Quello che riesce sempre a sorprendermi nella città di Torino (e nei torinesi), è la grande capacità di ripensare e riqualificare in modo innovativo il proprio territorio, rigenerando e recuperando il patrimonio urbano. Una città dalla grande progettualità, che non è più soltanto l’antica capitale sabauda o la “città grigia” industriale e post-industriale. Questi sono anche alcuni dei motivi per cui, dal 2014, l’UNESCO ha insignito Torino del titolo di Città Creativa per il Design, riconoscendo la sua capacità di reinventarsi attraverso l’architettura, l’arte, l’artigianato e la rigenerazione urbana. Fra le molte iniziative messe in atto per valorizzarne la vocazione creativa, ma anche per fare conoscere agli appassionati e ai turisti questa Torino poco conosciuta, c’è la creazione di sei itinerari tematici dedicati al design. Una chiave di lettura magnifica per una città in eterno cambiamento, in cui le ex aree produttive stanno rinascendo ad una seconda vita. Un progetto che reca il nome evocativo di “Torino. Dire Fare Vedere Design”, nato dalla sinergia fra pubblico e privato, che ha coinvolto la Città di Torino, Torino Urban Lab, il Circolo del Design, Federagit Confesercenti, G.I.A. Torino e Turismo Torino e Provincia.

Torino, Città Creativa UNESCO per il Design: Passeggiando per Piazza Vittorio Emanuele con Vista sulla Mole Antonelliana
Con questo articolo vi condivido la mia esperienza diretta, le informazioni e i dettagli di cosa è possibile vedere percorrendo gli itinerari dedicati alla Torino Città Creativa UNESCO del Design. Un’avventura urbana che, ripercorrendo la storia industriale della città, ne narra le trasformazioni e proietta lo sguardo su visioni future. Non solo semplici passeggiate, ma sei itinerari nella storia e nell’arte contemporanea, per scoprire una metropoli che ha saputo rialzarsi dalle ceneri post-industriali, divenendo un laboratorio creativo internazionale. Coinvolgendo coloro che ci abitano.

La Galleria Subalpina fa parte dell’Itinerario “Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro”, dedicato a Torino, Città Creativa UNESCO per il Design
Dal passato industriale al futuro creativo:
Sei percorsi tra architettura sabauda e rinascita urbana.
Il design che racconta la nuova Torino.
Ci sono sempre mille motivi per visitare Torino. Una città che da sempre riesce a sorprendere e coinvolgere i suoi visitatori, svelando le infinite sfumature della sua identità fra passato e presente, fra storia, modernità e design. Una città dalle mille anime che ha saputo mantenere l’eleganza sabauda che le è propria, trasformandosi ed innovandosi.

Torino Città Creativa per il Design – Galleria Francesco Tamagno e l’ingresso al Teatro Regio di Torino
Una città per viaggiatori curiosi, che hanno “fame di conoscenza e di scoperte”, che vogliono vedere e toccare con mano anche “l’altra Torino”. La Torino creativa delle aree in trasformazione, nelle quali la storia ed i suoi mutamenti si toccano con mano, sentendosi parte di un’esperienza unica! Non è poi la Storia un percorso di mutamento continuo?

La splendida facciata delle OGR Torino, simbolo della città che si rigenera e non demolisce, tra storia ferroviaria e design contemporaneo
Chi mi conosce sa bene quanto grande sia la curiosità e voglia di scoprire i posti “andando oltre” i soliti luoghi! A stuzzicare la mia curiosità ci ha pensato Silvia Lanza, invitandomi al Press Tour “Alla scoperta di Torino Città Creativa UNESCO per il Design“. Tre giorni dedicati alla scoperta e conoscenza di un aspetto inedito ed affascinante di Torino, quello del “turismo culturale urbano” degli ex quartieri industriali in trasformazione, legati al design e alla rigenerazione urbana.
Si tratta di un’esperienza a cui ciascuno di voi può partecipare in prima persona, aderendo ad uno dei tour del design organizzati da Turismo Torino e Provincia oppure, prendendo spunto da essi, visitandoli in autonomia.
Quali sono gli itinerari dedicati a
Torino Città del Design.
Prima di addentrarmi in quella che è stata l’esperienza legata alle visite della Torino del Design e agli highlight di ciascun itinerario, mi sembra giusto fornirvi qualche informazione pratica al riguardo.

Itinerari nella Torino del Design: le linee sinuose del Teatro Regio, parte del Tour “Nel cuore di Torino”
Ciascuno di questi tour racchiude i motivi per cui l’UNESCO ha riconosciuto a questa storica città la capacità di valorizzare la propria identità, creando un ponte fra il suo storico profilo industriale e le nuove tendenze nel campo artistico, culturale, tecnologico, formativo e turistico. Un patrimonio storico complessivo valorizzato con sostenibilità ambientale e sociale, unito dal fil-Rouge della rigenerazione urbana.

Luoghi da non perdere nella Torino Città Creativa UNESCO per il Design: Gli interni riqualificati delle OGR – Officine Grandi Riparazioni
- Perché questi sei itinerari tematici?
- Raccontare Torino con un linguaggio universale: il design;
- Intrecciare architettura, arte, artigianato, innovazione e rigenerazione urbana;
- Incentivare la scoperta di quartieri “in trasformazione” e luoghi simbolici;
- Offrire una fruizione turistica attiva, dinamica e multidisciplinare;
- Coinvolgere istituzioni, associazioni e operatori turistici per una proposta integrata;
- Esperienza diffusa: i tour toccano luoghi altrimenti poco battuti dal turismo di massa.

Torino Città Creativa UNESCO Design, itinerari e luoghi da vedere. Ingresso del Cortile delle OGR – Officine Grandi Riparazioni e installazioni artistiche contemporanee
Questi tour sono nati per mettere in luce la creatività diffusa di Torino, dalla Barriera di Milano fino al suo cuore storico, passando per ex aree industriali. Luoghi trasformati in parchi, atelier, musei e incubatori di nuove imprese.
- Barriera di Milano Circolare;
- Un Inferno Trasformato In Paradiso. Archeologia Industriale a Parco Dora;
- Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro;
- Design e memoria: il racconto del Lingotto;
- Regio Parco: design, cultura e futuro in un quartiere che rinasce;
- Quadrilatero Romano: atelier, cortili e design contemporaneo.
Informazioni utili per partecipare a uno
(o più) itinerari dedicati a
Torino Città Creativa del Design.
La durata di ciascuno degli itinerari proposti è di circa 2 ore. Il luogo di incontro, gli orari e le date di effettuazione per ciascuno di essi, li potrete consultare sul sito di Turismo Torino e Provincia.
- Tutti e sei gli itinerari saranno fruibili durante la Settimana del Design e nel mese di novembre.

La Torino romana della Porta Palatina nel Quadrilatero, una passeggiata che unisce storia antica a design contemporaneo
Costi di ciascun itinerario “Torino Città Creativa del Design”.
- Adulti 7 euro;
- Ridotto (over 65 ragazzi dai 12 ai 17 anni, possessori di Torino+Piemonte Card, Royal Pass o di un Abbonamento Musei) – 5 euro;
- Gratuità per i bambini fino a 11 anni.
Per coloro che avessero bisogno di ulteriori informazioni, è possibile contattare telefonicamente gli Uffici di Torino e Provincia dal lunedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00. La domenica dalle 10.00 alle 13.00.
- Recapito telefonico: Tel +39 011535181;
- E-Mail: info.torino@turismotorino.org
Il valore aggiunto a ciascuno di questi sei itinerari, è dato dalla presenza di una guida turistica accreditata. Un modo per immergersi nel mondo di una nuova Torino, da apprezzare a 360 gradi.
Gli Itinerari di Torino Città Creativa UNESCO del Design.
1. Barriera di Milano Circolare a Torino:
Un percorso tra storia, industria e design.
Per comprendere appieno il fascino di ciascuno di questi sei itinerari occorre fare un passo indietro, riscoprendo la storia delle zone che si attraversano. Lo faccio da qui, dal primo itinerario, perchè tutti hanno un comune denominatore: quello della rigenerazione attraverso il design.
Il quartiere Barriera di Milano nasce ufficialmente nel 1853 con la realizzazione della prima cinta daziaria, un muro costellato di varchi – le “barriere” – che separavano il centro cittadino dalle campagne circostanti, garantendo il controllo doganale sulle merci in ingresso. Il varco principale sulla Strada Reale d’Italia (oggi Corso Vercelli) era la Barriera di Milano, da cui il quartiere ha preso il nome.
Nel 1912, con l’ampliamento della cinta (c.d. Cinta Rossi), la barriera fu spostata più a nord, fino a Piazza Rebaudengo, e i caselli originali furono riconvertiti a uffici pubblici o bagni pubblici, poi demoliti negli anni ’50.
- Da borgo agricolo a quartiere operaio
Prima delle barriere, l’area era dominata da cascine, botteghe e modesti borghi rurali. Dopo il 1853, iniziarono a crescere il numero di abitazioni legate alla presenza di operai e familiari. Abitanti, artigiani e piccoli commercianti edificarono case semplici, tessendo legami sociali che avrebbero costituito la spina dorsale della cultura operaia torinese.
- I grandi stabilimenti: tessili, meccanici e alimentari.
La seconda metà dell’Ottocento vide Barriera di Milano divenire uno dei primi poli industriali di Torino. Fu l’energia idraulica, fornita dai canali e dalle bialere – non soggette al dazio – a favorire l’insediamento di industrie tessili (Filatura Tollegno, Fratelli Piacenza Cotonificio Hofmann,) metalmeccaniche come le Fonderie Subalpine, elettriche (INCET) e di pneumatici (CEAT). Senza dimenticare che qui, tra il 1905 e il 1923 la Fiat aprì gli stabilimenti della Fiat Brevetti, la Fiat Fonderie Ghisa e la Fiat Grandi Motori.
Non a caso, in questo periodo, parlare della barriera di Milano equivaleva fare riferimento a ‘L bourg del fum’.
- L’impatto sociale: immigrazione e movimento operaio
Dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’70, Barriera di Milano fu meta di migrazioni interne (dal Sud Italia) e, più tardi, di popolazioni straniere. La convivenza in quartieri ad alta densità favorì la nascita di circoli culturali, cooperative e leghe sindacali, che trasformarono l’area in roccaforte del movimento operaio torinese.
Con la ristrutturazione produttiva e la crisi dell’industria pesante tra gli anni ’70 e ’80, molti stabilimenti chiusero o si trasferirono altrove. E’ il momento della deindustrializzazione e del degrado della periferia.
- Torino fra congiunture epocali e spirito di rigenerazione: Comprendere i mutamenti contemporanei attraverso la Storia. Le indicazioni storiche comuni a tutti e sei itinerari del Design a Torino
La vera svolta in controtendenza si può identificare nell’ultimo decennio del XX secolo, quando, per una congiuntura straordinaria, si inizia a progettare e lavorare sulle 4 sezioni della cosiddetta “Spina centrale” – l’interramento della linea ferroviaria – e viene approvato Piano Regolatore Generale nel 1995. È all’interno di questo strumento che vengono inseriti i cosiddetti ZUT – le Zone Urbane in Trasformazione – che prevedono interventi su 154 aree industriali dismesse.
Ma ancora un evento straordinario “bacia Torino”: le Olimpiadi Invernali del 2006. L’aggiudicazione nel 1999 della candidatura, funge da volano per velocizzare e proiettare in avanti la realizzazione di molti progetti. Non solo a Barriera Milano.
Barriera di Milano Circolare a Torino:
Gli highlight di un Itinerario.
Barriera di Milano è il quartiere simbolo dello spirito operaio di Torino.
I Doks Dora
All’interno dell’itinerario di Barriera di Milano Circolare, i Doks Dora emergono come una testimonianza d’avanguardia dell’ingegneria italiana dei primi anni del Novecento. Sono anche il punto di partenza del nostro itinerario in questo quartiere.

Itinerari nella città Creativa UNESCO per il Design a Torino: Barriera di Milano Circolare – Gli ex magazzini Doks Dora
Costruiti tra il 1912 e il 1914 su progetto di Ernesto Fantini con la tecnica Hennebique del calcestruzzo armato, questi padiglioni erano collegati direttamente alla ferrovia Torino–Milano tramite raccordi interni, consentendo di scaricare derrate alimentari e vini in franchigia doganale. Ammirando il sistema modulare delle campate, ci si rende conto dello splendido contrasto tra la solidità delle travi in calcestruzzo e la leggerezza delle ampie superfici trasparenti.
Attivi fino agli anni ’60 come “freeport” cittadino, i Doks hanno poi vissuto una lunga fase di dismissione. Al presente invece, essi incarnano la rinascita di uno spazio industriale in un simbolo di rigenerazione urbana, un palcoscenico in cui si incontrano arte, innovazione e vita sociale. Oggi la loro funzione spazia dalle gallerie d’arte contemporanea alle sale di prova musicale, passando per spazi coworking e birrerie.
Oltre al valore simbolico e all’offerta di eventi, i Doks Dora rappresentano un laboratorio di cittadinanza attiva. Progetti di rigenerazione partecipata, residenze artistiche e collaborazioni con istituti scolastici, creano percorsi di apprendimento informale, rafforzando il senso di appartenenza al quartiere.
Dopo il lungo processo di riqualificazione, è interessante camminare in questi spazi scoprendo come si sia trasformato in un polo creativo. Sui vecchi muri di recinzione fanno bella mostra di sé delle installazioni in PVC ricoperte da lavori artistici. Una locomotiva trasformata in bar, ci rammenta il passato ferroviario dell’area, mentre sotto le arcate, altri caffè, ristorantini e pub, offrono una pausa quasi inaspettata.
Ma non solo. Perché ospitano studi di architettura e design, spazi artistici, negozi di abbigliamento, serigrafie, spazi di coworking e sale di registrazione.

Itinerari nella città Creativa UNESCO per il Design a Torino: Barriera di Milano Circolare – Attività negli ex magazzini Doks Dora
- Arca Studios
Quasi per caso, abbiamo modo di visitare Arca Studios, uno spazio curatissimo e polifunzionale, utilizzato come set per produzioni fotografiche, video e audio, oltre che ambienti per teatro di posa. Vi lavorano diversi professionisti del campo della comunicazione.
Auto selleria “Consell”
Sempre in Via Valprato, a circa 550 metri dai Docks Dora, ecco una realtà di piccola imprenditoria creativa che scalda il cuore: vi parlo della auto selleria “Consell”, di Massimo Torassa.
Lui si definisce eco-designer, ma in realtà è anche un “personaggio” dalla creatività esplosiva. È subentrato al suocero in quella che è un’attività in atto da tre generazioni e l’ha letteralmente rinnovata e trasformata, mantenendo saldo (e salvo) l’obiettivo finale. Tanto da ottenere, nel 1999, il riconoscimento di Eccellenza Artigiana alla sua bottega.
La sua grande intuizione è stata la creazione del marchio “Rebelt”, nel marzo 2012, borse realizzate interamente con tessuti riciclati provenienti da auto in disuso. Queste borse, assemblate in una composizione di colori accattivanti, sembrano ispirate ai quadri di Piet Mondrian, un artista molto caro al Torassa.
Non stento a crederci, visto che all’esterno del negozio ha coperto le imbrattature con piccoli murales, che richiamano i dipinti dell’artista olandese.
All’esterno della bottega, una Citroen 2CV furgonata, sembra darci un solare saluto da questo angolo di una Torino che va “oltre” .
Torino Città Creativa UNESCO del Design:
La Riqualificazione dell’ex INCIT e
gli spazi polifunzionali di oggi.
- Come arrivare a piedi dagli Ex Magazzini Docks Dora a Piazza Teresa Noce (EDIT Torino).
Ci vogliono solo 8 minuti per percorrere a piedi i 600 metri che intercorrono fra gli Ex Magazzini Docks Dora e Piazza Teresa Noce. Su questa Piazza si trova l’ingresso ad un altro importante tassello dell’Itinerario “Barriera di Milano Circolare”.

La Piazzetta interna nata dalla riqualificazione dell’ ex stabilimento industriale INCET, spazi polifunzionali da vivere, che fanno parte dell’Itinerario “Barriera di Milano Circolare”
Si tratta di un centro polifunzionale, nato dalla riqualificazione e rigenerazione dell’ex stabilimento industriale INCET, acronimo di Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino. La INCET era una delle principali fabbriche ubicate nella Barriera di Milano e si occupava di produrre cavi elettrici. Fondata nel 1888 dai fratelli Tedeschi, venne assorbita dalla Pirelli, che nel 1968 trasferì il sito produttivo a Livorno Ferraris.
Ingrandendo la mappa del percorso che sopra vi ho postato, potete rendervi conto direttamente come l’intera area abbia conservato “i tratti storici” della precedente architettura industriale. I lavori, iniziati a partire dal 2009, hanno riqualificato l’area dei vecchi capannoni.
L’intera area ha una estensione di circa 4.000 mq e si articola su tre maniche parallele. La parte centrale è stata trasformata in una sorta di piazza interna pubblica, coperta da una struttura a vetri e cemento. È in questi spazi che si trovano diverse aziende che si interessano di riciclo delle plastiche, start up innovative, spazi di coworking e il Polo di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
A fare da collante a tutto ciò, è la piazza alberata/dehors centrale (Edit Garden), parte integrante il del social hub, EDIT Torino, (Eat, Drink, Innovate Together), dove si può bere, mangiare, fare un aperitivo o bere una birra, la loro, ascoltando musica o lavorando negli spazi pensati al coworking.
Due delle imprese più interessanti presenti nell’area ex-INCIT sono sicuramente la IZMADE Torino e la Plastiz, due realtà complementari che plasmano modelli di economia circolare, trasformando materiali di scarto in prodotti di design, e offrendo nel contempo ai cittadini uno spazio di formazione, condivisione e partecipazione attiva.
Sembra difficile da comprendere all’inizio, ma non è così nella pratica.
IZMADE Torino
IZMADE Torino nasce dall’incontro tra design professionale e artigianato contemporaneo. Mission principale di questa azienda è il sostegno al lavoro fatto a mano, utilizzando materiali di recupero e sottoprodotti industriali.
Lo spazio di lavoro, chiamato Izlab Maker Space, è aperto a designer, artigiani, hobbisti e chiunque voglia sperimentare il “fai da te” in un ambiente dotato di officina, falegnameria e carpenteria.
Le attività di formazione e partecipazione
Uno dei punti di forza di IZMADE è l’offerta di workshop e corsi rivolti a diverse fasce d’età. I percorsi spaziano da lezioni di tornitura e affilatura utensili fino a laboratori di xilografia. L’obiettivo è far acquisire competenze manuali e diffondere una cultura dell’autoproduzione, potenziando il senso di appartenenza al territorio e incentivando pratiche riparative, anziché consumistiche.
Plastiz: la startup che ricicla la plastica
Plastiz si è sviluppata come spin-off di IZMADE e condivide con essa la vocazione per l’economia circolare. L’azienda, fondata da un gruppo di giovani torinesi, recupera scarti di plastica provenienti da imballaggi, elettrodomestici dismessi e lavorazioni industriali, ottenendo pannelli al 100% riciclati e riciclabili.
Attraverso un processo totalmente alimentato da energia rinnovabile, Plastiz trasforma i rifiuti plastici in materiali semilavorati di alta qualità, promuovendo una nuova percezione della plastica. Non un rifiuto, ma una risorsa da rigenerare all’infinito. Questi prodotti riducono l’impatto ambientale dei materiali finiti, offrendo soluzioni estetiche e tecniche ideali.
- Punti di contatto tra IZMADE e Plastiz
Le due imprese condividono spazi, visione e progetti. Questa sinergia consente di mostrare al pubblico il ciclo completo delle lavorazioni, ma anche consolidare Torino come polo europeo di eco-design e circular economy, attrarre talenti e investimenti e moltiplicare l’impatto sociale.
L’intersezione principale fra le due società riguarda:
- L’uso di materiali Plastiz negli arredi progettati da IZMADE
- Eventi congiunti e open day nell’ex Incet
- Impatto comunitario nell’area Barriera di Milano, attivando un circuito virtuoso che porta alla creazione di opportunità lavorative per giovani e rifugiati.
Gli Itinerari di Torino Città Creativa UNESCO del Design.
2. Un Inferno Trasformato in Paradiso:
Archeologia Industriale a Parco Dora.
Parco Dora: l’anima verde di Torino tra memoria industriale e architettura rigenerata.
Gli Highlight di un Itinerario.
Torino non dimentica. Torino reinventa. Parco Dora è il simbolo della trasformazione urbana: un polmone verde nato dalla dismissione degli stabilimenti industriali e delle ferrovie, oggi fulcro della Spina 3 e manifesto di rigenerazione sostenibile.
Dove un tempo il ferro dominava il paesaggio e il fiume Dora Riparia scorreva tra ciminiere e stabilimenti, oggi si estende uno dei più audaci esempi di riqualificazione urbana in Europa. Un luogo che fonde natura, design e memoria, trasformando l’eredità industriale in bellezza architettonica e funzionalità sociale.
Dove si trova il Parco Dora a Torino.
🏭 Dalla fabbrica al parco: la storia di una metamorfosi
Sin dalla fine dell’Ottocento, l’area era un polo produttivo strategico grazie alla vicinanza alla Dora Riparia e alla ferrovia. Qui sorgevano le Ferriere Fiat, la Michelin, la Savigliano e la Paracchi.
Negli anni ’90, con il declino dei cicli produttivi, gli impianti vennero progressivamente dismessi. Nel 2004, la Città di Torino bandì un concorso internazionale affidando a Jean-Pierre Buffi e Andreas Kipar il coordinamento del Masterplan della “Spina Centrale”. L’obiettivo: trasformare un’arteria industriale in un ecosistema urbano sostenibile.

Torino Città Creativa UNESCO per il Design: area ex Vitali trasformata in zona fruibile per sportivi ed eventi
Itinerario nel Parco Dora: cinque lotti, un’unica visione.
Il Parco Dora si estende su oltre 456.000 m², suddivisi in cinque lotti — Vitali, Michelin, Ingest, Mortara e Valdocco — ciascuno con una propria identità, ma uniti dal dialogo tra natura e industria.
Lotto Vitali: la gigantesca tettoia dello strippaggio, cuore delle ex acciaierie Fiat, è stata preservata come scenografia urbana. I suoi spazi polifunzionali, oggi, sono attrezzati con campetti da gioco e una rampa per skate. Accanto, come colonne di un moderno tempio, si stagliano i pilastri dell’ex acciaieria colorati in rosso e illuminati da installazioni notturne. Questi ospitano eventi culturali e musicali, tra cui il celebre Kappa FuturFestival.

Itinerari nella città Creativa UNESCO per il Design a Torino:Un Inferno Trasformato in Paradiso. Il lotto Vitali
Lotto Michelin: conserva la torre di raffreddamento dell’ex stabilimento, oggi immersa in un giardino acquatico. Le vasche di decantazione sono diventate specchi d’acqua e habitat per la biodiversità, simbolo di architettura riciclata.
Lotto Ingest: la vegetazione ha riconquistato lo spazio. Sentieri ombreggiati e strutture metalliche si intrecciano in un paesaggio ibrido, ideale per chi cerca quiete e immersione nel verde.
Lotto Mortara: ospita la centrale termica delle ex acciaierie, rifunzionalizzata come spazio culturale. Qui l’energia nasce da idee, incontri e creatività.
Lotto Valdocco: con la sua collinetta belvedere e il nuovo viale alberato, è pensato per la socialità e la mobilità dolce, con piste ciclabili, aree fitness e spazi per il parkour.
⛪ La Chiesa del Santo Volto: spiritualità e design contemporaneo.
A pochi passi dal parco sorge la Chiesa del Santo Volto, progettata da Mario Botta e costruita tra il 2004 e il 2006. Prima chiesa torinese del XXI secolo, si distingue per le sette torri cilindriche in mattoni rossi, alte 35 metri, che filtrano la luce naturale creando un’atmosfera mistica.
All’interno, il volto della Sindone, ricreato con mattoncini in marmo rosa di Verona, domina la parete absidale con un effetto pixelato, che fonde arte sacra e design digitale. Accanto alla chiesa, la ciminiera dell’ex acciaieria è stata trasformata in un campanile post-moderno, avvolto da una spirale metallica che culmina in una croce. Le campane, alla base, accompagnano il visitatore verso il sagrato.
🧪 MAcA: il museo dell’ambiente e della sostenibilità
Nel cuore del Parco Dora si trova il Museo A come Ambiente (MAcA), il primo museo europeo interamente dedicato alle tematiche ambientali. Ospitato nell’Edificio 37, costruito dalla Michelin nel 1947, è stato ristrutturato per accogliere exhibit interattivi, laboratori e installazioni artistiche.
Il museo è anche centro culturale, con opere di Piero Gilardi, Corrado Bonomi e Ferdi Giardini, e una comunicazione visiva curata da Paolo Mottura. Sulla facciata, il grande simbolo di Ugo Nespolo accoglie i visitatori con un messaggio chiaro: l’ambiente è cultura, scoperta, responsabilità.
🌱 Un ecosistema urbano da vivere
Parco Dora non è solo un luogo da visitare, ma da vivere. La sostenibilità si esprime in ogni dettaglio: dalla gestione delle acque piovane alla scelta delle essenze arboree, dalla mobilità ciclabile alla valorizzazione della biodiversità.
Le “Isole nel Parco”, piccoli habitat lungo il fiume, ospitano specie vegetali e animali autoctone, contribuendo alla resilienza ecologica dell’area. A pochi passi, l’Environment Park ospita aziende e laboratori dedicati all’innovazione ambientale, ponte tra industria e ricerca.
Grazie al progetto Iron Valley, il parco è diventato un museo a cielo aperto, con pannelli informativi, QR code e percorsi tematici che guidano il visitatore alla scoperta della Torino industriale.
🏙️ Una città che guarda avanti.
Torino, Città Creativa UNESCO per il Design, ha fatto del Parco Dora uno dei suoi manifesti più eloquenti. Qui, l’architettura è funzione sociale, il paesaggio è narrazione e la sostenibilità è pratica quotidiana.
Dopo questa immersione nel verde post-industriale vi consiglio di proseguire la giornata alle OGR Torino. Perché? Perché le OGR sono l’altra faccia della stessa medaglia: un luogo che, come Parco Dora, nasce dalla rigenerazione urbana, ma che ha scelto di puntare tutto sulla cultura, l’innovazione e il gusto.
Le Officine Grandi Riparazioni (OGR) a Torino.
Le OGR e Parco Dora condividono una radice comune: entrambi sono ex spazi industriali che oggi raccontano una nuova Torino, dinamica, creativa e sostenibile. Visitare prima il parco e poi le OGR è come seguire un filo narrativo che unisce natura, memoria e futuro.
Un itinerario perfetto per chi cerca un’esperienza completa.
🚂 OGR Torino: Viaggio nell’innovazione tra storia ferroviaria e design contemporaneo.
A pochi passi dalla stazione di Porta Susa, si trova uno dei luoghi più sorprendenti della rigenerazione urbana italiana: le OGR – Officine Grandi Riparazioni. Un tempo centro nevralgico della manutenzione ferroviaria, oggi sono diventate un hub multidisciplinare dove arte, musica, tecnologia e cultura si incontrano. Un racconto che intreccia passato industriale e futuro creativo, in completa sintonia con il riconoscimento di Torino Città Creativa UNESCO per il Design.
🏗️ Breve storia delle OGR: da officina ferroviaria a polo culturale
Le OGR furono inaugurate nel 1895, in un’epoca in cui Torino era in piena espansione industriale. Qui si riparavano locomotive a vapore, automotrici e vagoni ferroviari per le Strade Ferrate dell’Alta Italia, poi per la Rete Mediterranea e infine per le Ferrovie dello Stato. E’ la Torino industriale che mostrava questa vocazione ancora prima della FIAT!
La struttura, imponente e solida, fu progettata per durare. Il padiglione centrale a forma di H misura oltre 20.000 m², con alti soffitti alti e decorazioni in mattoni che ancora oggi raccontano l’eleganza dell’architettura industriale ottocentesca.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le OGR subirono gravi danni a causa dei bombardamenti del 1942 e del 1944. Nonostante le ferite, continuarono a operare fino agli anni ’90, quando vennero definitivamente dismesse. Per anni, l’area rimase abbandonata, minacciata dalla demolizione. Ma nel 2013, la Fondazione CRT decise di investire nel recupero dell’edificio, dando inizio a una delle più ambiziose operazioni di riqualificazione urbana in Italia.
La rinascita delle OGR è iniziata nel 2014, con un importante investimento da parte della Fondazione CRT. L’obiettivo era chiaro: trasformare un luogo simbolo dell’industria in uno spazio aperto alla creatività, all’innovazione e alla cultura. I lavori hanno rispettato l’identità storica dell’edificio, integrando soluzioni tecnologiche all’avanguardia, criteri di sostenibilità ambientale e una forte attenzione all’accessibilità.
Il debutto ufficiale è avvenuto il 30 settembre 2017 con l’evento “Big Bang”. Da quel momento, le OGR sono diventate un punto di riferimento per eventi culturali, mostre, concerti, laboratori e progetti educativi.
🏙️ Torino Città Creativa UNESCO per il Design: il ruolo delle OGR
Nel 2014, Torino è stata riconosciuta Città Creativa UNESCO per il Design, un titolo che celebra la capacità della città di reinventarsi attraverso l’innovazione, la cultura e la sostenibilità. Le OGR incarnano perfettamente questo spirito: da officina ferroviaria a “fabbrica delle idee”, sono oggi uno dei luoghi più rappresentativi del design torinese.
Il progetto OGR è stato selezionato dall’ADI Design Index, per la qualità della sua brand identity e della segnaletica interna, progettata dallo studio FM Milano. Inoltre, ha ricevuto nel 2015 il Premio Urbanistica per la qualità degli spazi pubblici, confermando il valore architettonico e sociale della riqualificazione.
👀 Cosa vedere oggi alle OGR: un itinerario tra arte, innovazione e cultura.
Visitare le OGR significa esplorare un universo creativo articolato in tre aree principali: OGR Cult, OGR Tech e OGR Taste.
Appena arrivati, si viene accolti dalla facciata ottocentesca in mattoni rossi, restaurata con grande attenzione per conservare l’identità originaria delle ex Officine. Le grandi finestre ad arco e i dettagli in ferro battuto evocano la potenza dell’architettura industriale, oggi reinterpretata come simbolo di rinascita urbana.
La Corte Est
Questo ampio cortile ospita eventi, installazioni e momenti di socialità. Qui si trova anche una delle opere più iconiche delle OGR: Procession of Reparationists (2017) di William Kentridge. Si tratta di una vera e propria “processione” di 15 silhouette in acciaio, su 13 basi in cemento e ferro, che rappresentano figure ibride tra uomo e macchina. L’opera celebra la fatica operaia e la memoria del lavoro ferroviario, trasformando il cortile in un museo a cielo aperto.
“Track” di Arturo Herrera
Sulla parete d’ingresso della Manica Nord, oggi sede di OGR Cult, si trova Track, un murale site-specific realizzato con un blu vibrante. L’opera evoca binari, rami e percorsi intrecciati, simbolo di movimento, interconnessione e fluidità: valori fondanti delle nuove OGR.
OGR Cult- il tempio delle arti visive e performative
I Tre “Binari”
Nell’area ovest, i tre binari originali sono stati riconvertiti in spazi espositivi. Qui si svolgono mostre temporanee di arte contemporanea, fotografia e installazioni immersive. Ogni binario conserva le tracce del passato, con pavimenti e pareti che raccontano la storia delle riparazioni ferroviarie.
🎭 Sala Fucine
Un tempo officina per la lavorazione dei metalli, oggi è uno spazio monumentale per concerti, spettacoli e performance. Con oltre 4.000 mq e una capienza fino a 2.750 persone, la Sala Fucine è dotata di tecnologie audio-video all’avanguardia e mantiene il fascino delle sue origini industriali.
🧠 Il Duomo
Alto 19 metri, questo spazio era destinato alla manutenzione verticale delle caldaie dei treni. Oggi è il luogo della parola e del pensiero: ospita conferenze, workshop e simposi. Le pareti conservano murales e segni del passato, in un dialogo continuo tra memoria e contemporaneità.
💡 OGR Tech: innovazione e startup
OGR Tech è il polo dedicato all’innovazione, alla ricerca e alle startup. Qui si svolgono hackathon, workshop, conferenze e programmi di accelerazione per imprese emergenti. È uno spazio dove si progettano soluzioni per il futuro, in ambiti che spaziano dalla sostenibilità all’intelligenza artificiale, dalla mobilità urbana alla salute digitale.
Tra i progetti di punta, il programma “OGR Startup Booster” e le collaborazioni con il Politecnico di Torino e l’Energy Center, che rendono le OGR un nodo strategico dell’ecosistema dell’innovazione torinese.

Itinerari nella città Creativa UNESCO per il Design a Torino: la zona OGR Tech, le vecchie Officine dedicate oggi alle startup
🍽️ OGR Taste: gusto e convivialità
Dopo aver esplorato arte e tecnologia, è il momento di rilassarsi.
L’area dedicata alla ristorazione si chiama Snodo: uno spazio polifunzionale che accompagna i visitatori dalla colazione alla cena, passando per aperitivi, cocktail e degustazioni. Snodo non è solo un ristorante, ma un vero e proprio “transetto del gusto” che collega le aree OGR Cult e OGR Tech.
Le anime gastronomiche di Snodo ve le racconto più avanti, nello spazio dedicato a “Dove mangiare”. Qui vi cito solamente le sue “identità ristorative”:
- Mammà Isola di Capri: ristorante fine dining;
- Ristoro: bistrot casual per pranzi veloci e gustosi;
- Social Table: un tavolo lungo 25 metri pensato per la convivialità;
- Pausa Caffè: colazioni dolci e salate preparate dai pastry chef, caffetteria e drink per iniziare la giornata o concedersi una pausa;
- Cocktail Bar: un angolo dedicato alla mixology, dove l’estetica post-industriale incontra l’eccellenza dei cocktail d’autore e dei finger food.
- Dopo Lavoro: aperitivi open air e after dinner con musica, eventi e atmosfere rilassate.
🧭 Esperienza turistica: come visitare le OGR
Le OGR si trovano in Corso Castelfidardo 22, facilmente raggiungibili a piedi dalla stazione di Porta Susa. L’ingresso è gratuito per molte aree, mentre alcuni eventi e mostre richiedono prenotazione. Il sito ufficiale OGR Torino offre un calendario aggiornato con tutte le attività in programma.
Durante la visita, è possibile esplorare:
- Il percorso storico “Com’era, com’è”, che racconta la trasformazione dell’edificio;
- Il Transliteral Shop, con oggetti di design e pubblicazioni artistiche;
- Tour in realtà aumentata e visite in 3D per scoprire l’architettura industriale.
🌍 Le OGR e la sostenibilità: un modello urbano apripista. Perchè visitarle.
Le OGR non sono solo un centro culturale, ma anche un esempio di sostenibilità urbana. I lavori di riqualificazione hanno integrato impianti a basso consumo energetico, sistemi di recupero delle acque piovane e materiali riciclati. Inoltre, l’accessibilità è garantita in ogni spazio, con percorsi dedicati e servizi inclusivi. Per chi ama il design, la cultura e l’innovazione, rappresentano una tappa importante anche a comprendere “l’altra Torino”, una città che ha saputo reinventarsi, trasformando il ferro in pensiero, la fatica in bellezza, la memoria in visione.
Per ulteriori informazioni ecco a chi rivolgersi:
- Email – info@ogrtorino.it
- Recapito telefonico: Tel+ 39 011 024710
Come arrivare dalla Stazione Porta Susa di Torino alle OGR.
Gli Itinerari di Torino Città Creativa UNESCO del Design.
3. Nel cuore di Torino: riflessi di Storia,
sguardi sul Futuro
Un itinerario coinvolgente che incrocia epoche e stili, in cui il passato sabaudo dialoga con le sperimentazioni del design contemporaneo. Il percorso prende vita nel centro della città di Torino, attraversa gallerie ottocentesche, teatri settecenteschi e spazi culturali d’avanguardia,
Ogni tappa ci racconta un frammento di memoria e uno sguardo progettuale, unendo restauro e innovazione per far emergere l’anima di Torino Città Creativa UNESCO per il Design.
Gli Highlight dell’ Itinerario.
La Galleria Subalpina
La Galleria Subalpina, progettata da Pietro Carrera e inaugurata il 30 dicembre 1874, è un capolavoro neorinascimentale che collega Piazza Castello a Piazza Carlo Alberto. Il salone centrale, lungo 50 metri e alto 18, è scandito da un’ossatura di ferro e vetro, decorata da stucchi e bassorilievi in stile eclettico firmati Edoardo Rubino.
Oggi ospita negozi di design, caffè storici come Baratti & Milano e spazi espositivi, diventando vetrina per giovani creativi e showroom di prodotti d’autore.
Il recente restyling (2021–2024) ha restaurato marmi, illuminazione e dehors, restituendo a questo “passage” ottocentesco la luminosità originale e un appeal contemporaneo.
Libreria Internazionale Luxemburg.
Fondata nel 1872, la libreria Luxemburg è scrigno di sapere e motore di fermento culturale. Nel gennaio 2025, si è trasferita nella Galleria Subalpina con un nuovo allestimento che fonde tradizione e design contemporaneo.
Le ceramiche Mutina, firmate Bouroullec e Du Pasquier, rivestono scaffali e banconi, mentre la caffetteria di design, con il suo totem che è la civetta, invita a chiacchiere e incontri, magari sorseggiando un caffè nel dehors esterno Gli eventi letterari diventano performance multimediali, grazie a proiezioni e luci dinamiche che esaltano autori e racconti.
L’impegno di Gigi Raiola: visione e comunità.
Sentire la passione per i libri e per questa libreria nelle parole del suo “ri-fondatore”, Gigi Raiola è un’esperienza coinvolgente e che resta nel cuore. Da 27 anni alla guida della Luxemburg, Gigi Raiola ha messo il cuore nel restyling, lavorando fianco a fianco con architetti e designer per conservare l’anima storica dello spazio.
Raiola ha coordinato personalmente il trasloco tramite una “catena umana di libri” che ha coinvolto lettori, studenti e artisti, trasformando il cambiamento in un evento collettivo.
Il proprietario non si è limitato a curare pavimenti e scaffali. Ha voluto una libreria capace di dialogare con le nuove generazioni, introducendo aree “laboratorio” per workshop di scrittura e progetti di bookcrossing. La sua missione è rendere Luxemburg viva, inclusiva e sempre all’avanguardia, un luogo dove il libro diventa catalizzatore di esperienze multisensoriali. E come dagli torto per questa scelta?
Teatro Regio di Torino.
Inaugurato per la prima volta il 26 dicembre 1740, il Teatro Regio venne realizzato su progetto del primo architetto Regio Benedetto Alfieri. Sin da subito divenne simbolo dell’élite musicale di Torino. Distrutto da un incendio nel 1936, fu ricostruito tra il 1968 e il 1973 secondo le linee moderne progettate dal grande architetto e designer torinese Carlo Mollino e Marcello Zavelani Rossi. Le linee di progetto generali prevedevano di mantenere la facciata settecentesca con l’aggiunta ulteriore di un corpo di fabbrica indipendente, con sinuose pareti laterali specchiate.

La cancellata “Odissea Musicale” sulla Galleria Francesco Tamagno: Da qui si accede al foyer del Teatro Regio
Sempre nel 1973 venne anche creata la Fondazione omonima.
All’interno del Teatro, le architetture del foyer giocano sapientemente fra scale sospese e passerelle aeree, riflettono l’audacia progettuale di Mollino. La sala auditorium invece, è concepita con linee geometriche in grado di restituire un’acustica di eccellenza.
Confesso di essere passata molte volte davanti all’ingresso del Teatro Regio, ma solo dopo aver partecipato ad una coinvolgente visita guidata dei suoi interni, accompagnati da Sara Zago – direttrice Ufficio Stampa della Fondazione – ho davvero preso coscienza e conoscenza dell’immensa bellezza architettonica e artistica edificio.
Lo stupore nel visitare questa struttura non può che iniziare dal suo sistema di atri. Da una parte quello settecentesco, che richiama le residenze sabaude, in cui la trabeazione in pietra richiama la Galleria delle Segreterie. La cancellata “Odissea Musicale”, realizzata da Umberto Mastroianni, dà accesso alla Galleria Francesco Tamagno, da cui si accede al vero e proprio foyer del nuovo teatro.
Le architetture del Foyer
Il foyer del Regio è un teatro nel teatro. Le pareti curve in mattoni a vista si intrecciano con ampie vetrate, creando un susseguirsi di riflessi e trasparenze. Le scale monumentali, sospese su sottili travi metalliche, collegano livelli differenti come ponti tra passato e futuro, mentre i camminamenti aerei si affacciano sulla platea.
Ogni dettaglio porta la firma di Mollino: le maniglie delle porte, i corrimano dalle linee organiche e i punti luce incastonati nelle volte, disegnati per guidare lo sguardo verso il palco e preparare lo spettatore a un’esperienza totalizzante.
L’auditorium: un abbraccio intimo
All’interno, la sala principale accoglie 1.582 spettatori, distribuiti tra platea e cinque ordini di palchi. Le pareti laterali, rivestite in laterizio con un raffinato motivo stellare, giocano su luci e ombre, offrendo un effetto teatrale già prima che il sipario si alzi. Il palcoscenico, ampio e tecnologicamente attrezzato, dialoga con l’acustica calibrata negli anni Novanta dai progettisti Roberto Gabetti e Aimaro Isola, per garantire uniformità sonora su ogni fila.

Torino Città Creativa UNESCO del Design: L’auditorium del Teatro Regio, parte dell’Itinerario “Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro”
Il grande lampadario a steli
Al centro della sala domina un’opera di design che è diventata icona del teatro. Un lampadario composto da una cascata di 1762 steli dorati e 1900 steli in perspex di varia lunghezza, sospesi come un cielo di luce. Ogni stelo, dalla forma affusolata e impercettibilmente diversa, cattura la luminosità del candeliere centrale e si riflette sui velluti viola e rossi dei palchi. Gli steli oscillano leggermente, creando un movimento impercettibile che accompagna l’attenzione del pubblico, fondendo funzionalità e poesia.
È un pezzo unico, pensato da Mollino come una nuvola luminosa, simbolo dell’evoluzione del design teatrale verso nuove suggestioni sensoriali.
Se volete vedere il Teatro da una prospettiva diversa dal solito, recatevi su Piazzetta Carlo Mollino. Su questa tranquilla e defilata piazza, si affacciano sia il Regio che il Palazzo dell’Archivio di Stato. La piazzetta è ulteriormente impreziosita dalle installazioni Vento Solare di Luigi Nervo (esposte per la prima volta nel corso di Luci d’Artista nel 2004).
Oggi il Regio è cuore pulsante della vita culturale torinese, crocevia di spettacoli classici e sperimentazioni multimediali, un ponte tra tradizione scenica e installazioni d’avanguardia.
- Se volete partecipare ad una visita degli interni del Teatro Regio, potete trovare QUI le informazioni sempre aggiornate su orari e costi del biglietto.
- Qui invece potete attivare un abbonamento REGIO CARD.
Contatti e link utili:
Recapiti telefonici.
Biglietteria:
- +39 011.8815.241
- +39 011.8815.242
Ufficio Informazioni:
+39 011.8815.557
Cavallerizza Reale di Torino: Un progetto di riqualificazione in corso fra design e storia.
Costruita tra il 1740 e il 1742 da Benedetto Alfieri come maneggio di corte, la Cavallerizza Reale fa parte delle Residenze Sabaude, dichiarate Patrimonio UNESCO nel 1997. Nel 1840 Ernest Melano riadattò la struttura barocca per usi amministrativi, mentre i bombardamenti del 1943 ne danneggiarono parte delle murature esterne.
Abbandonata per decenni e occupata da collettivi, dal 2022 è in corso un progetto di riqualificazione promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo d’intesa con il Comune di Torino, Cassa Depositi e Prestiti e Università degli Studi di Torino. Il progetto, elaborato dallo studio “Cino Zucchi Architetti” prevede la creazione di un polo culturale multifunzionale, aperto e sostenibile.
Il piano di rigenerazione urbana prevede la realizzazione, qui, di teatri, gallerie, spazi co-working e aree verdi, integrando tecnologie per l’efficienza energetica a interventi di ingegneria culturale, con la finalità di riconnettere la Cavallerizza al tessuto urbano circostante.
Il Circolo dei Lettori a Torino
Un ritorno gradito per me, in un luogo che già in passato mi aveva affascinato!
Nato nel 2006 come spazio di dialogo culturale, il Circolo dei Lettori si trova al primo piano di Palazzo Graneri della Roccia, un gioiello seicentesco ubicato in via Bogino 9.
Cinque sale decorate da stucchi barocchi e statue, un grande salone centrale, il ristorante del Circolo e la caffetteria “Barney’s”, accolgono amanti della lettura, presentazioni, concerti e rassegne culturali, mettendo il libro al centro di un dialogo trasversale.
La ristrutturazione del 2011 ha unito l’antico scalone d’onore e la galleria monumentale a innesti minimalisti, trasformando il Circolo in luogo inclusivo e tecnicamente attrezzato per eventi pubblici e aziendali.
Oggi è un laboratorio di idee che incarna lo spirito partecipativo della Torino contemporanea. Gli eventi che animano le sale affrescate, ad esempio, non sono semplici serate di lettura, ma veri e propri laboratori interdisciplinari. Il risultato è una comunità di amanti della cultura e creativi che, seguendo la filosofia della Città Creativa UNESCO, tessono relazioni e sviluppano progetti condivisi.
- Informazioni utili per accedere al Circolo dei Lettori:
In questo Circolo tutti sono Benvenuti. L’ingresso è gratuito, anche solo per leggere un quotidiano in consultazione, prendere un caffè o andare al ristorante del Circolo.
Fanno ovviamente eccezione le “aperture speciali” legate ad Eventi
- Il Circolo è aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 21.
- Chiuso per ferie dal 26 Luglio al 31 Agosto 2025 incluso. Riapertura giorno 1 settembre.
- Per entrare occorre digitare il numero 1115 + tasto campanello.
- Per l’accesso disabili rivolgersi in portineria o presso l’Accoglienza.
- Ai frequentatori assidui o agli ospiti del Circolo sono dedicate la Carta Io leggo e la Carta Io leggo di Più. Ma non c’è nessun obbligo alla sottoscrizione.
- Contatti
Il Circolo dei Lettori
- +39 011 8904401
- info@circololettori.it
- Sito web ufficiale
Barney’s il Bar
- +39 011 8904417 | + 39 348 0570986
- barney@circololettori.it
- Sito web ufficiale
Il Ristorante (chiuso domenica e lunedì)
- +39 375 521445 | + 39 348 2416367
- ristorante@circololettori.it
Perché inserire FlashBack Habitat negli Itinerari
“Torino Città Creativa per il Design”.
Immerso nel verde della collina torinese, al numero civico 75 di Corso Giovanni Lanza, Flashback Habitat è insieme un centro d’arte ed un’esperienza da vivere. Varcato il cancello, ogni visita si trasforma in un viaggio tra memoria, natura e creatività.
E’ la seconda volta che ci torno e trovo interessante la duttilità con la quale questo luogo può essere visitato, sia in abbinamento a mete del centro storico che a quelle della Torino Città Creativa del Design. Perché FlashBack Habitat riesce a dialogare con il patrimonio storico della città ma anche con il “design come pratica di comunità”, mixando memorie del passato a visioni future.
- Un Viaggio nel Tempo: Dalla Clinica Sanatrix all’IPI.
Nata come Clinica Sanatrix alla fine degli anni ’20, questa elegante palazzina ottocentesca ha accolto pazienti illustri come Fausto Coppi, oltre a dare ha dato rifugio a perseguitati politici nel secondo conflitto mondiale.
Nel 1953 la Provincia di Torino lo trasformò nell’Istituto Provinciale per l’Infanzia e la Maternità (IPI), un brefotrofio che ha ospitato fino a 300 neonati all’anno, lasciando dietro di sé ricordi di speranza e ferite silenziose.
- La Rinascita nel 2022
Grazie all’Associazione Flashback e alla direzione artistica di Alessandro Bulgini, nel 2022 l’intero complesso ha avviato un progetto di rigenerazione culturale e sociale. Non un restauro tradizionale, ma a creazione di un vero e proprio laboratorio vivente, in cui arte e comunità si incontrano per riscrivere le memorie cancellate.
L’estro visionario e creativo di Alessandro Bulgini trasuda da ogni parola ed ogni opera dell’artista. Allo stesso modo, la sua “firma” si riconosce in ogni gesto, in ogni spazio di FlashBack Habitat, invitando i visitatori a sentirsi parte di un ecosistema fra memoria e futuro. Confermando che l’arte non è mai neutra: è cura, dialogo e respiro collettivo.
- I Quattro Padiglioni di Flashback Habitat.
Il complesso si estende su 20.000 mq, suddivisi in quattro padiglioni e un parco ottocentesco di 9.000 mq trasformato in “Vivarium”, dove opere e natura dialogano in un unico ecosistema culturale. Lo riconoscerete da lontano anche di notte, grazie all’insegna/installazione luminosa “MATER”, posizionata sul tetto della Palazzina C. L’insegna, visibile da Corso Vittorio Emanuele II, è simbolo di accoglienza e rinascita.
- Padiglione A – Le “Stanze Viventi” diventano atelier per artisti locali, poi affidate a no-profit per eventi e laboratori.
- Padiglione B – E’ lo spazio espositivo principale e sede della Flashback Art Fair, fiera d’arte contemporanea a Torino. Otto stanze, al terzo piano del Padiglione B, sono dedicate alle installazioni della mostra permanente “Una vita migliore”, curata direttamente da Bulgini. Otto stanze dedicate alle storie dei nati all’IPI, con video-ritratti, fotografie e mappe-testimonianza dei nativi. Luoghi toccanti che lasciano il segno in chi li visita
- Padiglione C – “Il Circolino” cuore conviviale del complesso. Bistrot – anche all’aperto in estate- area talk, project room e un piccolo bookshop con vista sul parco.
- Padiglione D – Cantiere creativo per sperimentazioni artigianali e progetti di production art ancora in divenire.
Installazioni e Mostre Temporanee di rilievo visitate:
- “Fondato sul lavoro”: percorso tra ventisei opere che esplorano il lavoro come diritto e ferita; Fra le varie installazioni presenti al momento della visita, mi ha colpita e turbata quella di Francesco Sena, – “Una sola vita” – per ricordare le vittime della ThyssenKrupp.
Visitare Flashback Habitat significa anche fermarsi. In un mondo che corre, questo luogo invita a riflettere sul passato, ad ascoltare voci sopite e a lasciarsi sorprendere dalla forza della bellezza. Ogni angolo racconta una storia. Ogni opera è un ponte tra ieri e domani.
- Informazioni utili alla visita
- Orari (stagione estiva): venerdì-domenica 11:00–20:00 (ultimo ingresso 19:30). Controllate sempre gli aggiornamenti sul sito ufficiale;
- Tessera associativa: 5 € per accedere all’intero ecosistema;
- Biglietti mostre: intero 10 €, ridotto 8 €, speciale 5 € , per titolari Torino+Piemonte Card;
- Calendario Eventi.
Le mie considerazioni sulla seconda visita a FlashBack Habitat e il suo rapporto con la Torino storica e del Design.
Come già vi ho accennato in premessa, la visita a FlashBack Habitat può essere associata a qualsiasi itinerario in questa città. In particolare, in questo Press Tour è stato inserito al termine dell’itinerario della Torino del Design “Nel cuore di Torino: riflessi di storia, sguardi sul futuro”. Una scelta più che azzeccata, visto che, a leggere i vari percorsi, non troverete questo luogo.
C’è una grande affinità con la visita a questo un ex brefotrofio, trasformato in centro d’arte vivente, e il concetto di rigenerazione urbana. Perchè FlashBack è diventato un laboratorio di rigenerazione sociale attraverso il design, inteso non solo come concetto di estetica, ma anche come metodo per ridare valore alle memorie, ridisegnare funzionalità e creare scenari partecipativi.
Dalla collaborazione fra architetti, lighting designer e paesaggisti, FlashBack Habitat trasforma corridoi e saloni in installazioni interattive dove l’utente partecipe e co-autore. Il parco ottocentesco si arricchisce di elementi di wayfinding contemporaneo (letteralmente vuol dire “trovare la strada”) e arredi di design upcycled – riuso creativo, omaggio alla sostenibilità. Le “Stanze Viventi” poi, integrano i principi del design sociale per rispondere a esigenze concrete: ospitare workshop, residenze artistiche e talk tematici.
Se prendete come riferimento “la vicinanza” agli itinerari nella Torino Città Creativa per il Design, FlashBack Habitat si integra perfettamente nel percorso “Nel cuore di Torino” per continuità tematica e facilità di spostamento.
- Personalmente, ma questa è la mia opinione, trovo che la visita a FlashBack Habitat si inserisce anche perfettamente nell’itinerario “Design e memoria: il racconto del Lingotto”, un altro dei sei percorsi guidati del progetto Torino Città Creativa per il Design. Vi spiego meglio anche il perchè.
- Come il Lingotto è la riconversione di uno stabilimento FIAT in hub culturale, FlashBack Habitat trasforma un ex brefotrofio in laboratorio di creatività. Entrambi mostrano come il design sia strumento di rinascita architettonica e sociale.
- Il Lingotto racconta la relazione tra Torino industriale e gli abitanti, parla di grandi numeri e produzione. FlashBack Habitat restituisce voce alle storie individuali, completando il percorso con un’esperienza più intima e partecipativa.
- Complementarità tematica – Mentre al Lingotto l’attenzione è sulla scala macro del progetto urbanistico, FlashBack Habitat introduce il tema della memoria personale. Le otto stanze e le installazioni sonore e luminose, racchiudono micro-narrazioni che arricchiscono il racconto del “lavoro” a quello delle “cura” dei torinesi. Viene quindi ampliata la prospettiva dell’itinerario, passando dall’archeologia industriale a un’esplorazione profonda delle memorie umane.
- Logistica e fruibilità – Anche se la distanza fra i due siti è di circa 7 km, il collegamento è garantito sia da bus che dalla metro o in taxi. Per sfuggire alle logiche del traffico cittadino, vi consiglio il percorso misto con la metro/tram, ma potrete valutare voi la scelta attraverso la mappa sottostante. Che ne dite?
DOVE SI TROVA FLASHBACK HABITAT SULLA MAPPA
Gli Itinerari di Torino Città Creativa UNESCO del Design.
4. Design e memoria: il racconto del Lingotto.
A Torino, l’ex stabilimento Fiat del Lingotto racconta l’evoluzione di una città dedita all’industria delle automobili e al design, Un palcoscenico di dialogo tra passato industriale e visioni contemporanee, dove il patrimonio diventa esperienza.
Camminando tra le officine riconvertite, vi sembrerà di udire il ruggito dei motori d’epoca e di assapora la grandezza di un marchio che ha fatto sognare generazioni. Alzando lo sguardo, si scopre la Pista 500, dove piante e installazioni artistiche raccontano nuovi orizzonti di sostenibilità e bellezza.
L’architettura di Renzo Piano e le sperimentazioni contemporanee di artisti internazionali, creano un percorso di scoperta multisensoriale che ben si collega con il riconoscimento UNESCO di Torino Città Creativa per il Design.
Il Lingotto diviene così un viaggio nel viaggio, in cui il patrimonio industriale automotive diventa materia viva, grazie a workshop, esposizioni e momenti di confronto tra progettisti, studenti e appassionati.
Ma anche turisti che, dalla Pinacoteca Agnelli al mercato gastronomico di Eataly, possono toccare con mano quella rigenerazione urbana che è insieme riqualificazione dello stabilimento e diffusione di un’idea di comunità. Un’idea che si alimenta di creatività, sapori, natura e ispirazione.
Un luogo che parla di automobili, di arte, di ingegneria, di orti pensili, di storia, di idee rivoluzionarie e connessione tra le persone. Andiamo a scoprirlo meglio insieme, attraverso quella che è stata la mia esperienza di visita.
La storia del Lingotto: emozione e innovazione
Lo stabilimento FIAT del Lingotto, progettato da Giacomo Mattè Trucco su incarico di Giovanni Agnelli, iniziò a essere realizzato nel 1915 lungo la ferrovia Torino-Genova. L’inaugurazione in pompa magna del nuovo stabilimento, alla presenza dell’allora re d’Italia venne effettuato nel 1923. Ideato dall’imprenditore torinese per incrementare la produzione automobilistica italiana, il progetto prevedeva una catena di montaggio verticale, ispirato al modello della Ford americana.

Torino Città Creativa UNESCO del Design: Itinerario “Design e memoria: il racconto del Lingotto.” Vecchie immagini dello Stabilimento Fiat al Lingotto
Con i suoi 450 metri di lunghezza, cinque piani di officine e la celebre pista di collaudo sul tetto, l’edificio impressionò Le Corbusier, che lo definì “uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto”.
Qui vennero pensate e progettate la mitica Topolino, l’auto di gran serie più piccola al mondo, la 500 del 1957, disegnata da Dante Giacosa, ma anche la straordinaria 600, del 1955. Il Lingotto fu anche il motore di sviluppo di un intero distretto urbano. Case, scuole, mercati e perfino teatri sorsero intorno allo stabilimento, segnando il volto di generazioni di Torinesi.
Per decenni, quindi, il Lingotto fu simbolo della potenza produttiva italiana, fino al calo industriale degli anni Ottanta, quando la Fiat trasferì la produzione e lo stabilimento chiuse nel 1982.
Il progetto di rigenerazione: Renzo Piano e la trasformazione del Lingotto.
Nel 1985, il celebre architetto Renzo Piano ricevette l’incarico di trasformare la fabbrica dismessa in un complesso polifunzionale, senza alterarne la facciata storica.
Il progetto dell’Archistar ha dato vita a un complesso polifunzionale costituito da sale per congressi, centro espositivo, auditorium modulabile fino a 2.000 posti, un eliporto, tre hotel quattro stelle, uffici, gallerie commerciali e aree verdi interne, integrando arte, architettura e servizi in un’unità organica.
In occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006, l’area Lingotto ha consolidato i suoi collegamenti con una passerella pedonale, caratterizzata da un arco rosso alto 69 metri e una campata unica di 156 metri, progettata da Hugh Dutton.
Gli Highlight dell’Itinerario:
Cosa vedere nel Complesso del Lingotto
Il visitatore, giungendo qui, si trova proiettato in una sorta di campus culturale, in cui ogni spazio narra un capitolo unico: dalla storia di Casa FIAT alle moderne sculture sulla Pista 500, fino alla Pinacoteca Agnelli e al vivace mercato di Eataly. Di seguito le tappe imperdibili.
Casa FIAT: il cuore narrante della grande industria
All’interno del Lingotto, Casa FIAT è un percorso espositivo che unisce immagini d’epoca, oggetti, documenti e installazioni multimediali, capace di ricostruire la storia dell’azienda e del suo stabilimento torinese.
Qui si scoprono i retroscena della produzione, i prototipi iconici e le strategie di design che resero Fiat leader mondiale, in un’allestimento pensato per far interagire memoria e architettura industriale.
Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli: capolavori sospesi tra cielo e memoria.
Sul tetto del Lingotto, in uno “Scrigno” di acciaio progettato da Renzo Piano, si apre la Pinacoteca Agnelli. Inaugurata nel 2002, raccoglie 25 opere della collezione privata di Gianni e Marella Agnelli, con capolavori dal Settecento al Novecento. Vedute di Canaletto e Bellotto, gessi neoclassici di Canova, pre-impressionisti come Manet, impressionisti come Renoir, futuristi come Giacomo Balla e cubisti quali Picasso e Severini, fino ai ritratti di Modigliani e alle tele di Matisse.
Ogni opera dialoga con gli spazi, sospesa tra memoria industriale e leggerezza contemporanea, creando un’esperienza estetica indimenticabile.
Pista 500 e il giardino pensile: arte, design e natura sopra la città.
La storica pista di collaudo sul tetto, realizzata negli anni Venti e lunga circa 1500 metri, è stata trasformata in un giardino pensile intensivo. Oggi vi troverete 7.000 m² piantumati con oltre 39.400 piante di 200 specie e 300 varietà diverse, suddivisi in cinque macro-temi botanici (Noccioleto, Didattico-Tintorie, Edibili, Erbacee e Arbustive, Meditazione), pronti ad un’esperienza multisensoriale di cromie, profumi e suoni naturali. Questo “anello verde” rappresenta un manifesto di sostenibilità urbana, dove design paesaggistico e biodiversità si fondono.
Lungo il percorso, dal 2022, è possibile ammirare installazioni luminose e opere d’arte contemporanea, progetti di architettura e scultura commissionati dalla Pinacoteca Agnelli ad artisti di levatura internazionale. Tra le opere da non perdere vi menziono:
- Sulla sommità della Torre Sud, accanto all’eliporto, è stata realizzata “la bolla”, una sala riunioni panoramica da 25 posti, costruita in carpenteria metallica e vetro. La “bolla”, completata nel 1994 insieme all’Auditorium, è sostenuta da una solida trave d’acciaio che regge, all’altro estremo, la piattaforma circolare dell’eliporto. Al suo interno si trova una sala riunioni, da cui si gode una vista spettacolare sulle Alpi Occidentali.
- Die Doppelgängerin – La scultura monumentale in bronzo, realizzata dall’artista austriaca Valie Export, rappresenta due enormi forbici intrecciate tra loro.
- Graft (Phantom Tree) di Allora & Calzadilla – Ubicato nella rampa sud della Pista 500. Si tratta di un albero in plastica gialla riciclata, ispirato alla quercia dei Caraibi. Simboleggia rigenerazione e flessibilità.
- …Avevo anche 7 stelle in tasca… di Francesco Gennari – Scultura in bronzo del cappotto dimenticato dall’artista sulla balaustra, riflessione su memorie personali e fugacità.Ubicato nella rampa sud della Pista 500
- Omissions di Silvia Rosi: un’installazione fotografica ispirata all’album di famiglia dei genitori emigrati, esplora identità e radici culturali.
- Carnivorous Bloom di Rong Bao: sculture che indagano attrazione e straniamento tra natura e artificio, dialogando con il contesto urbano torinese.
Questi interventi trasformano la pista chiusa in uno spazio collettivo aperto, dove arte, design e paesaggio danno vita a nuove narrazioni.
Eataly Torino Lingotto: sapori e architettura conviviale.
Alla base del complesso, in via Ermanno Fenoglietti 14, si trova Eataly Torino Lingotto, centro gastronomico che unisce mercato, ristoranti, laboratori e corsi di cucina. Nato nell’ex opificio Carpano, ospita il Museo Carpano dedicato alla storia del vermouth.
- Propone un’esperienza enogastronomica completa, tra panetteria a vista, cantine di stagionatura e show-cooking con esperti artigiani del gusto.
- Aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 23.00, è punto di riferimento per chi desidera unire gusto e cultura in un ambiente di design italiano.
- Molti dettagli li potrete approfondire leggendo più sotto, nella sezione “Dove mangiare”, dedicata a questa bella realtà torinese.
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Come organizzare la visita alla Pinacoteca Agnelli e Pista 500
Casa FIAT e percorsi tematici: inclusi nei tour guidati, con effettuazione dal 31 Agosto al 16 Novembre 2025 (a date fisse la domenica), “Design e memoria: Il Racconto del Lingotto”. Prenotazioni su Turismo Torino e Provincia.
Pinacoteca Agnelli Lingotto e Pista 500.
- Biglietto intero 12 €, ridotto 8 €;
- Family & Teens – € 24. Gruppo da 3 persone comprensivi di almeno un ragazzo di 13-18 anni;
- Gratuito – Minori di 12 anni, persone con disabilità e loro accompagnatore, possessori di tessere, Abbonamento Musei, Torino+Piemonte card, Passaporto culturale;
- Disponibili a pagamento audioguide in italiano, inglese e francese.
I biglietti di ingresso sono acquistabili on-line.
Solo Pinacoteca Agnelli:
Orari di visita– Dalle ore 10:00 alle ore 19:00 tutti i giorni tranne il lunedì, giornata di chiusura.
Costi della visita
- Intero – € 10
Ridotto – € 8 13-25 anni, over 65, gruppi (min 8 pax), convenzioni - Gratuito – Minori di 12 anni, persone con disabilità e loro accompagnatore, possessori di tessere, Abbonamento Musei, Torino+Piemonte card, Passaporto culturale.
Contatti utili Pinacoteca Agnelli Lingotto – Via Nizza, 262/103 – Torino.
- +39 011.0925011
- info@pinacoteca-agnelli.it
- La Guida digitale online Bloomberg
- Eventi
- Sito web ufficiale
Eataly Lingotto: aperto tutti i giorni, 08.00–23.00; ingresso libero, prenotazione consigliata per ristoranti ed eventi speciali.
Oggi il Lingotto vive 24 ore su 24 come polo culturale, mixando design, memoria industriale e creatività contemporanea. In particolare:
- Architetti, artisti e startup animano coworking e laboratori di design ricavati nelle vecchie officine.
- Auditorium, sale congressi e spazi espositivi ospitano concerti, fiere e forum internazionali tutto l’anno.
- Cittadini e turisti passeggiano tra giardini pensili, gallerie d’arte e botteghe di artigianato, vivendo il Lingotto tanto come monumento, quanto come salotto urbano.
Dalle origini industriali alla rinascita come incubatore di creatività, il Lingotto è la diretta testimonianza dell’evoluzione di Torino, oltre alla dimostrazione che il riuso creativo può scrivere nuovi capitoli affascinanti sopra le eredità del passato.
Dove si trova la Pinacoteca Agnelli – Lingotto.
Torino, Città Creativa UNESCO per il Design:
Dove mangiare in queste zone.
Per coloro che vogliono immergersi completamente nelle atmosfere della Torino legata all’innovazione e al Design, anche il settore della ristorazione e dell’ospitalità offrono location e scelte di tutto rispetto. Frutto della mia esperienza diretta, di seguito vi lascio alcuni suggerimenti che spero vi possano tornare utili.
Osteria Contemporanea MURO
Ci troviamo nella zona Barriera di Milano, accanto al Museo Ettore Fico. È qui che troverete l’Osteria Contemporanea MURO, un bellissimo esempio di come il concetto di innovazione possa sposarsi con le radicate tradizioni gastronomiche torinesi. Anche a tavola, ma non solo.
Perché il biglietto da visita di MURO sono gli ambienti e chi, al suo interno, ci lavora con passione. Dallo chef a tutto lo staff “creativo”. Sissignori, perché anche qui percepirete la grande voglia di novità unita al senso di appartenenza!
Invitanti gli interni, sapientemente illuminati e arredati, allestiti con lunghi banconi che invitano alla socializzazione e un dehors estivo esterno, ironicamente denominato “la spiaggia”. Una “spiaggia” arricchita da piante, sdraio (proprio come al mare) e altre installazioni piacevolissime.
All’interno non mancano gli spazi per incontri, dibattiti o per ascoltare la musica, magari sorseggiando un buon vino.
A tavola vige la qualità, quella delle materie prime utilizzate unita all’abilità di chi prepara piatti semplici ma gradevolissimi. Ne è un esempio la “classica” battuta di fassona, sposata nel piatto con la Robiola di Roccaverano, confettura di albicocche e pepe di Timut. Il risultato è davvero eccellente. Come di qualità sono la gentilezza e la professionalità del personale.
- Ubicazione su mappa
- Recapito telefonico – 375 770 0654.
Mammà Isola di Capri:
La ristorazione ad alto livello di SNODO.
Gli itinerari nel Design di Torino Città Creativa, offrono molti luoghi da scoprire ma anche diversi spunti per riflettere e soffermarsi. Fra questi, quello che più mi ha coinvolta e colpita, in senso positivo, è il complesso delle OGR – le Officine Grandi Riparazioni dei Treni. La loro rifunzionalizzazione e rigenerazione, oltre ad aver dato vita ad un interessantissimo polo di innovazione e cultura, ha portato una ventata di novità anche in campo gastronomico.
Vale la pena fermarsi al suo interno per pranzo, cena o anche solo per fare un aperitivo in una delle 5 realtà offerte da SNODO, l’hub gastronomico realizzato all’interno delle O.G.R. 5 soluzioni diverse fra loro – Social table Ristoro, il Dopo Lavoro, Pausa caffè e Mammà Isola di Capri, adatte a esigenze, stili e possibilità economiche diverse.
Durante il Press Tour siamo stati ospiti di Mammà Isola di Capri, un ristorante elegante dal cuore partenopeo, come avrete immaginato dallo stesso nome. Splendida la location, con vista sulla corte interna delle OGR. Gli interni sono arredati con gusto ed eleganza, nei toni del blu e richiami alle reti da pesca.
Una realtà ristorativa, quella del Mammà Isola di Capri, basata principalmente sull’enfatizzazione del profumo e i sapori del Mediterraneo, declinati con grande cura, semplicità e materie prime campane di altissima qualità. Un piacere per il palato che lo chef Raffaele Amitrano ha portato nella realtà torinese da poco tempo, ma che già, a quanto pare, ha i suoi cultori.
Da buona meridionale, ho colto con piacere l’innovazione introdotta nei diversi piatti, nei quali l’essenza caprese si mescola, si completa e si rigenera attraverso i sapori della terra piemontese. Con semplicità e grande gentilezza, lo chef ci regala spiegazioni e dettagli dei piatti che vengono serviti con maestria e professionalità dal personale di sala.
Il menù è un vero viaggio nel viaggio, da assaporare lentamente sino all’ultimo. Un’esperienza che ti fa venire voglia di tornare presto. All’altezza la carta dei vini e i vermouth d’autore che accompagnano i pasti.
Controllate anche se ci sono degli eventi che vi interessano all’interno delle OGR, nelle giornate in cui soggiornerete a Torino!
Contatti:
- Ubicazione: Corso Castelfidardo 22, Torino
- Email: mammaisoladicapri@snodo.com
- Recapito Telefonico: Tel. 011 024 37 71
- Sito web ufficiale
Ristorante e Caffè Baratti & Milano
Se avete intenzione di scegliere il tour “Nel cuore di Torino: riflessi di Storia, sguardi sul Futuro”, sarà inevitabile lasciarsi incantare dalle eleganti architetture della storica Galleria Subalpina. Emula dei passages frances in stile Belle Époque, ha una struttura tutta sua, articolata su due piani perfettamente illuminati dalle vetrate sulla volta, sostenute da un’intelaiatura di ferro.
Il “salotto di Torino”, come spesso viene chiamata questa Galleria, è un pezzo importante del patrimonio di Torino, testimonianza vivente dei tanti mutamenti che l’hanno attraversata.
Luogo di loisir della nobiltà ottocentesca fra botteghe, caffè e negozi, rimane un punto fermo nel cuore dei torinesi e dei visitatori che amano l’arte e il bello.
Ed è proprio all’interno della Galleria Subalpina che ha sede lo storico caffè Baratti & Milano. Per festeggiare il traguardo dei 150 anni dello storico locale, quest’anno (2025) è stato aperto anche il ristorante Baratti & Milano. Un motivo ed un’occasione in più per andarci, provare la sua cucina gourmet e trascorrere delle ore piacevoli a tavola. Degustando piatti tradizionali della cucina piemontese rivisitati in chiave contemporanea.
Ne è trascorso di tempo da quando i confettieri canavesi Ferdinando Baratti e Edoardo Milano, nel 1875, trasferirono qui la propria attività da via Garibaldi!
Negli eleganti e luminosi locali, non potrà poi mancare, a chiusura del pranzo (o della cena), un assaggio delle buonissime bignole di Baratti & Milano, esempio superbo dei piccoli pasticcini della tradizione torinese, accompagnati con il caffè.
Contatti:
- Recapito Telefonico +39 011 4407138
- Ubicazione su mappa
- Sito web dell’azienda.
Eataly Lingotto: Ristorazione ma non solo.
Ci troviamo nel quartiere del Lingotto. Dove tutto sembra targato “famiglia Agnelli”, esiste una realtà “indipendente” con una storia intrigante: Eataly.
Eataly Lingotto è molte cose assieme. La struttura, nata nel 2007 dal restauro di quello che era stato l’insediamento produttivo Ottocentesco della Carpano, accoglie al suo interno un vero e proprio mercato coperto, diversi ristoranti, una sezione dedicata ai corsi ed alle degustazioni e il Museo Carpano.
Eataly Lingotto è stato il primo progetto in cui si è sperimentato sul campo la filosofia Slow Food, portando direttamente al consumatore l’eccellenza dell’enogastronomia italiana di qualità, contrassegnata con il marchio del Presidio Slow Food. Una garanzia per consumatori e produttori, impegnati nella difesa della biodiversità in agricoltura e in tutta la filiera della produzione del cibo, oltre che nell’educazione alla cultura del gusto e della qualità.
Sono temi a cui sono molto legata come ben sapete e questa visita, con sosta “ristoratrice”, la consiglio a tutti a prescindere dall’itinerario che sceglierete.
All’interno di Eataly Lingotto potrete trovare diversi ristoranti o punti ristoro, per scegliere secondo i vostri gusti e “fame di cose buone”. Da Pizza & Cucina alle Cucine del Mercato, dalla Caffetteria Vergnano all’Agrigelateria San Pè o al Dehors.
Da Pizza & Cucina, in particolare, potrete gustare le ottime Pizze Eataly, preparate secondo i canoni della tradizione e cotte nel forno a legna. Provate ed approvate! Ma anche i dolci non scherzano!
Prendetevi poi del tempo per aggirarvi fra i banchi e gli scaffali ricolmi di ogni ben di Dio del negozio/mercato! Ma, soprattutto, vi consiglio di non perdervi la visita al piccolo Museo della Carpano.
Visita al Museo della Carpano.
Occorre fare un salto indietro nel tempo, nella Torino nel 1786, quando Antonio Benedetto Carpano brevetta una bevanda che lascerà un segno nel gusto degli italiani e non solo: il Vermouth Carpano. Fu l’inizio di un’epoca, nel vero senso del termine. Nella preziosa esposizione museale, ubicata nello stesso luogo dove un tempo erano collocati gli archivi della Carpano, oggi si può ripercorrere un pezzo di storia del Vermouth e del suo “primo inventore”. Passeggiando fra alambicchi, vecchie bottiglie, contenitori e sacchi delle materie prime e delle erbe aromatiche.
Dulcis in fundo, la sala dedicata al Punt e Mes, il vermouth un punto e mezzo dolce e amaro, con il logo e la colorata pubblicità inventata da Armando Testa nel “lontano” 1960.
Certo: la produzione del Vermouth si è ormai spostata nelle distillerie dei Fratelli Branca a Milano, ma qui resta la fonte “ispiratrice”, che è bene rammentare nel tempo.
A ricordarcelo c’è la tonalità rosso mattone dell’architettura esterna dell’Eataly Lingotto. Memoria dell’architettura industriale dell’edificio Carpano di un tempo ed elemento di contemporaneità , nella Torino Città Creativa UNESCO per il Design.
Torino, Città Creativa UNESCO per il Design:
Dove dormire in queste zone.
A Torino non mancano certamente le strutture in cui alloggiare durante il vostro soggiorno. Se però volete immergervi sin dall’inizio nello “Spirito del Design”, vi consiglio di scegliere la struttura che ci ha ospitati nel corso di questo Press Tour dedicato alla Torino della Creatività e del Design: il B&B Hotel Torino President.
Come avrete compreso, la struttura fa parte della catena internazionale B&B Hotel, che si contraddistinguono dall’offrire ottime strutture, posizionate in punti chiave della città e con una gestione che fornisce un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Il B&B Hotel Torino President ha dalla sua il plus del grande spirito di ospitalità della Concierge e dello staff, la cura dei dettagli e il fatto di trovarsi in una zona della città al “centro del cambiamento”. L’accogliente hall si apre su di un ambiente luminoso e rilassante, con arredi minimal studiati nei minimi dettagli e punti di distribuzione snack e bevande a pagamento.
Belle, curate e luminose le camere di questo ottimo tre stelle, in cui non mancano tutti quegli elementi di confort necessari per rilassarsi, incluso un comodissimo materasso. Per i più esigenti: troverete anche il Wi-Fi gratuito, la Smart TV, il frigobar e la cassaforte elettronica.
Perché scegliere il B&B Hotel Torino President.
- Posizione strategica: a pochi minuti dal centro storico e dalle principali vie di comunicazione. Il B&B Hotel Torino President si trova nelle vicinanze del nuovo parco scientifico e tecnologico per l’ambiente – Environment Park – a 1 km dalla stazione di Porta Susa, a 2 chilometri dalla stazione Centrale di Porta Nuova e a poco più di 2 km dal centro città.
- A poche decine di metri dalla struttura troverete la fermata di 2 linee degli autobus che portano nei punti principali della città
- Rapporto qualità-prezzo: tariffe competitive per chi cerca comfort senza sprechi.
- Design funzionale: arredi moderni, pulizia impeccabile e attenzione all’illuminazione. Il giardinetto all’aperto offre anche la possibilità di concedersi momenti di relax
- Connessione Wi-Fi gratuita in tutta la struttura.
- Colazione con selezione di prodotti dolci e salati, per partire carichi di energie.
- Parcheggio privato. Un plus comodo a Torino. Disponibilità di posteggiare a tariffe vantaggiose, ideale per chi arriva in auto.
- Spazi comuni polifunzionali.
Contatti e link utili del B&B HOTEL Torino President
- Indirizzo: Via Antonio Cecchi, 67, Torino TO;
- Recapito Telefonico: 011 859555;
- E Mail: to.president@hotelbb.com
- Ubicazione su Mappa;
- Sito web ufficiale.
Torino, Città Creativa UNESCO per il Design attende anche voi. Se l’articolo è stato di vostro gradimento, condividetelo sui canali social! Se volete fare due chiacchiere, potete trovarmi anche sulla Pagina Facebook di Spunti di Viaggio, su Linkedin, Pinterest o sul profilo Instagram. Se vi interessano altri Consigli di Viaggio, potreste consultare anche articoli su questo blog:
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⇒⇒ Articolo scritto in Collaborazione con Turismo Torino e Provincia.
































































































10 comments
Adoro Torino proprio perchè è una città aperta al cambiamento, instancabile e propositiva. Ci sono stata diverse volte ma ho battuto gli itinerari classici. Non ti nego che sarei molto curiosa di aderire a uno di questi tour creativi, da amante del genere non mi farei certo mancare la visita allo stabilimento Fiat e presso i locali gastronomici più famosi della città!!
E faresti una scelta ottima! Questi tour dedicati a Torino città Creativa per il Design sono colmi di sorprese!
Non sapevo della possibilità di partecipare a questi tour e credo che siano un’occasione ottima per conoscere meglio Torino, anche per chi come me vive non troppo lontano. In particolare mi ispirano molto quelli di Barriera di Milano e del Parco Dora, perché sono zone che non conosco per niente. In ogni caso, ognuno di questi tour ha un’offerta gastronomica davvero notevole.
Avevo letto che la Luxemburg si era trasferita ma non sono ancora stata nella nuova sede!
Una bellissima opportunità quella legata agli Itinerari nella Torino Città Creativa UNESCO per il Design.
Io mi sono innamorata di Torino fin dalla prima volta che la visitai, e ogni volta trovo qualcosa di nuovo e speciale da scoprire!
E’ questa la bellezza di Torino, non stanca mai e riesce a regalare sempre qualcosa di diverso ed affascinante!
Torino è una città meravigliosa ed estremamente elegante, non di rado ci faccio un giro (che sia per la scuola o a trovare degli amici): non avevo mai però pensato al design come caratteristica di questa ex capitale e mi piace vedere come questo lato sia una delle moltissime immagini che la città sappia restituire!
Hai perfettamente ragione Eliana! La Torino Città Creativa del Design merita una visita approfondita
una città stupenda. Manco purtroppo da tantissimi anni, ma spero di tornarci presto. Foto stupende, complimenti.
Ti ringrazio infinitamente Andrea! Torino è un vero caleidoscopio di cultura e anche la Torino Città Creativa UNESCO per il Design merita di essere conosciuta ed apprezzata!