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10 Siti UNESCO italiani imperdibili raccontati dai Blogger

by Mimì
Piazza dei Miracoli a Pisa vista dalla Torre Pendente Siti UNESCO italiani

Se è vero che esistono sempre mille motivi per decidere di fare un viaggio in Italia, e non parlo ovviamente solo dei turisti o dei viaggiatori stranieri, il nostro Bel Paese può vantare ben 55 di motivi in più, che possono spingerci a scoprire luoghi di grande valore culturale! 55 motivi in più, tanti quanti sono i Siti UNESCO italiani presenti sulla Lista dei Patrimoni dell’Umanità!

Un Turismo  particolare, visto che  ricomprende non solo Beni legati al Patrimonio culturale o naturale tout-court, ma anche i Geoparchi e le Riserve della Biosfera, di cui il territorio italiano è ricchissimo!

Un Turismo culturale ed esperenziale che, nella nostra Bella Italia, trova un grande substrato in tutto ciò che ci circonda, nelle città d’arte come nei Borghi, nei luoghi di montagne o in quelli costieri o ancora, nei nostri meravigliosi paesaggi !

Paesaggi ed esperienze uniche, premiate più e più volte come “Migliori Destinazioni a livello mondiale” dalle più importanti testate giornalistiche mondiali del settore del Travel e che, anche in fase di riapertura da post pandemia, indicano in modo chiaro ed univoco, che il mondo ha voglia d’Italia!

Se la bellezza, la cultura e l’arte fanno la differenza, il 2021 sarà anche l’anno in cui noi stessi italiani dovremo concorrere, in modo significativo, alla ripartenza e al rinascimento del turismo del nostro Bel Paese, scegliendo fra le mille opportunità che ci vengono offerte dai nostri territori!

Da queste considerazioni è nata l’iniziativa di farvi visitare alcuni siti Unesco italiani, attraverso le parole e le immagini dei Travel Blogger!

Hanno aderito contribuendo a questo momento, 10 Blogger che vi racconteranno altrettanti grandi patrimoni dell’umanità italiani, fornendovi mille motivi in più per questo viaggio spettacolare nella nostra bella Italia!

Siete pronti ad emozionarvi? Seguiteci … 


 

Panorama delle Dolomiti patrimonio dell'Umanità in Italia

Panorama mozzafiato delle Dolomiti – foto by @BagaglioLeggero

Siti UNESCO italiani – Le Dolomiti

Testo e foto di Davide&Silvia del Blog Bagaglio Leggero

Trovarsi di fronte ad un’architettura dichiarata Patrimonio Unesco fa sempre effetto, e non manca di lasciarti a bocca aperta. Ma riesci a immaginare cosa può voler dire camminare per chilometri attraverso un intero ambiente naturale che si è meritato questo riconoscimento? Beh… benvenuto nelle Dolomiti.

I geologi e gli alpinisti ti diranno “perché pareti, torri, guglie e creste”. I turisti mordi-e-fuggi e i golosi si saranno innamorati di quel rifugio solitario tra i prati verdissimi. I romantici e i pittori ti parleranno di quel rosa unico che le tinge verso l’ora del tramonto.

È che le Dolomiti, oltre a questo, sono molto di più.

Sono la foga che ti prende gli scarponi, quando hai visto uno scorcio incredibile, hai il fiatone, ma sai che dove il sentiero curva, lì davanti, ce ne sarà uno ancora più straordinario.

Sono la semplicità frugale di certe malghe storiche, difficili da raggiungere, dove sopra tavolacci nudi ti vengono serviti formaggi che sanno di latte e fieno, yogurt freschissimi con i frutti di bosco e bicchieri di vino schietti. Di fronte a te, cenge maestose si fanno strada tra le nuvole.

Sono panorami enormi, emozionanti, per godere dei quali non serve essere un eroe dell’arrampicta: basta salire su una cima apparentemente “minore”, per trovarsi a non sapere dove rivolgere lo sguardo da quanto sia incredibile lo spettacolo a 360°.

Dolomiti sito UNESCO italiano panorama vallate a primavera con fiori

Dolomiti a primavera – Foto by @BagaglioLeggero

Lago di Misurina nelle Dolomiti uni dei Patrimoni dell'umanità in Italia

Lago di Misurina – Foto by @BagaglioLeggero

Sono ambienti che cambiano ogni dieci chilometri.

Ci sono i passi mitici, contesi da ciclisti e motociclisti, le ampie valli con le mucche al pascolo e quelle strette e ombrose, che si infilano tra i fianchi delle montagne. Ci sono sentieri rilassanti che attraversano boschi di fiaba, e ghiacciai vertiginosi e bianchissimi.

Sono i colori delle stagioni: il verde dei prati in estate, il rosso e l’oro del foliage autunnale, il bianco perfetto dell’inverno, le sfumature delle fioriture primaverili, il cielo azzurro contro il quale sono ritagliate.

Le Dolomiti sono quella gioia della tavola imbandita con i canederli fumanti, le uova all’ampezzana, lo stinco. Oppure le fette di strudel subito dopo una bella escursione. O quella radler che pregustavi già da un’ora.

Ancora ti chiedi perché mettere il bollino Unesco a un intero complesso di montagne?

Sappi che quelli che ti ho elencato sono solamente l’1% dei motivi e se non sai da dove partire dirigi l’auto verso le acque cristalline del Lago di Misurina, nel cuore delle Dolomiti, e lasciati andare alla meraviglia.

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Porta San Giacomo- Città Alta Bergamo siti italiani UNESCO

Porta San Giacomo- Città Alta Bergamo Foto by @spuntidiviaggio

Siti UNESCO italiani: le Mura Veneziane di Bergamo

e la Città Creativa UNESCO.

4 Chiacchiere sulla città in cui vivo!

Bergamo è la città in cui vivo e lavoro dal lontano 1995, anno in cui ho lasciato la città in cui sono nata, Reggio Calabria.

Il rapporto fra me e Bergamo è iniziato in punta di piedi e all’inizio, vi confesso, non è stata una cosa facile! Forse, a rifletterci bene, i rapporti che si instaurano “per necessità o scelte lavorative”, non sono mai facili, visto che si parte da un sentire per forza di cose “diverso”, non quello del “visitatore” o del turista!

Con il tempo però, ho imparato ad amare profondamente questa città e ora voglio scriverne non solo per la grande bellezza di Città Alta o per le sue grandi testimonianze monumentali, storiche, artistiche, naturali-paesaggistiche che “la Città dei Millle” riesce ad esprimere in tutta la sua pienezza, ma anche per le emozioni che è capace di regalare, in ogni stagione!

Vi scrivo di questa città attraverso un particolare, le Mura veneziane, che la cingono dal 1500, e che sono state riconosciute nel 2017 dall’UNESCO quali patrimonio dell’Umanità, ma anche dell’inserimento di Bergamo nella sezione “Città Creative dell’ UNESCO”, dall’ottobre del 2019.

In entrambi i casi, se ci fate caso, si tratta di caratteri peculiari che riconoscono alla città di Bergamo la propria unicità e la peculiarità della sua Storia e le tradizioni culturali dei suoi territori!

Ma è ora di farvi scoprire qualcosa di più su questa città e su questi due Patrimoni posti in diverso modo sotto l’egida dell’Unesco, che la riguardano da vicino!

mura venete di Bergamo sito Unesco italiano

Mura Venete di Bergamo – Foto by @spuntidiviaggio

Con l’inserimento fra le Città Creative dell’UNESCO (nel mondo sono 246), a Bergamo è stata riconosciuta l’antica tradizione dell’arte casearia, costituita dalla produzione, sul suo territorio provinciale, di 30 formaggi tradizionali, di cui 9 DOP e 3 presidi Slow-Food.

Un aspetto gastronomico in linea con l’intento dell’UNESCO di riconoscere i “laboratori di idee e pratiche innovative”, capaci di costruire “un contributo tangibile al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso pensieri e azioni innovativi”.

Per la cronaca, l’arte casearia della Cheese Valleys bergamasca, viene rappresentata al mondo attraverso i sapori e le tradizioni legati ad esempio al Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana, del Taleggio, del Bitto, del Grana Padano, del Gorgonzola, del Quartirolo Lombardo, del Provolone Valpadana, del Salva Cremasco e dello Strachítunt.

Si tratta di una vero e proprio trade d’union, se ci fate caso, fra la Città e le tradizioni delle sue Valli e le Orobie Bergamasche!

Un modo di approcciarsi a Bergamo e alla cultura bergamasca attraverso il gusto ed i sensi, di notevole rilievo!

Magari degustando tutto ciò in uno dei mille locali, trattorie, osterie che la Città Alta in particolare, propone ai suoi visitatori!

Piazza Vecchia a Bergamo Città Alta

Piazza Vecchia a Città Alta – Foto by @spuntidiviaggio

Ma torniamo all’argomento Siti italiani riconosciuti dall’UNESCO e città di Bergamo!

Per arrivare a Città Alta, dovrete percorrere le Mura Veneziane di Bergamo, inserite dal 2017 nel novero dei siti UNESCO italiani quali Patrimonio dell’Umanità, all’interno del sito seriale trans-nazionale Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale”, che ricomprende oltre al sito UNESCO della città fortificata di Bergamo, quello di Peschiera del Garda, la città fortezza di Palmanova, il sistema difensivo di Zara e la Fortezza di San Nicolò a Sebenico in Croazia, oltre alla città fortificata di Cattaro, in Montenegro.

Le mura venete, con la loro maestosità e possanza, accolgono da lontano i visitatori, e fanno parte dell’inconfondibile skyline della città!

Con qualsiasi mezzo abbiate intenzione di arrivare nella splendida città dei Mille, l’architettura delle Mura venete accompagnerà il vostro sguardo per tutto il perimetro della Città Alta di Bergamo.

Panorama di Bergamo Alta e mura venete sito UNESCO italiano da città bassa

Panorama di Bergamo Alta da città bassa – Foto by @spuntidiviaggio

Estremo baluardo occidentale della Serenissima Repubblica di Venezia, Bergamo, ha rivestito un ruolo strategicamente rilevante per le attività commerciali sulla terraferma dei veneziani che, proprio per tale motivo, decisero di fortificarla, costruendo dal 1561 al 1588 quel complesso sistema difensivo che ricomprendeva le diverse strutture murarie, porte di accesso, fossati, polveriere e cannoniere, rilevati di scarpa e di controscarpa e fossati!

I numeri parlano da soli: 5 chilometri lineari di mura, 5 porte, 3 viadotti, 12 strutture murarie, 11 baluardi e 5 piattaforme, per quello che è uno dei 55 siti UNESCO italiani, da percorrere e vivere in ogni stagione!

Città Alta si può raggiungere in mille modi: in auto, con gli autobus, con la stupenda funicolare o percorrendo le mura venete, raggiungibili attraverso i molti sentieri che si inerpicano lungo la collina sino ad una delle 4 porte di ingresso all’antica città medievale!

A voi la scelta! Io continuerò sempre a lasciarmi affascinare da questa meravigliosa passeggiata, in ogni stagione, per ripercorrere con la mente la Storia di questa Città, ammirando uno dei più bei panorami della Lombardia!

Mimi by Spunti di Viaggio – Travel and LifeStyle


Piazza centro storico di Vicenza sito Unesco italiano in Veneto, Italia

La Piazza principale di Vicenza – Foto by @Carolina va in Città

Siti UNESCO italiani – Vicenza e le Ville Palladiane

  – Foto e Testo di Fabiana, del Blog Carolina va in Città –

 

Vicenza, la città del Palladio, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1994 e successivamente, nel 1996 è stata riconosciuta come tale anche l’area delle Ville Palladiane al di fuori della città, e il motivo ve lo spiego nelle prossime righe.

Il merito è ovviamente tutto da attribuire ad Andrea Palladio, architetto del sedicesimo secolo, che progettò per tutta la città e anche nei dintorni, opere architettoniche di vero prestigio.

Pensate che fu proprio la struttura architettonica di Vicenza a dettare le regole dell’Urbanesimo in giro per il mondo. Avete presente la Queen’s House inglese o l’ancora più famosa Casa Bianca di Washington, sede del Presidente a stelle strisce?

Queste sono solo alcuni degli esempi più eclatanti dell’influenza palladiana nel mondo.

Ma torniamo a parlare della nostra bella Italia e nello specifico di Vicenza e della sua architettura che vi stupirete di trovare per le vie del suo centro storico.

Eh si, perché a differenza di altri siti UNESCO, che sono per lo più a pagamento, qui la bellezza è a portata di mano, basta solo alzare gli occhi e scorgerla.

portici nel centro storico di Vicenza veneto italia sito UNESCO italiano

Portici nel centro storico di Vicenza – Foto by @Carolina va in Città

Il centro storico di Vicenza è ovviamente ben organizzato ed è quindi possibile fare un vero e proprio percorso guidato gratuito, sulle orme del celebre architetto padovano che ha vissuto qui gran parte della sua vita.

Per le sue strade sono visibili ben 24 opere attribuite a Palladio, alcune certe come la Basilica Palladiana, la Loggia del Capitanato e Palazzo Chiericati che è sede dell’attuale Museo Civico di Vicenza e altre, che sono state fatte su progetto originale del Palladio o che sono state completate dopo la sua morte, come l’Arco delle Scalette, dal quale si accede al centro storico della città, realizzato ben 15 anni dopo la sua morte, o l’immenso e suggestivo Teatro Olimpico, progettato dal Palladio l’anno della sua morte e completato dal figlio, Silla.

Le ville Palladiane, che si trovano in città e che furono interamente progettate dal grande architetto invece, sono 3 e tra queste troviamo Villa la Rotonda, che è senza dubbio l’opera più nota della zona, oggetto di un recente documentario di Alberto Angela.

Tornando all’influenza dell’architettura palladiana nel mondo, potrete notare, ammirando la perfezione e la maestosità di Villa la Rotonda con le sue quattro facciate perfettamente uguali, quanto essa sia simile alla struttura della Casa Bianca americana, che nei secoli successivi fu appunto edificata seguendo lo stile del Palladio.

Dopo questo piccolo assaggio virtuale di Vicenza non vi resta che andare a vederla con i vostri occhi, magari perdendovi tra le sue bellezze architettoniche, e rendervi conto del prestigio che la porta ad essere tra i siti UNESCO in Italia imperdibili!

Buon viaggio.

Fabiana la potete leggere e trovare sul blog “Carolina va in Città”


Piazza Grande a Modena sito unesco italiano

Piazza Grande a Modena – Foto by @unviaggioinmente

Siti UNESCO italiani – Piazza Grande con

Duomo e Ghirlandina a Modena

Foto e testi di Elisa Boninsegna del blog “Un Viaggio in mente”

Modena è famosa per i suoi prodotti gastronomici, come l’aceto balsamico, lo zampone e i tortellini.

Molti la conosco perché qui sono nati grandi marchi che hanno fatto la storia delle auto, come la Maserati e la Ferrari, altri perché ha dato i natali al Grande Luciano Pavarotti.

Ma in quanti hanno mai visitato veramente Modena?

Il centro storico, attraversato dalla Via Emilia, si estende da Teatro Storchi al Parco Novisad e si snoda tra tante vie in cui trovare locali, negozi e ristoranti.

Ma il vero centro della città si ammira arrivando in Piazza Grande, dove si ha una bellissima vista del Duomo e della Ghirlandina.

Molti non sanno che questa vista è stata inserita, dal 1997, fra i siti italiani tutelati dall’UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità, ed è conosciuta come “l’insieme di Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande”, eccezionale testimonianza delle tradizioni culturali del XII e XIII secolo!

Centro nevralgico della vita modenese, tutto gira intorno a Piazza Grande.

È qui che si organizzano i concerti estivi e il mercato dell’antiquariato. Sempre qui si vedono le spose scendere le scale del palazzo comunale e infine, sempre qui si ascolta lo sproloquio della Famiglia Pavironica, durante il Giovedi Grasso di Carnevale.

La Cattedrale, conosciuta dai cittadini come Duomo, è la tappa obbligata in una visita alla città.

Sembra incredibile, ma di questa opera si conosce anche l’esatta data di costruzione. Correva infatti l’anno 1099, esattamente il 9 Giugno, quando venne posata la prima pietra.

Da qui sarebbe poi sorto il Duomo, splendido esempio di arte romanica.

La facciata principale della Cattedrale, si ammira arrivando su Corso Duomo, dove salta all’occhio il grande rosone centrale, vanto di questa chiesa, e sotto di esso, il magnifico Portale Maggiore.

Girando intorno alla struttura, si incontrano la Porta Regia, sorretta dai leoni stilofori, Qui è d’obbligo una foto ricordo! Poi la Porta dei Principi e la Porta della Pescheria, famosa per i bassorilievi ispirati ai dodici mesi dell’anno.

All’interno del Duomo, nella Cripta riposano le spoglie di San Geminiano, patrono della città.

Se capitate a Modena il 31 Gennaio, si festeggia il Santo. Qui oltre a trovare il centro storico invaso di ambulanti e bancarelle di ogni tipo, potrete mettervi in fila per vedere le spoglie del santo, esposte in questa occasione, all’interno della Cripta.

Torre civica a Modena detta la Ghirlandina patrimonio dell'Umanità

La Ghirlandina a Modena Foto by @unviaggioinmente

La Ghirlandina, Torre simbolo di Modena, svetta nel centro storico con i suoi 84 metri di altezza. È qui che veniva custodita la “Secchia Rapita”, storico oggetto di contesa tra Modenesi e Bolognesi nel 1300.

Per chi avrà il coraggio di salire i circa duecento gradini che dividono la strada dalla cima della torre, sarà ben ricompensato.

La vista della città dall’alto è un vero spettacolo!

Modena è una piccola città, ma è patria di una grande gastronomia, di grandi nomi della musica ed anche di un patrimonio UNESCO.

Una giornata per ammirare il centro storico e per godere di qualche prelibatezza del territorio può anche bastare, caso mai fermandosi al Caffè Concerto, famoso locale di Modena in cui pranzare, cenare e fare aperitivo, il tutto ammirando la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande!

Elisa Boninsegna la potete leggere e trovare sul blog “Un Viaggio in mente”


Mosaici nel Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna Patrimonio UNESCO in Italia

Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna  – Foto by @istantaneediviaggio

Siti UNESCO italiani – Ravenna e i suoi mosaici

– Testo e Foto di Adriana del Blog Istantanee di Viaggio –

 

Ravenna merita ben più di un pomeriggio, ma in una mezza giornata si può già avere un assaggio del ricchissimo patrimonio UNESCO, ben otto siti, della città.

Consiglio di posteggiare l’auto nel grande parcheggio Giustiniano, a pochi passi dalla Basilica di San Vitale e dirigersi verso la biglietteria di Via Argentario 22 dove acquistare il biglietto cumulativo che con soli 10,50 € consente l’accesso a ben 5 siti UNESCO:

  • Basilica di San Vitale
  • Mausoleo di Galla Placidia
  • Battistero Neoniano
  • Basilica di S. Apollinare Nuovo
  • Cappella e Museo Arcivescovile

 

Particolari dei Mosaici a Ravenna sito italiano dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'UMANITA'

Ravenna ed i suoi Mosaici: Particolari – Foto by @istantaneediviaggio

Il mio preferito è il Mausoleo di Galla Placidia, un po’ per la storia della straordinaria donna che l’ha commissionato (anche se in realtà non lo utilizzò visto che fu sepolta a Roma) e un po’ per la particolarità ed eccezionale bellezza dell’edificio, quindi a me piace partire da qui.

Non bisogna lasciarsi ingannare dall’aspetto esteriore, semplice e modesto, perché il bello è all’interno, nonostante l’abbia visto almeno quattro o cinque volte riesce sempre a lasciarmi senza fiato, sarà la particolare luce che entra dalle finestre in alabastro, sarà la cupola splendente di stelle, per me questo luogo emana un’aura di magia incredibile.

Dal Mausoleo, senza uscire dai cancelli del complesso, si raggiunge la Basilica di San Vitale.

Anche qui, una volta entrati, si percepisce la sensazione di trovarsi in un luogo unico, una chiesa diversa da tutte le altre, la cosa che mi colpisce di più, oltre agli straordinari mosaici ovviamente, è la doppia pianta ottagonale totalmente differente dalla classica struttura longitudinale di quasi tutti i luoghi di culto.

Difficile cogliere tutti i particolari che ci regala questo edificio, i mosaici, i capitelli, il pavimento, per apprezzarla a pieno occorre, secondo me, più di una visita.

Mosaici nella Basilica di San Vitale a Ravenna siti UNESCO Italia

Particolari della Basilica di San Vitale a Ravenna – Foto by @istantaneediviaggio

Una decina di minuti a piedi e si raggiunge il Battistero Neoniano, anch’esso a pianta ottagonale riccamente decorato all’interno con marmi, stucchi e mosaici.

Una curiosità che si nota all’esterno, essendo questo uno dei monumenti più antichi di Ravenna, è l’effetto del fenomeno della subsidenza ovvero la tendenza del terreno ad abbassarsi, l’edificio è interrato per più di due metri.

Ultimo sito UNESCO che possiamo concederci in una passeggiata pomeridiana è la Basilica di S. Apollinare nuovo.

I mosaici di questa chiesa, soprattutto nella fascia inferiore, hanno subito parecchi rimaneggiamenti, un esempio su tutti sono le figure all’interno del Palatium di Teodorico che sono state coperte da tendaggi, tranne le mani che spuntano ancora sulle colonne.

Dopo una passeggiata così non ci si può che concedere una bella cena e caldamente vi consiglio Ca’ de Ven! Si mangia da favola e il locale è assolutamente spettacolare!

 

Adriana la potete trovare e leggere sul blog “Istantanee di Viaggio”


 

 

Duomo di Siena città fra i siti unesco italiani

Siena – Foto by @Mondovagando

Siti UNESCO italiani – Il Centro Storico di Siena

– Testo e Foto di Lucia Scalzo del Blog MondoVagando –

 

Siena è una città toscana di ineguagliabile bellezza e particolarità: si tratta, infatti, del più grande esempio di città medievale pervenuto quasi intatto fino ai nostri giorni.

Siamo abituati a paesini e piccoli borghi di stampo medievale e non ad intere e grandi città, come succede invece con Siena.

Quella che oggi è la sua fortuna, tanto da far inserire il suo centro storico fra i siti italiani tutelati dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità, è conseguenza di secoli di sottomissione alla vicina e politicamente più forte Firenze.

I potenti fiorentini ne hanno impedito per molti anni lo sviluppo, fermando di fatto la crescita di Siena che, ancora oggi, ha una popolazione che di poco differisce da quella dei secoli scorsi e che ha contribuito a non snaturare la struttura urbanistica della città.

In effetti passeggiare per Siena ci riporta indietro nel tempo e rende la visita interessante e suggestiva.

Impossibile non citare lo splendido Duomo, con i suoi particolarissimi pavimenti mosaicati e la Libreria Piccolomini, completamente affrescata.

Da non perdere il Museo dell’Opera del Duomo (se salite fino in cima godrete di una vista speciale proprio sulla Cattedrale), il Battistero e la Cripta.

Particolare del Duomo di Siena in Toscana sito UNESCO

Particolare del Duomo di Siena – Foto by @Mondovagando

E come dimenticare “Il Campo”? E’ una delle piazze più famose d’Italia!

A struttura semicircolare e lievemente in discesa, ospita l’altrettanto famoso Palio di Siena, una delle manifestazioni di origine medievale più seguite al mondo.

Sulla celebre piazza, si affacciano moltissimi palazzi storici, tra i quali Palazzo Sansedoni e la Torre del Mangia, proprio di fianco al Palazzo Pubblico, oltre al Museo Civico di Siena, grande testimonianza di arte locale che trionfa nella Sala del Mappamondo, dove si trova La Maestà di Simone Martini, una delle pitture più importanti del 300 italiano.

E’ bello perdersi nel saliscendi dei suoi vicoli, senza una particolare destinazione, vagando tra palazzi antichi e piccole piazze che sembrano dei salotti all’aria aperta, fermandosi a mangiare in una delle tante trattorie toscane, sedendosi o stendendosi in mezzo al Campo, per guardare il cielo a testa in sù.

Piazza del Campo in notturna a Siena siti Unesco italiani

Piazza del Campo in notturna a Siena – Foto by @mondovagando

Vi consiglio di visitare ogni contrada, cercando i simboli che la rappresentano: un museo, gli stendardi con i colori tipici e lo stemma di riconoscimento, una fontana, una scultura ed una parrocchia.

Tutte le contrade hanno questi elementi caratteristici.

Si tratta di un itinerario tematico particolarmente interessante che vi porterà nel cuore dei senesi e del loro orgoglio di appartenenza ad un particolare rione.

Orgoglio che culmina nel Palio ma che si percepisce ogni singolo giorno, nelle parole dei senesi e nei loro gesti.

Lucia Scalzo la potete leggere e trovare sul blog Mondo Vagando senza Meta


 

La Piazza dei Miracoli a Pisa e in primo piano il Battistero

La Piazza dei Miracoli a Pisa – Foto  by @Vagabondisquattrinati

Siti UNESCO italiani – La Piazza dei Miracoli a Pisa

– Testo, Foto  e Cover di Matteo Nicoletti del Blog Vagabondi Squattrinati –

Piazza dei Miracoli con la sua Torre Pendente, non è solo il simbolo di Pisa ma, insieme al Colosseo, la pizza e la pasta, nell’immaginario collettivo rappresenta un pò tutta l’Italia.

Era il 1987 quando la commissione UNESCO dichiarò Piazza dei Miracoli Patrimonio dell’Umanità, inserendola così fra i siti italiani “di valore eccezionale” per il mondo!

Lo skyline che ci accoglie quando varchiamo le soglie delle mura che circondano questa piazza, è inconfondibile: in primo piano il Battistero, dietro l’imponente Duomo e la celeberrima Torre Pendente, che si affaccia alle spalle di questi massicci di marmo. Sulla sinistra il Camposanto, l’edificio meno famoso del complesso ma non per questo meno affascinante.

Camposanto monumentale a Pisa uno dei Patrimoni dell'Umanità in Italia

Camposanto monumentale di Pisa – Foto by @vagabondisquattrinati

Ed è proprio dal Camposanto che iniziamo la nostra visita ideale.

Una sorpresa a tutti gli effetti, questo cimitero monumentale. Oltre ad essere ancora in funzione, ancora oggi vengono qui tumulate personalità che hanno dato lustro a Pisa, questo è un luogo sacro, perché si narra che i crociati qui portarono la terra santa presa dal monte Golgota, a Gerusalemme.

Fra una sepoltura e l’altra,  reperti e sculture che vanno dal periodo etrusco fino ai primi anni del 1800.

La vera chicca però è il ciclo di affreschi che adornano le pareti di questo edificio. Capolavori come  il “Trionfo della morte” di Buffalmacco e  il “Giudizio finale e inferno”, sono perfettamente visibili e ammirabili.

Dal Camposanto ci spostiamo al Battistero. Questo edificio dalla tipica forma circolare è il più grande d’Italia e subito colpisce come la sua cupola sia di differenti colori.

I fastosi progetti iniziali infatti prevedevano una copertura in tegole rosse ma, con la crisi che Pisa visse durante la costruzione, il resto fu realizzato con semplici lastre di piombo. L’interno è piuttosto sobrio ma affascinante grazie alla bellissima fonte battesimale realizzata da Guido Bigarelli da Como.

La torre pendente a Pisa Patrimonio dell'Umanità sulla Piazza dei Miracoli

Torre Pendente a Pisa – Foto by by @vagabondisquattrinati

La Cattedrale, invece, doveva essere la quintessenza del potere della città.

Ai tempi della sua costruzione, intorno al 1064, Pisa era una delle 4 Repubbliche marinare insieme ad Amalfi, Genova e Venezia. Proprio con la Serenissima si accese una rivalità su quale delle due avrebbe avuto la cattedrale più bella!

Leggenda vuole che il Diavolo, geloso della bellezza di questa chiesa, cercò in ogni modo di buttarla giù. Sul lato nord è ancora possibile vedere dei fori attribuiti alle unghiate di quest’ultimo nella lastra di marmo. Si narra che ogni volta che si provino a contare questi fori il numero sia sempre diverso.

Passiamo infine alla Torre Pendente, il vero simbolo della città.

Sarebbe stata così famosa senza la sua inclinazione? Questo non lo sapremo mai ma sicuramente ciò ha contribuito alla sua celebrità!

Nessuno si sarebbe mai immaginato che il terreno avrebbe cominciato a cedere proprio durante la sua costruzione. Gli ultimi piani furono realizzati cercando di raddrizzare il campanile ma ormai il danno era fatto. Per fortuna il baricentro della torre finiva proprio al centro del piano di sostegno e questo ha evitato il crollo totale!

Vale la pena percorrere i 273 gradini che conducono alla vetta, per avere una vista da urlo su tutta Piazza dei Miracoli.

Matteo lo potete trovare e leggere sul Blog “Vagabondi Squattrinati”


i trulli di Alberobello uno dei siti UNESCO italiani in Puglia

Per le vie di Alberobello – Foto by @infodiviaggio

Siti UNESCO italiani: i Trulli di Alberobello

 – Foto e Testi di Rita Fantini del Blog Info di Viaggio – 

Tra i siti UNESCO italiani troviamo i Trulli di Alberobello, premiati non solo per l’originalità architettonica ma anche come simbolo di civiltà, tradizione ed interazione tra uomo ed ambiente.

I trulli sono localizzati in Puglia, in Valle d’Itria, un’area centrale tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, ma è nel paese di Alberobello che c’è la massima concentrazione: i trulli sono più di 1500, raggruppati nei rioni Monti e Aia Piccola.

Questi originali edifici rurali, nati con la funzione di riparo per attrezzi e abitazione per i contadini, hanno la particolarità di essere costruiti con la tecnica della pietra a secco.

Panorama dei tetti dei trulli ad Alberobello sito UNESCO in Italia

Sopra i tetti dei Trulli – Foto by @infodiviaggio

I trulli, infatti, vengono innalzati senza usare malta o cemento: i blocchi di pietra sono sapientemente sistemati uno sopra l’altro per formare le pareti e terminare poi con un tetto a cono.

Il tetto è rivestito da lastre calcaree, anch’esse inserite a secco, sulle quali spesso sono disegnati simboli con un significato mitologico o religioso.

Le costruzioni sembrano tutte uguali ma, in realtà, differiscono tra loro per la forma della pianta, per la presenza di nicchie all’interno, per le figure sui tetti e per la forma dei comignoli e dei pinnacoli.

Scorci fra i Trulli di Alberobello – Foto by @infodiviaggio

I trulli nascono intorno al 1400 – 1500 durante il Regno di Napoli, quando la popolazione colonizzò le campagne.

A causa dei divieti di nuove urbanizzazioni e degli alti tributi imposti dal Regno, i contadini si ingegnarono e realizzarono abitazioni precarie, facilmente smantellabili in caso di controllo, utilizzando proprio la tecnica della pietra a secco, come sopra descritta.

Oggi i trulli sono in parte abitati, in parte adibiti a vendita di prodotti locali ed altri sono stati trasformati in bed&breakfast, per permettere a tutti di vivere al meglio l’esperienza e la magia del luogo.

La visita ai Trulli di Alberobello è un’esperienza unica ed emozionante che richiama, giustamente, visitatori da tutto il mondo!

Rita Fantini la potete trovare e leggere sul Blog “Info di Viaggio”


Su Nuraxi a Barumini Sardegna siti Unesco in Italia

Su Nuraxi a Barumini – Foto by @vagabondiinitalia

Siti UNESCO Italiani – Il mistero di Su Nuraxi a Barumini

– Testo e Foto di Mariella Moresco del Blog Vagabondi in Italia –

Un bizzarro disegno di pietra. Questo mi è sempre sembrato il sito nuragico di Su Nuraxi a Barumini, nella Sardegna centro-meridionale.

Le foto che vedevo, prese dall’alto, mi mostravano i basamenti circolari delle capanne che si estendevano tutto intorno al gruppo del nuraghe come ricami di un pizzo intorno al disegno centrale. Con la stessa eleganza.

Un nuraghe tanto imponente e importante, con la sua cinta di mura e le quattro torri intorno al mastio centrale, da essere chiamato semplicemente “su nuraxi”, cioè “il nuraghe”, quasi fosse l’unico a meritare questo nome in tutta la Sardegna!

Ed è per tale importanza che Su Nuraxi di Barumini, dal 1997, è stato inserito fra i Siti italiani riconosciuti dall’Unesco fra i Patrimoni dell’Umanità.

Particolari del nuraghe di Su Nuraxi a Barumini in Sardegna sito Unesco italiano

Particolari del nuraghe di Su Nuraxi a Barumini – Foto by @vagabondiinitalia

E’ stato con questa immagine negli occhi che sono arrivata a Barumini, un giorno del mio straordinario viaggio in solitaria con treni e corriere all’interno della Sardegna (che ho raccontato nel libro “Vagabonda in Sardegna. Da Cagliari ad Olbia tra treni e corriere”, uscito questa estate per Andrea Pacilli editore).

Ero emozionata. Stavo per entrare nel più importante complesso difensivo sardo dell’Età del Bronzo.

Costruito nel secondo millennio a.C. ed utilizzato per molti secoli fino al terzo secolo d.C., ha visto scorrere la storia dell’isola, con le sue tumultuose vicende ed occupazioni di popoli diversi arrivati dal mare.

Il complesso di Su Nuraxi, un vero villaggio fortificato, dà molte informazioni agli archeologi, ma pone anche molti interrogativi.

I nuraghi, a singole torri o “nuraghi complessi”, con più torri, dalle suggestive somiglianze con i castelli medievali, non hanno uguali nelle costruzioni preistoriche in nessuna parte del mondo.

Anche se si possono collegare alle civiltà megalitiche mediterranee, sono un elemento unico e distintivo della preistoria sarda.

Su Nuraxi, con i suoi ampliamenti e successivi utilizzi fino all’epoca romana, è il più completo e meglio conservato tra i testimoni della millenaria architettura preistorica di tutto il Mediterraneo.

Per entrare nel torrione centrale, devo salire una breve scala esterna per poi immergermi nella improvvisa oscurità e scendere alti gradini di pietra resi scivolosi dallo strofinio di secoli.

Dal fondo guardo verso l’alto: massi ciclopici sovrapposti in cerchi concentrici che si stringono verso la sommità, creano una falsa cupola fino alla piccola apertura, da dove entra prepotente un fascio di luce.

Interno del nuraghe di Su Nuraxi a Barumini Sardegna

Su Nuraxi a Barumini – Foto by @vagabondiinitalia

Alle pareti piccole nicchie indicano che qui si appoggiavano le travi per sostenere i pavimenti in legno dei due piani del nuraghe.

Poi riesco a vedere altre nicchie, molto più grandi. A cosa saranno servite? Posso solo fantasticare… Forse lì avranno montato la guardia giovani guerrieri dagli elmi dalle alte corna come quelli dei bronzetti nuragici conservati nei musei?

Esco nel corridoio verso la cinta muraria e le altre torri, meno imponenti, già ansiosa di uscire all’aperto e di aggirarmi per quello che resta del villaggio, sorto intorno al nuraghe.

Tra i resti delle capanne, ne vedo una che ha conservato un sedile circolare intorno a quello che sembra un grande bacile di pietra spezzato.

Chissà, forse qui si riunivano per celebrare antichi culti dell’acqua, di cui ho trovato testimonianza in altre parti della Sardegna. Oppure… Non si potrà mai sapere.

Riparto, pensando che il mistero della civiltà nuragica rimarrà inviolato (forse) per sempre!

 

Mariella Moresco la potete trovare e leggere sul Blog “Vagabondi in Italia”


 

Uno dei Siti Unesco italiani La Valle dei Templi ad Agrigento

La Valle dei Templi ad Agrigento – Foto by @Ketty Zambuto

Siti UNESCO italiani – La Valle dei Templi ad Agrigento

–  Testo e foto di Ketty Zambuto del Blog Amo la Sicilia – 

Sono una donna fortunata!

Ogni mattina da Agrigento, apro la mia finestra sul paradiso, che sia estate o che sia inverno.

Sullo sfondo il mare di un colore incredibile, con le sue sfumature che vanno dall’azzurro al verde e il cielo che vi si riflette dentro, donando la luce perfetta per lo sfondo di quel quadro che pare dipinto da una manifattura divina.

Poi c’è lei: la Valle dei Templi

La valle di cui parlo è quella della città che Pindaro definì “la più bella fra i mortali“!

L’immagine che si staglia ai miei occhi è ricca di particolari, che riesco a cogliere nonostante la Valle non sia vicinissima!

La visione d’insieme sulla Valle dei Templi ad Agrigento è idilliaca, soprattutto quando il candore dei bianchi fiori del mandorlo invadono la vallata.

A dispetto del freddo, i mandorli sbocciano già a fine gennaio per augurare a chi, stanco del “rigore” invernale, si proietta nella speranza della primavera alle porte.

Patrimonio dell’UNESCO dal novembre del 1997, la Valle dei Templi, è valle, se la si guarda dalla posizione della città moderna di Agrigento, è collina, se la si guarda dal mare, come facevano nei secoli addietro i popoli in cerca di conquiste. In ogni caso un grande patrimonio, lascito del genio creativo di architetti, artisti, cultori del bello di un tempo!

Tutti i Templi della Valle guardano a est, questo per permettere alle divinità del tempio di essere illuminate al sorgere del sole.

Non passa giorno che io non faccia una bella passeggiata al Parco archeologico della Valle dei Templi! Scarpette, abbigliamento comodo e macchina fotografica al collo sono d’obbligo, perchè c’è sempre un’emozione diversa da immortalare!

La mia visita, in quello che è sicuramente uno dei più intriganti fra i siti UNESCO italiani, inizia dalla sua parte orientale, quella posta più in alto per intenderci, dominata dal Tempio di Giunone, in gran parte ricostruito.

Ulivi secolari e mandorli accompagnano il mio cammino, in questa passeggiata nell’antica Agrigento! A sinistra lo sguardo spazia sulla vicina necropoli, aldilà della quale si scorge un panorama mozzafiato che abbraccia tutta la costa!

Avanzando ancora qualche passo in avanti, scorgo quello che è uno dei luoghi iconici di questo Parco Archeologico: il magnifico Tempio della Concordia, la costruzione sacra meglio conservata dell’intero sito archeologico!

Il suo ottimo stato di conservazione è dovuto al fatto che nei secoli ha mantenuto la sua destinazione di “area sacra”, divenendo nel tempo luogo di culto religioso cristiano, consacrato ai Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Procedendo verso il basso ed imboccando una stradina tra le campagne poi, si arriva al teatro greco romano, di recente riportato alla luce e, una spanna più avanti, al quartiere ellenistico romano.

L’antico quartiere era stato edificato su pianta greca con notevole sfarzo, come si evince dai resti che qui è possibile ammirare! Si rimane incantati dai meravigliosi resti dei giardini interni, delle superbe colonne appartenenti a preziosi edifici pavimentati da mosaici nei pavimenti!

Un incanto immaginare la vita di un tempo!

Ritornando sulla Via Sacra, la via sulla collina che collega i vari templi, sulla sinistra scorgerete le 8 colonne del Tempio di Ercole, e poco più avanti il maestoso Tempio dedicato al padre di tutti gli Dei, a Zeus, Giove Olimpio per i romani.

Ciò che qui è possibile ammirare, è solo una traccia dell’antica maestosità e grandezza del Tempio dedicato a Zeus, visto che ciò che non venne distrutto nel terremoto del 1401, fu utilizzato come “cava di pietra” per la costruzione di Porto Empedocle e di altri edifici

L’antico tempio, costruito in stile dorico dopo la sconfitta dei cartaginesi, pare avesse una struttura molto più imponente dello stesso Partenone ateniese!

Le sue semi-colonne si innalzavano per circa 18-20 metri in altezza e fra una e l’altra, quasi a voler sostenere la parte superiore del tempio, erano posizionate le statue mastodontiche dei Telamoni, mitiche figure che riprendono le leggende del Titano, Atlante.

I resti di una di queste poderose statue, ricostruita dalle mani di esperti archeologi, è conservata nei pressi delle rovine del tempio.

La mia passeggiata si conclude presso il Giardino della Kolymbetra, un “piccolo Parco nel Parco della Valle dei Templi”, che un tempo accoglieva un grande bacino d’acqua, fatto costruire da Feace, per alimentare l’antica città di Agrigento.

La medesima zona, oggi, accoglie piante di mirto, ginestre, mandorle, ulivi e agrumi, il cui profumo inebriante riesce sempre ad avvolgerti e a non lasciarti più!

Esco dalle mura dell’antica città attraverso la Porta Quinta e saluto la valle, dandole appuntamento alla prossima passeggiata, che sicuramente non tarderà a venire!

Perchè ogni volta che ho modo di visitare questo splendido sito UNESCO della nostra Bella Italia, la mente ne esce ricca non solo panorami e dettagli, ma di emozioni indelebili che mi accompagnano nella quotidianità, ovunque io mi trovi!

Ketty Zambuto la potete trovare e leggere sul Blog “Amo la Sicilia”


Mosaici a Ravenna Patrimoni UNESCO dell'Umanità in Italia

Lo splendore dei Mosaici a Ravenna, nella Basilica di San Vitale – Foto by @spuntidiviaggio

Quello che qui avete potuto leggere, è un approfondimento di 10 fra i 55 siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (Unesco World Heritage List), dieci luoghi che appartengono in modo universale a tutti, aldilà della loro collocazione geografica o regionale!

10 siti Unesco italiani imperdibili, raccontati con passione da altrettanti amici Travel Blogger che hanno contribuito a questo articolo/iniziativa, scrivendo della grande bellezza culturale e naturalistica della nostra bella Italia.

Voglio ringraziare tutti i colleghi Travel Blogger che ci hanno coinvolti in questo splendido Viaggio nel Viaggio, attraverso le emozioni e le immagini del Bel Paese!

Grazie ancora ragazzi! Siete stati tutti fantastici!

Se poi chi sta leggendo, vuole condividere questo articolo, lasciare un feedback, fornire un commento, ne saremo davvero felici.

Il nostro Viaggio in Italia, inizia e continua attraverso ciascuno di voi …

Ciao e a presto!

Mimì

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12 comments

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Silvia 29 Novembre 2020 - 20:02

Perenne viaggiatrice, curiosa da sempre e italiana dalla nascita… eppure leggendo l’articolo mi sono accorta di quanto ancora poco conosca le meraviglie delle nostra Italia. Grazie per avermi permesso di partecipare a questa iniziativa e, soprattutto, per avermi fatto scoprire altri incredibili luoghi patrimonio UNESCO.

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Mimì
Mimì 30 Novembre 2020 - 9:10

Grazie mille a te carissima Silvia, per avere contribuito all’iniziativa con il tuo splendido contributo sulle meravigliose Dolomiti!

Credo che nessuno di noi conosca a fondo la nostra Bella Italia e c’è sempre qualcosa da scoprire!
Occorre far conoscere tutte le potenzialità di questo nostro splendido Paese, ricco di cultura, tradizioni, natura e paesaggi Unici! La rinascita del turismo e dei settori che vi gravitano intorno, dipendono da ciascuno di noi!
E i Patrimoni Unesco italiani, sono una carta di presentazione da sfruttare al meglio!

Un grande abbraccio e ancora grazie! Alla prossima iniziativa!

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Adriana 30 Novembre 2020 - 15:24

Che meraviglia di articolo che hai confezionato, un lavoro a più mani da leggere tutto in un fiato. E pensare che tutto ciò è solo un quinto del patrimonio UNESCO italiano, non c’è che dire, siamo decisamente nati in un paese meraviglioso!

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Mimì
Mimì 30 Novembre 2020 - 15:49

Ciao Adriana! E si, le cose fatte in modo “corale”, sono sempre le più belle!

Avete fatto un lavoro straordinario davvero! Tutti!

10 Patrimoni dell’Umanità che tutto il mondo ci invidia e che, insieme agli altri 45, ai Borghi, e a tutto il resto, rendono il nostro Paese uma meta davvero unica!

Ora tocca a tutti noi fare valere queste eccellenze nel mondo “in fase di riapertura” da post covid-19!

Il Turismo sarà il grande traino per la ripresa! E dobbiamo puntare a questo!

Grazie di cuore Adriana, e al prossimo spunto di viaggio “corale” insieme!

Mimì

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Mimì
Mimì 5 Dicembre 2020 - 10:12

Grazie mille e buongiorno Keep Calm e Drink Coffee!
Credo che mai come ora abbiamo bisogno di essere uniti per parlare e scrivere dei nostri valori in comune! Forse più di altri, noi travel blogger dobbiamo farlo, per mirare al rilancio della nostra bella Italia, per fare scoprire quanto bellezza esista in questo Paese!

Un Patrimonio immenso le collaborazioni e collaborare per questo fine! Come scrivi tu, il più grande, perchè solo insieme si può dare impulso alle idee ed ai messaggi!

Un Viaggio nel Viaggio che in troverai in molti altri articoli su questo Blog, un valore che a me è molto caro e che potrai trovare ad esempio nel Viaggio in Calabria con i Travel Blogger oppure nel Viaggio fra i Borghi più belli della nostra Italia, e in molti altri ancora!

Grazie ancora carissimo/a!

Ti aspetto ancora!

Mimì

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