Ferrara è una di quelle città d’arte italiane che, grazie al suo affascinante un mix di storia, cultura, bellezze naturali, eventi, tradizioni e qualità dell’offerta enogastronomica, è una meta perfetta da visitare in un weekend o in due/tre giorni. Ubicata nel cuore dell’Emilia-Romagna, Ferrara mantiene viva l’eredità rinascimentale con il suo splendido centro storico, inserito nel 1995 fra i siti riconosciuti dall’UNESCO quali Patrimonio dell’Umanità. Riconoscimento che si è andato a raccordare, nel 1999, con l’estensione a “Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta del Po”. Natura e cultura in un territorio, quello di Ferrara, che merita una lunga visita e che offre molte cose da vedere e da fare, in ogni stagione dell’anno. Con questo articolo vi condivido la mia esperienza diretta di cosa vedere a Ferrara in 2 o 3 giorni, a piedi o in bicicletta, fornendovi anche le informazioni sulle attrazioni imperdibili da visitare, come arrivare, oltre a qualche consiglio utile su dove dormire e mangiare, oltre a tante mappe da scaricare. Siete pronti a scoprire questo straordinario esempio di pianificazione urbana del Rinascimento? Seguitemi …
Quanto tempo occorre per visitare Ferrara
(e i suoi dintorni).
Abbracciata da ben nove chilometri di mura, Ferrara è una città storicamente legata alla famiglia rinascimentale degli Estensi e, geograficamente, al suo essere parte dei paesaggi e del territorio del Delta del Po. Una combinazione unica che ha armonizzato nei secoli terre e acqua, monumenti e paesaggi naturali.
Questi sono anche gli elementi principali da prendere in considerazione, per pianificare la durata della visita di Ferrara nel migliore dei modi. Certo, è possibile vedere Ferrara anche in una sola giornata, ma vi accorgerete di “esserci passati accanto” senza visitare molto, né avrete potuto captare “la personalità” di questa città.
Per godere di tutto ciò che c’è da vedere nel centro storico di Ferrara e nella sua cosiddetta “addizione Erculea”, dovete mettere in conto almeno due giornate (o tre) piene. Se poi volete visitare anche i suoi dintorni più rinomati e celebri, non potete perdervi la visita di Comacchio e delle sue Valli, l’Abbazia di Pomposa, le “Delizie Ferraresi” e magari, fare un salto sino ai vicini lidi ferraresi e a Ravenna. Altri due o tre giorni pieni anche per questi.
Potrete organizzare anche più di un fine settimana, quindi, dedicati alla scoperta del territorio ferrarese e dintorni, senza stancarvi o fare visite ripetitive o, in alternativa, dedicare un’intera settimana ad una vacanza “made in provincia di Ferrara”, magari approfittando di uno degli Eventi che qui organizzano ogni anno.
La cosa che vi consiglio di fare, se non avete ancora visitato questa città, è organizzare una visita di Ferrara slow, per poter cogliere al ritmo dei vostri passi, e/o in bici, attraverso i percorsi ciclabili, i vari volti dell’aristocratica città estense.
Cosa vedere a Ferrara risparmiando con
la carta turistica di Ferrara MyFE Card:
Cosa è, come ottenerla e suoi costi.
Sempre attenta al portafoglio, non mi sono persa l’occasione di trovare il pass adatto per risparmiare e visitare le molte attrazioni offerte da Ferrara.
MyFE Card è la carta turistica di Ferrara che, oltra a ricomprendere in un unico biglietto la visita di molti importanti palazzi, musei e monumenti ferraresi, permette anche di ottenere l’esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno (dietro esibizione della tessera alla reception dell’Albergo), la riduzione alle mostre a Palazzo dei Diamanti ed altre agevolazioni, presso esercizi o attività convenzionate.
Senza contare che, con l’acquisto della MyFE Card, è possibile prenotare gratuitamente online la giornata e la fascia oraria di ingresso ai Musei civici, tramite il sito del comune.
La Card turistica, che è acquistabile online oppure in loco, prevede l’ingresso gratuito alle seguenti attrazioni della città di Ferrara: Castello Estense, Museo Schifanoia e Lapidario Civico, Museo della Cattedrale, Museo Archeologico Nazionale, Pinacoteca Nazionale, Museo di Casa Romei, MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah, Spazio Antonioni.
Se fate due conti, potrete “toccare con mano” l’entità del risparmio,
Costi della MyFe Card.
- 2 giorni 20 € (esenzione tassa di soggiorno per un pernottamento);
- 3 giorni 22 € (esenzione tassa di soggiorno per due pernottamenti);
- 6 giorni 25 € (esenzione tassa di soggiorno fino a 5 pernottamenti).
Visitare Ferrara: Quattro passi
nella Storia ferrarese.
Le origini della città di Ferrara sono molto più recenti di altre città vicine come Ravenna o la stessa Rimini. Il primo nucleo insediativo, il “Castrum Ferrariae”, fu probabilmente un accampamento bizantino ravennate, risalente al VII secolo d.C. La sua posizione si rivelò strategica per i fini difensivi, per gli spostamenti e per i commerci che si svolgevano lungo il fiume Po.
Il nome di Ferrara, tuttavia, lo si trova menzionato per la prima volta solo nel 753, nel Liber Pontificalis e nel Codex Carolinus, come luogo di residenza di nobili e proprietari terrieri feudali “curtensi” che, fra il XII secolo e l’avvento della famiglia Estense, si alternarono al potere in questa zona.
Di quel periodo vengono ricordate le aspre lotte fra famiglie ghibelline (i Torelli o Salinguerra) e guelfe (famiglie Marchesella o Adelardi), oltre al progressivo sviluppo della città di Ferrara, con la costruzione della Cattedrale e di Piazza delle Erbe.

Testimonianze archeologiche al Museo Nazionale di Ferrara: Statuetta della coppia di sposi in avorio
L’avvento degli Estensi a Ferrara.
Fu la famiglia degli Adelardi a far giungere a Ferrara la famiglia Estense. Dal 1242, dopo aver trionfato in molte battaglie e grazie anche ai propri possedimenti fondiari, gli Estensi assunsero il dominio su Ferrara.
Fu grazie al mecenatismo del marchese Leonello d’Este, che Ferrara divenne un centro culturale d’avanguardia del Rinascimento. Si devono al primo duca di Ferrara, Borso D’Este, le opere dell’ampliamento verso sud di Ferrara, nota anche come “addizione borsiana”, le grandi bonifiche delle paludi del Polesine e, non da meno, l’aver commissionato i magnifici affreschi del Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia.
Il personaggio estense che però più valorizzò la città di Ferrara, fu senza dubbio il duca Ercole I. Lo stesso Ludovico Ariosto lavorò come letterato alla corte del Duca, realizzando commedie e spettacoli di teatro.
Grazie alla cosiddetta “Addizione Erculea”, progettata dall’architetto Biagio Rossetti, il duca Ercole I d’Este promosse la prima vera “pianificazione urbanistica” dei tempi moderni. Fu così ridisegnato il tracciato della rete stradale ferrarese, espandendo la città rinascimentale verso nord.
La città rinascimentale così concepita, si raccordava urbanisticamente con la preesistente area medievale tramite l’architettura del Castello. Venne rafforzato anche il sistema delle mura esterne difensive, mentre all’interno del nuovo “nucleo rinascimentale”, furono realizzati magnifici Palazzi signorili e ideati nuovi spazi urbani, come piazza Nuova (Piazza Ariostea) e varie chiese.
Giova ricordare che anche il magnifico Palazzo dei Diamanti, elemento portante del Quadrivio degli Angeli, fu realizzato sempre dall’architetto Biagio Rossetti.
Come spesso accade però, all’apice si succede un altrettanto repentino declino. Con la morte di Alfonso II senza eredi legittimi, si assiste alla cosiddetta devoluzione dello stato di Ferrara al potere pontificio di Papa Clemente VIII.
Sotto la dominazione del papato, a Ferrara venne realizzata la Fortezza stellare, successivamente distrutta per volontà popolare nel 1861, e creato il ghetto ebraico.
Un ulteriore declino si ebbe durante il periodo napoleonico, allorquando, oltre all’abolizione dei privilegi e dell’immunità del clero, Napoleone fece “sparire” da Ferrara una gran quantità di opere.
Dopo la parentesi napoleonica, Ferrara partecipò attivamente ai fatti del Risorgimento e poi a quelli dell’Unità d’Italia con l’annessione di Ferrara allo Stato Unitario nel 1860. Il resto fa parte della Storia moderna e contemporanea, working in progress!
Informazioni per Visitare Ferrara: Itinerari
storico-artistico-letterari nella città Estense.
Visitando Ferrara, vi accorgerete che le tracce storiche ed artistiche di cui sopra vi ho scritto, diventano tangibili elementi di un percorso avvincente. Una sorta di viaggio poetico nel tempo, sulle “ali” degli scritti e delle personalità di personaggi, che fanno parte della cultura di questa città: Ludovico Ariosto e Giorgio Bassani in primis.
I luoghi dell’autore del grande poema cavalleresco l’Orlando Furioso, e quelli di Giorgio Bassani, autore della raccolta “Il Romanzo di Ferrara”, in cui troverete la sua celebre opera “Il giardino dei Finzi Contini”.
Senza dimenticare che, la Ferrara moderna, può vantare di aver dato i natali a nomi del calibro di Michelangelo Antonioni, grande regista e sceneggiatore italiano, a cui la città estense ha dedicato il Museo permanente chiamato “Spazio Antonioni”.
Sorprendente e magnifica la visita alla città di Ferrara. Una città che va sicuramente “oltre” le migliori aspettative, regalando scorci che lo stesso pittore Giorgio de Chirico, immortalò nel suo celebre dipinto “Le muse inquietanti”. La Ferrara del Castello Estense, che tanto lo aveva ispirato nella sua ricerca della poetica metafisica.
E voi, di quale Ferrara siete? Aspettate per dirlo, perché ancora dovete leggere le mille cose da vedere a Ferrara! Mille città in unico territorio sorprendente, che riesce sempre ad emozionare con la sua grande bellezza.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare il magnifico Castello Estense.
Imponente e magnifico, il Castello Estense di Ferrara, noto anche con il nome di Castello di San Michele, è la primadonna iconica di questa splendida città. Quasi impossibile non metterlo in cima ad una lista delle cose da vedere a Ferrara.
Per questo motivo, oltre a riassumervi di seguito gli aspetti più salienti della visita, ho pensato che potrebbe esservi utile leggere un approfondimento al riguardo. Tutto questo e ancora di più lo potrete trovare nell’articolo dedicato a “Cosa vedere sala dopo sala nel Castello degli Estensi di Ferrara”.
Il Castello Estense di Ferrara ha subito molte trasformazioni nel corso dei secoli. Originariamente, nel XII secolo, fu utilizzato come torre di guardia per la difesa delle mura cittadine. Successivamente, nel 1385, il marchese Nicolò II d’Este fece trasformare la torre in una fortezza, con un ampio fossato.
Col tempo, la struttura fu trasformata in residenza per la famiglia d’Este, grazie anche alla moglie del duca Ercole I, la duchessa Eleonora d’Aragona che, a partire da 1479, vi si trasferì insieme alla sua corte.
Il castello è circondato da un fossato ricolmo d’acqua e presenta quattro torri principali: la Torre di San Paolo, la Torre dei Leoni, la Torre Marchesana con l’orologio del 1600, e la Torre Santa Caterina, che ospita un Osservatorio Meteorologico.
Nel XX secolo, numerosi restauri hanno reso accessibili diverse sale del castello. Tuttavia, il terremoto del 2012 ha causato gravi danni che necessitano ulteriori restauri. Dal 1998, il castello ospita un percorso museale, migliorato dal progetto di ricostruzione dell’architetto Gae Aulenti. tra il 2001 e il 2003.
La visita al castello è arricchita dagli incantevoli riflessi sull’acqua del fossato, specialmente al tramonto.
Informazioni utili per visitare il Castello Estense a Ferrara
Orari e giorni di visita:
- Aperto dalle ore 10:00 alle ore 18:00 tutti i giorni della settimana, ad esclusione del martedì, giorno di chiusura settimanale;
- Chiusura della biglietteria: ore 17,15;
- L’emissione dei biglietti per la Torre dei Leoni termina alle ore 16,30.
Costi della visita al Castello Estense.
- Intero – € 12,00;
- Ridotto – € 10,00 (per gli over 65, gli studenti universitari, soci FAI ecc.)
- Torre dei Leoni – supplemento € 2,00;
- Ingresso gratuito per i minori fino ad 11 anni;
- Ingresso ricompreso nella MyFe card;
- Minori di età compresa tra 11 e 17 anni – € 5,00;
- Tariffa Family – Per ogni adulto pagante, 1 minore entra gratis.
Ricordatevi di prenotare la data e l’orario di visita!
Contatti utili:
- Recapito Telefonico: Tel. +39 0532 419180
- E- mail: castelloestense@comune.fe.it
- Sito web ufficiale
- Ubicazione su Mappa
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare la Cattedrale di San Giorgio.
Ubicata nel centro storico di Ferrara, la Cattedrale di San Giorgio Martire si trova dinanzi al Palazzo Comunale, fra l’antica Piazza delle Erbe, oggi chiamata Piazza Trento e Trieste e il Palazzo Arcivescovile, a cui è direttamente collegata attraverso una volta coperta su via degli Adelardi.
Anche per la Cattedrale, come per altri importanti monumenti che visiterete nella città di Ferrara, il terremoto del 2012 ha lasciato le tracce del suo passaggio. Al momento, la facciata è parzialmente coperta per i lavori di restauro. Gli interni sono invece visitabili dal marzo 2024, anche se, la navata di sinistra è ancora oggetto di alcuni interventi.
In ogni caso, vale la pena soffermarsi a visitare questo capolavoro, la cui costruzione ebbe l’inizio nel 1132, con la concessione di papa Innocenzo per la costruzione del nuovo duomo. Diverse sono le date fondamentali per questo luogo sacro, espressione tangibile del prestigio che la città di Ferrara stava assumendo e il suo affrancamento dalla vicina Ravenna.
Due sono le date di consacrazione: la “consacrazione giuridica” del 1135, con l’intitolazione a San Giorgio del Duomo ferrarese, e quella dell’altare maggiore, nel 1177. Altrettanto variegato è lo stile costruttivo della Cattedrale che, nel 1959, ricevette anche il riconoscimento Basilica Pontificia minore.
Ammirando la sua facciata tricuspidata, si possono cogliere elementi architettonici e costruttivi propri dello stile romanico, gotico e rinascimentale, testimonianza diretta che, in ogni epoca, questo grandioso monumento fu al centro del fervore artistico dei governanti ferraresi.
Prima di entrare all’interno, vi consiglio di fare un giro lungo il perimetro esterno della Cattedrale. Soffermatevi sul lato lungo la piazza Trento e Trieste, dove ancora è possibile vedere la Loggia medievale dei Merciai, sovrastata dalla loggia superiore ad archi gotici veneziani. Poco oltre, ecco profilarsi il campanile rinascimentale, realizzato nel 1412 in marmo bianco e rosa, su progetto di Leon Battista Alberti. Un insieme di grande appeal, che non passa inosservato!
Ritornando verso la facciata principale, impossibile non notare lo splendido portale romanico, riccamente decorato con sculture attribuite a Niccolò, e le due colonne del protiro, sorrette da leoni stilofori.
L’insieme della facciata, è preziosamente articolata da trafori, colonnine, archi, rosoni, finestroni statue e tanti bassorilievi. Culmine di tanta ricchezza artistica è il protiro centrale, coronato da un loggiato in cui è collocata la statua della Madonna del 1427 e da un timpano su tre registri, in cui si sviluppa il tema del Giudizio Universale.
Gli interni della Cattedrale, inizialmente realizzati con una pianta a cinque navate ed un’unica abside, sono stati ridefiniti nel periodo 1712-1728 dall’architetto Mazzarelli, che li suddivise su tre navate ed altrettanti bracci trasversali, coronati da calotte emisferiche. Come per gli esterni, anche gli interni della Cattedrale sono stati oggetto di diversi rifacimenti e addizioni artistiche.
Vale la pena ricordare che qui si trovano:
- La tomba di Papa Urbano III;
- Il dipinto del Martirio di San Lorenzo, opera del Guercino;
- L’affresco del Giudizio Universale nel catino absidale, ispirato a quello della Cappella Sistina, realizzato dal Bastianino. La struttura architettonica dell’abside, invece, si deve al ferrarese Biagio Rossetti.
- Il seicentesco Coro, realizzato dalla famiglia degli ebanisti Canozi da Lendinara;
- La pala della Madonna in trono con il Bambino e Santi Silvestro, del Garofalo;
- L’Ottocentesca Cappella del Battistero, con la vasca battesimale in marmo attribuita a Nicholaus.

Uno dei leoni all’esterno della Cattedrale di San Giorgio di Ferrara, con vista sull’antistante Piazza monumentale
L’ingresso alla Cattedrale è gratuito e questi sono gli orari di apertura:
- Apertura feriale – ore 7.30 – 12.00 e 15.30 – 19.00;
- Apertura festiva – ore 8.00 – 13.00 e 15.30 – 20.00;
- Sante Messe orario feriale: 8.00 – 10.00 – 18.00;
- Sante Messe orario festivo: 8.30 – 10.00 – 11.30 – 17.30 – 19.00.
Eventi particolari -Ogni anno nella Cattedrale di Ferrara vengono benedetti i Palii e offerti i ceri, in occasione delle festività collegate al Palio di Ferrara, che quest’anno si svolgerà nelle giornate del 10, 17, 18, 24, 31 maggio 2025.
Sito web ufficiale della Cattedrale.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare Piazza Trento e Trieste.
Un luogo da cui passerete diverse volte, durante il vostro soggiorno a Ferrara: si tratta della scenografica Piazza Trento e Trieste. Ubicata di lato alla Cattedrale di San Giorgio Martire, un tempo nota anche come Piazza del Mercato delle Erbe, venne realizzata nel XII secolo.

Cosa vedere e fare a Ferrara in due giorni: Uno splendido scorcio della Piazza Trento e Trieste al tramonto
Ancora oggi, questa piazza, rappresenta il cuore del centro storico della città di Ferrara, oltre che luogo della movida e delle passeggiate, grazie anche ai molti locali e baretti, anche all’aperto, che si affacciano su questo iconico largo.
Piazza Trento e Trieste regala scorci ed angoli monumentali di grande appeal. Basta osservare intorno, magari percorrendo il lungo marciapiede/soppalco centrale (lungo 120 metri e largo 12), che i ferraresi chiamano listone. Da una parte e dall’altra, edifici storici e luoghi di culto, palazzi monumentali e negozi storici, torri e archi, sono la dimostrazione diretta di come qui si concentrassero i palazzi del potere ferrarese.
Tutto un lato della lunga piazza rettangolare, è occupato dalla Loggia dei Merciai, dal prospetto meridionale della Cattedrale di Ferrara e dal suo campanile. Una “vista storica”, oserei dire, considerato che la loggia dei Merciai, chiamata anche Loggia degli Strazzaroli o Portici del Duomo, accoglieva sotto le sue arcate sorrette da eleganti colonne in marmo, le botteghe degli artigiani.
Sempre su questo lato della Piazza, un tempo si trovava l’antica porta della cattedrale, chiamata la “Porta Dei Mesi”, le cui formelle sono conservate all’interno del Museo della Cattedrale. Di questi e di altri reperti provenienti dalla Cattedrale di Ferrara, ve ne parlo più avanti, in questo stesso articolo.
Su questa stessa Piazza, fra gli altri, si affacciano il Palazzo Arcivescovile, il Palazzo della Ragione, la loggia dei Notai, il Palazzo Municipale, la ex chiesa di San Romano, attuale sede del Museo della Cattedrale, la Torre dell’Orologio, la Torre Della Vittoria con la Loggia della Statua della Vittoria del Piave di Arrigo Minerbi, a rappresentare il Monumento ai Caduti Prima Guerra mondiale.
Fra tutti questi monumenti e palazzi, la Torre Della Vittoria è anche il monumento di più recente realizzazione. La sua edificazione sui resti dell’antica torre di Rigobello, distrutta durante il terremoto del 1570, risale al periodo tra il 1924 e il 1928 ed è stata attuata in stile trecentesco, per armonizzarsi con il resto della piazza.
Vale anche la pena ricordare che, da questa piazza, si originano:
- Corso Porta Reno;
- Via San Romano;
- Via Giuseppe Mazzini;
- Via Canonica;
- Via Contrari.
In particolare, Via Mazzini vi porterà in quella zona che fu il Ghetto Ebraico di Ferrara, e sede delle sinagoghe e del museo ebraico.
Ubicazione su mappa di Piazza Trento e Trieste.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare il Museo della Cattedrale.
Per chi abbia visitato il Duomo, naturale complemento alla sua conoscenza è la visita al vicino Museo della Cattedrale.
L’esposizione museale, ubicata nei locali della ex chiesa e convento di San Romano, custodisce al suo interno le testimonianze, le opere artistiche e le collezioni che un tempo trovavano posto nella Cattedrale di San Giorgio Martire.
Il Museo della Cattedrale, la cui istituzione va datata 1929, inizialmente fu ospitato all’interno della Cattedrale. Il trasferimento nell’ex chiesa di San Romano invece, è di solo un paio di anni fa (2020).
Le sale espositive, suddivise fra piano terra, chiostro, ex sagrestia e primo piano, custodiscono dipinti, codici miniati, statue, arazzi e formelle di porte e portali, provenienti dalla Cattedrale di San Giorgio Martire e dai suoi dintorni.
Fra i gioielli artistici esposti, vi consiglio di non perdere:
- I Quattrocenteschi codici miniati e i “Corali Atlantici”;
- Le quattrocentesche ante d’organo dipinte da Cosmè Tura;
- I progetti per il completamento del campanile della Cattedrale;
- I Cinquecenteschi otto preziosi arazzi, realizzati a Ferrara su commissione del capitolo della Cattedrale al fiammingo Johannes Karcher, su progetto artistico elaborato da Garofalo e Camillo Filippi;
- Le sculture del pulpito della Cattedrale.
Un accenno particolare va fatto per due capolavori esposti nelle Sale del Museo della Cattedrale: la Madonna della Melagrana, di Jacopo della Quercia e le formelle del ciclo dei Mesi, proveniente dalla Porta dei Mesi della cattedrale.
Delle duecentesche formelle del ciclo dei Mesi, non si conosce il nome reale dell’autore, soprannominato “Maestro dei Mesi”. Ogni mese, rappresentato da uomini comuni al lavoro, stilizza le fatiche dei contadini nei campi attraverso il ciclo delle stagioni. Guardateli attentamente, vi stupirà la realisticità e la delicatezza poetica delle rappresentazioni.
Il tesoro più alto di questo Museo, lo troverete nell’ex sagrestia di San Romano. Si tratta della meravigliosa scultura della Madonna della Melagrana, un capolavoro realizzato all’inizio del Quattrocento dal senese Jacopo della Quercia.
Realizzata a partire da un unico blocco di in marmo bianco di Carrara, la statua rivela ancora dei tocchi d’oro sui tratti eleganti e raffinati della figura. Senza dubbio è una delle massime espressioni rinascimentali della statuaria italiana.

Cosa da vedere a Ferrara: La Scultura della Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia nel Museo della Cattedrale
Orari e giorni di visita al Museo della Cattedrale:
- Tutti i giorni della settimana, ad esclusione del lunedì, dalle ore 9.30-13.00 e dalle 15.00 alle ore 18.00.
- Chiuso lunedì.
Costi del biglietto di ingresso:
- Intero 6,00 euro.
- Ridotto 3,00 euro (over 65 anni, studenti universitari).
- Ingresso incluso nelle card turistica MYFECARD
- Ingresso Gratuito: ragazzi sino a 18 anni, persone diversamente abili con accompagnatore.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Il Volto del Cavallo, Piazza del Municipio e il Municipio.
Tre attrazioni in una, si potrebbe dire, intorno a quella che oggi è la sede del Comune di Ferrara. Se state passeggiando nel centro storico, in prossimità di Corso Martiri della Libertà, potete accedere alla Piazza Municipale attraversando un portico dal nome particolare: il “Volto del Cavallo”.

La statua di Niccolò III d’Este a cavallo nel porticato del “Volto del Cavallo”, ingresso alla Piazza Municipale
Il cosiddetto “Volto del Cavallo”, da sempre, è il prezioso ingresso ad arco all’antico (XIII secolo) Palazzo Ducale, l’attuale Palazzo Municipale, un tempo residenza degli estensi.
Il Volto del Cavallo si presenta con la facciata ornata da due colonne, sormontate da altrettante statue: a sinistra la statua del Duca Borso, a destra la statua di Niccolò III d’Este a cavallo.
La statua di Nicolo III venne realizzata nel 1451, mentre quella di Borso nel 1454. Entrambe vennero distrutte durante l’occupazione francese. Quelle che oggi possiamo ammirare sono delle fedeli copie, realizzate nel 1927 dallo scultore Giacomo Zilocchi.
Varcato l’arco del “Volto del Cavallo”, vi troverete all’interno del “Cortile Municipale”. Alla vostra destra troverete il magnifico Scalone d’Onore in marmo bianco, realizzato nel XV secolo dall’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini. Lo stile architettonico dello Scalone si contraddistingue da una copertura a volta, con cupola centrale e arcate in stile rinascimentale.
Intorno al Cortile Municipale si snodano la Sala Estense, utilizzata come teatro e cinematografo, l’accesso alla “via coperta” (collega il palazzo municipale al castello estense di Ferrara) e, ovviamente, il palazzo Municipale.
La sera non è difficile assistere alle prove degli sbandieratori: una sorta di allenamento molto gradito ai visitatori della città di Ferrara. E non è spiaciuto nemmeno a me!
Cosa vedere e fare a Ferrara in due giorni:
Passeggiare lungo Via delle Volte.
Immergendosi nel dedalo di vicoli della Ferrara medievale, c’è una zona che riesce ad avvolgerci avvolgere dalla storia di questa città: Via delle Volte.
Quella che oggi possiamo percorrere, è un tratto più breve dell’originaria Via delle Volte, inizialmente lunga circa 2 Km, a costeggiare il corso del fiume Po di Volano. Di questa vicinanza di un tempo, i vari recuperi dell’area hanno conservato l’acciottolato viario in pietre di fiume.
In quest’area si sviluppò, fra il VII e il IX secolo, il primo nucleo urbanizzato della città. Successivamente, venne utilizzata come “strada di servizio” fra il porto e i magazzini. Al tempo, i passaggi sospesi ad arco, consentivano un transito sicuro dei mercanti e delle mercanzie, fra il porto e i luoghi di stoccaggio delle merci o le botteghe artigiane.
Questa stessa strada, di notte, era infatti un luogo malfamato, costellato da bordelli .
È nelle sue architetture, quindi, la chiave dell’etimologia di questa strada, le cui volte furono realizzate fra il XIII e il XIV secolo.
Tornando al presente, Via delle Volte rappresenta un’affascinante passeggiata in luoghi di un tempo che, recuperati, testimoniano la Ferrara del Medioevo, arricchita dalla presenza da parecchie trattorie tipiche.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Incantarsi davanti alla Rotonda Foschini.
Alla Rotonda Foschini si accede da un piccolo passaggio ubicato su Corso Martiri della Libertà, accanto al Teatro Comunale di Ferrara, oggi intitolato al maestro Claudio Abbado. Un luogo di grandi prospettive, la Rotonda Foschini, utilizzata in passato come luogo di passaggio delle carrozze che portavano il pubblico a teatro.
La bella piazzetta interna a forma ellittica, fu realizzata nella seconda metà del ‘700, su progetto di uno dei due ingegneri che edificarono il teatro, Cosimo Morelli, che la dedicò al “compagno di imprese”, Antonio Foschini.
Impossibile non rimanere stregati dalle luci e dai colori che l’ovale del cielo riverbera sulle linee curve dei palazzi al suo interno. Potreste perdervi a trovare lo scatto e l’angolazione perfetta. Sicuramente è uno dei luoghi imperdibili da vedere a Ferrara, per appassionati di fotografia e non.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Passeggiare per Corso Ercole I° d’Este e soffermarsi
al Quadrivio degli Angeli.
Più che una passeggiata, questa è una full immersion nella “Ferrara monumentale” dell’Addizione Erculea, progettata dall’architetto Biagio Rossetti.
La via che si dipana dal Castello Estense sino alla Porta degli Angeli, attraversa luoghi iconici di Ferrara come il Quadrivio degli Angeli, lambendo i magnifici palazzi rinascimentali dell’ ex Monte di Pietà, Palazzo Scola-Camerini, Palazzo Trotti-Mosti e molti altri ancora.
Ma è nel Quadrivio degli Angeli che l’opera di Biagio Rossetti raggiunge il suo culmine come “moderno urbanista”! Potete passarci davanti mille volte, ma ogni volta scoprirete un dettaglio particolare!
Il Quadrivio, altro non è che il punto di intersezione tra il Corso Ercole e Corso Biagio Rossetti, che dall’incrocio diventa Corso Porta Mare.
La cosa stupefacente, invece, sono i 4 Palazzi rinascimentali posti ai suoi quattro vertici: Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati, Palazzo Pallavicini e Palazzo Turchi di Bagno.
Nel progettare l’architettura di questo “incrocio” di vie importanti, Biagio Rossetti non lasciò davvero nulla al caso, da urbanista anticipatore dei tempi qual era. I 4 importanti Palazzi del Quadrivio si “supportano” esteticamente a vicenda, quasi come davanti ad un quinta teatrale, ma è il Palazzo dei Diamanti a esaltare il prestigio degli Estensi e dell’incrocio stesso.
Se vi soffermate all’angolo del Palazzo dei Diamanti, infatti, potrete comprendere come il suo punto prospettico focale è proprio l’angolo. La sua importanza è poi esaltata dalla presenza, in alto sulla facciata, dal balconcino angolare realizzato da Gabriele Frisoni, adornato con mascheroni e foglie d’acanto.
Un luogo che sa emozionare, preludio alla visita della Pinacoteca Nazionale e della Civica Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea. All’interno del Palazzo dei Diamanti.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare Palazzo dei Diamanti, fra Pinacoteca Nazionale
e le mostre temporanee.
Frutto del genio creativo dell’architetto ed urbanista Biagio Rossetti, il Palazzo dei Diamanti è una delle affascinanti icone della dinastia degli Este, oltre che tappa imperdibile fra i luoghi e le cose da vedere a Ferrara.
Il magnifico edificio, realizzato tra il 1493 e il 1504 per volere di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este, rappresenta il cardine dell’addizione Erculea. Le sue oltre 8000 bugne piramidali in marmo bianco venato di rosa che ricoprono le due facciate, rappresentano l’emblema araldico di Ercole d’Este, il “Diamante” appunto.
Le leggende ferraresi raccontano che all’interno di una delle bugne diamantate sia stato inserito un vero diamante, proveniente dalla corona di Ercole I d’Este. Ma il segreto non è ancora stato svelato ovviamente!
Elegante e raffinata dimora della famiglia degli Este, accolse anche Virginia de’ Medici dal 1586 al 1598, moglie di Cesare, che vi fece realizzare i suoi splendidi appartamenti.
Nel 1842 il comune di Ferrara acquistò il palazzo, allestendo al suo interno la Pinacoteca comunale che, dal 1958, passò allo Stato diventando Pinacoteca Nazionale. Gli spazi del piano nobile, con i suoi ambienti affrescati, da sempre ha rappresentato un unicum per accogliere le collezioni, le donazioni e i depositi di quadri ed altre opere d’arte.
Al piano terra invece, di proprietà comunale, vennero esposte inizialmente le collezioni d’arte moderna delle Gallerie Civiche. Nel 2023, da ultimo, al termine degli importanti lavori di riqualificazione e restauro di questi ambienti, del cortile e dei giardini, il piano terra è diventato uno splendido Spazio espositivo per le mostre temporanee organizzate da Ferrara Arte.
Il fascino senza tempo esercitato da questo edificio magnifico, al centro dell’attenzione del Quadrivio degli Angeli, unito al valore delle opere d’arte al suo interno, richiedono di essere vissuti con calma e senza fretta.
Non è facile staccarsi dal richiamo quasi ipnotico della sua facciata e dai giochi di luce ed ombre che il tappeto di bugne riflette, in modo quasi accecante! Entrando nella corte interna, colpiscono le prospettive architettoniche sul cortile a chiostro e la facciata interna.
Ma sono gli interni a custodite un patrimonio culturale sconfinato!
Nello splendido Salone d’Onore al primo piano, colpiscono il soffitto ligneo a cassettoni e le fasce decorate con motivi a grottesche. A seguire, le tre sale dell’appartamento di Virginia de’ Medici, che conservano le cinquecentesche decorazioni realizzate dal pittore Giulio Belloni.
In tutta questa bellezza, potremo ammirare i capolavori pittorici ed artistici prodotti a Ferrara in oltre sei secoli di storia, spaziando dal XIII al XIX secolo. Artisti del calibro di Dosso, Battista Dossi, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, si alternano a capolavori eseguiti da Scarsellino, Bononi, Guercino e Garofalo.
Ma c’è di più. Perchè la Pinacoteca di Ferrara, nel tempo, si è arricchita grazie anche alle donazioni ed acquisizioni di collezioni pubbliche e private, come la Vendeghini-Baldi e quella della Cassa di Risparmio di Ferrara.
Il risultato? Dove altro potreste ammirare lo splendido dipinto della Madonna col Bambino di Gentile da Fabriano, il Cristo con l’animula della Vergine di Andrea Mantegna, il Polittico Costabili eseguito da Garofalo e Dosso Dossi, i Tondi con le storie di S. Maurelio di Cosmè Tura o la Madonna del Rosario del Tintoretto?
Senza dimenticare che, fra i capolavori della Collezione Strozzi Sacrati, fa parte il dipinto di Cristo davanti a Pilato, realizzato dal pittore cretese Theotokòpoulos Domìnikos, detto El Greco.
Il Palazzo dei Diamanti a Ferrara, se ci pensate bene, è davvero una “punta di diamante” artistica italiana!
Informazioni utili per visitare Palazzo dei Diamanti
Prima di ogni cosa occorre sapere che Palazzo dei Diamanti ospita al suo interno due importanti percorsi espositivi:
- Le sale del piano nobile ospitano la Pinacoteca Nazionale di Ferrara;
- Al Piano Terra, dal 1991, sono invece allestite le mostre temporanee organizzate dalla Fondazione Ferrara Arte, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
Modalità di accesso alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara.
Nei periodi in cui non sono previste mostre temporanee, sarà possibile visitare la bellissima esposizione permanente nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara e la corte interna del Palazzo dei Diamanti.
In questo caso, il biglietto di ingresso può essere acquistato online o in loco. L‘ingresso è incluso nella MyFer Card. In questo caso vi basterà passare dalla biglietteria e fare vedere la vostra tessera e/o la prenotazione della fascia oraria prescelta.
Importante – In alcune date, ad orari stabiliti, vengono effettuate delle visite guidate della Pinacoteca senza sovrapprezzo. Non sono previste prenotazioni. Verificate date ed orari sul sito ufficiale.
Orari e costi del Biglietto di Ingresso alla Pinacoteca di Ferrara
La Pinacoteca Nazionale di Ferrara è aperta alle visite dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 18.
- Ultimo ingresso – 30 minuti prima della chiusura;
- Giornata di chiusura settimanale il lunedì;
- Altre giornate di chiusura: il 25 dicembre e il 1° gennaio.
Costi del biglietto:
- Adulti – 8 €;
- Associati FAI – 7 €
- Ridotto per ragazzi dai 18 ai 25 anni – 2 €
- Gratuità – minori di 18 anni, disabili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, minori di 18 anni; membri ICOM; personale MIBACT, scuole;
- Cumulativo Galleria Estense + Palazzo Ducale di Sassuolo – 10 €.
- Ingresso incluso nella MyFe Card.
- I possessori della MyFe Card che vogliano visitare anche le mostre temporanee al piano terra, dovranno pagare l’ingresso scontato a queste ultime, direttamente al botteghino del Palazzo.
Modalità di accesso alle Mostre temporanee a Palazzo dei Diamanti.
Di grande levatura e sempre interessanti le mostre temporanee allestite a Palazzo dei Diamanti. Chi sarà a Ferrara dal 22 marzo al 20 luglio 2025, potrà ammirare le mostre dedicate ad Alphonse Mucha a Giovanni Boldini.
Orari e costi di ingresso:
La mostra è aperta tutti i giorni, dalle 9.30 alle 19.30, mentre la biglietteria chiude alle ore 18.30. E’ prevista l’apertura anche a Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1° maggio e il 2 giugno.
I biglietti sono acquistabili direttamente in loco oppure online, con un sovrapprezzo per la prevendita di € 1,50.
- Biglietto adulti – € 15;
- Biglietto ridotto, per ragazzi dai 6 ai 18 anni compresi, visitatori con invalidità inferiore al 67%, over 65, studenti universitari dal martedì alla domenica e festivi – € 13;
- Ingresso Gratuito – Bambini di età inferiore ai 6 anni, visitatori con invalidità dal 67% con un accompagnatore, guide turistiche, giornalisti con tesserino (previa registrazione tramite modulo di accredito) – da pagare solo il costo per la prevendita di € 1,50;
- Biglietto FAMILY – Uno o due adulti con uno o più bambini dai 6 ai 14 anni – € 10 a persona adulta;
- Tariffa SPECIALE GIOVANI – Tariffa valida tutti i lunedì (festivi esclusi) per i visitatori fino ai 26 anni compiuti e per gli studenti universitari – € 10
acquistabile solo in biglietteria - Tariffa TRENITALIA – Tariffa valida tutti i giorni presentando un biglietto Freccia-rossa, Freccia-argento, Freccia-bianca con destinazione Ferrara e data antecedente fino a due giorni l’ingresso alla mostra – € 11.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare il Museo di Casa Romei.
Fra le molte chicche che la città di Ferrara riserva ai suoi visitatori, Casa Romei non è da meno di molte altre residenze nobiliari.
Anche se dal 18 Novembre dello scorso anno è chiusa alle visite per lavori di restauro, dal 15 marzo 2025 riaprirà parzialmente alle visite, per permettere ai visitatori di esplorare i lavori nel cantiere, accompagnati dagli addetti restauratori.
Segnatevi allora questi eventi:
- Sabato 15 marzo: dalle ore 11 alle 12 e dalle 12 alle 13, per gruppi di massimo 20 persone.
- Dal 22 marzo in avanti e solo il sabato mattina su prenotazione, dalle 11 alle 12, saranno invece visitabili le sale non interessate dai restauri.
L’ingresso a Casa Romei, in questo periodo, è gratuito, ma occorre obbligatoriamente prenotare la visita sulla APP MUSEI ITALIANI.
Ma cosa è Casa Romei?
Casa Romei è una bellissima residenza rinascimentale ferrarese, fatta edificare dal mercante Giovanni Romei nel 1443 e successivamente ampliata ed impreziosita con affreschi e dipinti, in occasione delle sue nozze con Polissena d’Este.
Dal 1491 la casa passò sotto la proprietà del Monastero del Corpus Domini, che delineò nuove funzioni e vi aggiunse nuove opere d’arte, come il trigramma del cortile d’onore. Dal 1955 lo splendido edificio rinascimentale venne trasformato in museo.
Il Museo di Casa Romei si sviluppa su 2 Piani e l’ingresso avviene dal Cortile d’Onore, ingentilito da un bel loggiato che prosegue al piano superiore.
Il Piano nobile racchiude al suo interno decorazioni, affreschi e splendide statue, realizzate da artisti del calibro di Donatello, Alfonso Lombardi, il Bastianino e Ludovico Settevecchi
Sono dei veri capolavori la Sala di Tobiolo e l’Angelo, la Sala di David e Golia affrescata dal Bastianino, il Salone d’Onore, la Sala della Scimmietta, la Sala Verde con la splendida Madonna del Donatello, la Sala del Cinquecento e, dulcis in fundo, la Sala delle Sibille, apprezzata per le decorazioni che riprendono la figura delle 12 profetesse e per il grande camino.
- Sito web ufficiale
- Ubicazione su Mappa di Casa Romei
- Percorso di visita a Casa Romei in pdf scaricabile
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare la Casa-Museo di Ludovico Ariosto.
Non si può visitare Ferrara senza dedicare del tempo ai luoghi di Ludovico Ariosto. Il grande scrittore italiano, autore del poema cavalleresco Orlando Furioso, trascorse parecchio tempo in questa città e vi morì nel 1532, nella casa di in via Ariosto 67 a Ferrara.
Nella semplice casa con la facciata in mattoni rossi dell’Ariosto, realizzata presumibilmente su progetto di Girolamo da Carpi, potrete vedere:
- Al piano terra – Troverete una della sedi della Fondazione Giorgio Bassani. Dello scrittore ferrarese qui è esposta la sua biblioteca personale, l’Archivio eredi Paola ed Enrico Bassani, oltre ad una copia dei quaderni scritti a mano del Il giardino dei Finzi-Contini.
- Al primo piano – Sono gli spazi del museo dedicato a Ludovico Ariosto. Al suo interno troverete, oltre ad alcuni oggetti legati alla figura dello scrittore, fra le altre cose, una preziosa edizione – del 1881- dell’Orlando Furioso, illustrata da Gustave Doré.
La Casa di Ludovico Ariosto è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, giornata di chiusura, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle18.00.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare l’Orto Botanico ed Erbario di Ferrara.
Dopo aver terminato la visita a Palazzo dei Diamanti, svoltate su Corso Porta di Mare e, dopo un centinaio di metri, sulla destra, troverete l’ingresso all’Orto Botanico ed Erbario di Ferrara.
Una visita imperdibile per gli amanti del genere, anche abbastanza veloce. L’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Ferrara, si estende sui 4.500 mq del giardino di Palazzo Turchi-Di Bagno e fu istituito su volere di Papa Clemente XIV, nel 1771.
Al suo interno, oggi, sono collocate 2000 specie vegetali, suddivise fra spazio all’aperto e 3 serre, includendo anche specie esotiche e medicinali.
Orario di apertura:
- Dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle 13.00;
- L’entrata all’Orto Botanico è gratuita;
- Ubicazione su mappa.
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare Piazza Ariostea.
Una splendida ed ariosa Piazza. È questa l’impressione che ne ho ricavato raggiungendola.
Contornata sui due lati da edifici religiosi, come la chiesa delle Sacre Stimmate e da splendidi palazzi porticati, come Palazzo Rondinelli e Palazzo Strozzi Bevilacqua, Piazza Ariostea la si raggiunge facilmente a piedi percorrendo Corso Porta di Mare.
Quella che oggi va sotto il nome di Piazza Ariostea era la “Piazza Nuova” dell’Addizione Erculea, realizzata dall’architetto Biagio Rossetti per volere di Ercole I d’Este.
La colonna cinquecentesca al centro dello spazio ovoidale, venne invece progettata da Ercole Grandi. Inizialmente pensata per accogliere la statua di Ercole I, la “Piazza Nuova” funse da piedistallo per la statua di Alessandro VI e, a seguire, per la statua della Libertà e quella di Napoleone, seguendo il percorso della storia.
Dal 1833 la colonna sorregge invece la statua del celebre poeta, Ludovico Ariosto. Dopo un secolo, nel 1933 il piano della piazza venne abbassato e vennero realizzate delle gradinate, assumendo la conformazione che ancora oggi possiamo vedere.
Ai giorni nostri è una zona molto frequentata da giovani e meno giovani, grazie ai bar e ristorantini che qui è possibile trovare. Ma non solo. Perché l’ampia piazza (lunga 200 metri e larga 100), accoglie ogni anno alla fine di maggio, gli eventi legati al secolare Palio di Ferrara.
- Quest’anno, il Corteo storico e le Corse del Palio si terranno in Piazza Ariostea sabato 31 maggio 2025, alle ore 20.00. Se potete, non perdetevelo!
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare la Chiesa di Santa Maria in Vado.
A metà strada fra il Castello Estense e Palazzo Schifanoia, c’è un’antica Chiesa che vi consiglio di inserire fra le cose da vedere a Ferrara: la Chiesa (o Basilica) di Santa Maria in Vado. Si tratta di un luogo di culto molto amato dai ferraresi, legato ad un evento miracoloso avvenuto nella Pasqua del 1171.
Una chiesa di origini antiche, dicevo, realizzata su un preesistente capitello del V secolo recante l’immagine della Madonna. A realizzare la struttura della Chiesa nel XV secolo, fu “il solito architetto” Biagio Rossetti, su incarico di Ercole I d’Este.
Ai due ingressi che si affacciano su due diverse vie (via Borgovado e via Scandiana), fanno da contraltare i ricchi interni a pianta basilicale con tre navate, suddivise da colonne, abside e transetto.
Bellissimo il soffitto, arricchito dai dipinti di Carlo Bononi, che ha anche realizzato l’affresco nel catino absidale, dedicato all’Esaltazione del Nome di Dio e il grande dipinto dell’Incoronazione della Vergine, collocato nella parte centrale del transetto. Un altro prezioso dipinto arricchisce l‘altare maggiore: si tratta della Cinquecentesca Annunciazione, realizzata dal pittore Camillo Filippi.
Fra le altre opere d’arte che potrete ammirare in questa splendida Basilica, spiccano anche un’icona della Madonna di Costantinopoli e la bellissima cappella, che custodisce la volta del miracolo. Il sacello venne realizzato nel 1594 dall’architetto Alessandro Balbi, su incarico di Alfonso II d’Este.
Molti altri preziosi dipinti sono stati poi spostati alla Pinacoteca di Ferrara, lasciando qui delle copie Ottocentesche.
Un gioiello di Ferrara da non perdere insomma!
Visitare Ferrara in due giorni: Cosa vedere
a Palazzo Schifanoia e nel Civico Lapidario.
Nato per “schivar la noia”, Palazzo Schifanoia è anche l’unica “Delizia Estense” edificata poco distante dal centro della città di Ferrara. Luoghi di svago e relax per la corte estense, le Delizie Estensi svolgevano anche la “funzione” di dimostrare la magnificenza artistica e la grandezza della corte.
- Cosa vedere a Ferrara: I bellissimi affreschi del Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia a Ferrara. Particolari del mese di marzo
Palazzo Schifanoia venne edificato nel 1385 su iniziativa di Alberto V° d’Este, con l’aspetto di una grande villa ad un piano a pianta quadrangolare. Interessato già da primo ampliamento nel 1391 sotto Leonello d’Este, il Principe Umanista, fu però fra il 1465 e il 1467 che, con il Duca Borso D’Este, assunse la connotazione architettonica ed artistica che oggi siamo abituati a vedere.
Borso D’Este fece realizzare un piano supplementare sull’iniziale corpo di fabbrica, commissionando all’architetto Pietro Benedetto il progetto del piano nobile. Vari artisti dell’Officina Ferrarese, fra i quali Francesco del Cossa, furono incaricati di realizzare il ciclo di affreschi nel Salone dei Mesi. Le indicazioni del programma iconografico invece, si basavano sugli studi curati dall’astrologo e bibliotecario di corte, Pellegrino Prisciani.

Cosa vedere a Ferrara: Il Salone dei Mesi nel Palazzo Schifanoia a Ferrara. Gli affreschi del mese di marzo
L’apparato iconografico del Salone dei Mesi doveva restituire agli osservatori la grandezza dell’attività politica, amministrativa ed istituzionale di Borso d’Este, in un fil-rouge incentrato su figure mutuate dalla mitologia antica e dall’astrologia araba.
Il grande “Calendario o di Borso d’Este” era strutturato in 12 fasce verticali, a rappresentare i 12 mesi dell’anno. Ciascun mese era poi ripartito in tre segmenti di storie: le 12 divinità dell’olimpo, i 12 segni zodiacali – su splendente fondo blu – e 12 imprese del Duca d’Este.
Sempre a Borso d’Este va ascritta la realizzazione della “Sala delle Imprese”, forse la camera da letto del primo Duca d’Este, e la “Sala delle Virtù”, al tempo probabilmente utilizzata come Sala delle Udienze. In tale ambiente vennero rappresentate, dall’artista Domenico De Paris, le Virtù Teologali e Cardinali.
Per completezza informativa va anche detto che, dopo la fine del periodo Estense, Palazzo Schifanoia passò di mano in mano sino a quando, nel Settecento, il Salone dei Mesi venne ricoperto da uno strato di intonaco bianco, per essere utilizzato come “manifattura tabacchi”.
Solo intorno al 1820, gli affreschi del Salone dei Mesi furono riportati alla luce e restaurati, grazie anche all’impegno dei pittori Giuseppe Saroli prima e Alessandro Compagnoni dopo. Dal 1898 Palazzo Schifanoia fu riconosciuto come Civico Museo Schifanoia.
Il Palazzo Schifanoia e il Salone dei Mesi oggi.
Il nuovo allestimento museale è frutto dei lunghi lavori di restauro e messa in sicurezza post terremoto 2012, che hanno portato alla riapertura, nel 2020, del Salone dei Mesi e dell’ala borsiana, nel 2021.
Non tutti gli affreschi dei Mesi, purtroppo, sono sopravvissuti al tempo e agli agenti umani e naturale. Marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto e settembre li troverete perfettamente visibili, mentre gli altri sono stati ricostruiti parzialmente o non sono più visibili (gennaio, febbraio, ottobre, novembre e parte di dicembre).
Ma a Palazzo Schifanoia, il percorso museale non è rappresentato dal solo “Salone dei Mesi”, ricordatelo! E prendetevi il tempo per visitarlo nella sua interezza. Il percorso di visita di Palazzo Schifanoia si articola fra gli ambienti posti a piano terra e quelli del piano nobile.
Al piano terra, nell’ala trecentesca e in quella Albertiana, potrete ammirare, fra le altre cose:
- I fregi superstiti della “stanza delle bifore”;
- La Stanza di Leonello d’Este;
- La Stanza degli Uomini illustri;
- La Stanza dell’Aquila bianca.
Nelle varie sale sono esposte collezioni di particolare pregio, fra le quali quella delle le ceramiche di Giovanni Pasetti, il foglio del breviario di Leonello e i vari cofanetti del XIV e XV secolo. Pregiatissimo poi, il polittico in alabastro con le storie della Passione di Cristo, realizzato da artisti inglesi e risalente a XV secolo.
Al piano nobile, lo stesso Piano in cui si trovano il Salone dei Mesi, la Sala delle Imprese (fermatevi a naso in su a guardare il soffitto a cassettoni blu e oro) e la Sala delle Virtù, con lo stupendo soffitto a cassettoni in stucco dorato e dipinto, potrete ammirare le altre sale Quattrocentesche.
Da non perdere uno sguardo su:
- Il busto del conte Leopoldo Cicognara, realizzato da Antonio Canova;
- La Litoteca del 1763, contenente 131 campioni di rocce ornamentali;
- Il seicentesco bronzo dorato con San Giorgio il drago di Francesco Fanelli.
Prima di lasciare Palazzo Schifanoia, vi consiglio di fare un break nel bar ubicato nei giardini del Palazzo, sedendovi sotto un albero. Un ultimo sguardo merita il superbo portale monumentale in marmo, disegnato da Francesco del Cossa.
Informazioni utili per visitare Palazzo Schifanoia a Ferrara.
Orari e giorni di visita:
- Dalle ore 10.00 alle ore 19.00, dal martedì alla domenica;
- Giorno di chiusura: lunedì;
- Ultimo ingresso alle ore 18.00
- Aperture straordinarie: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 23, 25 e 28 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 26 e 29 dicembre;
- Chiuso il 25 dicembre.
Costo di biglietti per la visita:
- Biglietto Adulti: € 12,00;
- Biglietto Ridotto (over 65, studenti universitari, categorie convenzionate, ecc): € 9,00;
- Ingresso Gratuito: minori di 18 anni, disabili con accompagnatori, giornalisti, pubblicisti e guide turistiche con tesserino, studenti Unife al 1° anno, accesso gratuito il giorno del proprio compleanno, 18APP.
- L’ingresso a Palazzo Schifanoia e al Civico Lapidario è incluso nella card turistica MYFECARD.
Contatti
- Recapito telefonico: 0532 244949
- E-mail: arteantica@comune.fe.it
- Sito web ufficiale
- Ubicazione su mappa
Cosa vedere a Ferrara in due giorni: Visitare il Civico Museo Lapidario.
Incluso nel biglietto di ingresso a Palazzo Schifanoia, c’è la visita al Civico Museo Lapidario.
Lo troverete vicino al Palazzo, all’interno della chiesa sconsacrata di Santa Libera, risalente al XV secolo. Al suo interno sono esposti reperti dell’epoca romana rinvenuti a Ferrara e nei suoi dintorni, con particolare riferimento alla zona del delta del Po emiliano-romagnola, oltre alle collezioni donate da Baruffaldi, Scalabrini e Riminaldi.
Fra i reperti più interessanti, qui troverete:
- Il Sarcofago di Aurelio Eutychia, rinvenuto a Voghenza, importante nodo viario sul Po dal I d.C.;
- Il sarcofago di Annia Faustina;
- Il Sarcofago del piccolo Neon;
- La stele del medico Pupius (I sec. d.C.);
- Il cippo di Octavius;
- Il grande sarcofago degli Aurelii (III sec. d.C.);
- La stele dei Caesii.
Il Lapidario è visitabile con il biglietto del Museo Schifanoia dalle ore 10.00 alle ore 19.00, dal martedì alla domenica. Giorno di chiusura: il lunedì.
Visitare Ferrara in due giorni: Cosa vedere nel
Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
a Palazzo Costabili.
È l’esemplificazione diretta di come contenuto e contenitore possano divenire un duplice motivo per visitare un museo! Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è infatti ospitato all’interno del Cinquecentesco Palazzo Costabili.
Il palazzo, realizzato nel XVI secolo dall’architetto Biagio Rossetti su incarico del nobile Antonio Costabili, segretario di Ludovico Sforza il Moro, si sviluppa fra cortile d’onore, piano terra, piano nobile e gli splendidi giardini. Non mancano, in alcune sale, le decorazioni e gli affreschi, eseguiti da pittori di grido del tempo.
Da ammirare con particolare attenzione, sono:
- La preziosa Sala del Tesoro a piano terra, la cui volta è stata affrescata ad inizio del XVI secolo dal Garofalo.
- Il Salone delle Carte Geografiche al Piano Nobile del Palazzo. In questa sala poi, sul fregio del cornicione, troverete riportati i versi della poesia “Alla città di Ferrara”, di Giosuè Carducci.
Dal 1935, la splendida residenza rinascimentale è stata trasformata in Museo Archeologico Nazionale. Nelle sue sale sono esposti i reperti e le testimonianze archeologiche ritrovate nella necropoli di Spina e nel resto della provincia di Ferrara.
Perché visitare l’esposizione museale.
Per chi ha in mente di visitare la città di Ferrara, consiglio vivamente di inserire una tappa all’esplorazione del locale Museo Archeologico Nazionale. Nell’avvincente percorso museale, avrete modo di conoscere le testimonianze archeologiche legate all’antica città di Spina, fondata dagli Etruschi intorno al 540 a.C..
Ma cosa era Spina e cosa rappresentava questo insediamento per gli etruschi? Spina era uno dei porti fondamentali nel Nord dell’Adriatico, importante riferimento per gli spostamenti mercantili di Atene e Delfi. Scoperta nel 1922 nel corso delle opere di bonifica delle valli di Comacchio, Spina si è rivelata in tutta la sua grandezza attraverso il rinvenimento di oltre 4.000 tombe nelle necropoli di Valle Trebba, di Valle Pega e, più recentemente, nella Valle del Mezzano.
Attraverso la visita a questo museo, sarà quindi possibile comprendere lo stile di vita dei suoi abitanti ed ammirare gli splendidi corredi funerari recuperati nelle necropoli.
Il percorso museale si suddivide fra le tre sale del piano terra e le 16 del piano nobile del Palazzo, seguendo prevalentemente un ordine di tipo cronologico.
In una delle tre sale del piano terra dedicate alla città di Spina, e più precisamente nella “Sala delle Piroghe”, potrete ammirare le due grandi imbarcazioni monossili (lunghe m 14,76 e m 12,10), rinvenute durante gli scavi del canale artificiale in Valle Isola.
Nelle sedici sale del piano nobile, i reperti, suddivisi per corredo, vi sveleranno “il mondo segreto” degli abitanti dell’antica Spina attraverso i vasi attici da simposio, i piatti, le ciotole, le ceramiche, ma anche i preziosi diademi e i gioielli in oro, argento, ambra e pasta vitrea che si trovano nella “Sala degli Ori”.
P.S.: Per completare la conoscenza di ciò che è stata la città di Spina, se visitate Comacchio, non perdetevi di fare un salto al Museo del Delta Antico.
Informazioni utili per visitare Museo Archeologico Nazionale di Ferrara a Palazzo Costabili.
Orari di visita:
Il Museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 9.30 alle ore17.00 (chiusura biglietteria ore 16.30). La giornata di chiusura è il lunedì.
Costi del biglietto di ingresso al Museo:
- Adulti – € 6,00;
- Giovani con età compresa tra i 18 e i 25 anni – € 2,00;
- Ingresso al solo giardino: € 1,00;
- Ingresso gratuito- Ragazzi di età inferiore ai 18 anni, disabili con accompagnatore. Altre categorie;
- Biglietto integrato di visita al Museo Archeologico e al Museo Nazionale Etrusco “P. Aria” di Marzabotto – € 7;
- Ingresso incluso nella MyFe Card;
- Gratuito la prima domenica di ogni mese.
Contatti:
- E mail: drm-ero.archeologico-fe@cultura.gov.it
- Recapito telefonico: (+39) 0532.66299
- Ubicazione su Mappa
- Pdf scaricabile con approfondimenti sul Museo
- Pdf scaricabile con approfondimenti su Palazzo Costabili
- Pdf scaricabile con approfondimenti sulla Necropoli di Spina
Cosa vedere a Ferrara in due giorni:
Visitare la Certosa Monumentale.
La Certosa Monumentale di Ferrara è un luogo di grande fascino storico e culturale, ubicato in una zona tranquilla della città. Originariamente fondata come monastero certosino nel 1452 da Borso d’Este, fervente devoto alla Regola dell’Ordine dei Certosini, la Certosa rientrò ben presto nei luoghi dell’Addizione Erculea grazie all’architetto Biagio Rossetti, che l’ampliò ulteriormente edificando il rinascimentale .
La certosa, venne successivamente trasformata in caserma a seguito delle invasioni napoleoniche e, dal 1813, in cimitero monumentale. I suoi chiostri, le cappelle e i monumenti commemorativi, rappresentano un importante esempio di architettura religiosa e neoclassica.
Nulla di triste e funereo, tutt’altro! Perché il complesso monumentale, caratterizzato da grandi spazi verdi, statue, opere d’arte sacra e dalle due eleganti ali curvilinee dei chiostri principali, creano un’atmosfera di grande serenità e pace, in cui arte, storia e natura si intrecciano.
Anche le cappelle e i monumenti funebri, sono la testimonianza diretta dell’importanza della famiglia Estense nella storia di Ferrara. Non a caso, quindi, qui troverete il monumento funebre a Borso d’Este, ma anche le sepolture di molti personaggi famosi, come Michelangelo Antonioni, Giovanni Boldini, Antonio Foschini e molti altri.
La Chiesa di San Cristoforo poi, è un mirabile esempio di architettura rinascimentale, impreziosita da affreschi e opere d’arte sacra. Realizzata nel 1498, al suo interno racchiude affreschi e dipinti di Ludovico e Agostino Carracci e del Bastianino.
Raggiungere la Certosa dal centro di Ferrara è una bella passeggiata di una ventina di minuti. Qui troverete la mappa del percorso a piedi, con partenza dal Castello Estense.
Informazioni utili per visitare la Certosa Monumentale e per saperne di più
Orari di apertura.
- Dal 31 Marzo al 31 Ottobre – Dalle ore 07.00 alle ore 19.00;
- Dal 31 Ottobre al 29 Febbraio – Dalle ore 07.00 alle ore 18.00;
- L’ingresso è gratuito per tutti.
Mappa in pdf scaricabile della Certosa di Ferrara;
Approfondimenti in pdf scaricabili
Visitare Ferrara in 2 giorni:
Altre cose da vedere e fare.
Se fino ad ora ho approfondito in modo puntuale le attrazioni da vedere a Ferrara, ci tengo a farvi notare che molti di essi possono, e lo sono, parti di un itinerario di visita più ampio, adatto a chi vuole effettuare dei “percorsi a tema” nella bella città Estense.
Un esempio è la scoperta della “Ferrara Ebraica”, che avrete già colto nel percorre la centralissima Via Mazzini, e le perpendicolari Via Vittoria e Via Vignatagliata. Su via Mazzini, avrete sicuramente notato le “pietre d’inciampo” di Gunter Demnig, i palazzi che ospitano le Sinagoghe con il Museo Ebraico, al momento chiusi per restauro e, proseguendo sino a raggiungere via Piangipane, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.
Un itinerario che narra e ricorda a tutti noi la storia della comunità ebraica di Ferrara, dagli Estensi al quartiere del “ghetto” dell’epoca fascista.
Da vedere e fare a Ferrara, ci sono poi anche i seguenti itinerari, fra tanti:
- L’itinerario lungo l’anello delle Mura di Ferrara;
- Il percorso legato al cine-turismo;
- Le escursioni fluviali a bordo della Nena;
- I percorsi a “tema letterario”, che includono i luoghi di Ludovico Ariosto, quelli legati alla Ferrara di Michelangelo Antonioni e ancora, quelli che narrano la città di Giorgio Bassani.
Cosa vedere e fare a Ferrara in due giorni:
Cosa e dove mangiare.
La cultura è fatta di tanti aspetti poliedrici e anche la degustazione dei piatti tradizionali e della cucina tipica, sono parte integrante di una Ferrara da scoprire! Non dimentichiamoci che siamo in Emilia- Romagna.
La cucina ferrarese è ricca di elementi ed alimenti che affondano le loro radici nella grande cultura Estense, anche a tavola, e in quella contadina.
Fra i piatti da prediligere, non perdetevi anzitutto la Salama da sugo, preparata con carne di maiale in budello, i cappelletti ferraresi in brodo, i Cappellacci di zucca, l’Anguilla di Comacchio, il buon pane nelle forme della “Coppia ferrarese” e, per chi ama i dolci, le Mistocchine e la Tenerina, chiamata anche torta regina del Montenegro o Montenegrina.
Di seguito vi lascio i nomi di alcune osterie, ristoranti e caffè che vi stra-consiglio:
- Trattoria Da Noemi
- Osteria della Campana
- Osteria i 4 Angeli – Per ottimi aperitivi e taglieri di salumi, oltre a primi e secondi italiani, in un locale confortevole con tavoli in giardino.
- Birraria Giori dal 1881
- Al Leon d’Oro tra Palazzo Ducale e Piazza Municipale,
- Osteria degli Adelardi consigliato anche per le ottime pizze
Vi siete lasciati affascinare e siete rimasti sorpresi delle mille cose da vedere e da fare nella città Estense di Ferrara? Se ciò che avete letto sin qui è stato di vostro gradimento e lo trovate utile, condividetelo sui vostri canali social! Mi potete trovate anche sulla Pagina Facebook di Spunti di Viaggio, su Linkedin, Pinterest o sul profilo Instagram.
Potrebbe anche interessarvi continuare la navigazione sul Blog nella sezione dedicata all’Emilia-Romagna, Marche, Toscana o Veneto.
- Visitare il Castello Estense di Ferrara: Cosa vedere sala dopo sala
- Cosa vedere a Comacchio fra centro Storico, Valli e lidi, in un giorno
- Scoprite cosa vedere a Ravenna città dei Mosaici
- Visitare il MAR a Ravenna, il Museo D’Arte della città romagnola
- Cosa vedere a Cervia fra centro storico e dintorni: Luoghi imperdibili
- Scoprire i Murales di Borgo San Giuliano a Rimini
- Cosa vedere al Fellini Museum a Rimini
- Cosa vedere in Valmarecchia: I borghi e i luoghi da visitare
- Cosa vedere nel borgo di Gradara in un giorno
- Cosa vedere a San Gimignano in un weekend
- Visitare la Bassa Padovana e scoprire la sua grande bellezza;
- Visitare l’Abbazia di Praglia sui Colli Euganei
- Scoprire cosa vedere nel Palazzo della Ragione a Padova;
- Rimanere incantati dalla Cappella degli Scrovegni;
- Slow Flow Veneto Waterways Experience: perchè scegliere il Turismo lento sulle vie d’acqua
- Scoprire a Verona gli itinerari della Minor Hierusalem;
Oppure curiosare fra i Consigli di Viaggio, per scoprire qualcosa di più!
Lasciatevi Ispirare e al prossimo Spunto di Viaggio by Mimì.
Castello Estense di Ferrara: Cosa vedere sala dopo sala e come prenotare
Cosa vedere a Ravenna: itinerario fra i luoghi imperdibili da visitare in un weekend













































































20 comments
Buongiorno Mimì! Con questo articolo ci hai fatto rivivere il nostro weekend alla scoperta di Ferrara, una città che abbiamo adorato sin dal primo impatto!
Come sempre è un piacere leggere i tuoi racconti super particolareggiati e molto interessanti!
Un abbraccio e a presto
Ricordo bene il vostro lungo weekend a Ferrara e dintorni! Una città che mi ha colpita molto positivamente!
Siamo stati a Ferrara durante un capodanno di alcuni anni fa per assistere allo spettacolo dell “Incendio del castello”. Una festa di fuochi d’artificio e luci davvero bello che consiglio! Una città che ci ha sorpreso e colpito per quanto è bella. Ci ritornerei volentieri!
Ho sentito molto parlare dell’ “Incendio del castello” e mi ha davvero incuriosita! In ogni stagione, a Ferrara c’è qualcosa da vedere e da fare. Confermo: mi ha stupita
Sono stata a Ferrara moltissimi anni fa per una breve passeggiata nel centro storico. Rimasi stupita dalla compostezza degli abitanti e dalla pulizia della città. Credo che sarebbe davvero carino tornarci con la mia famiglia, per visitare posti come l’Orto Botanico, Il tuo itinerario è molto dettagliato, lo salvo subito.
La città di Ferrara, e in particolare il suo centro storico, è incantevole e merita di essere visitato con calma e a fondo! Ti auguro di tornarci presto con i tuoi cari!
Quando ero ragazzina con la mia famiglia trascorrevamo le vacanze nei lidi ferraresi e questo mi ha dato la possibilità di visitare Ferrara e dintorni. Comunque leggendo il tuo post ho scoperto tanti luoghi sconosciuti. Mi piacerebbe tornare a visitarla con più calma. Grazie
Davvero felice che anche a te piaccia! Ci sono molte cose da vedere e fare e Ferrara
città davvero bella con un centro storico davvero caratteristico. torno sempre con piacere..
Come darti torto? Ferrara è davvero una città sorprendente e bella!
La mia amata Ferrara, conosciuta prima leggendo le vicende degli Estensi e dopo finalmente dal vero anni fa!! Tra l’altro ho avuto la fortuna di avere una zia ferrarese che preparava degli squisiti tortelli di zucca, di cui sono ghiottissima!
Ma che bello Marina, anche la zia ferrarese con tortelli “al seguito”! Anche a ne Ferrara è piaciuta tantissimo: la trovo una città ricca di bellezze culturali e paesaggistiche tutte da scoprire!
Mi vergogno un po’ a dire che non sono mai stata a Ferrara, una città a cui penso da un po’ ma che non ho ancora avuto occasione di visitare. Questo articolo così approfondito però sarà una guida perfetta per scoprire una splendida città sotto davvero tanti punti di vista.
Sono felice di averti ispirata alla visita della splendida città di Ferrara e di tutte le cose meravigliose che essa racchiude al suo interno!
Sono stata a Ferrara meno di un mese fa per l’inaugurazione di ste mostre all’interno di Palazzo dei Diamanti, una location davvero iconica e ricca di fascino.
Merita davvero tantissimo Ferrara tutta e il Palazzo dei Diamanti in particolare
Ho visitato due volte Ferrara e in due momenti dell’anno completamenti diversi che hanno dato un quadro più completo: le città cambiano molto in base alla stagionalità!
Mi ha fatto davvero una buona impressione e non mi dispiacerebbe rivederla, soprattutto durante il Ferrara Buskers Festival di cui ho sentito parlare bene! E magari visitando il Palazzo Schifanoia perché era chiuso per restauro.
Merita sempre una visita la città di Ferrara. Anche a me è piaciuta parecchio e non mi spiacerebbe tornarci!
Sono stata a Ferrara in gita alle superiori ma è stata una visita veramente frettolosa: poche ore che purtroppo non mi hanno permesso di scoprire davvero questa città che ha davvero tantissimo da vedere. Dopo aver letto questo articolo direi che occorre pianificare almeno un weekend per farsi un’idea. Molto apprezzati anche i consigli gastronomici!
Giusto: un weekend a Ferrara, posso dirti che é il minimo sindacale per approfondirne la conoscenza