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Cosa vedere al Museo Egigizio di Torino Salone delle Statue

Il Museo Egizio di Torino: Guida e consigli per una sua visita

by Mimì

Se state organizzando una visita al Museo Egizio di Torino, sappiate che la frase più utilizzata in riferimento a questa grandiosa esposizione museale, sarà anche quella che vi fornirà la misura della sua importanza nel tempo.

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”, 

       affermava nel 1824 Jean-François Champollion, celebre archeologo ed egittologo francese, in visita all’antica collezione torinese. 

Quella che si può ammirare nella capitale piemontese infatti, è la più grande ed importante raccolta di collezioni e reperti della civiltà egizia, seconda sola a quella al Cairo, in Egitto.

Visitare il Museo Egizio di Torino, è quindi una splendida esperienza immersiva nella millenaria storia dell’antico Egitto, oltre che nella capacità di continuo rinnovamento dimostrata nel corso degli anni da questa struttura museale e di chi la gestisce.

Ed è questo l’aspetto che potrete avere modo di conoscere attraverso questo mio approfondimento dedicato a quello che personalmente, ritengo essere uno dei più bei Musei italiani!

Seguitemi … 

Entrata dell'Accademia delle Scienze a Torino

Entrata dell’Accademia delle Scienze a Torino

 

Jean-François Champollion al Museo Egizio di Torino

la frase iconica di Jean-François Champollion

 

Guida e Consigli per una Visita

 

al Museo Egizio di Torino

 

Ho avuto modo di visitare due volte il Museo delle Antichità Egizie, prima e dopo la sua grande ristrutturazione, avvenuta nel 2015.

Ubicato nel centro della città di Torino, lo splendido edificio barocco risalente al 1600, prima di essere conosciuto come Palazzo dell’Accademia delle Scienze, nasce come Collegio dei Nobili di  proprietà dei Gesuiti.

L’allestimento che oggi è possibile ammirare, è frutto dell’affascinante progetto di ampliamento, risistemazione e ammodernamento, realizzato dalla società Isolarchitetti, con l’impronta dello scenografo e premio Oscar Dante Ferretti, nel fantastico Percorso Nilotico” e nei “Riflessi di Pietra” dello Statuario.

La sensazione che ho provato nel visitare nuovamente il Museo Egizio di Torino, è stata quella di avere visitato un altro Museo e  un’esposizione museale diversa!

Una visita che consiglio di fare a tutti, a tutte le età, una tappa fondamentale ed  immancabile per tutti coloro che come me amano l’antica civiltà egizia e l’Egitto stesso, paese nel quale sono stata ben 13 volte, visitando due volte il Museo del Cairo! 

 

Stele dell'artigiano al Museo Egizio a Torino

Stele dell’artigiano

Mensa Isiaca al Museo Egizio di Torino

Mensa Isiaca – foto fonte del Museo Egizio

Grande, questo Museo, lo è stato anche nel corso del lockdown per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Con le sue visite virtuali on line, le “Passeggiate del Direttore” – pubblicate sul canale tematico YouTube, Christian Greco (giovane direttore di questa struttura museale), ci ha accompagnati e coinvolti, pur rimanendo a casa, nell’esperienza di scoperta dei diversi approfondimenti tematici proposti!

Nel visitare di persona il Museo Egizio, il primo consiglio che mi sento spassionatamente di darvi è quello di non andare di fretta! 

Per la visita, mettete in conto dalle due alle quattro ore (io e Peter ci siamo rimasti sei ore), se amate ammirare i dettagli direi che una mattinata o un pomeriggio intero sono l’ideale e non ve ne pentirete!

Ma prima di scrivervi dettagliatamente le cose che non potete mancare di vedere nel visitare il Museo Egizio di Torino, come è mia consuetudine, voglio lasciarvi una traccia su come è nata questa istituzione e sull’importanza dell’egittologia italiana.

Tutto ciò si raccorda con le varie campagne di scavo intraprese dagli archeologi italiani in Egitto, ma anche con le campagne di salvataggio dei beni storici ed archeologici durante la realizzazione della Diga di Aswan!

Statua egizia al piano Ipogeo del Museo Egizio di Torino

Statua egizia  “La Bontà Iside” del Nuovo Regno, al piano Ipogeo del Museo Egizio di Torino

Quattro passi nella storia del Museo Egizio

di Torino e nell’egittologia

Per comprendere appieno ciò che oggi è possibile ammirare all’interno dei nuovi spazi espositivi del Museo Egizio di Torino, ma anche come questa struttura è giunta a possedere così tanti reperti archeologici dell’antica civiltà egizia, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di qualche secolo!

Un viaggio nel viaggio che è immerso in quel fascino intriso di mistero, che da sempre l’Egitto e la sua antica civiltà hanno esercitato sul mondo ed in particolare sui popoli europei.

Il primo passo fu l’acquisto nel 1824 da parte di Carlo Felice, re di Sardegna, della grande collezione di antichità egizie di Bernardino Drovetti, piemontese di nascita e console generale di Francia ad Alessandria d’Egitto.

Già dal 1824 la collezione di Drovetti venne ospitata dalla Reale Accademia delle Scienze, nei locali del Palazzo del Collegio dei Nobili.

Ma questo non era che il primo passo, perchè le campagne di scavo in Egitto proseguivano e si rafforzava la sezione dedicata agli studi e alle ricerche archeologiche, svolte con metodi scientifici (non solo l’accaparramento quindi!), grazie anche all’istituzione della Cattedra in Egittologia a Pisa.

Si deve arrivare però alla direzione del Museo da parte all’archeologo Ernesto Schiaparelli, per vedere “risorgere” il Museo.

Con le sue 12 campagne di scavo della Missione Archeologica Italiana in diverse parti dell’Egitto, riuscì ad incrementare la collezione, che si arricchì fra l’altro dei reperti rinvenuti nella tomba violata della regina Nefertari e il naos di Sethi.

Arrivando quasi ai giorni nostri, sotto la direzione del prof. Silvio Curto, la struttura museale collaborò al salvataggio delle antichità della Nubia, minacciate dalla realizzazione dell’invaso del Lago Nasser.

Per aver partecipato a questa operazione, l’Egitto donò al Museo Egizio di Torino il tempietto di Ellesija, realizzato da Thutmosi III nel 1430 a.C.

Il resto è  storia dei giorni nostri per questo Museo, così vivo ed in continuo accrescimento e mutamento!

Entrata al Museo Egizio di Torino

La vera visita inizia da qui …

Vivere il Museo Egizio di Torino:

Un Viaggio nel Viaggio e nel Tempo

“Un museo che ripensa a se stesso, è un’istituzione culturale viva, dinamica e moderna, che mira a diffondere conoscenza.”
Christian Greco – Direttore del Museo Egizio-

Il viaggio nel viaggio che percorriamo al Museo Egizio di Torino, parte dalle parole del suo direttore, per attraversare i quasi 5000 anni di storia dell’Antico Egitto, testimoniati dai quasi 50.000 reperti archeologici racchiusi in quello che è uno dei Musei più visitati al mondo.

Distribuito su 4 piani, il percorso di visita al Museo Egizio inizia dal piano interrato (Piano ipogeo -1), dove è anche ubicata la biglietteria, il bookshop e gli altri servizi museali al servizio dei visitatori.

Dal piano ipogeo, il percorso museale risale e parte dal secondo piano, seguendo una logica espositiva cronologica e topografica, per discendere ed arrivare al piano piano terra.

Si tratta di circa 2, 5 chilometri di percorso lineare su 10.000 metri quadri di superficie, suddivisi  fra i 4 livelli espositivi,  nei quali sono collocati reperti e collezioni della civiltà egizia, che vanno dal periodo predinastico sino all’epoca copta.

A tutti i visitatori viene offerta l’emozione di vivere con una maggiore consapevolezza gli spazi museali, attraverso l’avvalimento delle più moderne tecnologie, come l’uso di video-guide, le ricostruzioni tridimensionali e l’utilizzo di totem multimediali interattivi, adatti anche ai visitatori più piccoli ed ai portatori di handicap.

Superata la biglietteria e l’ingresso, al Piano interrato, non mancate di ammirare le testimonianze fotografiche e pittoriche che rappresentano la storia e l’evoluzione del Museo nei secoli, oltre che le immagini più rappresentative delle varie campagne di scavo della Missione Archeologica Italiana (M.A.I.).

 

Visitare il Museo Egizio di Torino Donne della Missione Archeologica Italiana in Egitto

Donne della Missione Archeologica Italiana in Egitto

Resterete incuriositi del nutrito numero di donne che sono impegnate nel corso degli anni e dei secoli, nell’attività di archeologhe!

Un’altra curiosità sulla quale vale la pena di soffermarsi è quella del logo del Museo Egizio di Torino, tratto da un segno dall’antico simbolismo dei geroglifici che rappresenta l’acqua, il fiume Nilo! 

Stele nella tomba di Ifi e Neferu

Stele nella tomba di Ifi e Neferu

Cosa vedere al Secondo Piano del Museo Egizio

Al secondo piano la visita inizia dal primo importante reperto: la Mummia di Gebelein. risalente al periodo Predinastico.

Si tratta di una mummia ritrovata a Gebelein, nell’Alto Egitto, dalla Missione Archeologica Italiana del 1920 a cui partecipò il Prof. Giovanni Marro.

La mummia appartiene ad un uomo vissuto circa 5600 anni fa, il cui corpo avvolto in stuoie in posizione fetale, si è disidratato mummificandosi naturalmente per il natrum contenuto nella sabbia sotto cui era stato sepolto.

Il suo corpo è accompagnato da un semplice corredo funerario di oggetti da utilizzare nell’Aldilà.

la Mummia di Gebelein. risalente al periodo Predinastico.

la Mummia di Gebelein, risalente al periodo Predinastico.

Un reperto di grande importanza quindi, che permette di comprendere meglio l’evoluzione nel tempo della grande civiltà egizia, ma anche del concetto dell’Aldilà delle grandi religioni, nate nel cuore del Mediterraneo!

Sempre legata all’importanza dell’aldilà  è la Tela di Gebelein, un reperto unico nel suo genere, rappresentato da una pittura su lino risalente al 3600-3500 a.C.  

Mutuo qui una frase, colta fra le mille interviste rilasciate dal Direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, nella quale, parlando dell’imbalsamazione e mummificazione, dice:

Uno dei fenomeni che più ci affascinano dell’Antico Egitto è quello della preservazione del corpo. Preservare il defunto, si legge nel capitolo 151 del libro dei Morti, fare in modo che il corpo sia “intatto” di modo che la morte non costituisca un punto finale ma un punto di partenza. La morte infatti viene definita nuova nascita”

Il cuore di un concetto di grande importanza, che permette di proseguire nella visita dell’esposizione museale torinese con una chiave di lettura importante, che meglio fa comprendere la ricerca della bellezza nella cultura egizia!

Una cultura che ha sempre saputo affascinare e continua a farlo!

Continuando nella visita del Secondo Piano vale la pena soffermarsi sui dettagli esposti nella Galleria della Cultura Materiale, un’infinità di reperti che fino al riammodernamento del Museo erano custoditi nei Magazzini del Museo Egizio.

Vetrine e scaffali che contengono un’ampia rassegna di manufatti, circa 10.000, che meglio fanno comprendere momenti di quotidianità e di vita, al tempo degli antichi Egizi!

Per meglio farvi vivere le emozioni che ho vissuto, vi lascio alle immagini del video che  ho avuto modo di girare e alle foto scattate: parlano più di mille parole, non credete anche voi?

 

Galleria della Cultura Materiale Museo Egizio di Torino Piemonte

Galleria della Cultura Materiale al Museo Egizio di Torino

Galleria della Cultura Materiale al Museo Egizio di Torino

Galleria della Cultura Materiale al Museo Egizio di Torino

 

E sono davvero moltissime le testimonianze spettacolari da vedere su questo piano del Museo!

Dai mille modellini delle imbarcazioni che al tempo navigavano sul Fiume Nilo, alla Statua della principessa Redit lavorata minuziosamente.

Sempre al secondo piano si trova la Tomba degli Ignoti, con le sue mummie ed il corredo funerario, la spettacolare Tomba di Ifi e Neferu, risalente al 2118-1980 a.C., con le stupende pitture sulle sue pareti, senza dimenticare la Tomba di Ini da Gebelein, appartenente ad un nobile porta-sigilli del Re del Medio Regno, con i suoi modellini minuziosi e preziosi  in legno a corredo della Tomba, e la Statua di Uahka, risalente al 1850.

Cosa vedere al Museo Egizio di Torino La tomba degli Ignoti

La tomba degli Ignoti

 

Cose da vedere al Museo Egizio La Tomba di Ini

La Tomba di Ini

Le pitture nella Tomba di Ifi e Neferu

Le pitture nella Tomba di Ifi e Neferu

particolari del sarcofago della Tomba di Ini

particolari del sarcofago della Tomba di Ini

La splendida Statua calcarea di Uahka al Museo Egizio di Torino

La splendida Statua calcarea di Uahka


Cose da vedere al Primo Piano del Museo Egizio

Al primo piano si possono ammirare i reperti ritrovati da Schiaparelli nel villaggio di  Deir el-Medina, l’odierna Luxor, oltre a molte altre testimonianze risalenti al periodo Tolemaico, Romano e Tardoantico, oltre alle favolosa collezioni presenti nella Galleria dei  Sarcofagi e nella Papiroteca!

La Storia di Kha e Merit e la loro presenza al Museo Egizio di Torino

Fra tutti i reperti presenti, il gioiello incontrastato di questo Piano è la sezione dedicata ai ritrovamenti effettuati nel 1906 dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli nella necropoli di Deir el Medina: la tomba integra e inviolata di Kha e della moglie Merit.

Il ritrovamento comprendeva non solo le mummie all’interno dei preziosi sarcofagi riccamente decorati, ma anche l’intero corredo funerario, i monili, il corredo tessile, un cubito ricoperto di foglia d’oro recante un’iscrizione del faraone Amenhotep II (rimasto al Museo de Il Cairo), gli oggetti usati per la cura personale, la parrucca di Merit, i vasi canopi e lo splendido papiro del “Libro dei Morti”, ritrovato ripiegato all’interno del sarcofago intermedio di Kha.

Quella fra Kha e Merit è una storia di un nobile e dell’amore di una coppia quasi – regale, che ci giunge dall’Egitto del 1400 a.C., attraverso gli oggetti e la ricostruzione della loro vita!

Kha era “Soprintendente Capo dei lavori della Grande Sede” e “Scriba Regale” al servizio dei faraoni  Tutmosi IV, Amenhotep II e III. Oggi potremmo dire che Kha era il Direttore ed Architetto dei lavori della grande necropoli della Valle dei Re.

Un grande personaggio del tempo insomma, che aveva costruito e fatto progettare la propria tomba ed il sarcofago mentre era in vita.

Ma quel sarcofago e la tomba invece, accolsero per primi la moglie Merit.

I tre preziosi sarcofagi lignei in cui era racchiusa la mummia  di Kha e quello doppio di Merit, sono lì, al Museo Egizio, per farsi ammirare e per raccontare ad ogni visitatore la vita di questi due personaggi!

Maschera di Merit Cosa vedere al Museo Egizio

Maschera di Merit

Museo Egizio di Torino - Sarcofago di Kha

Sarcofago di Kha

Museo Egizio di Torino - Sarcofago di Merit

Sarcofago di Merit

Museo Egizio di Torino - Tunica di Kha

Tunica di Kha

 

FOCUS sul Libro dei Morti – Cosa rappresentava per gli antichi Egizi e quali potete ammirare al Museo Egizio.

Il Libro dei Morti” è una Raccolta di Testi Magici, inni e incantesimi Funerari dedicati alle divinità di Ra e ad Osiride, attraverso i quali si voleva aiutare il defunto nel viaggio attraverso l’Aldilà.

Le formule riportate sui papiri, venivano prima pronunciate durante il rito funerario dai sacerdoti che officiavano il rito, per poi venire arrotolati e riposti nelle tombe.
Qusto testo secondo gli antichi egizi, doveva essere utilizzato dal defunto come mappa per orientarsi nell’Aldilà, prima di raggiungere il Tribunale di Osiride e sottoporsi al Giudizio Finale.

Fra i molti papiri che si possono ammirare al Museo Egizio di Torino, oltre a quello proveniente dalla Tomba di Kha, lungo più di 14 metri e finemente illustrato, occorre ricordare “Il Libro dei morti di Iuefankh”, un papiro di 19 metri, che faceva parte della collezione Drovetti.

 

Libro dei Morti di Kha

Libro dei Morti di Kha

Fra gli altri papiri che non dovete perdere di vedere al Museo Egizio di Torino, c’è il cosiddetto “Canone Reale”, noto anche come il “Papiro di Torino”, sul quale sono annotati in ordine cronologico, i nomi dei sovrani egizi che si sono succeduti al comando del magnifico Regno dell’Egitto e la durata del loro Rregno.

Per coloro che hanno voglia di approfondire la conoscenza ed i dettagli degli altri Papiri posseduti dal Museo Egizio, c’è la possibilità di accedere on-line registrandosi QUI, e consultare il database e le collezioni della “Papiroteca” del TPOP.

 

La Galleria dei sarcofagi.

Una delle Sezioni più emozionanti dell’esposizione museale dedicata alla civiltà egizia, la si ritrova senza dubbio nella Galleria dei Sarcofagi, risalenti all’epoca compresa fra il Terzo Periodo Intermedio e la cosiddetta epoca tarda  (1100 – 600 a. C.).

Questi sarcofagi provengono quasi totalmente dalla Collezione Drovetti e dagli scavi effettuati da Schiapparelli.

Vi consiglio di soffermarvi davanti al prezioso sarcofago giallo finemente decorato, della cantatrice di Amon, Tabakenkhonsu, e il triplo sarcofago ligneo dello scriba Butehamon.

Proseguendo nella visita, vi accorgerete il popolo egizio mummificava anche gli animali e che spesso e dopo la morte venivano imbalsamati,  messi nei sarcofagi e sepolti nella necropoli a loro dedicata, quando non venivano addirittura sepolti nelle tombe, insieme ai loro padroni.

Molte poi sono le statue e le steli che rappresentano le divinità  sotto forma di animale, o metà uomini e metà animali, che potrete ritrovare anche in questo Museo.

Ma anche mille altri dettagli come lo splendido Pyramidion di Ramose.

Sarcofagi e Mummia di Tamit

Sarcofagi e Mummia di Tamit

Particolari di un corredo funerario

Particolari di un corredo funerario

Particolare delle decorazioni su un sarcofago

Sarcofago di Buthehamon Museo Egizio di Torino

Sarcofago di Buthehamon

 

La Cappella di Maia  e Tamit

Un altro splendido gioiello del Museo Egizio dedicato all’artista Maia e alla moglie, Tamit. Le pitture della cappella sono state asportate nel corso della campagna di scavi da Ernesto Schiaparelli a Deir el-Medina, ed esposte in Museo, insieme alla stele della collezione Drovetti.

Basta ammirarla con un pizzico di attenzione per accorgersi della bellezza ed i colori di questi dipinti antichi ed innamorarsene!

tomba di Maia al Museo Egizio di Torino

Tomba di Maia al Museo Egizio di Torino

Statua di Pendua e Nefertari visita al Museo Egizio

Statua di Pendua e Nefertari

 

L’Ostrakon della ballerina

Un piccolo reperto che merita di essere ammirato per la grazia e l’eleganza che esprime. Si tratta di una ballerina disegnata su di un ostraka, una scheggia di calcare utilizzata come block notes del tempo, colta in uno scenografico momento di danza.

Sicuramente colpiscono anche i colori ben conservati ed i dettagli della rappresentazione!

Ostrakon della Ballerina

Ostrakon della Ballerina

Scalinate al Museo

Scalinate al Museo: alternativa agli ascensori


Cosa vedere al Piano Terra del Museo Egizio: La Galleria dei Re e il Tempio di Ellesija

E’ l’ultimo degli ambienti da visitare in questa esposizione museale che sa raccontarci nel modo più bello la civiltà egizia!

Al Piano terra, i reperti esposti sembrano dialogare con i visitatori, grazie alla loro maestosa serenità, che si mescola con l’affascinante allestimento di Dante Ferretti, di cui già vi ho scritto nelle premesse di questo articolo!

Lasciano senza fiato le statue delle sfingi, delle divinità e dei faraoni!

Ramesse II, Sethi II, Thutmosi III, Amenofi II, Tutankhamon, Horemheb, ma anche Amon, Hathor e Sekhmet, sembrano parlarci ancora dei loro tempi, di storie, miti, leggende e misteri, che da sempre fanno grande questa civiltà!

Personalmente ho sempre amato le antiche civiltà del mondo, ma non vi nascondo di avere un debole per quella egiziana e per tutto l’Egitto!

Nei miei svariati viaggi in questo Paese meraviglioso, ho avuto modo di girarlo da Nord a Sud e di innamorarmene perdutamente ogni volta di più!

L’ultima volta che ci sono andata però, ho avuto modo di approfondire ancora di più la parte di Aswan e di Abu Simbel, località dove ci sono arrivata via terra e vi ho pernottato, anziché fare una visita mordi e fuggi!

Questo mi ha permesso di comprendere maggiormente l’importanza dei salvataggi dei templi di Abu Simbel e della terra nubiana, effettuati dalla missione internazionale presieduta dall’UNESCO.

 

Immagini e Fotogallery dello Statuario

Statuario del Museo Egizio di Torino

Il Tempio di Ellesija

Nell’operazione di salvataggio dei siti e dei templi posti fra Abu Simbel e la Nubia, partecipò anche l’Italia. In segno di ringraziamento l’Egitto donò al nostro Paese il  Tempio di Ellesija.

Oggi è stato ricollocato ed esposto al piano terra del Museo Egizio di Torino.

Si tratta di un Tempio rupestre della Nubia fatto edificare da Thutmosi III e successivamente abbellito dai Faraoni Akhenaten e  Ramses II,  sino ad arrivare agli stessi cristiani ed oltre, ai quali si devono le presenze di croci e delle stelle a cinque punte.

Tempio di Ellesija

Tempio di Ellesija

 

Il Bookshop del Museo Egizio

Il mio consiglio, terminata la visita, è quella di soffermarvi presso lo Shop del Museo (Qui il collegamento), se non lo avete fatto prima, o magari per acquistare un buon libro dedicato all‘esposizione museale!

In tempo di lockdown, il MuseumShop, gestito in concessione da Artefatto, è rimasto aperto e a disposizione per gli acquisti online, consegnando a domicilio la merce acquistata!

 

Statua Stelofora di Amenemipet Museo Egizio

Statua Stelofora di Amenemipet


Come prenotare una visita al Museo Egizio

di Torino in sicurezza!

Dopo 3 mesi di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il Museo Egizio di Torino, ha riaperto i battenti ai visitatori dal 2 Giugno ultimo scorso.

Quelli che di seguito vi riporto sono le cautele e le tariffe che lo stesso Museo indica per tutto il Mese di Giugno 2020.

Successivamente, aggiornerò queste informazioni con i dati  che la stessa struttura museale indicherà.

Giorni di effettuazione delle visite – venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00. E’ obbligatoria la prenotazione on line e non saranno possibili gli acquisti in cassa.

Torino dal Museo

Torino da una finestra del Museo

Costi ed informazioni per l’acquisto dei biglietti
di ingresso  – “Speciale Mese di Giugno
e Luglio 2020”.

Si tratta di un’offerta temporanea ridotta, con tariffe d’ingresso scontate per tutti.
 
Il prezzo d’ingresso scontato è di 9 euro (anziché 15 euro); 

Il ridotto studenti (15-18 anni e universitari) passa da 4 a 2 euro

1 euro è la tariffa di accesso per i ragazzi dai 6 ai 14 anni;

 Family Ticket, è la tariffa dedicata ai nuclei composti da due adulti e due minorenni, al costo di 18 euro.

I biglietti sono acquistabili solamente online a questo link

Le norme di comportamento e di sicurezza in tempo di emergenza sanitaria, rimangono quelle stabilite per legge, ma il Museo Egizio ha anche provveduto a stilare un documento che vi invito a leggere attentamente, e scaricare da qui: Regolamento-giugno-2020_ITA

Se vi dovessero servire altre informazioni o volete contattare il Museo Egizio per permessi speciali o altro, di seguito vi lascio gli ulteriori Contatti.

Per maggiori Informazioni potete chiamare dal lunedì al sabato,  dalle ore 9:00 alle ore 17:00

Recapito Telefonico: +39 011 440 6903

E Mail del Museo Egizio: info@museitorino.it

Christian Greco, giovane e preparatissimo Direttore del Museo Egizio di Torino - Foto Credits by Museo Egizio

Christian Greco, giovane e preparatissimo Direttore del Museo Egizio di Torino  – Foto Credits by Museo Egizio

 


Come oramai sapete da tempo, amo da sempre i Musei, l’Archeologia  e la Storia, che sento e vivo come entità vive, capaci di trasmettere profonde vibrazioni all’anima e allo spirito!

Non potevo che #ricominciaredallItalia e dal meraviglioso Museo Egizio di Torino, il capitolo di questo mio viaggio nel viaggio condiviso dal Blog nel nostro Bel Paese e nel suo immenso Patrimonio Culturale!

La riapertura fra le Regioni, ci porterà nuovamente a viaggiare e a frequentare luoghi splendidi e forse, anche ad incontrarci!

Di una cosa sono certa: tornerò ancora  ad incontrare la civiltà egizia a Torino!

Venite anche voi? Lasciatevi Ispirare …

Vi aspetto al prossimo Spunto di Viaggio! Mimì

Pyramidion di Ramose

Pyramidion di Ramose


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2 comments

Cosa vedere a Torino: la città che non ti aspetti in un weekend 4 Giugno 2020 - 19:30

[…] Museo Egizio di Torino rappresenta il più importante Museo di antichità egizie al mondo dopo quello del Cairo e […]

Reply
La Reggia di Venaria Reale a Torino: lo spirito moderno in un luogo storico! 4 Giugno 2020 - 19:38

[…] Se poi volete approfondire la conoscenza dei Musei di Torino, non perdetevi assolutamente la mia piccola Guida alla visita al Museo Egizio di Torino! […]

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