Se avete in programma di visitare la Campania a breve, non potete esimervi dall’inserire nel vostro itinerario di Viaggio una sosta di qualche giorno nella splendida città di Salerno! La città, principalmente nota per la sua vicinanza alla Costiera Amalfitana e a quella Cilentana, ospita monumenti e siti d’interesse storico-artistico risalenti a epoche e culture diverse, che meritano di essere conosciuti e visitati. E di cose da vedere e da fare a Salerno (e nei suoi dintorni), ce ne sono davvero tantissime, in ogni periodo dell’anno!
Fra i mille motivi per cui vi invito a visitare questa splendida città, c’è anche l’esperienza e l’emozione di poter cogliere quanto siano radicati nel suo DNA, la presenza del mare e la bellezza dei suoi paesaggi, il calore del sole e quello della sua gente! Elementi che riescono a giungere diritti nel cuore di ogni turista o viaggiatore, sorprendendo oltre ogni aspettativa!
I mille motivi per visitare Salerno
raccontati da una salernitana
Per scoprire questa splendida città, cosa c’è di meglio che farvela conoscere attraverso gli scritti e le immagini da una salernitana purosangue?
Nasce così questo articolo, scritto da Valeria Polverino, travelblogger e content creator del Blog “I Viaggi di Vale”.
Ogni luogo, visitato attraverso le esperienze di chi ci vive o ci ha vissuto a lungo, riesce a rivelarci quelle sfumature che sfuggono, a chi lo visita per la prima volta!
Con Valeria andremo quindi a scoprire le cose più importanti da vedere a Salerno, immergendoci nelle realtà di una città in cui la storia, le tradizioni e le moderne trasformazioni urbanistiche, hanno creato un mix mediterraneo di grande appeal!
Una città sospesa fra la futuristica stazione marittima dell’archistar Zaha Hadid, e le sue antiche radici romane e longobarde, da vivere attraverso il suo splendido centro storico!
Ma ora andiamo con Valeria a visitare Salerno!
Perchè visitare Salerno: Mille e più motivi
Salerno è stata capitale della Longobardia minor, al tempo del Principato della Opulenta Salernum, le cui massime testimonianze in città sono rappresentate dal Castello di Arechi e dal Complesso di San Pietro a Corte.
Nel suo lungo passato Salerno ha visto di tutto: invasioni barbariche, terremoti, alluvioni e rivoluzioni. Per Salerno sono passati personaggi illustri, come ad esempio Johann Wolfgang Goethe, durante il suo Viaggio in Italia e per un breve periodo (da febbraio ad agosto 1944), è stata anche Capitale d’Italia. Tanta storia e tanta bellezza
Per aiutarvi a cogliere l’essenza e il meglio della città, vi parlerò di almeno 6 cose da vedere a Salerno, partendo dal centro storico della città di Ippocrate! Senza dimenticare di menzionare la rassegna “Luci d’Artista”, un’iniziativa che ogni anno, durante il periodo natalizio, richiama in città numerosi turisti.
Cose da vedere nel centro storico di Salerno:
1. Via Mercanti, il cuore della città
Come si può intuire dal nome, Via Mercanti era la strada di origine medievale in cui si concentravano le botteghe artigiane salernitane. Le attività principali di vendita, erano incentrante principalmente sull’abbigliamento al punto da essere conosciuta anche come Drapperia.
Alcune botteghe hanno superato il secolo di attività. Una delle più note è l’Antica Dolceria Pantaleone, pasticceria che, dal 1868, delizia i palati dei salernitani e non solo!
La sua fama ha superato i confini nazionali e personaggi illustri come Bill Clinton, Michail Gorbaciov e Karol Woytila hanno avuto la fortuna di assaggiare la Scazzetta del Cardinale, un pan di spagna ricoperto da glassa alla fragola, cavallo di battaglia della pasticceria.
Cose da vedere nel centro storico di Salerno:
2. Il Duomo
Una leggenda narra che, durante le incursioni saracene intorno all’anno Mille, i salernitani intimoriti si rifugiarono all’interno della Cattedrale, pregando per essere salvati dal pericolo. Quando i pirati giunsero dinanzi al portale, i due leoni in pietra posti ai suoi lati si animarono, sbranando gli incursori e liberando così la città dai mori.
Non tutti sanno, compresi molti salernitani, che il nome di quello che conosciamo come Duomo di Salerno non è corretto: in realtà si chiama “Cattedrale di Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio VII“.
Fu il condottiero normanno Roberto il Guiscardo, con il supporto dell’allora Vescovo Alfano I, ad avviare i lavori di costruzione del Duomo di Salerno nel 1080, dopo aver liberato la città dall’egemonia longobarda.
Per progettare la pianta dell’edificio sacro, ma con dimensioni maggiori, fu preso come modello l’Abbazia di Montecassino. Fu lo stesso Alfano a progettare in stile romanico l’imponente basilica a tre navate longitudinali ed un transetto.
Il quadriportico, unico esempio in chiese romaniche – insieme alla Basilica di Sant’Ambrogio di Milano – e il campanile furono aggiunti in un secondo momento.
La sontuosa Cripta fu terminata un anno dopo e la consacrazione da parte di Papa Gregorio VII, avvenne nel 1084. L’obiettivo era quello di dare una degna dimora alle spoglie dell’Evangelista Matteo, Santo Patrono della città.
Dell’aspetto originale rimangono poche tracce, a causa delle imponenti ristrutturazioni avvenute nel Seicento, resisi necessarie dopo i devastanti terremoti del 5 giugno 1688 e quello del 1694.
I lavori di recupero della struttura, negli anni, hanno interessato anche i mosaici presenti nelle tre absidi e nelle pareti del transetto. In particolare, il mosaico dell’abside maggiore, venne realizzato ex novo ad opera degli esperti mosaicisti di Ravenna, poichè quello preesistente era stato giudicato non più recuperabile.
Fra le opere presenti nel Duomo, è possibile ammirare:
- il bel portale d’ingresso in oricalco, una lega in rame e zinco simile all’ottone, decorato in agemina, donato dai ricchi mercanti e coniugi Landolfo e Guisana Butrumil. Venne fuso a Costantinopoli nel 1099;
- diversi sarcofagi romani posti nell’atrio. In quello a sinistra della porta d’ingresso, sono conservate le spoglie del Duca Guglielmo, nipote del Guiscardo, l’unico sovrano salernitano sepolto in Salerno di cui si conosca per certa la sepoltura;
- i due amboni della fine del XII secolo, posti nella navata centrale (a sinistra il Guarna ed a destra quello del d’Aiello);
- la tomba della Regina Margherita di Durazzo dello scultore di corte Baboccio da Piperno;
Gli affreschi che potrete ammirare nella Cripta del Duomo, appartengono al pittore tardo manierista Belisario Corenzio, mentre la statua bifronte di San Matteo, posta sulla tomba dell’Evangelista, venne realizzata nel 1605 dallo scultore fiorentino, Michelangelo Naccherino.
Sempre nella Cripta, sono conservate le spoglie di San Matteo, San Felice e dei martiri salernitani Caio, Ante e Fortunato, oltre al ceppo sul quale vennero decapitati questi ultimi. Una leggenda narra che poggiando l’orecchio sul ceppo, è ancora possibile sentir scorrere il sangue dei martiri.
Il campanile del Duomo, ricco di riferimenti biblici, è alto quasi 52 metri, con una base di circa 10 metri per lato. I piani di cui esso è composto sono tre, come i livelli dell’universo secondo le Sacre Scritture.
La torretta del campanile, che ha forme circolari aggraziate, stanno a simboleggiare l’elemento ultraterreno. Sulla parete esterna la struttura è impreziosita da dodici piccole colonne, chiaro riferimento agli Apostoli, che reggono la fascia stellata a sei punte, simbolo del Paradiso. Per terminare, la cupola ha una forma sferica, chiaro riferimento a Dio.
I bellissimi marmi policromi presenti nel Duomo sono stati protagonisti, nel 2016, del progetto OVS Arts of Italy, omaggio alla bellezza e alla riscoperta del patrimonio artistico italiano.
L’ingresso alla Basilica e alla Cripta sono gratuiti e liberi nei giorni e negli orari di visita previsti dalla Cattedrale, oltre che in osservanza alle limitazioni imposte dalle misure di restrizione di prevenzione da covid-19
L’ingresso alla Cappella del Tesoro e nella Cripta prevedono l‘offerta di 1 € .
Luoghi da vedere a Salerno: il Museo Diocesano “San Matteo”
Alcune belle immagini dei luminosi interni – foto credits @Valeria Polverino
Luoghi e cose da vedere a Salerno
3. Il Museo Diocesano “San Matteo”
L’attuale Museo Diocesano “San Matteo” di Salerno è ospitato nelle strutture del rimodernato Seminario Diocesano, in Largo Plebiscito 12.
L’esposizione museale accoglie splendide collezioni artistiche, che vanno dal Medioevo ai giorni nostri.
Accanto alle tele di scuola caravaggesca, donate dal Marchese Giovanni Ruggi D’Aragona nel 1870 alla Cattedrale di Salerno, potrete ammirare la collezione delle tavolette in avorio di epoca medievale, il rotolo miniato miniato dell’Exultet, la Croce dipinta del Barliario, la Croce lignea di Roberto il Guiscardo, la cui realizzazione è attribuita all’artista senese Tondino del Guerrino, la collezione di monete antiche risalenti al periodo greco, romano e quelle prodotte dalla Zecca di Salerno, il Pontificale ad usum Ecclesiae Salernitanae, e ancora codici miniati, pergamene, e molti altri reperti.
Il costo per l’ingresso è di 2.00 euro per gli adulti e di 1.00 euro per gli studenti. Per gli orari e i giorni d’ingresso aggiornati dopo le riaperture dalla pandemia, fate riferimento al recapito telefonico della Direzione, 089/239126 e alla E-mail museodiocesano.sa@gmail.com
Cose da vedere a Salerno:
4. Il Giardino della Minerva
e la Scuola Medica Salernitana
Se si parla di Salerno nel mondo, il primo pensiero va subito alla Scuola Medica Salernitana, la più gloriosa istituzione scientifica e culturale legata alla storia della città.
Le origini della Scuola affondano le radici nella pura leggenda. In una di queste narrazioni, si racconta che essa sia nata dall’incontro di quattro medici – un arabo, un ebreo, un latino e un greco – Adela, Helinus, Salernus e Pontus – nei pressi dell’acquedotto medievale longobardo di Salerno
La storia documentata della Scuola Medica Salernitana, è possibile farla risalire al IX secolo. Al tempo ha rappresentato il primo esempio di istituzione medica in Europa. Il primo documento storico in cui la Scuola Medica Salernitana venne codificata risale al 1231, mentre nel 1252 Corrado II di Svevia riconobbe alla stessa la qualifica di Studium
Il Regimen Sanitatis Salernitanum – la Regola Sanitaria Salernitana, rappresenta invece una raccolta di 103 aforismi in versi, un vero compendio di carattere medico-educativo, pubblicato e tradotto in tutta Europa, in più di 40 di edizioni.
Quattro passi nella Storia della Scuola Medica Salernitana
Salerno in quell’epoca lontana era un vivace centro culturale, crocevia di ospiti e viaggiatori arabi, bizantini e da tutto il bacino del Mediterraneo. Fu questa sua vocazione verso gli scambi commerciali e culturali, che favorì l’interesse per l’arte medica.
In quel periodo furono riscoperti gli insegnamenti di Ippocrate e Galeno, grazie agli arabi che avevano ricopiato e salvate le opere, ed era possibile seguire le lezioni degli archiatri, maestri provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.
La Scuola Medica Salernitana, considerata l’antenata delle Università europee, era soprattutto una scuola farmaceutica, legata allo studio, alla coltivazione ed all’utilizzo dei preparati derivati delle piante officinali.
L’altissimo prestigio di cui godeva la Scuola Salernitana era davvero molto alto, e al suo interno, con un ruolo di grande rilievo, erano ammesse anche le donne.
Trotula de Ruggero fu la rappresentante più famosa delle “donne-medico” del tempo, appartenente di diritto alle Mulieres Salernitanae”, oltre ad essere l’autrice del trattato La Summa qui dicitur Trotula
Il cuore della Scuola Medica Salernitana, da sempre, è il Giardino della Minerva, uno dei primi esempi di orto botanico in Europa.
Realizzato per volere di Matteo Silvatico, noto anche con il nome di Giardino dei Semplici, il Giardino della Minerva era anche il luogo in cui gli allievi imparavano a distinguere ed utilizzare le erbe officinali a fini medicamentosi.
L’approccio dei seguaci della Scuola Medica Salernitana infatti, era essenzialmente basato sull’esperienza e sulla pratica, introducendo così sin dagli albori della scuola, il concetto di prevenzione
Prima di andare via non dimenticare di visitare la Tisaneria del Museo, dove è possibile acquistare erbe e tisane che ancora oggi vengono coltivate nel Giardino della Minerva. Inoltre, è possibile gustare le tisane in loco, sul bellissimo terrazzo panoramico con vista mozzafiato di tutto il Golfo di Salerno.
Orari di apertura e costo del biglietto
Il Giardino della Minerva si trova in via Ferrante Sanseverino (qui la collocazione su mappa)
Costo del biglietto intero: € 3,00.
Il costo per gli studenti, previa esibizione libretto universitario, è di € 1,50.
I bambini al di sotto dei sei anni entrano gratuitamente
Aperto dal martedì alla domenica. Gli orari annuali variano a seconda della stagione, con il seguente schema:
- giugno/luglio/agosto 9.30 – 20.00;
- settembre 9.30 – 19.00;
- ottobre 9.30 – 18.00;
- novembre/dicembre/gennaio 9.30 – 16.30;
- febbraio 9.30 – 13.00;
- marzo 9.30 – 17.00;
- aprile 9.30 – 19.00;
- maggio 9.30 – 19.30
In considerazione dell’attuale momento sanitario ed alle restrizioni a causa della pandemia da covid-19, gli orari e le giornate di ingresso saranno modulate a seconda delle colorazioni regionali.
Al momento della stesura del presente articolo e a far data dal 27 Aprile 2021, il sabato e la domenica si potrà entrare al Giardino solo su prenotazione, inoltrando una email a prenotaminerva@gmail.com, indicando giorno e orario di arrivo, nome e cognome delle persone che intendono effettuare la visita (recapito telefonico dei Giardini: 089252423).
Per ulteriori approfondimenti su questo Giardino, potete anche scaricare e leggere
l‘ Opuscolo Giardino della Minerva
Cose da vedere a Salerno:
5. Il Complesso Archeologico
di San Pietro a Corte
San Pietro a Corte è il sito storico più rappresentativo di tutta Salerno. Nei secoli, infatti, qui si sono avvicendate le Terme romane, un cimitero paleocristiano e la corte del principe longobardo Arechi II.
La visita al sito (qui la sua sua geolocalizzazione su mappa) è davvero molto emozionante, un vero tuffo nella storia della città. La chiesa, sorge in quella che era la Cappella privata del principe, consacrata ai Santi Pietro e Paolo. Le sue fondamenta poggiano sull’antico frigidarium delle terme romane, risalenti al III secolo d.C.
L’edificio, inizialmente, era alto ben 13 metri, coperto da volte a botte e a crociera, con grandi finestre che illuminavano l’ambiente. In epoca cristiana venne utilizzato come aula religiosa, come lasciano intendere le epigrafi presenti.
Con l’ascesa al trono di Arechi, le volte furono demolite e il corpo termale diviso in sue parti. La Scuola Medica Salernitana utilizzò gli spazi come aula per il conferimento delle lauree.
La chiesa, presenta una navata unica chiusa da un abside semicircolare. In origine l’abside presentava una forma rettangolare ma, a seguito dei lavori di restauro del 1576, l’elemento fu sostituito. In quella occasione fu realizzata anche l’attuale scala di accesso al sito.
Sul lato nord della chiesa sorge un campanile romanico, realizzato per volere del principe Guaimaro II. A completamento del complesso, sorge una piccola cappella consacrata a Sant’Anna, in cui è possibile ammirare l’affresco del Cinquecento dedicato a S. Anna con la Vergine bambina e i due Santi.
Orari di apertura
Il Complesso Archeologico si trova in Larghetto S. Pietro a Corte, nel cuore del centro storico di Salerno.
L’Ipogeo è aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 18.00. La Cappella Palatina è visitabile solo il sabato e domenica.
Ingresso libero
Cose da vedere a Salerno:
6. I Muri d’Autore del Rione Fornelle
Quindici artisti coinvolti, 500 metri di parole scritte, 196 litri di colore: non puoi lasciare Salerno senza aver visto i Muri d’Autore del Rione Fornelle!
Si tratta di un percorso artistico non convenzionale, che ha trasformato le antiche mura della cittadella longobarda, in un museo all’aperto, grazie agli artisti della street art.
Il progetto nasce come omaggio al poeta Alfonso Gatto, nativo del rione.
Il merito dell’intervento è da riconoscere alla Fondazione che porta il suo nome, presieduta dal nipote del poeta, Filippo Trotta, e la direzione artistica di GreenPino, al secolo Pino Rescigno, poliedrico artista e sperimentatore di generi che vanno dal pop-collage alla street art.
Il Comparto Fornelle è sempre stato visto come un quartiere dormitorio, una delle zone di cui la città e le amministrazioni non ne andavano fiere, abitata da sempre da famiglie umili e quasi tutti pescatori.
Con questi presupposti l’arte non sarebbe mai potuta entrare qui, bisognava attuare delle iniziative per coinvolgere gli abitanti.
Gli abitanti del quartiere, da subito, si sono rivelati entusiasti di essere parte attiva del progetto, osservando con occhi curiosi i lavori e mettendo a disposizione degli street artists le mura delle proprie abitazioni, per farle abbellire con le parole di Jacques Prevert, Alda Merini, Jim Morrison e Pino Daniele.
Il Rione Fornelle, grazie all’arte di strada, si è così animato!
Il legame con il mare è presente in molte poesie, colori e disegni, così come il dialetto, lingua parlata dai residenti.
Gli artisti, poi, hanno riconosciuto alle Fornellesse, le donne del rione, un vero e proprio tributo, rendendole protagoniste di un murales visibile sulla facciata di uno dei palazzi più alti.
Se sei amante come me di arte urbana, ti consiglio di andare ad ammirare i lavori dei writer Jorit e Alice Pasquini. Il primo ha dedicato al personaggio di Trotula de Ruggiero uno dei murales del parcheggio di via Vinciprova, mentre l’artista e scenografa romana si è occupata, insieme a GreenPino, della decorazione delle scale dei Mutilati in Via Velia.
Da poco tempo poi, il Ministero dei Beni Culturali ha inserito il progetto dei Muri d’Autore nell’albo dei “Sistemi territoriali di creatività urbana”. Si tratta dell’ennesimo riconoscimento a questa importante attività, dopo quello ricevuto nel 2015 da Legambiente, come miglior progetto di riqualificazione urbana in Italia.
Consigli Utili sulle cose da fare a
Salerno e dintorni fra trekking urbano e una puntata
alla vicina Costiera Amalfitana
Quelle che qui avete avuto modo di leggere, sono solo alcune delle cose che è possibile vedere a Salerno, piccoli spunti per iniziare un percorso più ampio, in una città splendida e frizzante!
Ringrazio ancora di cuore Valeria Polverino per avercele fatte scoprire così approfonditamente e vi ricordo che potrete seguirla, oltre che sul blog, anche sui suoi canali social, fra i quali Instagram!
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Ma è ora che vi dica qualcosa anche rispetto alle esperienze della mia visita a Salerno! L’idea che posso darvi, è quella di concedervi in questa città anche un “trekking urbano” in piena libertà, che vi porti a scoprire paesaggi e scorci di una città di cui innamorarsene!
Salite sino al Castello Arechi, per ammirare uno dei panorami più belli dall’alto di questa città e poi, pian piano, ritornate verso il centro storico, soffermandovi nei pressi dell’ Acquedotto Medievale, per ammirare quello che i salernitani chiamano il “Ponte del Diavolo”.
Se poi avete un po’ di tempo in più, non mancate di visitare il Museo della Ceramica Alfonso Tafuri nel centro storico di Salerno e il Museo della Ceramica di Vietri sul Mare, ospitato nella Torretta Belvedere di Villa Guariglia! Non ve ne pentirete …
Dal Ponte del Diavolo, proseguite verso il Complesso di Santa Sofia prima di procedere verso la Villa Comunale, con la bella fontana detta di “don Tullio” (o di Esculapio) e poi, verso lo splendido lungomare Trieste di Salerno, per concedervi una lunga e rilassante sosta per guardare il tramonto sullo spettacolare e scenografico Golfo di Salerno.
Dopo aver visitato le mille cose da vedere a Salerno, potrete partire per un itinerario emozionale nella magia dei paesaggi e dei sapori della Costiera Amalfitana, che, è sempre bene ribadirlo, è uno dei 55 siti patrimonio UNESCO in Italia, per “essere un esempio eccezionale di valori paesaggistici, culturali e naturalistici”
Ma c’è una cosa che ancora voglio raccomandarvi di fare in questa splendida parte della nostra Bella Italia: acquistate un souvenir che vi consenta di portare con voi il ricordo dei colori e dei profumi di Salerno e dintorni!
In questo caso non ho dubbi sul duplice consiglio da darvi: acquistate una colorata ceramica, in una delle fabbriche che le producono a Vietri sul Mare e una bottiglia del profumato limoncello, fatto artigianalmente con i limoni della Costiera Amalfitana!
Vietri sul Mare si trova a circa 7 chilometri da Salerno e potete raggiungerla comodamente in auto o, come ho fatto io, facendo una splendida e panoramica passeggiata a piedi, passando per “la cornice del Principe”, i ruderi della Cappella di Saragnano, da dove potrete ammirare un altro fantastico scorcio panoramico su Salerno.
Lasciamoci Ispirare dalle cose da vedere e da fare a Salerno e dintorni!
La città di Salerno è la riprova di quanto noi stessi italiani poco conosciamo la nostra stessa Bella Italia!
Il mio invito, quest’anno più che mai è di lasciarci ispirare dalla bellezza della scoperta, ANCHE dalle città del nostro Paese, scoprendole ed apprezzandole! La stessa Salerno potrebbe rientrare nel novero delle città d’arte italiane da visitare, per un weekend o una vacanza, non credete anche voi?
Al prossimo Spunto di Viaggio!
Mimì






















11 comments
Non posso che ringraziarti per avermi dato la possibilità di parlare della mia amata Salerno! Ancora grazie Mimì <3
Sono felice ed onorata di averti ospitata! Casa mi, è casa tua … Il mio Blog sarà sempre felice della tua presenza, e anche io!
Adesso, quando tornerò a Salerno, so già cosa vedere!
A presto!
Mimì
Sono stata a Salerno nel periodo delle luminarie qualche anno fa e mi è piaciuta davvero tanto! Vorrei tornarci in estate, speriamo :)
Articolo molto ricco con dei cenni storici interessanti!!! Sono stata solamente una volta a Salerno per le Luci di Natale allestite all’interno della Villa…precedentemente abbiamo solo fatto una passeggiata sul lungomare tra bancarelle e una vista mozzafiato del tramonto ?
Ciao Stefania!
La storia fa vivere emozioni intense! Vale la pena vivere anche Salerno in questa chiave!
Mimì
E’ sempre bello fare un giro (in questo caso virtuale) nella bella Salerno! Ci torno volentieri ogni anno per ammirare le celebri Luci d’Artista, anche se la frequento poco nei mesi estivi (pur avendo fatto qualche incursione in costiera). Mi attira molto il quartiere Formelle, di cui non conoscevo l’esistenza, grazie!
Ciao Margherita!
Salerno merita di essere visitata in ogni stagione! Ci tornerò anche io!
Un abbraccio, Mimì
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Ho amato Salerno sia per la sua comodità nel poter percorrere le strade a piedi sia per la vicinanza a tutto. L’avevamo scelta come base per il nostro on the road in Campania a dispetto della più grande Napoli ed è stata la decisione migliore. I panorami, la street art, il centro… ci tornerei molto volentieri!
Sto programmando la vacanza di quest’estate con la mia famiglia, e la costiera amalfitana/Salerno è tra le opzioni. Leggendo l’articolo sono quasi convinta! Dai tesori artistici più antichi, alla moderna street art, c’è veramente tanto da visitare!
Ciao Teresa! Salerno vale la pena di essere visitata e scoperta! Non ti deluderà