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cosa vedere nel centro storico di Brescia Piazza della Loggia e Orologio

Cosa vedere nel centro di Brescia: un itinerario fra arte e dimore dell’antica Brixia

by Mimì

Una delle cose che sicuramente farò appena termina questo periodo di “reclusione”, sarà quella di visitare nuovamente la città in cui abito, la splendida Bergamo e la vicina “leonessa d’Italia”, Brescia!  Sia a Bergamo che a Brescia vi sono mille cose da vedere e da fare!

A volte diamo troppo per scontate i luoghi che abbiamo vicini, “a portata di mano”, e le visite che facciamo sono spesso distratte da questo sentire!

Mai come in questi giorni invece, mi sento di consigliarvi di abbandonare questo modo di vedere, per vivere in maniera più profonda ed emozionante queste città, che tanto hanno da raccontare e dare al mondo intero!

Inizio da Brescia, allora, portandovi ad approfondirne la conoscenza attraverso i luoghi segreti del suo centro storico, fuori dagli itinerari consueti!

Un percorso che ho avuto modo di percorrere con Federica, una delle “Guide Artistiche bresciane”, aggiungendo valore, al valore millenario di questi luoghi!

Una meravigliosa passeggiata che voglio condividervi, con tutti gli spunti che ne sono derivati e gli approfondimenti che mi riprometto di effettuare io stessa in loco!

Sono certa che questa città saprà sorprendervi oltre ogni aspettativa! 

Cosa vedere a Brescia panorama dall'alto

Panorama di Brescia dall’alto

Piazza della Loggia di notte a Brescia punto di partenza itinerari

Cosa vedere nel centro storico di Brescia – Piazza della Loggia di notte


Perché visitare i siti dell’antica Brixia

e cosa vedere

nel centro storico di Brescia!

Quando si pensa a Brescia, si immagina una città moderna, totalmente proiettata al futuro, laboriosa come la sua gente, ma senza molte cose da vedere o da fare.

Si pensa ad una città dove non c’è molto spazio per le radici artistiche, per la sua Storia.

Un pregiudizio non rispondente alla realtà a dirla tutta!

Basta muoversi a piedi nel suo splendido centro storico, per accorgersi in pochi passi della presenza di radici storiche antiche, che ricomprendono tracce e presenze risalenti all’epoca romana, al Medioevo, al Rinascimento e che giungono al nuovo millennio, con una consapevolezza nuova.

Una Brescia moderna che sa affascinare attraverso la testimonianza di edifici antichi, di molte presenze museali, di mille mostre d’arte e dalle vie, accoglienti ed aperte ai turisti ed ai viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo!

La scelta di cosa vedere nel centro storico di Brescia, sarà davvero ardua, se avete poco tempo a disposizione per visitarla!

Fra i mille perché vi consiglio di visitare il centro storico di Brescia prendendovi del tempo, c’è anche la presenza in quel suo “cuore antico”, dell’Area monumentale del Foro romano e del complesso monastico longobardo di San Salvatore – Santa Giulia, inseriti nel 2011 dall’UNESCO, nella lista mondiale dei patrimoni dell’Umanità, all’interno del sito seriale definito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.).” 

Cosa vedere nel centro storico di Brescia particolare Mosaico della Domus di Dionisio

Cose da vedere assolutamente nel centro di Brescia – Particolare di uno dei mosaici nella Domus dell’Ortaglia

Un sito dell’Unesco che qui a Brescia, riunisce la grandezza dell’antica epoca romana con la bellezza artistica del periodo longobardo.

Da sottolineare che il nome di Brixia deriva dal latino brik-brig, e indica luoghi elevati, alture, con riferimento ai primi nuclei abitati di questa città collocati anticamente sul colle Cidneo.

Le antiche popolazioni di stirpe gallica qui insediate, riuscirono a coesistere pacificamente con i romani, ottenendo per Brixia lo statuto di colonia latina.

Ed è anche la stessa sensazione di equilibrio e di armonia che proverete nel girare per le belle strade del centro storico di Brescia, nel quale gli antichi Palazzi nobiliari, le Piazze, i portici, i Musei, le gallerie d’arte, le Chiese, i Castelli e le antiche Torri rievocano dietro ogni angolo l’emozione della sorpresa!

Vi troverete così a chiedervi perché non l’abbiate visitata prima, ne sono certa!

La foto di uno dei simboli di Brescia nel Mondo – La Statua della Vittoria Alata

La statua in bronzo della Vittoria Alata venne scoperta nel 1826 in occasione degli scavi archeologici presso il Capitolium di Brescia. Attualmente in fase di restauro, la splendida statua in bronzo, avrà una nuova collocazione nella cella orientale del Capitolium, in un allestimento museale curato dall’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg.

Per conoscere i particolari dello stato di avanzamento del restauro, leggete QUI

Originariamente, la splendida statua incarnava la dea Afrodite che si specchiava nello scudo

 

La statua della Vittoria Alata a Brescia

La statua della Vittoria Alata a Brescia


 

Brescia per me non è solo una città, ma è una sorta di immensa biblioteca a cielo aperto, e ogni monumento in esso presente è un libro che aspetta di essere aperto per raccontarsi agli occhi del lettore visitatore.

Quello che vi chiedo ora, se vi va, è di mettere scarpe comode, di potervi prendere per mano e di accompagnarvi in questa camminata

nel cuore cittadino.”

Così ha scritto l’autrice Viviana Filippini, nel suo saggio: “Brescia segreta. Luoghi, storie e personaggi della città” – (2015, Historica Edizioni).

Forse partendo da questo, vi sarà più facile comprendere e vivere la reale essenza di una città che deve essere scoperta piano piano, per essere amata profondamente!

le stanze della Domus dell'Ortaglia a Brescia

le stanze della Domus dell’Ortaglia


Cosa vedere nel centro storico di Brescia:

Un itinerario di scoperta nell’antica Brixia

Fra le mille cose da vedere a Brescia vi consiglio di organizzarvi un itinerario nel suo centro storico, alla scoperta delle sue splendide dimore, che vi permetterà di meglio comprendere l’evolversi del modo di abitare nei secoli, in questa parte della Lombardia.

Partiamo da due domus romane, utilizzate tra il primo e il quarto secolo dopo Cristo..

A quell’epoca Brixia era una città piuttosto importante, circondata da alte mura e impreziosita da un centro, il foro, ampio e monumentale.

Proprio nel quartiere residenziale adiacente alla piazza principale sorgevano due case patrizie, che sono oggi parte del percorso del Museo di Santa Giulia: le Domus dell’Ortaglia.

 

 

Gli studiosi le hanno chiamate Domus di Dioniso – dalla figura mitologica rappresentata nel bel pavimento a mosaico della sala del banchetto, e Domus delle Fontane – per la presenza di fontane che oltre ad arredare, permettevano di gestire all’interno della grande casa l’acqua corrente, un vero lusso per l’epoca!

Come spesso accade per gli edifici più antichi, la parte meglio conservata è quella che non è stata interessata dai crolli: il pavimento.

Possiamo così osservare decorazioni musive molto raffinate e variegate, che vanno dai più antichi pavimenti bicromi, con tessere solo bianche o nere, decorazioni geometriche, sino ad arrivare ai pavimenti policromi com schemi decorativi articolati (fitomorfi, antropomorfi e con “greche”).

La preziosità di questo sito archeologico è accresciuta dalla presenza di parecchie pareti, molte delle quali affrescate.

Gli antichi non appendevano quadri alle pareti ma le decoravano dipingendo direttamente sull’intonaco.

Ogni sala aveva il proprio progetto decorativo in accordo con la funzione della stessa, con il gusto del proprietario e con l’epoca.

Entrambe le dimore erano organizzate attorno all’atrio porticato, che ospitava la vasca per la raccolta dell’acqua piovana (impluvium) ed erano dotate di riscaldamento a pavimento nella stanza adiacente alla cucina, molto spesso adibita a camera da letto.

La Domus delle Fontane aveva anche un salotto che affacciava sul giardino, dove si poteva uscire a passeggiare, cogliere un frutto o un rametto di timo per cucinare.

Anche oggi questo spazio verde è accessibile al visitatore, offrendo la ricostruzione di un viridarium con specie arboree antiche.

Questo spazio, è anche stato scelto dall’artista Michelangelo Pistoletto nel 2015 per la realizzazione “site specific” del segno del Terzo Paradiso, un segno grafico di sua invenzione, nato dall’esplosione del segno dell’infinito.

Un segno importante, che invita l’uomo contemporaneo, a progettare un futuro in cui si tenga conto sia della tradizione antica che delle innovazioni tecnologiche, sia delle esigenze del singolo che di quelle della collettività, sia della natura!

Cosa vedere nel centro di Brescia – Piantina del complesso monumentale più importante dell’antica Brixia

Monastero di Santa Giulia a Brescia

Monastero del complesso di Santa Giulia

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Santa Maria in Solario

In realtà, anche il Museo di Santa Giulia che ospita le domus, è stato a sua volta una dimora, poiché era un convento.

Secondo la tradizione fu fondato dalla regina longobarda Ansa nell’VIII secolo d.C. .

Fu la “casa” di migliaia di monache benedettine fino alle soppressioni napoleoniche.

Qui abitò fino alla fine dei suoi giorni, anche l’infelice Ermengarda, sposa ripudiata da Carlo Magno, il cui dolore fu cantato dal Manzoni nei famosi versi “sparse le trecce morbide sull’affannoso petto”.

Punti di vista virtuali sulla Domus dell’Ortaglia e oltre

Potete approfondire la conoscenza di questo favoloso sito, ma anche del Capitolium, della chiese di San Salvatore, di S. Maria in Solario e il Coro delle Monache, attraverso le immagini a 360° realizzate dalla Fondazione Brescia Musei.

Un viaggio virtuale per apprezzare ancora meglio la bellezza dell’antica Brixia!

Il Viridarium a Brescia

Il Viridarium


Cosa vedere nel centro di Brescia: 

I Palazzi nobiliari più belli

Uscendo dal complesso, ci immettiamo su via del Musei, che ricalca fedelmente il tracciato dell’antica strada principale di Brixia: il decumano massimo.

Ai lati di questa importante via, sorgevano le abitazioni delle persone più in vista, abitudine che si mantenne anche nei secoli successivi. La nobiltà bresciana fece a gara ad erigere i propri palazzi nei luoghi che erano stati più significativi in epoca romana, per esaltare la propria casata, presentandola come discendente da quei potenti romani che avevano costruito l’impero più grandioso della storia d’occidente.

Passeggiando possiamo così ammirare le facciate e i cortili, se i portoni sono aperti, di molti palazzi interessanti.

Spicca senza dubbio il bel portale di Palazzo Martinengo Cesaresco, sormontato da due grandi aquile marmoree – gli animali regali simbolo della famiglia.

L’androne incornicia prospetticamente una fontana barocca sormontata dalla statua del padrone di casa che, vestito di tutto punto e con la bella parrucca di lunghi capelli a boccoli alla moda settecentesca, sembra dare il benvenuto al visitatore.

Poco più avanti la statua di un angelo mostra il modellino di una casa dal cornicione della Chiesa di Santa Maria della Carità. Entrando troverete dietro al monumentale e splendido altare maggiore, una riproduzione in scala 1:1 della Santa Casa della Vergine di Loreto.

Il suggestivo ambiente fu realizzato nel XVII sec per venerare la copia di alcune reliquie che erano state portate a Brescia da un frate cappuccino. L’intento era quello di riprodurre fedelmente l’originale ma la tentazione di abbellire fu irresistibile!

Fu quindi aggiunta una preziosa cornice d’argento e pietre preziose per la nicchia con la statua. L’altare venne invece decorato con una particolare tecnica di origine francese, impiegando l’argento, mentre la statua lignea della Vergine fu arricchita di un viso marmoreo, oltre che di un corpo scolpito interamente.

Cose che invece la statua di Loreto non possiede.

Questa chiesa è stata costruita per la venerazione di Maria in tutte le sue sfaccettature: la madre amorevole che allatta il Bambin Gesù, raffigurata nell’affresco quattrocentesco sull’altare Maggiore e la Madonna incoronata e regina, secondo l’iconografia di Loreto, che potrete trovare nella stanza costruita dietro l’altare.

C’è un punto al centro della chiesa, da cui si possono ammirare entrambe le opere, attraverso un oculo ricavato dal tabernacolo: una delle tante trovate spettacolari pensate per sorprendere il fedele, avvicinandolo a Dio, attraverso le emozioni.

Chiesa della Carità a Brescia

Chiesa della Carità

La nostra passeggiata continua per le viuzze medioevali del centro, fino al Bar Torre D’Ercole, dove possiamo fermarci a sorseggiare un buon pirlo, tradizionale aperitivo bresciano simile al famoso Spritz.

Perché proprio qui? Perché il locale è ricavato nell’unica torre medioevale rimasta ben visibile ai giorni nostri.

Pensate che la città si presentava attorno al XIII sec. con circa duecento case torri, realizzate da nobili e potenti signorotti perennemente in gara tra loro!

Le lunghe guerre tra guelfi e ghibellini purtroppo decretarono la scomparsa di tutti questi edifici perché la punizione per la fazione perdente all’epoca era, oltre alla cacciata dalla città, il capitozzamento della torre di famiglia, cioè il suo abbassamento al livello delle povere case dei popolani.

Le forze in campo per vari secoli si equivalsero e quindi a turno le case torri furono abbassate tutte, finendo inglobate in edifici di epoche successive.

Ci spostiamo poi lungo le vie dello shopping e imbocchiamo Corso Palestro, dove possiamo ammirare diverse facciate dipinte. La città di Brescia, nel Rinascimento ne aveva molte!

Quelle rimaste appartengono al progetto delle “case del Gambero”: porzioni di fabbricato cielo-terra omogenee, progettate dall’architetto comunale Ludovico Beretta per meglio organizzare le attività commerciali nel centro della città.

Ad ogni mercante o artigiano era assegnato uno spazio con vetrina per la bottega a pianterreno e un’abitazione al piano superiore.

Le facciate erano decorate ed affrescate secondo un progetto unitario, nel quale venivano proposti scene ispirate al mondo classico e alla tradizione biblica, per esortare nella popolazione, i valori civici.

Il periodo sei-settecentesco vide molto fervore edilizio in città, complice l’avvento del nuovo gusto barocco e l’esigenza della nobiltà di risiedere in città da lungo tempo per poter essere ammessa al Gran Consiglio cittadino.

Portici di Palazzo Calini ai Fiumi a Brescia

Portici di Palazzo Calini ai Fiumi

Un bell’esempio è Palazzo Calini ai Fiumi, ora sede della facoltà di giurisprudenza. Costruito in epoca rinascimentale, fu poi “ammodernato” in epoca barocca.

Oggi si accede al palazzo dopo aver attraversato un elegante cortile d’onore, dotato  di un bel loggiato rinascimentale!

Il Palazzo era stato costruito per accogliere gli ospiti, ma anche per depositare le “ferrarezze” , cioè il materiale ferroso che la famiglia nei secoli aveva commerciato.

Accediamo poi al piano nobile del Palazzo dallo scalone d’onore, a cui nel bresciano si dava molta importanza, poiché su questo era basata la prima impressione degli ospiti sulla magnificenza del palazzo e lo splendore degli ospitanti.

Questa parte dell’edificio nobiliare era stato decorato, tra il sei e settecento, con finte statue affrescate e pareti interamente dipinte con finte prospettive.

Da qui si accede a diverse stanze decorate, tra cui quella dell’alcova,  e ad un’ala in cui trova spazio una lunga e affascinante galleria.

Un tempo la Galleria era anche il luogo in cui venivano esposte le collezioni di opere d’arte e le armi del Palazzo.

L’importante restauro degli ultimi anni, ha permesso di riscoprire la brillantezza dei colori e delle scelte decorative dell’edificio, da cui si può accedere sia da via San Faustino, (all’epoca percorsa dal fiume Garza, coperto circa due secoli fa), sia da una viuzza nel cuore del quartiere del Carmine.

Palazzo Calini ai Fiumi, Brescia

Cosa vedere nel centro di Brescia – Palazzo Calini ai Fiumi: affreschi alle pareti

Palazzo Calini ai Fiumi a Brescia- Magnifico soffitto

Palazzo Calini ai Fiumi – Magnifico soffitto

Poco distante sorge un’altra dimora degna di nota, Palazzo Gaifami, che dal 1940 è sede della Croce Bianca di Brescia.

La famiglia Gaifami decise di edificarlo attorno alla metà del XVIII secolo, al limitare nord della città vicino alla cinta muraria, chiamando a decorare il salone delle feste e le altre stanze di rappresentanza del piano nobile, i migliori pittori bresciani dell’epoca, tra cui Carlo Innocenzo Carloni.

Oggi, Palazzo Gaifami, ospita anche un’interessante esposizione di fotografie e oggetti che documentano la storia della Croce Bianca di Brescia, ente di soccorso nato alla fine dell’800 con il fine di trasportare gratuitamente in ospedale le persone vittime di incidenti.

Ancora oggi il servizio è attivo, grazie alla generosità di molti sostenitori e la collaborazione di molti volontari. Un servizio che in questi giorni di pandemia sta sostenendo la città ed i suoi cittadini.

Piazza della Loggia a Brescia sotto Natale

I simboli di Brixia in ogni stagione – Piazza della Loggia a Brescia a Natale


La città di Brescia, come avete avuto modo di leggere sopra, offre l’opportunità di scoperte che vanno ben oltre i soliti itinerari ed i luoghi più conosciuti .

Per non perdere nulla dei luoghi e delle storie particolari che essa riesce ad offrire e per riuscire ad organizzare una visita “su misura”, vi consiglio di contattare e chiedere il supporto di “GuidaArtistica a Brescia”, un valido e professionale gruppo bresciano di guide ed accompagnatori turistici abilitati negli itinerari storico-culturali: “fatevi guidare dalla vostra curiosità” il loro motto preferito, al resto ci penseranno loro!

Voglio ringraziare in particolare Federica, Barbara, Agostino ed Elisa, del gruppo “GuidArtistica”, per avermi dato la possibilità di vivere questa esperienza al Top!

Per darvi modo di mettervi in contatto, vi lascio di seguito i loro recapiti!

Contatti con il gruppo di “GuidaArtistica”

Email: info@guidaartistica.com

Recapiti Telefonici – 347 30 28 031 oppure 347 37 35 785
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itinerario a piedi nel centro di Brescia cosa vedere Panorama invernale

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3 comments

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