Il Museo di Santa Giulia a Brescia, denominato anche “Museo della Città”, è uno dei luoghi da non perdere nel corso di una visita nell’antica Brixia, l’odierna “Leonessa d’Italia”! Che non si tratti del solito Museo, lo si comprende non solo dalla vastità dell’area interessata dall’esposizione museale, circa 14.000 metri quadrati, ma anche dal fatto che il complesso monumentale/museo, dal 2011, è stato dichiarato dall’UNESCO quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nell’ambito del sito trans-nazionale “I Longobardi in Italia – I luoghi del potere (568-774 d. C.)”. Un’antica Brixia che si svela anche attraverso i ritrovamenti archeologici effettuati al suo interno e che ci hanno rivelato tutta l’immensa grandezza delle Domus romane dell’Ortaglia, il Viridarum, la Basilica di San Salvatore, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario e il Coro delle Monache. Un percorso espositivo, quello nel Museo di Santa Giulia a Brescia, che ha mille aspetti storici, architettonici, artistici da svelarvi e farvi vedere!
Se questo Museo viene anche chiamato “lo scrigno della memoria Bresciana”, ci sarà pure un motivo! Proprio per questo, reduce da una lunga visita a questa spettacolare struttura museale, vi porto con me per farvi conoscere cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia. Una Guida completa delle informazioni e i consigli utili per sapere come arrivare, gli orari di visita, i prezzi del biglietto e molto altro! Una visita da non mancare assolutamente, soprattutto in occasione di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura 2023
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Guida completa al Museo di Santa Giulia a Brescia – Santa Maria in Solario affrescata e la Croce di Desiderio
Museo di Santa Giulia a Brescia: cosa vedere.
Guida completa alla visita
Un duplice viaggio nella Storia, nell’arte e nelle radici della città, la visita al Museo di Santa Giulia a Brescia. Qui, oltre a poter ammirare fra circa 12.000 reperti archeologici ed opere esposte, sono certa che resterete letteralmente senza fiato dall’antico complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia, ma anche dalle Storie e dalle leggende che vi gravitano intorno.
Il percorso museale inizia dagli spazi dedicati alla biglietteria, che ospitano anche un piccolo caffè e un fornito book shop.
Per tenere fede alle aspettative dei visitatori, tutto il percorso del Museo di Santa Giulia è stato orientato secondo due direttrici principali:
- il primo porta alla scoperta delle sezioni del Museo della Città, dalla Protostoria in avanti su tre piani organizzati secondo un criterio cronologico;
- il secondo consente di conoscere la storia del complesso conventuale di origine longobarda e dei tesori che lo contraddistinguono.
Prima di iniziare la visita vi porto a scoprire qualche traccia della Storia del complesso monastico di Santa Giulia, visto che questi stessi ambienti, si mescolano ed intrecciano in un dialogo continuo con i reperti e le opere d’arte che vi sono custodite.
Guida completa alla visita del
Museo di Santa Giulia a Brescia:
Quattro passi nella storia del complesso monastico
Secondo la tradizione storica, il monastero benedettino femminile di San Salvatore – Santa Giulia, fu fortemente voluto e fatto realizzare nel 753 d.C. da re Desiderio, re dei Longobardi, e dalla moglie Ansa.
Al suo interno furono accolte figlie di personaggi di alto rango della scala gerarchica longobarda, che portavano in dote al monastero cospicue somme in denaro ed opere artistiche.
Fra queste, pare che una fra le prime madri Badesse del Monastero fu proprio la figlia di re Desiderio, Anselperga.
Fra storie e mito poi, Alessandro Manzoni ambienta all’interno di questo Monastero il suo Adelchi, riprendendo le storie e leggende che vogliono Gesperga, figlia di re Desiderio e moglie ripudiata da Carlo Magno, morire all’interno del complesso conventuale. Gesperga credo che la ricorderete meglio con il suo nome più noto, Ermengarda.
Un luogo così importante tanto per i Longobardi che per i successori, i Carolingi.
Con il tempo la struttura del Monastero venne impreziosita da ulteriori strutture ed edifici sacri, sino all’epoca giacobina, allorquando fu trasformato in caserma. Un lento decadimento durato sino al 1882, quando venne utilizzato come Museo dell’età Cristiana
Risalgono al 1958 i primi lavori di scavo archeologico nella chiesa di San Salvatore, che riportarono alla luce la prima chiesa ma anche una sottostante domus romana. Prende invece corpo nel 1966 la creazione del Museo della Città di Brescia, con l’acquisto da parte del Comune di Brescia della proprietà.
E’ da qui che parte l’imponente fase di recupero, restauro e valorizzazione dell’area, che porterà alla creazione del Museo di Santa Giulia.
La prima sezione dell’esposizione del Museo di Santa Giulia è interamente dedicato al Museo della Città, mentre la seconda alla Storia del complesso monastico, con reperti provenienti dalla Cripta di San Salvatore e dagli scavi archeologici qui eseguiti.

Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia: Pavimenti mosaicati nelle Domus romane dell’Ortaglia
Che cosa vedere nel Museo
di Santa Giulia a Brescia
La Chiesa e l’Oratorio di Santa Maria in Solario
E’ uno dei gioielli del Museo di Santa Giulia, dove è anche possibile ammirare quello che è stato definito “Il Tesoro del Museo”.
L’antico edificio sacro, a pianta quadrata e di forme romaniche, fu realizzato a metà del XII secolo, nel periodo del Basso Medioevo. Percorrendo la strada di Via Musei per arrivare sino al Museo bresciano, avrete già avuto modo di scorgere la facciata austera di questa chiesa medievale.
Nella pratica quotidiana, Santa Maria in Solario svolgeva la funzione di oratorio del monastero, articolato su due livelli distinti.
- La parte inferiore, a pianta quadrata con quattro volte a crociera rette da pilastro centrale, rappresentava il sacello, il luogo dove erano custoditi i preziosi oggetti devozionali e liturgici del grande Monastero di Santa Giulia;
- La parte superiore invece, rappresentava l’aula nella quale si svolgevano le funzioni liturgiche.
Più prosaicamente, noi, visitatori di questi luoghi, riusciamo a rimanere stupiti dalla bellezza espressa dai capolavori architettonici e artistici che scaturiscono da questi due ambienti!
La prima cosa che attrarrà la vostra attenzione al piano inferiore dell’Oratorio di Santa Maria in Solaro, sarà sicuramente la semplice struttura della cappella, il cui pilastro centrale reca un’antica iscrizione dedicata al Dio Sole.
Al suo interno sono custoditi soli tre reperti, ma che hanno un valore inestimabile e che da sempre rappresentano il Tesoro dell’esposizione museale di Santa Giulia.

Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia – Fregio marmoreo nella Cripta dell’Oratorio di Santa Maria in Solario
Una lastra di marmo, risalente al II o III secolo d.C., riccamente decorata con motivi di animali e floreali, accompagna l’attenzione su due teche di cristallo climatizzate, all’interno delle quali sono collocate la lipsanoteca in avorio e la crocetta reliquiario di Sant’Elena, realizzata nel X secolo d.C. in oro, perle e pietre colorate.
La lipsanoteca è un preziosissimo cofanetto di forma rettangolare in avorio, realizzato da maestranze del nord Italia nel IV secolo. Al suo interno un tempo venivano custodite delle preziose reliquie, le cui origine sono avvolte dalle leggende. Una di queste vuole addirittura che nella lipsanoteca fosse custodita una pietra proveniente dal Santo Sepolcro.
Sul cofanetto sono finemente riprodotte, in bassorilievo, scene ispirate al Vecchio e del Nuovo Testamento.
Attraverso una scala interna si accede al piano superiore dell’Oratorio di Santa Maria in Solario e sicuramente, la vista sui suoi affreschi e del cielo stellato raffigurato sulla volta, vi lascerà senza fiato! Con me lo ha fatto abbondantemente!
Quel cielo stellato blu cobalto affrescato sulla cupola emisferica che converge al centro nella figura del Dio benedicente, vero fil rouge nell’arte medievale!
Un cielo stellato che ha accompagnato gli uomini da sempre e che ritroviamo nei temi sacri o profani dell’arte egizia sulle superficie dei templi di Dendera in Egitto, nella cupola del Mausoleo di Galla Placida a Ravenna, negli affreschi di Giotto della Cappella degli Scrovegni a Padova o nella Basilica di San Francesco ad Assisi, ed ancora, per arrivare ai giorni nostri, nei dipinti di Vincent Van Gogh conservati al Museum of Modern Art di New York.
Nell‘Oratorio di Santa Maria in Solario il cielo stellato accompagna lo stile e la bellezza degli affreschi sulle pareti, realizzati dal pittore bresciano Floriano Ferramola tra il 1513 e il 1534, e sembra voler allo stesso tempo racchiudere e proteggere la preziosa Croce di Desiderio, posta in una teca di cristallo al centro della Cappella.
La Croce di Desiderio, realizzata intorno al IX secolo d.C., è insieme un’opera d’arte liturgica di alta orificeria e la tangibile testimonianza del potere temporale della Chiesa e dell’impero Longobardo. La sua squisita fattura in legno e oro, è arricchita da 212 fra gemme, cammei e paste vitree, aggiunti anche successivamente alla sua creazione.
Al tempo, la Croce di Desiderio veniva prelevata dalla Madre Badessa il Venerdì Santo, per essere portata nel Coro delle Monache e da qui, sull’altare della Chiesa di S. Salvatore.
Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia
La Brescia dei Comuni e delle Signorie
Il percorso espositivo procede verso il corridoio legato all’epoca dei Comuni e delle Signorie. Gli elementi architettonici ed artistici in questa sezione del Museo di Santa Giulia, hanno pertanto l’impronta dello stile romanico e gotico, proprio di quel periodo storico.
Fra i tanti reperti che qui sono custoditi, se ne possono ammirare alcuni provenienti dal Palazzo del Broletto, dalle mura della città e dal Palazzo della Mercanzia, oltre, ovviamente che dai vari monasteri e chiese diffuse sul territorio.
Deliziosi capitelli con elementi figurativi naturalistici, statue, lastre di marmo, affreschi, lunette di portali di chiese e monasteri e mensoloni di marmo, vi accompagneranno nella visita di questa parte del Museo di Santa Giulia.
Nel passare da una sezione all’altra del Museo, non dimenticate di posare il vostro sguardo sulla parte esterna dell’antico monastero, perché gli spazi dei chiostri interni e le aree verdi, meritano anch’essi di essere vissuti!
Ma ora vi porto nel cuore del nostro percorso di visita al Museo di Santa Giulia, in un luogo iconico del periodo longobardo: la Basilica di San Salvatore e la sua cripta.
Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia
La Basilica di San Salvatore e la Cripta
La Basilica di San Salvatore rappresenta il nucleo primitivo intorno al quale re Desiderio, nel 753 d.C., fondò il monastero dedicandolo a San Salvatore. Solo più tardi la denominazione mutò in monastero di Santa Giulia, allorquando lo stesso re Longobardo vi fece collocare le spoglie della martire.
La Chiesa di San Salvatore che oggi possiamo ammirare, è anche il frutto dei molti rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli che hanno arricchito, con elementi artistici ed architettonici appartenenti a epoche successive, l’impianto basilicale longobardo, senza snaturare il fascino dello stile iniziale!

Guida completa alla visita del Museo di Santa Giulia a Brescia – Affreschi nelle cappelle della Basilica di San Salvatore
La splendida Basilica-mausoleo si presenta con un impianto basilicale a tre navate, suddivise da due file di colonne di diversa provenienza (principalmente da diversi edifici romani preesistenti), con dei capitelli che meritano di essere osservati attentamente! Due di questi infatti, risalenti al VI secolo d.C. di provenienza bizantino-ravennate, hanno un’elaborata struttura detta “a paniere”, tanto da sembrare cesellati, più che scolpiti!
Di notevole bellezza sono i frammenti dei lavori in stucco risalanti all’epoca carolingia (sec. IX), alcuni letteralmente intarsiati con inserti di vetro che si trovano nella chiesa e nella sottostante cripta, oltre alle stupende e rare terrecotte-cornice di elevatissima fattura, decorate a stampo con grappoli d’uva e foglie di vite.
L’intera Basilica di San Salvatore era affrescata con temi tratti dalla vita di Gesù e delle martiri cristiane le cui reliquie erano deposte nella cripta. Di notevole pregio sono gli affreschi attribuiti a Paolo da Caylina il Giovane e quelli del Romanino posti alla base del campanile, che riproducono vita di Sant’Obizio .
Da due piccole navate laterali della basilica si accede alla sottostante cripta, realizzata nel 762-763 e successivamente ampliata nel sec. XII. Il suo interno ha in parte pianta semi circolare sorretta da pilastrini, mentre la parte più recente è suddivisa in nove piccole navate, da colonne in marmo. Anche qui gli stucchi e gli affreschi non mancano di stupire i visitatori!
Fra tanti reperti e manufatti in marmo, non si può che rimanere stupiti dalla preziosità e dall’eleganza nello stile che si ritrovano nelle due cosiddette lastre con pavone.
Questa raffinate sculture a bassorilievo, riuniscono in un unicum motivi stilistici ispirati all’arte bizantina con i temi propri della cultura figurativa medievale.
Immersi in una fitta trama ornamentale, i pavoni, simbolo della resurrezione e dell’immortalità dell’anima, si muovono fra foglie di vite – simbolo della Passione di Cristo – e grappoli d’uva. Un piccolo grande capolavoro che vi consiglio di soffermarvi a guardare con attenzione!
Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia
Il Coro delle Monache
Impossibile stilare una classifica relativa alle cose e agli ambienti più belli da vedere all’interno del Museo di Santa Giulia a Brescia! Se però volete sapere come la penso, quello che ci apprestiamo a visitare dopo aver visto la Basilica di San Salvatore, è sicuramente uno dei luoghi più belli e affascinanti all’interno di questa spettacolare esposizione museale!
Siamo nel “Coro delle Monache”, quell’ambiente da cui le monache di clausura potevano assistere, senza essere viste, alle funzioni religiose che si tenevano all’interno dell’attigua Basilica di San Salvatore.
Questo splendido edificio sacro, realizzato tra il XV e il XVI secolo su due livelli, si trova giusto a metà strada fra la Chiesa di Santa Giulia e quella dedicata a San Salvatore.
Il piano inferiore rappresentava il sagrato che permetteva di accedere alla Basilica, mentre il piano superiore, il vero e proprio coro delle Monache, era collegato con San Salvatore attraverso tre finestre con le grate. Un setto divisorio poi, separava il Coro delle Monache dalla Chiesa di Santa Giulia.
Ai giorni nostri la Chiesa di Santa Giulia è divenuta una splendida Sala per Convegni, mentre tutta l’area del Coro delle Monache, dopo un importante fase di restauro, dal 2002 ha riaperto i battenti alle visite del pubblico, divenendo parte integrante del Museo di Santa Giulia.
In molti hanno definito il Coro delle Monache la “Cappella Sistina” di Brescia!
Se entrando qui ricaverete questa impressione, fatemelo sapere! A mio parere, l’accostamento calza a pennello, considerando come l’insieme degli affreschi dipinti sulle pareti e sul soffitto catturano lo sguardo e rapiscono l’anima!
Per osservarlo al meglio, iniziate con il porvi nel centro dell’aula sacra, facendo un giro su voi stessi a 360°!
Tutte le pareti sono splendidamente ricoperte dai vividi colori degli affreschi realizzati da Floriano Ferramola (quello degli affreschi di Santa Maria in Solario, per intenderci), e da Paolo da Caylina il Giovane.
Ogni scena è successiva all’altra, ed è ispirata al tema della Salvezza, vista attraverso episodi tratti dai Vangeli che propongono momenti della vita di Cristo.
Di grande impatto emotivo ed artistico, è l’affresco sulla parete orientale del Coro, dedicato da Floriano Ferramola alla Crocifissione.
Alzando la testa verso l’alto, colpisce l’alta volta a botte decorata a cassettoni, che si raccorda con tre monumentali archi per ciascun lato sorretti da pilatri.
Sempre all’interno del Coro delle Monache, ma addossato al setto di separazione con la Chiesa di Santa Giulia, si può ammirare lo splendido Mausoleo di Martinengo.
Questo capolavoro rinascimentale bresciano, commissionato dalla nobile famiglia bergamasca dei Martinengo all’artista ed orafo Bernardino dalle Croci, venne realizzato tra il 1503 e il 1518, utilizzando marmi pregiati di varie nuance, diversi tipi di pietre e bronzo. Il risultato è ancora oggi sotto gli stessi nostri occhi!
Sempre all’interno del Coro delle Monache si trovano il monumento funerario rinascimentale dedicato a Nicolò Orsino e il sarcofago quattrocentesco in pietra di Botticino, proveniente dalla Chiesa di Sant’Eufemia.
Che cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia
Arte longobarda e carolingia
Una riflessione – Questi oggetti di arte sacra, così preziosi e ben realizzati, non possono che far rivedere il preconcetto sulla Storia del popolo Longobardo, spesso affiancato da alcuni all’idea di un periodo buio.
Le testimonianze a livello artistico e architettonico che potete vedere all’interno del Museo di Santa Giulia a Brescia, sono un alto esempio della funzione di “ponte fra le culture”, che proprio da questo popolo e dal suo modo d’interpretare l’arte, è giunto a noi.
Proseguendo nella visita della sezione dedicata al Museo della Città, avrete modo di ammirare le testimonianze dell’epoca longobarda e carolingia (si tratta del periodo compreso tra il VI e l’ XI secolo).
Si tratta prevalentemente di reperti provenienti da corredi funerari come le crocette auree, le fibbie, i pettini in osso decorati, il Tremisse longobardo – una moneta in oro emessa da Desiderio – il cosiddetto Gallo di Ramperto in rame argentato e dorato, capitelli in pietra, cornici e drappi in tessuto, di fattura mediorientale e bizantina.
Cosa vedere nel Museo di Santa Giulia a Brescia
Reperti dell’epoca Veneta
Proseguendo nell’excursus sulle testimonianze storiche legate al “Museo della Città”, l’età veneta si presenta alla ai visitatori del Museo di Santa Giulia, con splendide manifestazioni artistiche scultoree e pezzi d’arredo provenienti dalle collezioni dalle dimore dei nobili del tempo.
La città di Brescia infatti si ritrovò sotto la dominazione della Repubblica di Venezia dal 1426 al 1797. Risalgono a questo lungo periodo anche alcune collezioni private qui esposte.
Degne di nota sono il tondo in pietra di Botticino, raffigurante la Fede, i grandi mascheroni grotteschi in pietra e i bassorilievi dell’epoca, provenienti dalle antiche mura urbiche e molto altro ancora.
Guida completa alla visita del
Museo di Santa Giulia a Brescia:
L’epoca romana e le Domus delle Ortaglie
Non è un caso che ho lasciato per ultimo di scrivervi dell’antica Brixia romana al Museo di Santa Giulia!
Questa parte del Museo, rappresenta le radici stratificate del complesso monastico longobardo di Santa Giulia-San Salvatore e nello stesso tempo, la traccia più forte della presenza romana, che trova il proseguimento nel cardo che prosegue verso il Colle del Cidneo, nell’adiacente Parco Archeologico di Brescia, nel Capitolium e nella Vittoria Alata, massima rappresentazione scultorea dell’arte e simbolo stesso della città di Brescia!
Nel percorso museale sin qui fatto, vi sarete accorti quante volte ho parlato degli scavi e dei ritrovamenti archeologici effettuati negli ambienti del Monastero. Tutta quest’area infatti, venne edificata sopra un antico quartiere residenziale di epoca romana, dove nel tempo trovarono collocazione le semplici case prima dei Goti e poi dei Longobardi.
All’interno del complesso architettonico di Santa Giulia, nel corso delle diverse campagne di scavo, furono scoperte alcune abitazioni residenziali di età romana, risalenti al periodo compreso fra il I – II secolo d.C. .
Queste antiche Domus, appartenenti a famiglie romane agiate, sono state denominate “dell’Ortaglia” perché scoperte in quello che era stato l’orto delle monache di Santa Giulia. Vien da pensare che l’inconsapevole attività delle monache di clausura, ha preservato e protetto nel tempo fino ai giorni nostri, l’inestimabile tesoro archeologico che oggi possiamo ammirare!
Il percorso di visita alle Domus dell’Ortaglia, realizzato con delle passerelle sopraelevate rispetto alla sottostante area archeologica, permette a noi visitatori di immergerci in quella che poteva essere la vita di un tempo, tra le vie e gli ambienti privati della Brixia romana.
Le due Domus dell’Ortaglia ad oggi risistemate ed accessibili alla visita, sono state chiamate dagli archeologi Domus di Dioniso – dalla figura mitologica rappresentata nel bel pavimento a mosaico presente nella sala del banchetto, e Domus delle Fontane – per la presenza di fontane che oltre ad arredare, permettevano di gestire all’interno della grande casa l’acqua corrente, un vero lusso per l’epoca!
Possiamo così osservare decorazioni musive molto raffinate e variegate, che vanno dai più antichi pavimenti bicromi, con tessere solo bianche o nere, decorazioni geometriche, sino ad arrivare ai pavimenti policromi con schemi decorativi articolati (fitomorfi, antropomorfi e con “greche”).
La preziosità di questo sito archeologico è accresciuta dalla presenza di parecchie pareti, molte delle quali affrescate. Gli antichi non appendevano quadri alle pareti ma le decoravano dipingendo direttamente sull’intonaco.
Ogni sala aveva il proprio progetto decorativo in accordo con la funzione della stessa, con il gusto del proprietario e con l’epoca.
Entrambe le dimore erano organizzate attorno all’atrio porticato, che ospitava la vasca per la raccolta dell’acqua piovana (l‘impluvium) ed erano dotate di riscaldamento a pavimento nella stanza adiacente alla cucina, molto spesso adibita a camera da letto. Veri ingegneri del tempo i romani!
La Domus delle Fontane aveva anche un salotto che affacciava sul giardino, dove si poteva uscire a passeggiare, cogliere un frutto o un rametto di timo per cucinare.
Questo spazio verde è stato “ricostruito” come spazio verde accessibile al visitatore, offrendo la ricostruzione di un hortus e di un Viridarium, giardini che arricchivano le case romane.
La sezione dedicata alla Brescia romana continua poi nei corridoi dedicati, dove sono esposte altre pavimentazioni musive ritrovate nell’area di scavo.
Guida completa al Museo di Santa Giulia
a Brescia: Quanto tempo occorre per visitarlo
Per visitare il Museo di Santa Giulia, ci vuole minimo 1 ora e mezza, ma questi tempi si dilatano se volete soffermarvi sui particolari, scattare delle foto, o se siete innamorati del genere!
A titolo di esempio, ma come spesso ripeto io non faccio molto testo, io ho dedicato quasi 4 ore alla visita di questo percorso espositivo. Tenete conto che oltre all’esposizione permanente, all’interno della struttura del museo di Santa Giulia vengono organizzate delle splendide mostre temporanee, che meritano di essere visitate!
Dal 13 Novembre 2021 al 13 febbraio 2022, ad esempio, potrete vedere la mostra “La Cina (non) è vicina. Badiucao”. L’esposizione, suddivisa in cinque sezioni tematiche, è dedicata alle opere dell’artista cinese dissidente, Badiucao.
Al termine della visita del Museo di Santa Giulia, vi consiglio di dedicare almeno un’oretta alla visita del Capitolium, il Parco Archeologico dell’antica Brixia.
Se avete ancora tempo a vostra disposizione, dedicate un’oretta almeno alla visita della Pinacoteca Tosio Martinengo, risistemata e riaperta al pubblico non da molto.
Nelle 21 Sale al suo interno, sono esposte opere di artisti del calibro di Raffaello, Lotto, Pelagi, Hayez, Thorvaldsen, Canella e Canova, oltre a dipinti e statue di artisti della scuola bresciana come Vincenzo Foppa, Romanino, Moretto e Savoldo.
Guida completa al Museo di Santa Giulia
a Brescia: Gli orari di
ingresso e i costi delle visita
Il Biglietto di ingresso per la visita al Museo di Santa Giulia può essere acquistato on line o direttamente presso la struttura museale. Per essere certi di poter accedere alla visita nelle fasce orarie che più vi interessano, vi consiglio di acquistare il biglietto on line.
Nel sito viene proposto l’acquisto del biglietto singolo, oppure a quello combinato con la visita al Parco Archeologico della Brescia Romana, che vi darà la possibilità di ammirare nella rinnovata Sala del Capitolium, allestita e curata dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg, la celebre statua della restaurata Vittoria Alata. Un modo di rendere ancora più interessante e completa la visita nel centro storico di Brescia!
Costi del Biglietto UNESCO: ingresso al Parco Archeologico di Brescia romana e Museo di Santa Giulia.
Il biglietto UNESCO e il Museum Pass hanno durata di 3 giorni
Vi segnalo dal 12 luglio al 29 ottobre 2023, questo biglietto consente l’ingresso alla mostra “Il Pugile e la Vittoria”, allestita presso il vicino Capitolium.
Costi del Biglietto di ingresso al solo Museo di Santa Giulia
- Biglietto Intero – € 10,00
- Biglietto Ridotto dedicato ai gruppi e alle convenzioni – € 7,50
- Biglietto Ridotto per i giovani dai 14 ai 18anni, agli over 65 e agli universitari – € 5,50
- Biglietto Ridotto per le scuole, per i bambini dai 6 ai 13 anni e agli universitari (min. 10) – € 3,00
Costi del Biglietto di ingresso al solo Parco Archeologico di Brescia romana, Brixia
- Biglietto Intero – € 8,00
- Biglietto Ridotto dedicato ai gruppi e alle convenzioni – € 6,00
- Biglietto Ridotto per i giovani dai 14 ai 18anni, agli over 65 e agli universitari – € 4,50
- Biglietto Ridotto per le scuole, per i bambini dai 6 ai 13 anni e agli universitari (min. 10) – € 3,00
Costi del Biglietto di ingresso integrato
- Museo di Santa Giulia e Parco Archeologico – Intero 15,00 €
Museo di Santa Giulia e Parco Archeologico – Ridotto 12,00 €
Museo di Santa Giulia + Parco Archeologico – Ragazzi da 6 a 13 anni 4,50
Orari di apertura:
Il Museo di Santa Giulia resta aperto dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso previsto alle ore 17,15. Giornata di chiusura prevista il lunedì
Il Parco Archeologico di Brescia romana – Brixia, resta aperto dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso previsto alle 17:00 ore. Giornata di chiusura prevista il lunedì
Indirizzi e contatti
- Parco Archeologico: Via Musei 55, Brescia
- Museo di Santa Giulia: Via Musei 81/b, Brescia
- Contatti per informazioni sui musei e prenotazioni:
- Recapiti telefonici – 030 2977833 – 834
- E-Mail – santagiulia@bresciamusei.com
Orari di apertura della Pinacoteca Tosio Martinengo
La Pinacoteca Tosio-Martinengo resta aperta dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00, con ultimo ingresso previsto alle ore 17,00. Giornata di chiusura prevista, il lunedì.
Costi del biglietto per la visita alla Pinacoteca Tosio Martinengo
- Biglietto Intero – € 8,00
- Biglietto Ridotto per gruppi e convenzioni – € 6,00
- Biglietto Ridotto per ragazzi dai 14-18, 65, universitari – € 4,50
- Biglietto Ridotto dedicato alle scuole, per ragazzi dai 6 ai 13 anni e per gruppi di mimo 10 universitari – € 3,00.
Brescia Card Museums and Mobility:
Le opportunità per muoversi e visitare la Città
Per completezza di informazioni non posso non citarvi le opportunità offerte ai turisti e viaggiatori dalla Brescia Museums Card e Mobility. Acquistando questa Card presso i punti vendita abilitati, potrete:
- utilizzare i servizi di trasporto urbano di Brescia, compresa la metro
- utilizzare i servizi BiciMia e AutoMia
- visitare i principali musei della città
- beneficiare di sconti e agevolazioni presso alcune attività convenzionate
La Card in questione è ovviamente consigliata a chi vuole scoprire la città di Brescia in una giornata o in un weekend. Come al solito, fate due conti rispetto a ciò che avete in mente di visitare, per valutare la convenienza dell’acquisto. E’ disponibile nella versione 24 o 48 ore.
- Museums Card e Mobility 24h – Ha un costo di 20 € e dà accesso al Museo di Santa Giulia ( ad esclusione degli eventi espositivi a pagamento), al Brixia. Parco Archeologico di Brescia romana, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, al Museo delle Mille Miglia e al Museo Diocesano.
- Museums Card e Mobility 48h – Ha un costo di 23€ e dà accesso alle strutture sopra descritte e in più al Museo delle Armi “Luigi Marzoli”.
Per gli ulteriori dettagli date uno sguardo sul sito di Brescia Mobilità
Dove si trova il Museo di Museo di Santa Giulia a Brescia
Una visita che sono certa vi saprà sorprendere, quella al Museo di Santa Giulia a Brescia!
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5 comments
Non sono mai stata a Brescia ma questo museo mi sembra proprio pazzesco! Tutta questa arte, questo tripudio di bellezza, mi fanno subito venir voglia di partire verso questa destinazione! Grazie della guida così completa e ricca di spunti!
Ciao Eliana! Brescia è ancora poco conosciuta come città d’arte italiana, ma merita! Mi auguro che nel 2023, quando sarà capitale della cultura italiana insieme a Bergamo, sarà finalmente lanciata per come merita!
E questo Museo ne è la riprova! Non perdertelo! Ti stupirà
Che meraviglia ! Attraverso le tue parole mi hai accompagnato passo dopo passo alla scoperta di questo museo, che non conoscevo, dove l’arte e la bellezza la fanno da padrona !
Ciao Maria! E’ davvero un Museo fantastico!
Ti consiglio di visitarlo appena puoi, ti saprà stupire!
E’ bellissimo! Se vai a Brescia non perdertelo!