanno fornito una forte connotazione identitaria e storico-letteraria a tali luoghi, di cui Corrado Alvaro aveva scritto: “La furia delle acque sul versante più spoglio, lo Ionio, allarga i letti dei torrenti di anno in anno, divorando ettari di colture ricche, e questi fenomeni si registrano fino a quando le alluvioni grandiose non compiono l’ opera creando un cataclisma e mutano addirittura la configurazione del terreno, spianano monti, coprono valli, preparano il crollo dei paesi sulle pendici dei monti”.  ,

Dal paese di Pentedattilo, frazione collinare del Comune costiero di Melito Porto Salvo poi, lo scenario del paesaggio che si apre dinanzi agli occhi è davvero mozzafiato: le sottostanti vallate, le rocce dolomitiche del Monte Calvario, lo Stretto di Messina e l’Etna si stagliano riverberando tracce di Storie e leggende in un’atmosfera resa ancor più magica dal profumo delle ginestre, delle zagare, dei mandorleti e dei bergamotteti!

Luoghi, colori e forme che ricordano un pò le formazione rocciose della Cappadocia o di Cipro, non credete anche voi?

Una natura selvaggia e meravigliosa che ispira oggi come nei tempi passati i Viaggiatori di ogni provenienza!

 

La visione  è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla: selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria, nettamente delineate in forma di una gigantesca mano contro il cielo”

                               –  Cit. di  Edward Lear  dal racconto “Diario di un viaggio a piedi” –

 

Forse basterebbero queste parole di Edward Lear per fornirvi mille motivazioni sul perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere qui, nell’affascinante borgo! Ma seguitemi nello scoprirne le altre mille!

la fiumara vista da Pentedattilo Perché andare a Pentedattilo e cosa vedere

La fiumara vista da Pentedattilo

Rocce vicino Pentedattilo perché andare a Pentedattilo e cosa vedere nel Borgo

Formazioni rocciose nelle vicinanze di Pentedattilo

 


Come già ho avuto modo di scrivervi nel precedente articolo:Il paese di Pentedattilo deve il nome alla spettacolare rupe che lo incornicia, protendendo le cinque dita (dal greco Pentadaktylos – cinque dita) di una misteriosa mano verso il cielo.”

Un luogo del cuore e nel cuore perchè a Masella, paese vicino a Pentedattilo vi è nato il mio nonno materno e spessissimo da piccola, ho giocato fra le viuzze abbandonate di questo magico Borgo!

 

Panorami sulla fiumara da Pentedattilo perché anarae a Pentedattilo e cosa vedere nel Borgo

Panorami sulla Fiumara di Pentedattilo dal Borgo

Costa ionica vista da Pentedattilo cosa vedere a Pentedattilo

Costa jonica vista da Pentedattilo


 Perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere nel borgo

fantasma:

Quattro passi fra Storia e  leggende!

 

Questo piccolo borgo abbandonato abbarbicato alle pendici del Monte Calvario, venne fondato dai Calcidesi intorno al 640 a.C. .

Grazie alla sua posizione geografica strategica divenne un importante centro commerciale sotto la dominazione greca, mentre sotto quella romana divenne un importante centro militare, posizione che mantenne anche sotto le successsive le dominazioni dei bizantini, dei normanni e delle baronie dei feudatari medievali locali. Al tempo questo piccolo borgo possedeva un sistema  di fortificazioni e un castello, noto anche come il “Castello dalle trecento porte”, di cui oggi rimangono solo le tracce nei sparuti ruderi sopravvissuti alle calamità naturali.

Ancor più che per la sua Storia, Pentedattilo è noto per le leggende che aleggiano intorno a questo piccolo Paese che pare un presepe intagliato fra le rocce.

Ed è ad è proprio alla storia delle feroci lotte feudali tra la famiglia degli Alberti di Pentedattilo e gli Abenavoli di Montebello, che si rifà la storia della famigerata “Strage degli Alberti”, un vero e proprio dramma simil- shakespeariano ambientato nel piccolo marchesato di Pentedattilo di cui di seguito vi riporto un breve abstract, tratto dal libro “Il Barone di Montebello e la strage degli Alberti di Pentedattilo”,  di Alessandro Cavallaro | 1 gen. 2002. ( il testo originale della storia lo potete leggere in QUESTO Libro).

Pentedattilo borgo recuperato cosa vedere

Per le vie del Borgo di Pentedattilo recuperato

Chiese a Pentedattilo cosa vedere nel suo borgo

 

La “Strage degli Alberti” fra Storia e Leggende

“Si racconta che tra la famiglia Alberti, marchesi di Pentedattilo, e la famiglia Abenevoli, baroni di Montebello Ionico, vi era da sempre una rivalità nata per questioni relativi a confini comuni.

Ciononostante, nel 1680, anche su pressioni del Viceré di Napoli che desiderava che nella zona regnasse la pace, le tensioni tra le due famiglie sembravano andare scemando. Inoltre, il capostipite della famiglia Abenevoli, il marchese Bernardino, progettava di prendere in moglie Antonietta, figlia del marchese Domenico Alberti, di cui si era innamorato e dalla quale veniva corrisposto. Il marchese Domenico aveva promesso a Bernardino la mano della famiglia, ma l’unione sarebbe stata celebrata solo nel momento in cui Antonietta avrebbe raggiunto l’età da matrimonio.

Alla morte del marchese Domenico, gli succedette il figlio Lorenzo, il quale, poco tempo dopo la morte del padre, prese in moglie la figlia del Viceré di Napoli, Caterina Cortez.

In occasione del matrimonio, giunse a Pentedattilo il corteo nunziale: il Viceré accompagnato dalla moglie, la futura sposa e il fratello Don Petrillo Cortez. Don Petrillo conobbe in tale occasione Antonietta e, trattenutosi a Pentedattilo anche dopo il matrimonio, a causa di un’improvvisa malattia, ebbe modo di conoscerla meglio e di innamorarsene; chiese quindi a Lorenzo di poter sposare Antonietta e il marchese Alberti acconsentì alle nozze, non tenendo in alcuna considerazione la promessa del padre al barone Bernardino.

Il Barone, venuto a conoscenza del matrimonio tra Don Petrillo e Antonietta, andò su tutte le furie e decise di vendicarsi sulla famiglia Alberti.

La notte di Pasqua del 16 aprile 1686, grazie al tradimento di Giuseppe Scrufari, servo infedele della famiglia Alberti, Bernardino riuscì ad introdursi nel castello di Pentedattilo con i suoi uomini e, arrivato fino alla camera da letto di Lorenzo, lo uccise a colpi di archibugio. Nel frattempo, i suoi uomini assalirono le varie stanze del castello uccidendo quasi tutti i suoi abitanti, compreso un bambino di soli nove anni, fratello di Antonietta. Da tale massacro furono risparmiati Caterina Cortez, Antonietta Alberti, la madre Donna Giovanna e Don Petrillo Cortez. Quest’ultimo fu preso in ostaggio come garanzia contro eventuali ritorsioni da parte del Viceré.

Dopo la strage, Bernardino portò nel suo castello a Montebello Ionico Antonietta e la sposò il 19 aprile 1686.

La notizia della strage giunse presto alle orecchie del Viceré di Napoli, il quale inviò una spedizione militare in Calabria. L’esercito attaccò il Castello degli Abenavoli, liberò Don Petrillo e catturò gli esecutori della strage, le cui teste furono tagliate e appese ai merli del castello di Pentedattilo.

Il barone di Montebello, grazie a vari espedienti e alle sue fidate amicizie, riuscì a fuggire insieme ad Antonietta e, dopo aver lasciato quest’ultima presso un convento a Reggio Calabria, scappò prima a Malta ed in seguito a Vienna dove entrò nell’esercito austriaco. Bernardino trovò la morte in battaglia nell’agosto del 1692 mentre Antonietta Alberti, il cui matrimonio fu comunque sciolto dalla Sacra Rota in quanto contratto per effetto di violenza, finì i suoi giorni nel convento di clausura, consumata dal dolore e dal rimorso per essere stata lei la causa dell’eccidio dell’intera sua famiglia.”

Cosa vedere a Pentedattilo - la tomba degli Aberti

Tomba degli Alberti a Pentedattilo


 

Sin qui la storia di un’apra lotta fra fudatari intessuta su di un dramma dai connotati shakespeariani, ma su questi fatti si sono intrecciate nel tempo le tante leggende popolari su fantasmi ed amori traditi, che hanno contribuito ad ammantare ancor di più di mistero e fascino le vie di questo borgo!

Un Borgo che nel tempo iniziò a spopolarsi a causa di eventi storici e naturali come il distruttivo terremoto  del 1783, le alluvioni ma anche per la necessità di emigrare altrove cercando un lavoro. Il colpo finale venne dato poi con l’ordinanza di sgombero del piccolo borgo negli anni sessanta.

Ma dagli anni ‘ 80 si apre un nuovo capitolo: la Rinascita e la riscoperta del Borgo

Cosa vedere a Pentedattilo MuTrap

Segni e le fonti della rinascita di Pentedattilo


La rinascita ed il recupero del Borgo abbandonato.

Ecco perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere in ogni

stagione dell’anno!


 

Dalla fine del 1980 e con maggior forza dagli anni 2000 in avanti, il piccolo Borgo ha ricominciato a vivere ripreso vita grazie all’apertura di piccole botteghe artigiane ricavate in case locali ristrutturate, alloggi approntati per un Turismo diffuso e l´approntamento di sentieri naturalistici nel borgo di Pentidattilo e nei suoi dintorni.

Oltre alla straordinaria bellezza di questi luoghi, l’Associazionismo e l’intraprendenza del mondo culturale, hanno giocato un ruolo molto importante per il recupero e la rinascita del centro di Pentedattilo.  La loro attivita’ si e’ quindi trasformata in un progetto per la promozione al “luogo che chiama”, attirando vecchi e nuovi abitanti, innescando un processo di conoscenza, crescita e sviluppo.

Ovviamente la valorizzazione di questi luoghi in ottica di sostenibilità ambientale ed inclusione sociale, é un processo che richiede tempo e quello che oggi potrete vedere é solo la fase iniziale di cui spero davvero con tutta me stessa di poterne vedere l’evoluzione!

Per voi che volete recarvi in questi luoghi puo’ essere uno dei mille motivi del perchè andare a Pentedattilo e una dritta su cosa qui potrete vedere e vivere nel borgo, perdendovi fra le sue incantevoli viuzze dall’atmosfera sospesa nel tempo.

Fra i must da non perder assolutamente girovagando fra le atmosfere medievali e l’acciottolato del Borgo di Pentedattilo, c’é il piccolo  Museo delle Tradizioni Popolari  Contadine – il MuTrap –  dove si possono scoprire oggetti caratteristici della vita rurale dei luoghi, il Piccolo Museo-Negozio del Bergamotto (il Bergamia di Pentedattilo), che racchiude alcuni antichi strumenti utilizzati per estrarre la pregiata essenza del Bergamotto, ma vende anche degli ottimi prodotti naturali che come base utilizzano il bergamotto ed i suoi derivati.

Da non mancare poi,  una visita alla Chiesa della Candelora, per ammirare al suo interno il gruppo marmoreo del 1564 raffigurante la Madonna col Bambino, la cui realizzazione si ipotizza sia dei carraresi Giovan Battista e Domenico Mazzolo, la Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, per vedere al suo interno la statua della Madonna col Bambino, uno splendido organo del 1700 e la tomba di Don Giuseppe Alberti con inciso lo stemma familiare.

Anche se sin qui vi ho scritto e descritto le varie vicessitudini storiche di questo Borgo, i veri protagonisti di questo Borgo rimangono il fascino del Paesaggio e la Natura selvaggia che lo contorna.

Per questo motivo il consiglio che mi sento di darvi é quello di organizzare da Pentedattilo, qualche trekking naturalistico alla scoperta delle aree circostanti, geologicamente molto interessanti, inoltrarvi alla scoperta dell’area greganica, ma anche concedervi un pò di relax sulla vicina spiaggia di Annà di Melito Porto Salvo!

cosa vedere a Pentedattilo e perché andare botteghe artigianali

Artigianato calabrese

 

perché andare a Pentedattilo e cosa vedere- le botteghe per le vie

Botteghe a Pentedattilo


Perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere nel borgo-fantasma
che rinasce: gli Eventi da non perdere!
Il Paleariza e il Pentedattilo Film Festival

Se visitate Pentedattilo nel periodo estivo, non tralasciate di assistere a due importanti Eventi Internazionali che qui si svolgono:

Il Pentedattilo Film Festival  – Il Festival Internazionale dedicato ai cortometraggi.

Citando le stesse parole del suo direttore artistico, Emanuele Milasi: “Il Pentedattilo Film Festival è un Festival Internazionale di cortometraggi che nel Sud Italia con il rischio della scommessa ha creato una nuova frontiera del cinema breve mondiale. La sua location è il suggestivo borgo di Pentedattilo, in provincia di Reggio Calabria, che ha incantato gli illustri viaggiatori del passato, e che adesso si riapre a nuovi esploratori attraverso uno straordinario percorso di recupero culturale e strutturale contro l’abbandono generato dalle scelte inadeguate della storia. Il borgo fantasma, arroccato su una caratteristica roccia a cinque dita che si erge maestosa sul mare, si anima con il cinema del Pentedattilo Film Festival, un cinema che scalpita da tutto il mondo per essere conosciuto, apprezzato, che abbatte le frontiere dell’indifferenza per affermare il suo eccezionale valore intrinseco, artistico e produttivo.  Il Pentedattilo Film festival è un festival esclusivamente di cortometraggi, che scopre facendosi scoprire, che individua talenti, promuove occasioni di incontri tra giovani cineasti e affermati maestri del cinema, offre al pubblico la visione di un cinema “altro” sviluppando una rete significativa di circuitazione e condivisione artistica.”

Il Paleariza Il Festival itinerante etno-culturale-musicale dell’area grecanica calabrese, riconosciuta nel 2011 dal Ministero del Turismo quale Patrimonio d’Italia.

Il Paleariza è molto di più di un festival!

Puó essere considerato a pieno titolo come un marchio d’area, un progetto complessivo di sviluppo del turismo responsabile e di scoperta dell’Area dei Greci di Calabria. Assolutamente da non perdere …

Si tratta di due Eventi che hanno rappresentato e rappresentano il volano delle attivitá che meglio hanno rilanciato il Borgo abbandonato di Pentedattilo nel mondo, due eventi che personalmente amo molto, perché rappresentano al meglio quella Calabria che va OLTRE i pregiudizi ed i luoghi comuni e per cui merita di essere scoperta e conosciuta ovunque! Viveteli anche voi, per provare  e scoprire la bellezza piú profonda e vera della Calabria …

Registi a Pentedattilo - Cosa vedere e cosa fare a Pentedattilo

Ciak si gira … a Pentedattilo!

 


 

Dove dormire a Pentedattilo – Se volete rimanere nel Borgo, provate l´ebrezza di alloggiare in una delle sue casette rurali ristrutturate (qui il link), nel vicino Ostello della Gioventú o negli Agriturismi  e piccole strutture costruiti nelle sue immediate vicinante. Un´alternativa puó essere rappresentata dagli hotel ubicati nella vicina zona costiera di Melito Porto Salvo!

Per fare vostra anche l´esperienza eno-gastronomica locale, provate a pranzare o cenare alla “Casina dei Mille”:  sono certa che ne rimarrete davvero soddisfatti!

Mutrap-a-Pentedattilo-Museo-delle-Tradizioni-Popolari

Il MuTrap


Se quello che ho scritto in questo articolo su Perchè andare a Pentedattilo e cosa vedere nel borgo-fantasma che rinasce vi è piaciuto e se credete sia utile nell’organizzazione delle vostre prossime gite/ferie/vacanze/viaggio, non esitate a condividerlo!
Se invece volete ricevere ulteriori approfondimenti sull’argomento, scrivete pure di seguito nei commenti: risponderò alle vostre domande!
Al prossimo Spunto di Viaggio by Mimì! Lasciatevi Ispirare …

Perchè-andare-a-Pentedattilo-e-cosa-vedere-nel-borgo-fantasma

Fichi d´India a Pentedattilo

 

 

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2 comments

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Elisa 23 Luglio 2019 - 22:46

Salve, volevo sapere se il borgo di Pentedattilo è visitabile di sera, sul tardi, o è completamente disabitato e quindi non è neanche illuminato. Mi riferisco al mese di luglio. Grazie

Reply
Mimì
Mimì 24 Luglio 2019 - 10:18

Buongiorno Elisa!

Ti confermo che il Borgo di Pentedattilo è sempre aperto alle visite!
Pur essendo prevalentemente disabitato, vi sono alcune strutture e negozietti aperti, dove potrai soffermarti ed acquistare qualche prodotto!
Ti consiglio comunque, di visitarlo la mattina, per goderti al massimo la visita ed i paesaggi molto belli che troverai, oppure di arrivarci qualche ora prima del tramonnto, per poterlo visitare con calma e poi, ammirare il calare del sole1 Le rocce che cambiano colore, la vista sul dirimpettaio Stretto di messina, ti riempirà davvero l’anima!

Buona visita allora e, al tuo ritorno, fammi sapere se ti è piaciuto!

Ciao e a presto1

mimì

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