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Le ricette natalizie tradizionali italiane e i menù: a tavola con i Blogger

by Mimì
biscotti e spezie ricette natalizie tradizionali italiane

Fra i mille modi con cui si può visitare il nostro Bel Paese, quello che “passa per la tavola” è un motivo molto gradito a tutti i turisti e viaggiatori italiani e non, in ogni periodo dell’anno! Approssimandosi il Natale poi, ogni regione sa esprimere e declinare al massimo la propria “tipicità eno-gastronomica”, con la scelta di ricette natalizie tradizionali italiane e Menù, che affondano le radici nell’antica Storia dei territori di origine!

E’ uno storytelling multi-sensoriale di grande appeal, del quale siamo tutti protagonisti e partecipi in prima persona, perchè ciascuno di noi ha una “ricetta della nonna” che fa parte delle proprie tradizioni familiari, così come ogni regione, provincia, città e campanile d’Italia, ama esprimersi e farsi conoscere attraverso i propri “saperi e sapori”!

Piazza Walther a Bolzano con i mercatini natalizi tradizionali

Mercatino natalizio a Bolzano – Una tipicità mancata nell’anno della Pandemia

 

E così, molte tradizioni natalizie dalle varie tavole regionali italiane, si sono trasformate in tradizioni diffuse nell’intera Italia, apprezzate e ricercate in tutto il mondo!

Da Nord a Sud, ad esempio, il Panettone di Milano, il Pandoro di Verona, il Panforte Toscano, lo strudel altoatesino,  i tortellini o la cena di magro della Vigilia di Natale, sono entrati a far parte delle tradizioni di ogni tavola italiana, che non viene disdegnata nemmeno nel resto del mondo!

Ma c’è qualcosa di più in tutto questo! Dietro e intorno ad ogni tavola, soprattutto a Natale, ci sono il calore ed i valori di una famiglia, il tramandare le tradizioni di generazione in generazione, c’è la voglia di stare insieme ritrovando anche così le proprie radici e peculiarità culturali!

Pensando a questo, insieme ad alcuni amici Blogger, abbiamo deciso di condividere con voi da qui, un pò della nostra Bella Italia, portando nelle vostre case e nelle vostre cucine, idee e suggerimenti per realizzare alcune fra le migliori ricette natalizie della tradizione italiana!

Un ringraziamento va quindi agli amici Travel Blogger che hanno contribuito a questo articolo, con le  proprie “ricette natalizie del cuore”!

Seguiteci e lasciatevi ispirare da questo splendido e gustoso “viaggio nel viaggio”!

 

Le ricette natalizie tradizionali italiane e i menù

 

Il Natale a Bergamo attraverso la cucina tipica

 

A tavola con Silvia del Blog Itinerario di Viaggio

 

La cucina bergamasca è una cucina basata su ingredienti poveri e facilmente reperibili. Anche a Natale l’usanza non cambia e quindi, in tavola vengono comunque presentati piatti realizzati con ingredienti della terra bergamasca.

In realtà Bergamo non ha dei piatti particolari che vengono preparati solo in occasioni di feste speciali, come per l’appunto il Natale.

Sono piatti che comunque vengono realizzati anche nei periodi precedenti al Natale o alle festività, ma che comunque ricordano il Natale, i pranzi e le cene in compagnia di parenti e famigliari.

 

Un Tagliere tipico Bergamasco – Foto credits by @itinerariodiviaggio

La polenta

Come tutti sapete la polenta è uno dei piatti bergamaschi per eccellenza; non a caso i bergamaschi sono conosciuti anche con il soprannome di “polentoni”.

Pensate che in passato quando purtroppo il cibo scarseggiava, la polenta era mangiata molto spesso, anche a colazione a volte, perché riusciva a dare sostentamento spendendo poco denaro per averla.

Anche a Natale quindi la polenta non può mai mancare sulle tavole dei bergamaschi. Spesso e volentieri fa da contorno al coniglio arrosto.

Ol Capù

Una ricetta che spesso viene preparata a Natale soprattutto nelle valli bergamasche è l’involtino di verza, detto in dialetto, ol capù.

L’involtino è composto da verze, carne macinata, uovo, formaggio e pan grattato, sale q.b. e noce moscata.

Si prende la foglia di verza, la si riempie con il ripieno e si forma una pallina. Si passa nel pangrattato e poi si cuoce in forno. 

 

I dolci natalizi

Uno dei dolci bergamaschi più noti è Polenta e Osei.

Polenta e Osei oltre a essere un dolce è anche cucinato come un secondo piatto composto per l’appunto da uccellini cotti allo spiedo o in padella, con lardo e salvia, accompagnati dalla polenta.

La versione dolce invece è composta da pan di spagna con creme al cioccolato, burro, nocciola e rhum.

Il pan di Spagna viene poi ricoperto con marzapane giallo e con zucchero cristallino. Viene infine decorato con degli uccellini di marzapane al cioccolato.

Nel 2014 grazie all’iniziativa di 11 pasticceri bergamaschi è nata una rivisitazione della Polenta e Osei chiamata “mOro”.

 Il “mOro” è a forma di lingotto ed è realizzato con gli ingredienti tipici della Polenta e Osei ed altri ingredienti più moderni tra cui cioccolato gianduia, pasta di mandorle, nocciole, farina di mais, rhum invecchiato 15 anni.

Il nome “mOro” è stato scelto perché richiama sia le Mura Venete della Città Vecchia, sia il mOro di Venezia.

 Il dolce viene sempre incartato in una carta color oro.

Silvia e William li potete trovare e leggere sul Blog Itinerario di Viaggio!

 


Per le vie di Bologna – Foto credits by @Travellitudine

 

Le ricette natalizie tradizionali italiane e i menù

 

La tradizione a Bologna: i tortellini in brodo

 

A Tavola con Mariachiara del Blog “Travellitudine”

 

A Bologna – e in buona parte dell’Emilia – non è Natale senza tortellini, che a dir la verità sono entrati di diritto in tutti i menù natalizi tradizionali italiani!

 Il tortellino da queste parti è una vera e propria istituzione, tant’è che si è creata una vera e propria diatriba tra modenesi e bolognesi su dove davvero sia nata questa pasta tanto amata e particolare.

Ci sono diverse leggende che gravitano intorno alla storia dei tortellini.

C’è chi dice che siano nati a nella Locanda Corona per volere del suo proprietario, che, sbirciando dal buco della serratura si era innamorato dell’ombelico di una marchesa sua ospite, e aveva deciso di riprodurlo in un piatto.

Secondo un’altra leggenda, invece, il tortellino ha visto la luce a Castelfranco Emilia, e non sarebbe altro che una riproduzione dell’ombelico di Venere.

 Leggende a parte, l’origine medioevale del tortellino è praticamente certa e già nel 1100 d.C. in diversi documenti si parla di “tortellos, tortelli, tortellis”, come ben spiegato dalla Dotta Confraternita del Tortellino.

 I tortellini erano venduti nei banchetti di piazza Maggiore a Bologna, preparati dalle sfogline e destinati per lo più ai Gonfalonieri di Giustizia e al Legato Pontificio.

 

Tortellini ricette natalizie tradizionali italiane in Emilia Romagna

Tortellini a go go – @Foto credits by @Travellitudine

 Da secoli i tortellini popolano le tavole delle famiglie bolognesi.

Forse dire che ogni famiglia una sua ricetta potrebbe sembrare esagerato, ma in realtà non si discosta molto dalla realtà.

Sono davvero tante le ricette dei tortellini, tutte leggermente diverse e tramandate gelosamente dalle nonne ai figli e ai nipoti.

Nel 1974, la Dotta Confraternita del Tortellino ha depositato, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina e con atto notarile, la ricetta del ripieno del “tortellino di Bologna”.

L’autore? Una signora di Borgo Panigale, Maria Lanzoni Grimaldi, che aveva partecipato al concorso indetto dalla Dotta Confraternita tra i lettori del Resto del Carlino.

Nella stessa occasione vennero anche definite le “linee guida” per il brodo (sì, nonostante le varianti alla panna e al ragù, sappiate che i tortellini vanno in brodo!), che deve essere esclusivamente di carne in brodo e gallina ruspante.

Nel 2008, la Dotta Confraternita ha infine depositato presso la Camera di Commercio un atto che definisce le caratteristiche tipiche del tortellino: “la classica e originale forma, la particolarità del ripieno, lo spessore e la genuinità della sfoglia e il peso finale in 5g”.

Questa la ricetta depositata: (fonte: Dotta Confraternita del Tortellino)

Ingredienti per circa 1000 tortellini

Pasta fresca gialla preparata con 3 uova e 3 etti di farina

Per il ripieno:

  • 300 gr lombo di maiale rosolato al burro
  • 300 gr prosciutto crudo
  • 300 gr vera Mortadella di Bologna
  • 450 gr Parmigiano Reggiano
  • 3 uova
  • Noce moscata

Per il brodo:

  • 1 kg di carne di manzo (doppione)
  • ½ gallina ruspante
  • Sale
  • Sedano, carota, cipolla

Preparazione della sfoglia

Per preparare la sfoglia necessaria ad ottenere circa 1000 tortellini, ci vogliono, secondo la ricetta originale, 3 uova e 3 etti di farina. La pasta va stesa con il mattarello, deve essere molto sottile. Si devono ricavare dei riquadri di circa 3 cm.

Fate le dovute proporzioni nel caso (probabile) che ne vogliate preparare meno!

Preparazione del ripieno

Il lombo deve essere tenuto due giorni a riposo e cosparso con un battuto composto da sale, pepe, rosmarino e aglio. Poi, va cotto a fuoco lento con il burro e tritato insieme al prosciutto cotto e alla mortadella; si uniscono poi le uova, la noce moscata e il parmigiano, impastando a lungo.

 Il ripieno così ottenuto va lasciato poi riposare per 24 ore. Si trita poi finemente il lombo, il prosciutto, la mortadella e si impasta il tutto (a lungo) con uova, parmigiano e noce moscata. L’impasto ottenuto deve riposare almeno 12 ore.

Tortellini in brodo – Ricette natalizie tradizionali italiane by @Travellitudine

Nel frattempo, preparate il brodo, con mezza gallina, gli odori e quattro litri d’acqua: fate bollire per almeno 3 ore. Preparatelo con attenzione e ricordatevi che il segreto per avere dei tortellini strepitosi sta, certamente nella qualità delle materie prime, ma anche nella qualità del brodo!

Mentre il brodo bolle, possiamo iniziare davvero a preparare i nostri tortellini: al centro di ogni quadretto va messa una piccola quantità di ripieno.

La pasta va piegata a formare un piccolo triangolo: i lati devono combaciare, e il triangolo deve essere avvolto attorno al dito, sovrapponendo i due angoli opposti e premendo in maniera tale da chiudere il tortellino.

Volete essere sicuri di avere fatto un tortellino perfetto e in linea con la ricetta tradizionale?

Pesatelo: se la bilancia segna 5 grammi il lavoro sarà stato svolto egregiamente!

Una volta pronti, tuffateli nel brodo bollente e lasciate cuocere per 3-4 minuti. Buon appetito!

 

Mariachiara la potete trovare e leggere sul Blog “Travellitudine”


 

 

ricette natalizie tradizionali italiane in Toscana la val D'Orcia

Colline della Val D’Orcia in Toscana – Foto credits @Ely and Fabio on the Road

Le ricette natalizie tradizionali italiane e i menù

 

fra Piemonte e Toscana

 

A tavola con Elisa del Blog “Eli e Fabi on the Road”

 

Una delle cose che preferisco del Natale sono le tradizioni.

Molte di queste si sono perse o si stanno perdendo con il passare degli anni, ma per fortuna quelle del Natale riescono a preservarsi e continuano a vivere, e ad essere tramandate di generazione in generazione, soprattutto quando si parla di ricette natalizie/menù tradizionali italiani.

In una famiglia come la nostra, mezza toscana e mezza piemontese, il Natale è il giorno perfetto per fare convivere le tradizioni culinarie di entrambe le regioni.

Il Piemonte e la Toscana sotto alcuni aspetti culinari vanno d’accordo.

Entrambi hanno piatti della cucina povera (basta pensare alla Bagna Càuda e alla Ribollita), entrambe le regioni producono dei vini rossi famosi in tutto il mondo (il Chianti e il Barolo), ed è proprio per questo che non è molto difficile unire i piatti tipici di Natale di entrambe le regioni.

Il nostro menù di Natale tradizionale, cerca di inserire sempre due ricette tradizionali di entrambe le regioni: il bollito con la salsa verde per il Piemonte, e il Panforte per la Toscana.

bollito con la salsa verde ricetta del menù natalizio italiano in piemonte

Dal Piemonte, bollito con la salsa verde- Foto credits @Ely and Fabio on the Road

Sin da piccola ho sempre associato il bollito con la salsa verde (chiamato bagnetto verde dalle mie parti) al piatto di Natale.

Mia nonna iniziava a prepararlo la mattina presto, perchè è una pietanza che richiede una cottura molto lunga. Ricordo il vassoio ricco di ogni tipo di carne! Ogni anno cambiava, ma non mancavano mai lingua, la noce e alcune frattaglie.

Mentre mia nonna faceva cuocere il bollito, io aiutavo mio nonno con la salsa verde.

 Prendevamo il prezzemolo fresco e iniziavamo a tritarlo con la mezza luna, aggiungevamo le acciughe, uno spicchio d’aglio e della mollica di pane imbevuta da aceto. Quando la carne era cotta mia nonna la riponeva in un bellissimo vassoio con la salsa verde accanto.

L’acqua di cottura non veniva buttata via, ma era riutilizzata per fare la minestrina per la cena del giorno di Natale.

Le Langhe in Piemonte materie prime doc per le ricette natalizie tradizionali italiane

Le Langhe in Piemonte – Foto credits @Ely and Fabio on the Road

 

Panforte dalla Toscana ricetta natalizia tradizionale italiana

Panforte dalla Toscana – Foto credits @Ely and Fabio on the Road

Ogni Natale cerco di riportare in tavola i sapori del piatto dei miei nonni, nell’intento di portare avanti la tradizione.

Allo stesso modo cerco di realizzare una tradizione toscana in famiglia, acquisita da mio marito.

Da quando abito in Toscana, il Panforte è il dolce che non deve mai mancare sulla tavola del giorno di Natale. Non si fa mai negli altri giorni dell’anno proprio perchè è associato al Natale.

Quando preparo il Panforte, penso sempre a Siena, perchè nonostante sia un dolce tipico toscano, si narra che la sua preparazione fosse demandata all’arte dei Medici e Speziali di Siena.

Ciò che rende particolare questo dolce è l’unione della frutta candita, che può ricordare il panettone, e le spezie.

Il Panforte si prepara utilizzando arancia candita, cedro candito, mandorle, miele, noce moscata, chiodi di garofano, cannella, zucchero, che mescolati insieme formano la “mollica” di questo pane natalizio.

Dopo averlo cotto nel forno, viene ricoperto con lo zucchero a velo e con un’ostia che funge da parte croccante.

Che dirvi: l’unione tra la frutta candita e le spezie è davvero eccezionale, da provare!

Elisa e Fabio li potete trovare e leggere sul Blog Eli and Fabi On The Road”

 

 


Tramonto magico sullo stretto di Messina dal Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria

La magia del tramonto a Reggio Calabria

 

Le ricette natalizie tradizionali italiane

 

Il dolce Natale in Calabria con i Petrali

 

By Spunti di Viaggio

 

Si dice spesso che nessun periodo come quello del Natale, avvicini tutti ai valori delle tradizioni familiari e alle antiche consuetudini.

Tutto ciò diviene ancora più sentito quanto più vi spostate verso il Sud del nostro Bel Paese, dove le “Festività principali” rappresentano il momento in cui le famiglie riescono a riunirsi, anche con i componenti che lavorano fuori dalla propria Regione!

Da buona calabrese che oramai vive e lavora in quel di Bergamo da quasi 30 anni, credo di essere divenuta una buona testimonial dell’attesa del “Pacco Natalizio da Giù” (nel mio caso da Reggio Calabria), che i parenti mandano ai propri “congiunti”, per non fare mancare il sapore, il profumo e le atmosfere natalizie Made in Calabria, ovunque ci si trovi nel mondo!

Un gesto semplice, quasi come un abbraccio che giunge da lontano e che arriva anche attraverso quei prelibati prodotti eno-gastronomici natalizi, che colorano ed insaporiscono molte tavole di “calabresi in trasferta”!

Petrali

Nel mio Menù per le Festività Natalizie, non mancheranno mai i tradizionali salumi e formaggi autoctoni, le crespelle e i fritti, i tanti piatti a base di pesce come il Baccalà o il pesce stocco fatto “A ghiotta” e, per terminare in gloria, i dolci natalizi, come i “Torroncini di Bagnara Calabra”, i Petrali, “i crucitti”, crocette di fichi secchi glassate con il cioccolato fondente, i turdilli, le nacatole all’anice, la Giurgiulena e mille altre leccornie ad alto contenuto calorico!

Perché c’è un rito da rispettare la Vigilia di Natale in Calabria, che mette a dura prova i succhi gastrici dei commensali, visto che si “dovrebbero” assaggiare tredici pietanze!

A dirvi la verità, personalmente ho mantenuto fede a questa tradizione con un piccolo stratagemma, e cioè conteggiando anche lo spicchio di mandarino o di arancia alla fine della cena/pranzo!

 

torroncini calabresi ricette e sapori natalizi tradizionali italiani

Torroncino calabresi

Non vivendo più in Calabria, il mio menù si è arricchito di altre gustose ricette natalizie tradizionali italiane, ma di necessità virtù, ho anche rispolverato i ricordi delle ricette calabresi della nonna, che qui vi condivido!

Magari potete provare a realizzare anche voi la ricetta dei Petrali, assaporando fragranze tipiche del Natale in Calabria!

Anche questo è un modo per fare un Viaggio in Calabria!

Petrali di Reggio Calabria ricette tipiche tradizionali italiane

Petrali con la glassa

 

La ricetta dei Petrali – Sapore Natalizio di Calabria

A scanso di equivoci voglio dirvi che i “Petrali”, dolci tipici natalizi della provincia di Reggio Calabria, hanno delle “varianti” di denominazione, all’interno della stessa Calabria.

Vi sono poi anche dei dolci che possono apparirvi visivamente similari, ma che racchiudono ingredienti diversi. Fra le più note e diffuse, vi ricordo la Pitta ‘mpigliata, tipica della zona di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, la Pitta ‘nchjusa nei dintorni di Catanzaro o le Chinulille, sempre nel cosentino!

Per tutti questi dolci calabresi tipici del periodo natalizio, c’è di base il radicamento nelle tradizioni millenarie di questa terra e l’utilizzo, quali ingredienti fondamentali,  di dolcificanti naturali, fra i quali il miele, il mosto e la frutta, utilizzati in passato al posto dello zucchero.

 La forma tipica dei Petrali è la mezzaluna e in ogni famiglia. c’è “un ingrediente” più o meno segreto, che viene tolto o aggiunto alla ricetta di base, che agli albori non comprendeva fra i suoi ingredienti il burro, ma lo strutto.

Ingredienti per realizzare la frolla di base dei Petrali

  • 1 kg di farina 00.
  • 4 uova.
  • 200gr di zucchero.
  • 1 bicchiere e mezzo di olio di girasole pari a circa 200 grammi di olio che possono essere sostituiti da 250 grammi si strutto o di burro. Per ammorbidire l’impasto potete usare 1/2 bicchiere di latte, oppure del vermouth.
  • Scorzetta grattugiata di limone.
  • Un pizzichino di sale
  • 2 bustine di lievito.
  • 1 confezione di diavolini colorati.

Iniziate a lavorare le uova intere con lo zucchero, unendo man mano l’olio (o altro grasso). Unite alla farina spianata a fontanella questo composto. Aggiungete il lievito, un pizzico di sale e la scorza grattuggiata di un limone, amalgamando bene, aggiungendo il latte o il vermouth per ammorbidire il tutto.

Lasciare riposare il tutto un’oretta per poi stendere la pasta di base con un mattarello per ottenere “le formelle” circolari.

Ingredienti e preparazione della “farcia” per fare ii petrali
  • 350 gr di fichi secchi
  • 150 gr di uva passa preventivamente ammorbidita
  • 100 gr di mandorle spellate
  • 150 gr di noci
  • 3 cucchiai di cacao amaro magro
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 250 ml di caffè (meglio se leggermente zuccherato)
  • 250 ml di vino cotto
  • Buccia di un mandarino e di un’arancia
  • chiodi di garofano e cannella
  • 50 gr di cedro candito
  • 1 cucchiaio di miele

Sbollentate i fichi secchi per alcuni minuti in acqua calda e quindi levate il peduncolo. Sminuzzateli finemente e poneteli in una pentola, nella quale verserete anche le noci e le mandorle sminuzzate, che avrete preventivamente sbucciate, sbollentate e tostate leggermente.

A questo composto aggiungete il cedro candito tagliuzzato, la buccia di arancia e di mandarino tagliate a pezzetti, la polvere di chiodi di garofano, la cannella, il cacao, lo zucchero, il miele e da ultimi, il vino cotto e il caffè. In molte varianti non si parla di miele, ma di zucchero, quindi verificate voi il gusto che preferite

Sbollentate la farcia a fuoco basso per un massimo di dieci minuti, amalgamando bene il composto e  quindi lasciate riposare almeno un giorno.

 

Preparazione dei petrali

Con la pasta di base preparata in precedenza, opportunamente stirata, ricavate  con un bicchiere o con un’altra formella dei  tondi. Su ciascuno di questi, mettete con un cucchiaio la “farcia” che avete preparato nei giorni precedenti. Ripiegate la pasta in modo da formare una bella mezza luna, cercando di far ben aderire i bordi.

Imburrate una teglia e disponetevi sopra i petrali che avrete avuto cura di spennellare con  il rosso dell’uovo.

Mettete in forno pre-riscaldato per circa trenta minuti a 180° e comunque, sino a quando i petrali non vi appariranno ben dorati. Quindi toglieteli dal forno e decorateli con “i diavulicchi”, cioè i confettini multicolor!

Potete anche decolarli con una glassa bianca o al cioccolato e, quando la glassa è ancora calda, aggiungere i confettini colorati.

Et voilà, la nostra dolce ricetta natalizia tradizionale italiana made in Calabria è realizzata, ed aspetta solo di essere gustata!

 

Un caro saluto da Mimì by Spunti di Viaggio

 


 

Cassata siciliana ricette natalizie tradizionali italiane

Cassata siciliana – Foto credits by @amolasicilia

Le ricette natalizie tradizionali italiane in Sicilia:

 

La Cassata Siciliana!

 

A Tavola con Ketty del Blog “Amo la Sicilia”

 

 

La regina indiscussa delle ricette nella tradizione natalizia italiana in Sicilia: la mitica e buonissima cassata siciliana.

Il Natale è una delle feste più magiche dell’anno! Le strade si riempiono di luminarie, i negozi addobbano le vetrine per attrarre gli occhi sognanti di chi è alla ricerca del dono giusto, mentre le case si illuminano ancor di più di accoglienza, con alberi sfavillanti e luci intermittenti!

Ma il vero dilemma di noi siciliani, appena strappi il foglio di novembre dal calendario, è cosa preparare per il menù delle Festività natalizie!

Possono passare giorni perché si decida il menù di Natale, ma per il buffet dei dolci, non serve tempo per decidere!

E’ sottinteso che sarà lei, la regina della tavola: un trionfo barocco di dolcezza, Sua Maestà la Cassata.

Per le origini di questa ricetta tradizionale siciliana che oramai fa parte delle tradizioni italiane e sicule non solo natalizie, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo sino all’undicesimo secolo, allorquando Palermo rappresentava uno dei centri culturali più importanti dell’Europa, al centro della cultura Mediterrranea.

Un’epoca contraddistinta dalla dominazione araba, che ha fatto sentire la sua influenza anche nella cucina siciliana, con l’importazione di alcune coltivazioni ed inserendo l’uso di materie prime in cucina quali le mandorle, il pistacchio o la canna da zucchero

Cappella Palatina al Palazzo dei Normanni a Palermo

Cappella Palatina a Palermo – Foto credits by @amolasicilia

Una bacinella dolce, ovvero, il “quas’at”. Storie e leggende intorno alla cassata siciliana

Si sa: le migliori scoperte avvengono per caso!

Ed è stato anche così anche per la cassata, legata alla leggenda che vuole la sua “creazione”   ad opera di un pastore, che un giorno decise di mescolare la ricotta di pecora al miele mettendola dentro una specie di conca.

Da qui, il nome arabo quas’at (bacinella),  … una sorta di contenitore di dolcezza.

La bisnonna della nostra cassata, la cassata al forno.

Solo dopo, ai tempi di un’importante emiro arabo, si decise di avvolgere l’impasto in una sfoglia di pasta di pane e metterlo al forno, nacque così la cassata al forno, l’antenata della nostra cassata.

Cassata, ovvero, “composto di pasta di pane e formaggio “

Nel ‘700 arrivò da Genova il Pan di Spagna, che sostituì la frolla. Aggiungendo le scaglie di cioccolato si ottenne la zuccata, che ci è stata tramandata in epoca normanna, e infine la pasta di mandorle o pasta reale (dal convento Martorana) per decorarla, la glassa di zucchero e la frutta candita  che completano l’opera.

Dopo avervi tediato con la storia della nostra cassata, vi allieto allegandovi la ricetta, così che possiate sperimentare a casa vostra, questa delizia degli occhi e del palato.

In Sicilia l’arrivo della cassata a tavola è un rito quasi sacro!

Si sparecchia, si preparano i piatti da dessert del servizio buono, si prende il taglia torta d’argento e si attende …

Tentazioni dolci in vetrina – Foto credits by @amolasicilia

Come preparare la Cassata Siciliana:  qualche giorno prima…

Iniziamo dal preparare il pan di Spagna. 

Procuratevi una teglia dal diametro di 26 centimetri, imburratela ed infarinatela

Pan di spagna
200g di zucchero a velo
● La buccia di un limone grattugiato
● 100g di latte
● 4 uova
● 150g di olio di girasole
● 300g di farina
● Una bustina di lievito

Sbattere le uova con lo zucchero, unire alternando l’olio, il latte, la farina e la scorza del limone grattugiato. Da ultimo aggiungete il lievito e infornate per 40 minuti a 160°C

Crema di ricotta

600g Ricotta di pecora
● 170g Zucchero a velo
● 60g di zuccata
● 50g di gocce di cioccolato

Mescolare la ricotta con lo zucchero con un mestolo di legno finchè non diventa una crema. Aggiungere le gocce di cioccolato e la zuccata mista a cubetti.

Pasta di mandorle

200g di mandorle frullate possibilmente al momento, per non fare perdere le qualità organolettiche;

● 200g di zucchero (di cui metà frullato)
● Acqua quanto serve.
● Colorante verde naturale

Frullare a farina le mandorle e tenere da parte. Frullare 100g di zucchero che verranno usate per impastare le mandorle. In un tegame far bollire 100g di zucchero con pochissima acqua giusto il tempo per far sciogliere lo zucchero. Aggiungere le mandorle e mescolare velocemente e versare su una spianatoia. Impastare con il rimanente zucchero a velo e qualche goccia di colorante verde

Pasta di zucchero

250g di zucchero a velo
● 25g di miele
● 20g di acqua
●3 g di colla di pesce
● 10g di burro

Mettere la colla di pesce nell’acqua. Quando è ammorbidita, aggiungere il miele e il burro. Accendere il fornello a fiamma bassa e far riscaldare tutto in poco tempo ma che si siano sciolti bene. Versare il liquido nello zucchero a velo e impastare. Coprire con pellicola.

Qui un appunto, io la pasta di zucchero non la metto, perché mi piace di più gustare la cassata non troppo zuccherosa.

Bagna per il pan di Spagna

100g di liquore strega
●150g di acqua
●85g di zucchero
●Bucce di limone

In tegame far bollire l’acqua, lo zucchero e le bucce del limone per pochi minuti. Quando la bagna si raffredda aggiungere il liquore

Ghiaccia  reale

250g di zucchero a velo
● 1 albume
● 2 cucchiaini di limone

montare con un frullino l’albume a neve. Aggiungere lo zucchero e 2 cucchiaini di succo di limone, mescolare finchè non diventa una cremina.

Assemblaggio di una Cassata: le fase finali

Rivestire con la pellicola una teglia liscia dal diametro di 26cm. Ritagliare un disco di Pan di Spagna e posizionare sul fondo della tortiera e rivestire anche i bordi.

 Bagnare con un pennello il Pan di Spagna con la bagna e versare su la crema di ricotta. Ultimare con uno disco di Pan di Spagna e ripetere la bagna. Coprite tutto con una pellicola e fate riposare in frigorifero per almeno 4 ore.
Riprendere la cassata e capovolgete su un vassoio il contenuto.

Stendere un disco di pasta di zucchero e posizionare sulla torta. Ritagliare i bordi e foderarli con la pasta di mandorle.

Adesso viene il bello, decoriamo!

Decoriamo con la ghiaccia reale e frutta candita a piacere. Scegliamo tra il vivace e solare colore delle arance, il rosso delle ciliege e il verde del cedro.

Consumare con attenzione, provoca dipendenza.

Un abbraccio e un sereno Natale a tutti da Ketty Zambuto.

 

Ketty Zambuto la potete trovare e leggere sul Blog Amo la Sicilia”

 

Pasticceria tipica siciliana

Pasticceria tipica siciliana

 

 

Voglio ringraziare tutti i colleghi Travel Blogger che ci hanno coinvolti in questo splendido Viaggio nel Viaggio, attraverso le emozioni che ci hanno condiviso con le ricette natalizie tradizionali

Grazie ancora ragazzi!

Se poi chi sta leggendo, vuole condividere questo articolo, lasciare un feedback, fornire un commento, ne saremo davvero felici.

Il nostro Viaggio in Italia, inizia e continua attraverso ciascuno di voi … Ora più che mai!

Mille Auguri di Buon Natale a tutti by Mimì

Aromi e profumi dalle ricette tipiche italiane tradizionali

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2 comments

I mercatini di Natale in Alto Adige - dove andare e cosa vedere! 19 Dicembre 2020 - 7:11

[…] Se avete domande o consigli da chiedere, non esitate e chiedete pure: quasi sicuramente nei fine settimana di Dicembre sarò a Bolzano e dintorni per deliziarmi di queste atmosfere, scattare tante foto ed ovviamente, degustare e cucinare in prima persona, i menù natalizi tradizionali altoatesini! […]

Reply
Mimì
Mimì 27 Dicembre 2020 - 14:35

Sono davvero felice che questo articolo vi abbia ispirato!
Amo moltissimo le tradizioni, soprattutto nei cibi, ma ancora più riscoprire il loro legame con i territori e la cultura!
A presto ragazzi e naturalmente! Auguri di Buon Natale e Buone Feste, ora più che mai!

Mimì

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